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SERGIO ZAVOLI: IL SIGNOR TV

di Massimo Emanuelli

Ci sono pochi uomini di cultura in Italia che possono vantare una produzione di articoli, libri, trasmissioni televisive e radiofoniche così significativa come quella di Sergio Zavoli. Dalle memorie di Bettino Craxi, all’alluvione del Polesine, dal terrorismo a Tangentopoli, lo scrittore-giornalista di origine ravennate e riminese di adozione, ha registrato più di cinquant’anni della storia, piccola e grande, del nostro Paese.  

Sergio Wolmar Zavoli nasce a Ravenna il 21 settembre 1923, trascorre l’infanzia e la giovinezza Rimini dove ha fra i suoi amici Federico Fellini, e dove organizza con due compagni il Giornale parlato di pubblicità e informazione, sorta di rivisitazione dell’Araldo Telefonico. Ostile al regime di Mussolini si iscrive alla facoltà di giurisprudenza che abbandonerà nel 1947 quando entrerà in Rai iniziando a a lavorare al Giornale Radio diretto da Antonio Picone Stella, esordisce con un reportage dall’Africa centrale, poi fa diversi commenti sportivi: la radiocronaca ciclistica che resterà uno dei suoi punti di forza si in radio che in tv. Nel 1951 effettua la radiocronaca dell'alluvione in Polesine e realizza il documentario radiofonico Inchiesta in Occidente con la quale vince il Microfono d’Argento, nel 1952 realizza con Enzo Biagi Questa sera si recita a soggetto, trasmissione radiofonica incentrata su vecchi attori ospiti di una casa di riposo. Altri documentari radiofonici di questo periodo sono Scartamento ridotto e Notturno a Cnosso, con il quale si aggiudica il Premio Italia nel 1954.

 

SERGIO ZAVOLI CON ALCUNI COLLEGHI DELLA RAI FRA I QUALI IL MITICO ADONE CARAPEZZI

 

Zavoli si dedica al documentario radiofonico per tutti gli anni '50, lavorando fra gli altri con Enzo Biagi, Luca Di Schiena ed Antonello Marescalchi: QUESTA SERA SI VIVE A SOGGETTO (1952) con Enzo Biagi, trasmissione nella quale intervista vecchi attori ospiti di una casa di riposo;  NOTTURNO A CNOSSO (1953);   TI VEDO PERCHE' TI PENSO, resoconto di una giornata trascorsa in un Istituto per ciechi (1955); SABBIA VERDE documentario radiofonico nel corso del quale raccoglie le voci degli emigrati in Libia nel 1939 (1956); SCARTAMENTO RIDOTTO;   BUDAPEST: ORA ZERO PER IL MONDO sui profughi ungheresi (1957), CLAUSURA documentario inchiesta sulle monache di clausura che avrà anche una versione televisiva che viene prodotta in sei lingue (1958), RIASCOLTIAMO LA NOSTRA STORIA (programma dedicato ai 35 anni della radio italiana, 1959).

Chiamato da Enzo Biagi in televisione in pianta stabile, all'inizio degli anni '60 passa in tv con PROCESSO ALLA TAPPA, Zavoli ha il pregio di spiegare il ciclismo e di farlo commentare ad intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, e a giornalisti come Enzo Biagi ed Indro Montanelli. PROCESSO ALLA TAPPA parte con il Giro d'Italia del 1962, il programma con la sua immediatezza conquista un pubblico quasi pari a quello di LASCIA O RADDOPPIA. Alla fine di ogni tappa intervista gli eroi delle due ruote, ma anche i gregari, gli ultimi in classifica e tutti i personaggi minori che fanno l'avvenimento sportivo, e che nessuno, prima di Zavoli, aveva pensato di intervistare, il programma durerà dal 1962 al 1969.  Zavoli intanto lavora anche per servizi speciali come La guerra d’Algeria (1962), la telecronaca della tragedia del Vajont (intervista gli scampati che raccontano, si lamentano, protestano e denunciano la prevedibilità dell'accaduto), e raggiunge la maturità professionale firmando servizi per le rubriche giornalsitiche TV7, A-Z un fatto come e perché, Controcampo, Incontri.  Cronista per eccellenza Zavoli svolge il suo lavoro senza cercare gli indici di ascolto, nel 1967 Zavoli è il primo giornalista a fare entrare la televisione all'interno di un manicomio italiano e ad intervistare Franco Basagiia nel documentario I GIARDINI DI ABELE, i gesti di liberazione ripresi da Zavoli rappresentano l'avvenimento iniziale da cui partirà la storia che porterà alla rivoluzione dell'assistenza psichiatrica segnata undici anni dopo dalla legge 180.  

Nel 1969 Sergio Zavoli viene nominato condirettore del Tg1 per i servizi speciali e le rubriche, nel 1970 propone UN CODICE DA RIFARE programma che presenta il Codice Rocco, il 1972 è l'anno di NASCITA DI UNA DITTATURA (1972) realizzato in occasione del cinquantennale della marcia su Roma, programma che ha molti riconoscimenti fra cui il Telegatto di TV SORRISI E CANZONI, direttore e conduttore dell'edizione delle 13 del Tg, nel 1976, con la riforma dela Rai, Sergio Zavoli passa a dirigere il Gr1 che caratterizza per il taglio progressista e per le edizioni lunghe e ricche di approfondimenti.  La sua è una carriera aziendale, nel 1980 Sergio Zavoli viene nominato su indicazione del Psi di Bettino Craxi, Presidente della Rai.  Altro che lottizzazione quella dei socialisti della prima Repubblica, erano nomine di alta qualità, Zavoli non ha mai nascosto le sue simpatie per i socialisti ma non ha mai avuto alcun ruolo nel partito. Quando penso alla seconda Repubblica che lottizza nani e ballerine (quelli veri)l, grigi burocratici figli del Pcus, cattocomunisti cattolici sposati che si portano a letto le attrici, mi tremano le vene i polsi, loro, i falsi moralizzatori.

Sergio Zavoli è riuscito a gestire l'Ente radiotelevisivo di Stato dal 1980 al 1986, nel momento più difficile per la Rai che deve subire la condorrenza dei network privati, sotto la sua direzione la Rai produce e presenta una programmazione di altissima qualità: dai grandi serial come Verdi, Marco Polo, Cuore, e Cristoforo Colombo, al cinema d’autore produce fra l'altro E LA NAVE VA di Federico Fellini), ad inchieste e rubriche dedicate al sociale e alla collettività, nonchè programmi culturali come, ad esempio, PAROLA MIA condotto da Luciano Rispoli,non dimenticando nemmeno l'intrattenimento (tanto per fare un esempio QUELLI DELLA NOTTE di Renzo Arbore).

 Dalla seconda metà degli anni ’80 Zavoli è tornato in video come conduttore delle inchieste-dibattito Viaggio intorno all’uomo (1987),  La notte della Repubblica (1989), Nostra padrona televisione (1994), Credere o non credere (1995), Viaggio nella giustizia (1996), C’era una volta la prima Repubblica (1998), Viaggio intorno alla parola (2001), in cui ha affrontato temi di gran peso socio-politico con accuratezza di indagine, ma con lo stile calligrafico e piuttosto accademico che è proprio del suo giornalismo.  Zavoli ha realizzato numerosi programmi di successo premiati da prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all'estero, ma, a differenza di altri "giornalisti" della seconda Repubblica che si fanno scrivere un libro da altri, ha pubblicato moltissimi libri scritti da lui.  Fra i libri scritti da Sergio Zavoli ricordiamo: Socialista di Dio (1981, Premio Bancarella), Romanza (1987), Di questo passo:  cinquecento domande per capire dove andiamo (Rai, Eri, 1993), Un cauto guardare (Mondadori, 1995, Premio Alfonso Gatto e premio Giovanni Boccaccio),  La notte della Repubblica (Mondadori, 1995), Viva l’Itaglia (1995), Credere non credere (1996), La trasparenza del mattino (1996), Rimetti a noi i nostri dubbi. Dalla cometa alla bussola spaziale una lanterna continua a far luce sui nostri passi (Sei, 1996),Ma quale giustizia (1997), I volti della mente (scritto con Enrico Smeraldi, edito da Marsilio nel 1997), La lunga vita (Mondaori, con la collaborazione di Mariella Crocella, 1998), Dossier cancro (1999), C’era una volta la Prima Repubblica (1999), In parole strette (Mondadori, 1999), La lunga vita. Viaggio nella salute (Mondadori, 1999), I giorni del grande fiume. Il paese nell'alluvione del Po novembre 1951 (Minerva Edizioni, Bologna, 2001), Se Dio c'è. Le grandi domande (Mondadori, 2001), Parole strette (Mondadori, 2000),  Diario di un cronista. Lungo viaggio nella memoria (2002). Il dolore inutile. La pena in più del malato (2005), La questione. Eclissi di Dio e della storia (2007).  Sergio Zavoli ha inoltre curato la prefazione del volume di Aldo Forbice su Ignazio Silone.  Con Giancarlo Mazzucca ha curato il volume Provincia di Forlì, Cesena, Romagna, dal mare all'Appennino. Italia turistica.

Dal 1991 Sergio Zavoli ha diretto Tele San Marino, dal 1993 al 1994, ha diretto IL MATTINO di Napoli, è stato inoltre consigliere di amministrazione dell’Enciclopedia Treccani, Zavoli è stato l'unico giornalista al mondo ad avere vinto per due volte ad avere vinto il Prix Italia. Nel 2001 la Rai decide di mandare in onda DIARIO DI UN CRONISTA, una raccolta delle migliori inchieste di Sergio Zavoli in 55 puntate, che dovrebbero andare in onda in prima serata, ma, a causa della deficienza di buona parte del pubblico italiano, e dell'incompetenza di qualche burocrate o consigliere di amministrazione della Rai, DIARIO DI UN CRONISTA andrà in onda di notte.  Diario di un cronista, andato in onda anche su RaiEucational e prodotto in dvd, ci ha fatto comprendere meglio l'evoluzione della nostra società e del giornalismo. Meticoloso e coinvolgente (tanto da meritarsi l’etichetta di “commosso viaggiatore”), attento alle conseguenze storiche e sociali degli eventi, Zavoli è riuscito a rendere al documentario il suo intrinseco valore di testimonianza viva e intensa, facendo scuola per intere generazioni di giornalisti in radio e in tv. Molte sono le altre inchieste giornalistiche realizzate da Sergio Zavoli nel corso della sua lunga carriera, ricordarle tutte è impossibile, ci limitiamo pertanto ad aggiungere i vari "viaggi" VIAGGIO NEL SUD, VIAGGIO NELLA GIUSTIZIA, e il recente VIAGGIO NELLA SCUOLA.   Nel 2001 Sergio Zavoli si candida al Senato come indipendente nelle liste dei Ds, eletto Senatore si ripresenta nel 2006 e viene riconfermato, è attualmente deputato del Pd. Uomo di sinistra, socialista di Dio, come recita il titolo di un suo libro, senza la faziosità e l'inquaramento dei comunisti, ma, sopratutto, Presidente della Rai, uno dei pochi con un indiscutibile curriculum professionale.  Dopo di lui alla Presidenza della Rai ci sono stati, nel corso degli anni, Enrico Manca, Walter Pedullà, Claudio De Mattè, Letizia Moratti, Giuseppe Morello, Vincenzo Siciliano, Roberto Zaccaria, Antonio Baldassarre, Lucia Annunziata, Claudio Petruccioli,  Illustri Carneadi, comunisti faziosi (nominati dalla sinistra e dallo stesso Berlusconi), ottimi manager ma senza la caratura giornalistica di Zavoli, cattocomunisti sposati che predicano la moralità ed hanno amanti, ecco chi ci ha proposto la seconda Repubblica come Presidente della Rai. Nessuno ha pensato di ricandidare Zavoli Presidente, Sergio Zavoli che oggi è fra i pochissimi uomini di sinistra, veramente di sinistra e senza il livore e l'integralismo giustizialista.  Zavoli anche come giornalista, pur essendo di sinistra, è sempre riuscito ad essere obiettivo, non ha mai avuto la faziosità di Enzo Biagi e di Michele Santoro.

Il 26 marzo 2007 la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma Tor Vergata gli conferisce la laurea specialistica honoris causa in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, per lo "straordinario contributo apportato alla causa del giornalismo italiano".

BIBLIOGRAFIA

Peppino Ortoleva - Barbara Scaramucci La garzantina della radio. Garzanti, 2003

Aldo Grasso Garzantina della televisione, Garzanti, 2008