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 STEFANO VALLI

di Massimo Emanuelli

Stefano Valli è nato a Roma il 19 dicembre di qualche anno fa, quali sono i tuoi primi ricordi radiofonici?

Da piccolo, come molti che hanno poi hanno fatto radio, ascoltavo Alto gradimento, Supersonic e la Hit parade di Lelio Luttazzi; non ci capivo molto ma le canzoni mi piacevano e quindi era l’occasione per ascoltare buona musica "

Come sei arrivato al mondo delle radio?

"Ero in vacanza a Sperlonga, Fondi, accompagnai un amico che conduceva una trasmissione serale, quando fu chiamato per un’emergenza e dovette assentarsi, dopo un’oretta e una serie di  circostanze mi ritrovai a mettere dischi e a fare l’identificazione della radio, una vera radio RAF….   Era il periodo di Gino Soccio!   A casa avevo fatto, sperando che prima o poi il sogno si avverasse, prove e prove suonando i dischi dal mio stereo, annunciandoli e registrando il tutto cercando di ispirarmi ai miei speaker preferiti,  uno su tutti proprio Leopardo ...chissà che ne usciva fuori, che darei per riascoltarli!  Tornato a Roma, dovevo assolutamente entrare in una radio! Feci una scrematura di quelle che mi piacevano di più e che naturalmente potevano fare al mio caso. Ne selezionai 3 o 4 di pari livello, Radio Terminal Roma, Radio One e Radio Up, la prima dove provai fu Radio Up, Fm 90.100, una radio fatta da giovani per i giovani; dopo un po’ di giorni passati in sala di registrazione a farmi le ossa, iniziai alle 17.00 di lunedì 12 ottobre 1980, non so in che modo ma il primo disco che annunciai fu How Long dei Lipps Inc.. Iniziai a condurre un programma di due ore dal lunedì al giovedì, International Disco Action, che il venerdì si trasformava in Top Twenty.

Dopo l’estate 1981 vissuta tra mare e radio tornai a Radio Up, ma purtroppo  la situazione stava cambiando e non faceva più al caso mio, all’epoca i cambiamenti erano all’ordine del giorno. Passai allora a Tre Mari Trasmissioni, una radio di maggior spessore, più adulta, con copertura superiore e soprattutto ben organizzata, erano i tempi degli Odissey con  Going Back To My Rootse di Mel Brooks con  It's good to be the king, e ancora il grandissimo Gino Soccio!  Andai per un provino e mi presero subito. Due erano gli editori, diametralmente opposti, Sergio Torresetti e Remo Pimpini, i colleghi già molto quotati erano, l’americano Charlie Cannon (oggi cantante), Fedrico Biagione (Radio Rai), Antonello Baranta ed altri 2 o 3 di cui non ricordo il nome, il mio programma in onda dalle 15 alle 16 si intitolava “96 e 200 in alto come il vento”. Mi divertivo, guadagnavo qualcosa e grazie ai miei colleghi più grandi e soprattutto più esperti… La mattina a scuola e il pomeriggio in radio".

Dopo le scuole superiori e un anno sabbatico ho fatto un pò di informatica, poi ho iniziato a studiare recitazione e canto facendo vari seminari. Per un certo periodo abbandona la radio per dedicarsi full time alla professione di attore-doppiatore; i primi ruoli generici e successivamente quelli di piccoli personaggi arrivano grazie a maestri d'arte come R.Izzo, P.Locchi, P.Colizzi, R.Del Giudice, M.Maldesi solo per citarne alcuni. Nello stesso periodo l'incontro con Riccardo Paladini che dopo avergli insegnato i "trucchi del mestiere" lo introduce nel settore dei documentari e voice over; i trailers e gli spot pubblicitari radio-televisivi nazionali sono poi una naturale conseguenza.

Poi il rientro in radio, parallelamente all'attività di doppiatore: "D'estate era ancora più divertente, suonavo nelle discoteche più famose di quelle zone, e alle 15 trasmettevo da Radio Centro Lazio (Fondi), radio d’elite molto ben curata dal mitico Gino Anselmo il “Disco Estate”, programma dell’ AID, Associazione Italiana Disk Jockey che mi affidò lo stesso Gino dopo essermi iscritto…  l’ho condotto per tre edizioni, una vera figata…. Era il 1983 e a  Radio Centro Lazio ho vissuto anche la mia prima esperienza da direttore artistico.   Esperienza breve ma importante cominciata e terminata nell’autunno 83’ con un programma intitolato Off Shore dalle 13.30 alle 14.30.

Dopo una beve parentesi a Radio Roma, nel 1984 Stefano passa a Radio In, :

"Dalle ceneri di Radio In (circuito nazionale) era nata Radio In Montecitorio che poi ridiventò Radio In, da questa struttura sono entrato e  uscito un bel po’ di volte… fino alla fine degli anni ‘80. Inizialmente, conducevo uno spazio di 30 minuti post prodotto che veniva trasmesso dalle Radio In italiane rimaste, poi dopo una serie di cambiamenti passai  dalle 18 alle 20; non ho avuto solo questa fascia, ma anche altre, ogni volta che rientravo cambiavo orario, e ricominciava il Circo Banana!  Direttore Marco Del Vecchio. La sede era in Via Dell'Esperanto all’Eur. l'editore Follega ed i suoi collaboratori grazie ad un contratto milionario con la Sip per  oltre un anno, dettero vita al primo circuito nazionale in Fm d’Italia.   Radio In mi ha permesso di crescere molto, i contatti con le case discografiche, il via vai di artisti, di gente dello spettacolo e le mie prime interviste internazionali di alto livello… indimenticabili quelle con Al Jarreau e gli Spyro Gyra!   La storia di questa meravigliosa radio terminò in tribunale, il marchio fu tenuto in vita da una serie di cordate tra i quali anche Valentini, che poco tempo dopo divenne unico editore. Alla fine del decennio cedette per un periodo la gestione, poi situazioni poco chiare e “caimani vari” lo indussero a vendere la frequenza 101 mhz al gruppo Espresso.

Dal 1986 al 1988 Stefano lavora a Radio Immagine 99 (Latina):  "A Radio Immagine 99 più che direttore ero station manager con a disposizione un cospicuo budget. Era appena stata rilevata da Giuseppe Bolognesi, noto imprenditore, con il progetto di creare una vera azienda di successo come quelle di cui era già a capo! Nel giro di pochi giorni la mia creatività girava mille, grazie a lui le idee ed i progetti diventavano realtà. Prima cosa un restyling generale riguardante la creazione di un nuovo logo, da Radio Immagine a Radio Immagine Novantanove, frequenza principale, l’archivio musicale, poi le sale e la bassa in versione broadcasting, importante potenziamento dell'alta frequenza, la programmazione musicale con clock e play list stile USA, jingle e spot registrati a Blu Studio (Milano) da voci come Daniele Milani, Alex Poli, da doppiatori del calibro di Locchi, Rinaldi, Fiorentini, e una campagna pubblicitaria a 360° da far invidia a Canale 5. Da quel momento cominciò una via crucis di speaker che volevano lavorare con noi, e dopo un po’ di rodaggio e selezioni varie creammo uno staff da radio nazionale, che unito a tutto il resto ci permise di spazzare via la concorrenza in brevissimo tempo! Riunioni quotidiane con l'editore, scambi continui di crescita tecnica per lui e di vita per me. Il periodo d’oro, segnato da voci con grande personalità e tecnica, è sicuramente tutto l ’86 fino all’estate 87, dopo … spiacente per chi ne ha fatto parte, il nulla! Per le news una vera ed inaspettata scoperta, l’ottimo Roberto Nalin.Alla fine del 1987 come già accennato i primi cedimenti, decisi quindi di uscire; rientrai alla fine dell’88 rifiutando di riprendere la direzione, voci e volti nuovi non proprio dello stesso livello avevano già cominciato a scrivere la parola fine. La mia collaborazione terminò definitivamente nei primi mesi dell’89. Radio Immagine 99 visse di rendita per circa un anno, e per la gioia dei concorrenti chiuse. Se ne parla ancora oggi, qualcuno scorrettamente, si vanta di essere stato la mente di quel progetto… beh che dire, per me è un onore, evidentemente ho lavorato davvero bene! Di recente ho avuto l’occasione di riparlarne con lo stesso Bolognesi, e posso dirti che il finale ancora non ci va giù! Poi se parliamo della Radio Immagine rinata qualche anno fa, per dovere di cronaca, non deriva da quella, dopo quasi 15 anni ha solamente riutilizzato parte del nome."

Poi vi fu l'avventura di Rpm the show Radio: "Nella primavera del 1989 l'editore Roberto Papaverone acquistò Radio Pontina 1 e mi contattò: volle essere informato su ciò che di positivo era accaduto negli ultimi anni nella fm di Latina. Dopo qualche incontro trovammo un accordo e firmammo un contratto. Diffusioni Sonore, società del sottoscritto avrebbe avuto la totale gestione della radio senza alcuna interferenza, spese staff a mio carico, tecniche, musicali, promozionali e di utenze a carico dell’editore, per la durata di 18 mesi, e non oltre vista l’esperienza precedente. Cominciò così un’altra allettante sfida da me ribattezzata ufficialmente in RPM The Show Radio; un gruppo, cosa fondamentale, unito e propositivo, programmi il più possibile originali e divertenti come “Domani ad RPM”, a dire di molti che lo hanno ascoltato il “Ciao Belli” di oggi. Nello staff c'erano: Ilario, Milena, Tiziana, Gigi, Silvio ed io, uno per tutti e tutti per uno!" 

Nel 1991 il passaggio a Rpm, chiusa la parentesi su Latina per un breve periodo conduce la fascia giornaliera dalle 10,00 alle 13,00 su Radio Centro Suono. "Poi un evento che mi segnò molto, la delusione per essere stato boicottato dal condurre una fascia quotidiana su Radio Verde Rai visto che stavo per firmare il contratto. Il mondo della radiofonia e i molti “zatteranti” mi avevano nauseato, e quindi colsi l’occasione per voltare pagina e dedicarmi esclusivamente al doppiaggio al teatro e a tutto ciò che riguardava quel mondo. Il tutto per fortuna mi ha permesso di crescere anche nelle prestazioni relative a spot pubblicitari e voce istituzionale, visto che registrarli come speaker è una cosa, e da doppiatore professionista decisamente un’altra!  Una piccola rivincita comunque me la sono presa lo stesso lavorando sia a Radio 1 Rai che a Radio 2 Rai come attore in svariati sceneggiati radiofonici."

Sul finire degli anni '90 Stefano passa a Radio Città Nord: "Alle 8 di una mattina di gennaio 96’ ricevetti la telefonata di Biagio Stuppello, editore di Radio Città Nord, che mi disse con il suo inconfondibile tono: uèèè dottò, ti va di riparlare di radio? La rabbia e la nausea erano state metabolizzate, ci incontrammo e mi disse  <ho la macchina e la benzina per fare il pieno ma non ho ancora trovato un pilota! Passati un paio di giorni ripresi a fare radio…e anche il direttore!  Le cose da fare erano una marea, la situazione era disastrosa, chi andava da una parte chi da quella opposta…come diceva lo stesso Biagio “è un casino dottò”. Cambiai ancora il format rispetto alle mie precedenti direzioni, talk ridotti, vista la situazione e una play list, desiderio dello stesso Biagio e sottoscritta in pieno, esclusivamente R&B, Soul,Rhythm & Blues, Hip Hop, Black Elettro Funk. Per giusta e condivisa scelta editoriale pochi collaboratori ma buoni, degno di una citazione speciale il super attivo Silvio Limatola, soprannominato Felix de “La strana coppia” per la sua mania di rimettere in ordine tutto ciò che gli capitava davanti. Il progetto Città Nord nonostante l’impegno terminò a fine luglio.  Un meritato mese di vacanze e a settembre debuttai a Kiss Kiss Network.  Di colpo il mio cellulare cominciò a ricevere telefonate da persone scomparse da anni, strano vero?  Mi venne affidata la conduzione di Kiss Kiss Vibes programma dedicato alle nuove tendenze musicali, condotto in precedenza da Nino Mazzarino. Ascolti in crescita e una nomination per il Telegatto della radiofonia. Poi quando mi resi conto che la mia permanenza a  Napoli mi stava allontanando dal doppiaggio e dai provini cinematografici, decisi di tornarmene a Roma. Decisione affrettata? Decisamente si."

Nel 1998 quindi il rientro a Roma e il passaggio a Radio Globo: "era la radio più ascoltata a Roma in quegli anni. Nei primi ‘90 prima ero stato la voce ufficiale quando ancora non aveva speaker. Ero rimasto costantemente in contatto con l’editore Cesare Benvenuti, di tanto in tanto facevamo lunghe chiacchierate nel suo ufficio tra una sigaretta ed un’altra con piedi sulla scrivania (lui)! Uscito da Kiss Kiss mi convinse ad entrare a far parte di quel progetto vincente e così particolare, tanto ritmo e serate nei locali spesso in diretta radio. Era la primavera del 1998.  A giugno ’99 poi mi proposero di fare un provino per RTL 102.5, andò benissimo, ma ad un passo dal contratto con il network, non ricordo bene come mai, mi offrirono una fascia su RTL Roma, che non era certamente la stessa cosa…. Insomma assaporato il ritorno su una radio nazionale, arrivò anche il desiderio di cambiare aria. Terminai nel dicembre 1999.  Ero di nuovo senza una radio, quando agli inizi di gennaio 2000 qualcuno si accorse che non ero più in onda e mi contattò.  Firmai per per Dimensione Suono Roma, dopo pochi giorni passai alla fascia 9 - 12. Nel 2004 il passaggio a Dimensione Suono 2, stesso gruppo editoriale RDS.

In tanti anni on air hai cambiato molte radio...

"Si, sono un bel po’ vero? Proposte ce ne sono state, ma nulla di veramente allettante che mi abbia fatto decidere di lasciare RDS 2. Accettare nuove sfide è nel mio dna, mi piace da matti, e di sicuro con l’esperienza maturata in tutti questi anni riprendere in mano le redini di una struttura e tirare fuori tutte le idee e la creatività sarebbe una bella cosa!"

In tutti questi anni di radio avrai senz'altro mille aneddoti da raccontare, quale è il più curioso?

"Mille è dire pochi, ma ricorderò sempre quel pomeriggio della mia prima estate in radio, stava suonando Nato Adesso dei New Trolls, in concerto la sera stessa a Sperlonga… il brano inizia molto lentamente e poi prosegue con un assolo da paura di Nico di Palo che dura svariati minuti con un crescendo di basso e batteria e pianoforte il tutto molto molto coinvolgente. Eravamo in 6 o 7, io naturalmente il più piccolo, per farla breve ci ritrovammo chi con la scopa in mano a simulare la chitarra di Di Palo, chi con lo spazzolone a simulare il basso di D’Adamo chi a far finta di suonare la batteria di un Belleno scatenato; volume a pallettone e tutti in delirio!!!"

Cosa avevano le radio libere degli anni '70-'80 che manca invece alle radio di oggi?

"L’entusiasmo, le idee, la continua ricerca dell’evoluzione, il coraggio, e poi sembrerà strano ma almeno nelle radio di livello c’era una selezione che sembra essersi ridotta drasticamente… Oggi se conosci  entri ed esci da dove vuoi che siano network o no, se invece non sei del giro, nessuno ti pensa e rimani dove sei!"

E cosa hanno invece le radio di oggi che mancava alle radio di ieri?

"Gruppi editoriali alle spalle con delle solide basi, la tecnologia informatica, e l’infinito mondo di internet. E’ meglio che ci fermiamo qui, la storia è lunga, ci sarebbe ancora molto da raccontare… comunque grazie a voi e a chi l’ha letta!    Un saluto speciale ad alcuni protagonisti del mio cammino: a Gino di Radio Centro Lazio, Piero di Radio Up, Pino di Radio Immagine, Umberto di Radio Emme 100, e… a Biagio di Radio Città Nord che se ne è andato troppo presto."