UBALDO BRANZANTI
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Tutti i romagnoli (e non solo poiché TeleMare era vista anche nella Marche, in Emilia e dai molti turisti presenti sulla riviera adriatica e sulla riviera romagnola) ricordano ROBA AD CA NOSTRA e il suo conduttore, che fu anche l’ideatore di Radio Mare e di Tele Mare: Ubaldo Branzanti, detto Bibi. Branzanti è un personaggio nazional-popolare noto anche ai molti turisti che in albergo, in quel di Cesenatico, Riccione, Cesenatico, Gatteo Mare, Rimini, Misano, Torre Predrera, in tutta la costa romagnola, ma anche a San Marino, fino a San Mauro Mare e a Sanremo, Anche a Milano Branzanti è molto popolare. Durante una cena di lavoro con i redattori di www.storiaradiotv.it ad un certo punto il discorso andò sulle varie TeleMare esistenti in Italia. Gigi Vesigna disse che sul finire degli anni ’70 assistevano almeno sette emittenti con questo nome, io, Maurizio Seymandi e Agostino Rosa, replichiamo: “è vero, Gigi, ma per noi TeleMare resta quella di Ubaldo Branzanti”, al tavolo vicino al nostro sta pranzando una coppia che ascoltando la mia voce alta mentre pronuncio il cognome Branzanti, la donna replica: “Branzanti? Quello di ROBA AD CA NOSTRA, ed io: “si, proprio lui”. Prometto alla coppia che avrei chiamato Branzanti e l’avrei presentato per loro e per i lettori di www.storiaradiotv.it, dopo avere passato ore ed ore sul lago a cercare le mie vecchie agende, finalmente ne ritrovo una degli anni ’80 con un vecchio numero di Ubaldo Branzanti, tornato a Milano provo a comporre il numero, convinto che nel frattempo è cambiato. Lo compongo e mi risponde una voce maschile con l’accento romagnolo:
“Il signor Branzanti?”
“Quale Branzanti cerca?”
“Quello di TeleMare”
“TeleMare oggi è chiusa, eravamo in tanti Branzanti a fare quella tv”
TeleMare era infatti una televisione famigliare, vi lavoravano infatti i figli di Ubaldo, Davide e Marco, Enrico Branzanti (fratello di Ubaldo) fondatore anche lui di un’emittente Radio G.M. (Radio Gatteo Mare).
“Io sono Ubaldo Branzanti”.
“Mitico!”
Branzanti mi risponde con l’affabilità tipica dei romagnoli ed è molto contento che qualcuno si ricordi di lui:
“Guardi che io la chiamo non soltanto a mio nome, ma anche a nome dei miei colleghi e dei nostri lettori”.
La voce di Ubaldo Branzanti pare rotta dall’emozione, guardi Bibi che per uno che per tantissimi anni ha fatto questo mestiere è una situazione paradossale…
“Le domande ero abituato a farle io, ora me le fa lei… E poi TeleMare è chiusa da più di sei anni…”
“Cominciamo, come ai vecchi tempi, a ruoli invertiti, caro Bibi, le domande oggi le faccio io, non faccio più l’intervistato (ricordo che nel luglio 1995 venni intervistato da Ubaldo Branzanti sul lungomare di Rimini, la macchina da presa era azionata da uno dei figli”.

Ubaldo Branzanti nasce a Cesena, in provincia di Forlì, il 4 luglio 1935, Branzanti compie gli studi ad Asmara, poichè nel 1937 i genitori sono emigrati in Eritra, una sorella (Gabriella, classe 1933, oggi residente in Equador),e un fratello Enrico (classe, 1939, anch'egli futuro protagonista dell'emittenza radiotelevisiva privata, oggi residente in Romagna). Nel dopoguerra la famiglia Branzanti rientra in Italia, Ubaldo da buon romagnolo ha la passione per la musica, crea un'orchestra denominata Orchestra Branzanti, suonando nei locali da ballo della Romagna fino alla realizzazione di una grossa orchestra di stile folkloristico romagnolo e, con l'aiuto del maestro Secondo Casadei, si inserisce nel giro dei grandi locali (balere) di tutta Italia.

Nel 1952, a
17 anni, e non ancora in età di patente di guida, Ubaldo è l'unica persona
in Italia con una speciale autorizzazione del Ministero dei trasporti
richiesto dalle autoscuole Furia di Roma ad operare come Istruttore
automobilistico. Nel 1955, a vent'anni, Ubaldo va a Dhahran (Arabia
Saudita) a lavorare per la Flour Coroporation (una ditta americana) come
capo squadra (chief) nel Fire Department del campo di aviazione,addetto al
controllo degli aerei scuola (piloti americani addestravano piloti arabi).
Qui Ubaldo conosce lasua attuale moglie nata a Sammerville nello stato della
Pensilvania (USA). Suo padre lavorava come tecnico petrolifero con la ditta
americana A.R.A.M.C.O. (compagnia petrolifera addetta alla ricerca ed
estrazione del petrolio). I genitori della futura moglie
di
Branzanti si erano trasferiti in Arabia Saudita per motivi di lavoro.
Ogni anno Ubaldo fa un viaggio negli U.S.A. a casa dei futuri suoceri.
Nel 1964 Ubaldo si sposa e si trasferisce negli Usa, nascono due figli
maschi: Marco (1966) e Davide (1973), Marco frequenta le scuole nella
cittadina dove risiede (Vestal, N.Y.) questa preparazione bilingue sarà, in
futuro, la sua fortuna. Ubaldo lavora negli Usa come tecni
co
e si diletta a suonare nelle orchestre. Purtroppo Branzanti non riesce ad
adattarsi negli USA: "indubbiamente anche per il clima troppo freddo
dove vivevano gli suoceri, città di Vestal nello stato di New York vicino al
confine con la Pensilvania".
Ma in America Branzanti ha l'occasione di
osservare il modo di fare radio e televisione d'oltreoceano. "Suonando nei
locali di sera mi accorsi che in America, a differenza che in Italia, non erano
soltanto i giovani ad andare a ballare, ma anche gli anziani. Pensato che negli
anni '60 e anche all'inizio degli anni '70 in Italia una donna era considerata
anziana già a 40 anni, negli Stati Uniti, invece, nei locali incontravo persone
oltre i 70 anni". E così nel 1974 quando rientra in Romagna, all'età di
quarant'anni, decide di ricominciare tutto da capo. E' il periodo delle
prime radio libere, suo fratello Enrico aveva dato vita ad una delle prime
emittenti radiofoniche della riviera romagnola, Radio G.M., cioè Radio Gatteo
Mare. "Era un'emittente che si ascoltava soltanto nei paesi vicini a Gatteo,
tenendo presente la lezione americana decisi di aprire una radio che avesse una
maggiore area di copertura, nacque così Radio Mare.." E' il 1975 ed in
galleria Maggioli, in quel di Cesenatico, iniziano i programmi di questa
emittente che copre l'intera riviera romagnola, il primo programma lo conduce
lui, lo stesso Ubaldo, e si intitola ROBA AD CA' NOSTRA. Il format? "Beh allora
non si usava ancora questa parola in Italia, in America si." Roba di
casa nostra, traduce Agostino, liscio, e tanta musica nostrana, Ubaldo
invita le persone a telefonare alla radio, le chiamate passano rigorosamente
in diretta, novità per i tempi (così come fu una novità - ci ricorda sempre
Ubaldo - quella di parlare sui dischi, e di mandare in onda pubblicità
interrompendo una canzone). Le persone si salutavano, si facevano gli
auguri, il programma andava in onda tutti i giorni dalle 12 alle 14, durante
l'ora della pausa pranzo. Ubaldo invita i radioascoltatori a
ritrovarsi il sabato sera in alcuni locali della riviera.
Nel 1977 Branzanti crea un'emittente televisiva che nasce
da una costola di Radio Mare, TeleRadioMare, il primo programma televisivo?
Naturalmente ROBA AD CA NOSTRA versione video. Il format? Sempre quello
con due aggiunte: la ripresa delle orchestre e deg
li incontri dei
radioascoltatori (e telespettatori poichè il programma va ora in onda anche in
video) nella stessa discoteca, le telecamere di Telemare riprendono gli
incontri. "Non saprei nemmeno dirvi quanti incontri finirono in matrimoni, ma vi
assicuro, che, in 25 anni di ROBA AD CA NOSTRA in radio e 22 in tv, ve ne furono
tantissimi." ROBA AD CA NOSTRA è stato uno dei programmi più longevi della storia della televisione e della
radio italiana (e non soltanto locale). "Nonostante TeleMare abbia chiuso i
battenti da sei anni, pensate che ancora oggi si ricordano di me e di ROBA AD CA
NOSTRA qui in Romagna. Pochi giorni fa è
venuta a trovarmi una ragazza di 25 anni, voleva imparare americano da mia
moglie, mi disse che è nata da due genitori che si sono conosciuti a ROBA AD CA
NOSTRA. Pochi giorni fa sono andato
a Cesenatico a mangiare del pesce, mi sono trovato un quarantenne che mi ha
detto: “ma tu sei Bibi, come fai a conoscermi, mia mamma ti vedeva sempre."
Davide e Marco,
figli di Branzanti, crescono in un ambiente di lavoro ad alta tecnologia, forti
di queste esperienze,
costruiscono una macchina digitale per la messa in onda
automatica dei programmi e della pubblicità televisiva, la prima ed unica nel
suo genere. Dopo varie richieste da parte di grosse aziende in campo
nazionale ed internazionale (Sony, Panasonic, ecc.) decidono di cedere il
brevetto alla Elettronica Industriale (un ramo di Fininvest) di Milano..
Sacrifici e soddisfazioni si mescolano in questo mestiere e,ormai alle soglie
della pensione,io e la mia famiglia ci dedichiamo alla continua espansione di
Telemare: Il futuro è nel digitale ed è questa la strada con la nuova sfida che
stiamo prendendo,infatti abbiamo costruito un grosso edificio come nuova sede
televisiva. Una vita di lavoro con la speranza di tenere uniti i figli
nell’ambiente della televisione. Ho operato nella mia azienda come Editore
e giornalista direttore responsabile della testata giornalistica, mentre i miei
figli prendono la laurea. (
Video Project Manager Ingegnere
Informatico), ma non intendono fare l’editore. Marco oggi è socio di
una grossa azienda che costruisce e distribuisce apparecchiature elettroniche
digitali televisive e viaggia in tutto il mondo per istruire i tecnici all’uso
di dette apparecchiature. Davide è direttore responsabile di una grossa
azienda che vende apparecchiature elettroniche in tutta Italia.
Ubaldo
Branzanti non è stato solo l'editore di TeleMare e
il conduttore di ROBA AD CA NOSTRA, Ubaldo è infatti stato anche consigliere di
amministrazione del circuito Italia9 Network, un consorzio di 40 emittenti sorto
nel 1994, che produceva trasmissioni come CASA MOSCA, in onda il
venerdì sera condotta da Maurizio Mosca, il contenitore mattutino MEZZOGIORNO
IN… che aveva molte rubriche, buona musica, la cucina e il cinema, OBIETTIVO
TRIS, panorama dedicato agli amanti delle corse dei cavalli in collaborazione
con Snai Servizi. Fiore all’occhiello era il tg nazionale TELENEWS. "L’Emilia Romagna
- ricorda Ubaldo - era
strategica come regione, cerniera fra nord e sud, pertanto nel 2000, quando si
sciolse Telemare, andò in crisi anche questo consorzio". Una delle ultime
grandi iniziative di TeleMare si svolse il 6 marzo 2000 al Grand'Hotel di
Cesenatico in occasione del Premio Romagna 2000, intervennero Arrigo Sacchi,
allora allenatore della Nazionale italiana di calcio, e Alberto Zaccheroni.
Perchè finì TeleMare, Ubaldo? "Furono i miei figli Davide e Marco a convincermi a cedere l'emittente, ormai avevo passato i 65 anni, loro non erano intenzionati a proseguire con l'attività, seppur hanno sempre collaborato con TeleMare. Per i piccoli la vita era dura, inoltre il tg ci creava non pochi problemi, ricordo molte querele che ci arrivarono soltanto per avere comunicato notizie scomode." Eppure TeleMare ha lanciato alcuni personaggi che oggi spopolano sui newtork nazionali, Ubaldo ci tiene in particolar modo a ricordarne uno, il più bravo e il pi riconoscente, Tiberio Timperi. "Pensate che ancora oggi quando Tiberio viene in Romagna passa a trovarmi, e da Rai2 ogni tanto dice: saluto il mio amico Bibi" (questo era il soprannome di Ubaldo Branzanti). Timperi ha infatti più volte dichiarato che “Se non ci fosse stato il suo amico Bibi io non sarei in Rai”. Bravo Tiberio, fra mille "star" che improvvisano questo mestiere almeno un professionista che viene da una lunga gavetta. Quando oggi in trasmissioni nazional-popolari i conduttori invitano i telespettatori a salutare la mamma, il papà, la moglie, il marito, il partner, noi non possiamo pensare che a Bibi Branzanti, che invitava molti anni fa i suoi telespettatori a farlo. E chi non ricorda il suo incipit "si bela cume el sol" e "dalla Romagna con amore".
Ubaldo Branzanti è stato recentemente candidato dall'onorevole Servadei (colui che ha fondato il movimento Il Mare, fautore di una divisione fra Emilia e Romagna) per il Cavalierato del Lavoro. Oggi Ubaldo Branzanti fa il nonno, ha tre nipotini, rispetivamente di 5, 3 e 1 anno, Ubaldo è un nonno affettuoso, fa giocare i nipotini, è un nonno speciale, perché oltre alle fiabe tradizionali, può raccontare ai nipoti anche la favola di TeleMare, che per noi è una storia, storia che meritava di essere inserita nel nostro portale www.storiaradiotv.it. Grazie Ubaldo per avere scelto www.storiaradiotv.it e per avere raccontato anche a noi la favola di TeleMare.