HOMENEWSTVRADIOMUSICChi siamo       

RADIO VATICANA

 

Radio Vaticana è l’emittente radiofonica della Santa Sede, ubicata nella Città del Vaticano nasce due anni dopo la stipula dei Patti Lateranensi, il 12 febbraio 1931.  Papa Pio XI volle dotare lo Stato Pontificio di una stazione radio trasmittente, quale strumento efficiente di comunicazione internazionale e segno di indipendenza spirituale al di sopra di ogni parte e al riparo da ogni condizionamento. La realizzazione del progetto viene affidata a Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, che nell’estate 1929 compie un primo sopraluogo nei Giardini Vaticani.

Radio Vaticana viene inaugurata il 12 febbraio 1931 da Pio XI con il radiomessaggio “Qui arcano Dei”;  l’emittente ha come scopo dichiarato “annunciare con libertà, fedeltà ed efficacia il messaggio cristiano e collegare il centro della cattolicità con i diversi paesi del mondo”.  Pio XI aveva incaricato Guglielmo Marconi di attuare il progetto, il primo diretto fu il gesuita Padre Giuseppe Franceschi.  Radio Vaticana diffonde i messaggi del Papa di maggior rilievo, articoli dell’OSSERVATORE ROMANO, notizie dell’agenzia Fides. La sede dell'emittente è nella palazzina Leone XIII ubicata nei Giardini della Città del Vaticano come emittente della Santa Sede. Radio Vaticana ha lo scopo di “annunciare con libertà, fedeltà ed efficacia il messaggio cristiano e collegare il centro della cattolicità con i diversi paesi del mondo”.  Gestita dai Gesuiti diffonde in onda ultracorta con una potenza di 15 watt i messaggi del Papa, articoli dell’Osservatore Romano, notizie dell’agenzia Fides. L’emittente entra con discrezione nel mondo della radio limitando la propria attività ad “esercitazioni” o servizi radiotelegrafici e radiotelefonici trasmessi in onda corta con una potenza di 15 kw.  In occasione del quarantesimo anniversario della Rerum Novarum (che richiama a Roma parecchi fedeli) il comitato organizzatore del pellegrinaggio prepara un testo che viene letto alla radio in latino e in altre dodici lingue, ritrasmessa da stazioni americane, inglesi e spagnole, l’emissione ha vastissimo eco.  Nel 1934 muore Padre Gianfranceschi, a succedergli viene chiamato Padre Filippo Soccorsi, con lui la radio viene accolta nell’Unione Nazionale di Radiodiffusione di Ginevra nel 1936 come membro a titolo speciale. Pio XI affida alla radio i messaggi che rivolge ai fedeli in occasione dei Congressi Eucaristici, per la chiusura del Giubileo del 1935, e per la canonizzazione dei martiri inglesi John Fisher e Thomas More.  Il 24 dicembre 1936 Radio Vaticana diffonde al mondo intero il messaggio natalizio del Pontefice; il giorno di Natale del 1937 vengono inaugurati il nuovo trasmettitore Telefunken da 25 kw. per onde corte e la nuova antenne direzionali, per l’occasione viene diffuso un concerto orchestrale e vocale diretto da Lorenzo Pelosi.  Intanto si lavora al potenziamento redazionale e nell’estate 1938 viene inaugurato un servizio di informazioni cattoliche a supporto della radio diretto da P.John Delaney.  La radio trasmette in sei lingue: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo e polacco, e arricchisce i notiziari sulla vita e la missione della Chiesa nel mondo.

 Il 9 febbraio 1939 muore Pio XI, il primo Papa della radio, il direttore dell’emittente Padre Soccorsi trasmette il bollettino che annuncia la morte del Pontefice. Nei giorni successivi la radio è impegnato al massimo nella diffusione di parte dei Novendiali e della tumulazione del Pontefice, mentre in piazza San Pietro si predispongono gli impianti per l’atteso annuncio del nuovo Papa. Il servizio reso ai cattolici del mondo in tale circostanza valse a Radio Vaticana l’elogio del TIMES.  Il 2 marzo 1939 i microfoni vaticani danno al mondo per primi la notizia dell’elezione, al primo scrutinio, del Cardinale Eugenio Pacelli con il nome di Pio XII, grazie ai collegamenti con stazioni d’Europa, delle Americhe, di Asia e Australia, la notizia dell’avvenuta elezione raggiunge milioni di fedeli in tempo reale, un impegno tecnico-redazionale senza precedenti, destinato a ripetersi in occasione della coronazione di Papa Pacelli.

Nel 1939 Radio Vaticana inizia a trasmettere anche in lingua ucraina, ma nell’estate 1939 divampa la minaccia della guerra, il 24 agosto 1939 Pio XII rivolge ai governanti e ai popoli un radiomessaggio: “nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra. Ritornino gli uomini a comprendersi, riprendano a trattare”.  L’esortazione radiofonica del Papa rimane purtroppo inascoltata e una settimana dopo vi sarà l’invasione tedesca della Polonia e la dichiarazione di guerra alla Germania di Francia e Inghilterra.

Durante la seconda guerra mondiale Radio Vaticana viene fatta spesso oggetto di censure e attacchi, Goebbels, ministro dell’Istruzione e della Propaganda del Reich, giurò di ridurla al silenzio, mentre i partigiani francesi ne trascrivevano i messaggi da distribuire poi sotto forma di volantini.  Fra tante difficoltà il corpo redazionale della radio, formato esclusivamente da religiosi e gesuiti, è in grado di assicurare programmi quotidiani in italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco, mentre con frequenza bisettimanale vengono fornite trasmissioni in altre lingue. Negli anni drammatici della guerra Radio Vaticana da vita a un ufficio di informazioni per rintracciare civili e militari dispersi. Fra il 1940 e il 1946 vengono trasmessi più di un milione e 250.000 messaggi dei famigliari dei dispersi, pari a più di 12.000 ore di trasmissione.

Dopo la guerra vengono aumentate le trasmissioni in lingua e potenziate le apparecchiature per la messa in onda; l’emittente viene migliorata sia dal punto di vista tecnico che da quello redazionale. Nel 1947 iniziano trasmissioni in rumeno, ceco, nel 1948 sarà la volta delle emissioni in russo, sloveno, etiopico e lettone. Viene avviata la trasmissione quotidiana di un notiziario denominato I.R.VA (Informazione Radio Vaticana), l’1 gennaio 1957 inizia il radiogiornale in sette lingue corredata da un bollettino scritto. All’inizio del 1949 viene introdotto come segnale di intervallo della radio il popolare CHRISTUS VINCIT, sulle note del compositore cecoslovacco Jean Kung. Un’esecuzione della melodia per celesta, arpa, organo e orchestra d’archi, venne poi realizzata da Alberigo Vitalizi, che nell’aprile 1950 ebbe l’incarico di organizzare il settore musicale della radio. Radio Vaticana è attivissima per il Giubileo del 1950, il Comitato per l’Anno Santo lancia una raccolta di fondi suggerendo di destinare le offerte per i nuovi impianti della Radio Vaticana, viene donato un trasmettitore Philips da 100 kw dai cattolici olandesi.  Nel 1951 Pio XII proclama l’Arcangelo Gabriele patrono delle Telecomunicazioni, nel 1953 Padre Antonio Stefanuzzi succedeva a Padre Soccorsi alla direzione di Radio Vaticana, direttore dei programmi diventa Padre Francesco Pellegrino. Nel 1954 aumenta il pluringuismo della radio che ormai trasmette in 29 lingue.

Nel 1955 prende avvio Radioquaresima, sulla scia dei “quaresimali” mandati in onda dello stesso anno. Avanzano intanto i lavori di ristrutturazione della palazzina Leone XIII nei Giardini Vaticani e si lavora per la costruzione del nuovo centro trasmittente. Il 27 ottobre 1957 viene inaugurato da Pio XII il Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria (a diciotto chilometri dalla capitale italiana). 

Il 9 ottobre 1958 si spegne Pio XII, Radio Vaticana comunica poco dopo la notizia, ripresa dalle emittenti e dai giornali di tutto il mondo. L’impegno profuso dalla radio nel seguire le esequie di Papa Pacelli e l’elezione di Giovanni XXIII gli valgono “attestati di riconoscenza e di elogio” da ogni parte del mondo. Nel 1959 Radio Vaticana inizia a trasmettere anche in giapponese, il Cardinale Ottavini pro-segretario del S.Uffizio benedice i nuovi locali della sede pontificia allestiti nel Museo Petriano. Il 12 febbraio 1961 viene festeggiato il trentennale della radio, Papa Roncalli riceve in udienza speciale i membri dell’emittente che trasmette in onde corte e in onde medie. Il 6 novembre 1961 Giovanni XXIII pronuncia un radiomessaggio rivolto all’Africa nel giorno in cui vengono inaugurate le trasmissioni quotidiane verso quel continente, mentre a Santa Maria Galeria si svolge la cerimonia inaugurale del nuovo trasmettitore Telefunken per onda corta, dono del Cardinale Frings. Il 25 dicembre 1961 Giovanni XXIII firma la Bolla di indizione del Concilio Ecumenico Vaticano II, i lavori del Concilio vengono seguiti da Radio Vaticana con 30 ore di trasmissione in 30 lingue diverse, accompagnati da un commento teologico sulle questioni trattate. Il 27 novembre 1962 veniva inaugurato dal Papa con un radiomessaggio in latino il nuovo trasmettitore dono dell’Episcopato dell’Australia e della Nuova Zelanda, destinato alle trasmissioni verso l’Oceania.

Il 26 maggio 1963 Giovanni XXIII, da tempo gravemente malato, si esprimeva per l’ultima volta ai microfono della radio in un messaggio in latino. Con l’ulteriore peggioramento del male, la radio diffondeva periodicamente gli ultimi aggiornamenti sullo stato di salute del Pontefice, la sera del 3 giugno veniva diramata da Padre Salvatore Pappalardo, vice-direttore del radiogiornale, la notizia della morte del Papa. Nei giorni successivi alla morte del Pontefice Radio Vaticana è attiva per le Esequie, il Conclave, l’Elezione e l’Incoronazione del nuovo Papa.  Il 27 giugno 1963, a sei giorni dall’elezione, Papa Paolo VI visitava la Radio Vaticana, dopo essersi soffermato sulla finalità della radio ed avere invitato tutti ad essere perfetti nell’esercizio di diversi doveri il Papa così concludeva: “dal 12 febbraio 1931, questi perfezionati strumenti portano efficacemente ed universalmente, in ogni contrada del mondo, la voce di chi vuol diffondere il messaggio evangelico. Ben può dirsi, che ciò costituisca ormai il simbolo moderno della predicazione e dell’apostolato… Oggi, quanti sono addetti alla Radio Vaticana, cioè alla diffusione universale della voce di verità, possono essere considerati come lo strumento più adeguato ed anche più vicino alle esigenze del Ministero Apostolico.”  Nel 1964 la Radio Vaticana segue il Santo Padre in Terrasanta, a Bombey, in occasione del congresso eucaristico internazionale ed entra nell’era della comunicazione satellitare firmando due accordi a Washington per l’istituzione di un sistema commerciale di telecomunicazioni mediante satellite. Nel 1965 Radio Vaticana è al seguito del Papa in visita all’Onu di New York, il 30 giugno 1966 in occasione dell’inaugurazione di tre nuovi trasmettitori, le parole pronunciate dal Papa ben riflettono il suo profondo convincimento circa l’importanza della Radio Vaticana e le sue potenzialità come strumento al servizio del Vangelo, servizio che necessita di nuovi supporti di persone, locali e mezzi per poter essere pienamente efficiente. In attuazione di quanto preannunciato dal Papa viene approvato un nuovo ordinamento direttivo della radio e viene resa nota, il 6 gennaio 1967, la  riorganizzazione delle strutture con le relative nomine: alla direzione generale viene chiamato Padre Giacomo Montegani, alla direzione dei programmi Padre Giorgio Blajot, alla direzione del radiogiornale e dei servizi giornalistici informativi Padre Francesco Farusi, alla direzione tecnica Padre Antonio Stefanizzi.  Qualche mese dopo la direzione e la redazione dei programmi si spostano dall’ex Petriano a Palazzo Torlonia, al numero civico 30 di via della Conciliazione, in attesa del trasferimento a Palazzo Pio.  Radio Vaticana segue anche i viaggi di Papa Paolo VI in Africa.

Un ulteriore ammodernamento si ha nel 1970 quando la radio inizia a trasmettere per 22 al giorno in 32 lingue, il personale è composto da 260 persone provenienti da 38 paesi. Nel 1971 in occasione del quarantesimo anniversario della fondazione Paolo VI accoglie in udienza speciale la grande famiglia della radio: 235 persone provenienti da 35 paesi diversi. Nel luglio 1972 viene pubblicato un Bollettino con le trasmissioni in italiano e un prospetto generale per le altre lingue che viene spedito gratuitamente ai radioascoltatori. Nel 1973 viene costituito l’Ufficio Propaganda e Sviluppo, con il compito di elaborare i materiali divulgativi, organizzare le visite guidate all’emittente, illustrare la storia e la missione della radio in raduni, convegni, esposizioni. Nel 1973 Padre Roberto Tucci succede a Padre Mantegani alla direzione generale, direttore tecnico diventa Padre Sabino Maffeo;  dal 1974 viene mandato in onda in diretta l’Angelus domenicale del Papa, parte il programma musicale in stereofonia STUDIO A, il rotocalco festivo RADIODOMENICA, e un programma speciale in diretta per l’Anno Santo previsto per l’anno 1975, che sarà seguito dall’emittente.

Nel 1978 Padre Pasquale Borcoleo subentra a Padre George Blajut alla direzione dei programmi, mentre la responsablità della redazione centrale viene affidata a Padre Felix Juan Casbes,  Il 6 agosto 1978 muore Papa Paolo VI, il 26 agosto viene eletto Albino Lucani con il nome di Giovanni Paolo I che si spegne però repentinamente, il 16 ottobre sarà eletto Karol Wojtla che prenderà il nome di Giovanni Paolo II;  un susseguirsi di avvenimenti che la radio accompagna con l’informazione puntuale mediante numerose trasmissioni straordinarie senza peraltro alterare la normale programmazione. Nella seconda metà degli anni ’80 sposa l’informatizzazione con l’introduzione delle prime apparecchiature e l’organizzazione di corsi di iniziazione all’uso dei nuovi strumenti.  Con Giovanni Paolo II la Radio Vaticana raggiunge le 67 ore giornaliere di trasmissione ripartite su cinque reti, in 40 lingue. Durante il suo lungo pontificato Giovanni Paolo II redige 14 Lettere Encicliche, 14 Esortazioni, 11 Costituzioni Apostoliche, decine di lettere e Motu Proprio, centinaia di messaggi. I quindici sinodi del Papa polacco danno la possibilità ad ogni membro dell’emittente di sperimentare ricchezza e difficoltà della Chiesa universale, problemi e speranze delle chiese continentali. Nel corso del pontificato vengono proclamati 1345 Beati e 343 Santi, le cui figure danno modo alla radio di soffermarsi sul carisma e la presenza nel mondo di tanti istituti religiosi e proporre pensieri e meditazioni sulla spiritualità laicale.

Nel 1981 in occasione del 50° della radio viene inaugurato un Museo della Radio, all’interno della sala dove nel 1931 nacque l’emittente. Giovanni Paolo II effettua in visita memorabile nel corso della quale visita i vari settori della produzione intrattenendosi con i dipendenti e i collaboratori e rivolgendo un discorso all’intera comunità di lavoro dell’emittente.  Nel 1986 in occasione dell’istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù da celebrarsi ogni anno a livello diocesano nella domenica delle Palme, l’emittente segue gli eventi, così come segue il Papa sulle vie del mondo, partecipando a 104 Viaggi apostolici. Nella seconda metà degli anni ’80 inizia l’informatizzazione della radio, con l’introduzione delle prime apparecchiature e l’organizzazione di corsi di iniziazione all’uso dei nuovi strumenti. Nel 1993 avvia la diffusione quotidiana satellitare dei programmi per l’Europa dell’Est.  Fra gli anni ’90 e il nuovo millennio si sono alternati alla direzione dei programmi dell’emittente Pasquale Borcoleo, Padre Federico Lombardi, e, allorquando questi diventerà direttore generale, Padre Andrzj Kowrowski. Il giorno di Capodanno del 1993 viene avviata la diffusione quotidiana satellitare dei programmi per l’Europa dell’Est, nel gennaio 1996 entrano in servizio le due stazioni terrene vaticane Intelstat, con le quali la radio invia i suoi programmi ad altre emittenti per la radiodiffusione locale in America, Asia, Africa ed Europa. Alla fine degli anni ’90 scoppiano sanguinosi conflitti nell’area balcanica, con efferati episodi di “pulizia etnica”, innumerevoli gli appelli del Papa alla Pace, al dialogo, alla riconciliazione, dei quali la radio si fa puntuale e fedele eco sulle sue antenne. Nel 1999 con il precipitare degli eventi in Kosowo, la radio si mobilita per offrire un contributo a sostegno delle vittime dell’emergenza umanitaria, nasce il programma SPECIALE BALCANI, realizzato da un gruppo di redattori italiani e albanesi che avviano un trasmissione nelle due lingue diffusa in onde medie verso l’area balcanica, vasta è l’eco del programma con il quale la radio torna a porsi al servizio delle vittime della guerra, come era già avvenuto in occasione della seconda guerra mondiale.

Grandi speciali vengono realizzati in occasione del Giubileo del 2000, durante l’Avvento viene lanciata la speciale iniziativa Jubilaeum. L’Anno Santo con la Radio Vaticana, due canali radiofonici plurilingustici rivolti all’area di Roma, al servizio di pellegrini e cittadini dell’Urbs. Diffusi su onda media e in fm, i canali possono essere ascoltati anche internet. L’anno giubilare costituisce anche un’occasione di crescita professionale per l’emittente, con l’inizio di nuovi stili e formati radiofonici, l’impegno della radio raggiunge il suo apice in occasione della Giornata Mondiale delle Gioventù di Tor Vergata nell’agosto 2000, allorché viene organizzata una diretta in 17 lingue. Sempre nel 2000 la radio si vede purtroppo colpita nella persona di tre suoi dirigenti da un provvedimento giudiziario per “getto pericoloso di cose” connesso alle emissioni elettromagnetiche prodotte dal Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria. Nel febbraio 2002 viene stabilito il non luogo a procedere, ma nel 2003 la Corte di Cassazione respinge tale sentenza rinviando la causa al Tribunale di Roma, la Procura della Repubblica avvia un secondo procedimento per “omicidio colposo” in relazione ad alcuni decessi per leucemia verificatisi nelle aree circostanti il centro di diffusione. Sul piano medico viene istituito un gruppo nazionale di studio dall’allora ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, che afferma nel suo rapporto conclusivo l’assenza di relazione di casaualità tra le emissioni radio del centro di S.Maria Galera e l’incidenza e la mortalità per leucemia nell’area sotto osservazione. Inizia nel contempo il processo di depotenziamento degli impianti ad onda media, con l’istradamento di parte della programmazione ad altro centro trasmittente estero. Nel 2003 Radio Vaticana festeggia con tutti i suoi ascoltatori il 25° del pontificato di Giovanni Paolo II dando il massimo rilievo al riconoscimento tributato dal mondo intero alla figura e all’opera del Pontefice. Nel 2004 viene nominato direttore dei programmi Padre Andrei Koprowski.

I primi mesi del 2005 sono segnati dalla preoccupazione per la salute del Santo Padre, la radio raccoglie le ultime testimonianze della voce del “servo sofferente” durante gli impegni pubblici sempre più rari, seguendo minuto per minuto l’evolversi della malattia, anche dal Policlinico Gemelli nel periodo dei ricoveri. Alle 21,58 del 2 aprile 2005 Padre Lombardi e Padre Koprowski diffondono la notizia della morte del Pontefice avvenuta alle 21,37.  Ancora una volta Radio Vaticana affronta l’impegnativo compito di seguire i grandi avvenimenti della Sede Vaticana fino all’elezione del nuovo Pontefice, compito che non la trova impreparata. Nel pomeriggio del 19 aprile 2005 alle ore 17,58 la fumata bianca, le campane di S.Pietro suonano alle 18,05 e viene annunciato l’inizio del Pontificato di Benedetto XVI. Proprio a Radio Vaticana il nuovo Pontefice concede la sua prima intervista il 12 agosto 2005 alla vigilia della sua visita a Colonia. Radio Vaticana segue la visita del nuovo Pontefice a Bari per la conclusione del Congresso Eucaristico Nazionale Italiano, il viaggio apostolico a Colonia per la XX Giornata Mondiale della Gioventù e il Sinodo dei Vescovi sull’eucaristia. Nel maggio 2005 Alberto Gasparri subentra a Lino Dan al vertice della direzione tecnica, il 5 maggio 2005 Padre Borromeo lascia la direzione generale di Padre Federico Lombardi, al posto di quest’ultimo viene nominato direttore dei programmi Padre Korpowski.

 Radio Vaticana è ricevibile in am, in fm e in internet, “la radio papale – ha dichiarato il direttore generale Federico Lombardi – dall’agosto 2006 non riceverà più i contributi statali italiani (“di non eccessiva entità”) per l’affitto di un canale di Radio Montecarlo su cui da cinque anni sono destinati alcuni programmi, per la riduzione delle onde radio poste dalla normativa.

Il 16 maggio 2006 viene firmato un accordo fra Rai, Radio Vaticana e Centro Televisivo Vaticano.

Direttore generale della Radio Vaticana è Padre Federico Lombardi, nipote del celebre Padre Lombardi il famoso “microfono di Dio” noto per le sue prediche anticomuniste nell’immediato dopoguerra, diventato l’11 luglio 2006 il responsabile della Sala stampa vaticana, accumulando così tre cariche, oltre a direttore della Radio Vaticana è infatti anche direttore del Centro Televisivo Vaticano. “Tra radio e Centro televisivo deve esserci una valorizzazione delle reciproche risorse. Ora imparerò a conoscere meglio i meccanismi della Sala stampa, mi pare chiaro che il disegno del Pontefice consiste nella realizzazione di un comparto generale dell’informazione a guida unica. Mi piace far valere le collaborazioni positive.

Nel 2006 sono stati festeggiati i 75 anni dell’emittente. Come agli inizi compito dell’emittente – secondo statuto – è quello “di annunciare con libertà con libertà, fedeltà ed efficacia il messaggio cristiano e collegare il centro della cattolicità con i diversi Paesi del mondo, diffondendo la voce e gli insegnamenti del romano Pontefice, informando sull’attività della Santa Sede, facendosi eco della vita cattolica nel mondo, orientando a valutare i problemi del momento alla luce del magistero ecclesiastico e nella costante attenzione ai segni dei tempi”.

Radio Vaticano non ha mai mandato in onda pubblicità, Radio Vaticana è membro dell’UER (Unione Europenne des Radio-Television, con sede a Ginevra), dell’URTI (Universitè Radiophonique et Television International con sede a Parigi) e membro associato dell’URTNA (Unione des Radiodiffusions Nationales d’Afrique, con sede a Dakar). Nel settore della radiofonia rappresenta la Santa Sede presso l’UIT (Union Internationale des Telecommunications, con sede a Ginevra) e la CEPT (Conference Europenne des Administrations des Postes et Telecommunications).  Per quanto riguarda la programmazione l’emittente diffonde informazione di attualità ecclesiale e religiosa, dagli interventi del Pontefice all’attività del medesimo e della Santa Sede, senza tralasciare l’attualità politica e sociale: giornali radio, trasmissioni liturgiche, programmi di approfondimento e un canale multilingue sulle frequenze di 105 fm e 585 am, che 24 ore su 24 offre informazione, musica, rubriche spirituali e interviste, oltre alle trasmissioni speciali per le radiocronache dirette di celebrazioni liturgiche (Angelus, udienze generali e viaggi apostolici del Papa).  I potenti mezzi tecnici e l’ampio spettro di lingue coperte rendono possibile la presenza della radio presso quelle comunità che per motivi politici e geografici non possono partecipare agli atti di culto. A questo proposito viene dedicato grande spazio della programmazione ai vari aspetti della catechesi cristiana: la parola di Dio, la tradizione ecclesiale e patristica, la teologia, l’etica cristiana, la dottrina sciale della Chiesa, la storia ecclesiastica, l’associazionismo cristiano ecc.   La Radio Vaticana è anche uno strumento per il delicato e impegnativo dialogo ecumenico: a questo scopo propone una serie di trasmissioni rivolte anche alle aree del mondo con una ridotta presenza cristiana.

Dal 2009 trasmette anche pubblicità. E’ ricevibile in onde corte (41 m. 7250 - 49 m. 6248) e medie (1530) e anche su Internet.  

 

Fonti:

 

A.A.V.V. Garzantina della Radio.

Fernando Bea Mezzo secolo della Radio del Papa. Radio Vaticana. 1931-1981. Edizioni Radio Vaticana, 1981

L’Osservatore Romano, attività della Santa Sede