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Nilla Pizzi

LA REGINA DELLA CANZONE IN TV

di Massimo Emanuelli



La regina della canzone all’italiana negli anni ’80 è stata protagonista di alcune trasmissioni andate in onda sulle tv locali, dopo avere lavorato per Tele Nord Italia, conduce Dedicatamente con Franco Romeo su Canale 6, quindi Telebazar in onda su diverse emittenti, Filo diretto con Nilla Pizzi, programma in onda la domenica dalle 15 alle 17 su TeleRadioreporter, Telenova e su molte altre emittenti regionali italiane, e Vai sull’onda su ReteA.

Adionilla Pizzi (Adionilla Negri, Sant’Agata Bolognese, nata a Bologna, 16/4/1919) in arte Nilla Pizzi, nacque nelle campagne bolognese a pochi chilometri dalla città delle due Torri, figlia di Angelo, un contadino che curava la manutenzione stradale per conto del comune e della sarta a domicilio Maria, due sorelle, Liliana e Denisa, Nilla fin da bambina manifestò una passione per il teatro e per la danza nelle recite scolastiche, poi si esibì nella balere dei paesini emiliani, si innamorò della lirica, tutte queste passioni le coltivò facendo la sarta e la panificatrice. Assunta dalla Ducati, nota fabbrica di apparecchiature radio, può farsi una cultura canzonettistica ascoltando le voci di Lina Termini, Silvana Fioresi, Dea Garbaccio e le nuove dive appena uscite dai concorsi radiofonici, cantando con loro. Le sue colleghe di lavoro, dicendo che anche la sua voce era bella, la convinsero a cantare, facendo la spola fra Sant’Agata, la Ducati e la sede dell’Eiar, a diciotto anni vinse il concorso Cinquemila lire per un sorriso (indetto da un giornale e antesignano di Miss Italia), Nilla venne promossa sul campo e nell’aprile 1943 firmò il suo primo contratto con l’Eiar, spostata provvisoriamente a Bologna. Nilla nel frattempo si è innamorata di un giovane manovale, Guido Pizzi (fra loro nessuna parentela) i due si sposano il 24 settembre 1940, ma pochi giorni dopo il matrimonio lui viene richiamato alle armi e la coppia si separa per sempre: Guido non farà più ritorno dal fronte. Quello stesso anno Nilla inizia ad esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate.   Con l’orchestra del Maestro Carlo Zeme e con quella di Angelini la Pizzi si trasferì a Torino, all’inizio usando i nomi d’arte di Ilda Tulli, prima, Isa Merletti e Carmen Isa. Nei primi anni della sua carriera la Pizzi usa pseudonimi e canta anche alcune canzoni in coppia con Bruna Rattani, Tony Stella (con il quale da vita al Duo Costellas. Allontanata dalla radio dopo un giudizio negativo del maestro Tito Petralia nella primavera del 1944, a causa della sua voce considerata troppo esotica e sensuale dal regime fascista.

Nella stagione 1945/46 Nilla gira i teatri d'Italia accompagnata dall'orchestra Angelini, viene quindi riassunta in radio. Nel 1947 prende il nome di Nilla Pizzi e firma un contratto in esclusiva con la casa discografica Cetra, usa ancora pseudonimi per incidere alcuni 78 giri per incidere per altre case discografiche. Gli anni fra il 1948 e il 1950 furono quelli della sua definitiva affermazione: la sua voce piacque, come piacquero le sue interpretazioni di brani di origine latino-americano (rumbe e sambe), portò quindi al successo: Cocoricò, Manana po la manana, Maria de Bahia, O mama mama, Avanti e indrè, La ruspa, Prisionero del mar furono i suoi primi successi, Nilla si adeguò alla “canzone all’italiana” di cui diventerà la regina: Vivere baciandoti (un valzer), Dopo di te (una beguine), Perché non sognar (uno slow), E’ troppo tardi (un tango), e, ancora, Chimera, Dimenticarti, Gelosia, Tutta la vita, Voglio amarti così, Buonanotte Brasile, La barchetta (in mezzo al mare), Ho lasciato il paese del cuor, The three caballeros, Chico chico, La chupeta, Cica cica boom, Oh papà, Finestra a Marechiaro, La raspa, Che bel fiulin, Noche de ronda. Questi ed altri brani la fecero emergere definitivamente all’inizio degli anni ’50. Poi arrivò Sanremo la cui prima edizione del gennaio 1951 era un esperimento, sarà Nilla Pizzi e la sua interpretazione di Grazie dei fior, a lanciare il Festival come evento canoro dell’anno, oltre al brano vincitore (che venderà 35.000 copie, una cifra record per il tempo!) la Pizzi spopola con La luna si veste d’argento (seconda classificata in coppia con Achille Togliani). Ormai la Pizzi è la “regina della canzone”, titolo con il quale passerà alla storia del costume. La Pizzi è ormai un personaggio “nazionalpopolare” i settimanali le dedicano le copertine, e parlano della sua love story con il Maestro Angelini. Nilla Pizzi incide alcuni gioielli interpretativi come: I sogni son desideri, Due gocce d’acqua, Ancora, Anema e core, Amore parlami, Desiderio, Canzone amara, Stelle e lacrime, Maria Dolores, Core ‘ngrato. La Pizzi furoreggia anche con motivi scacciapensieri quali: Me voy pa ‘I pueblo, e Il marinerito. La Pizzi trionfa anche nella seconda edizione con Vola colomba e con Papaveri e papere, e Una donna prega e al Festival di Napoli con Desiderio ‘e sole e Margellina (rispettivamente prima e terza nel 1952), stabilendo un record che resterà insuperato. La Pizzi intanto si è fidanzata con il cantante Gino Latilla, i loro duetti (Buonanotte Irene, Rosalpina, Notte delle Hawai) ottengono enormi successi, mentre Angelini da i primi segni di gelosia. Nilla intanto porta al successo brani extra Sanremo come Malasierra, Maria Maddalena, Padam padam (ripresa dal repertorio di Edith Piaf), Triste domenica (cover di un brano di Norma Bruni), Non è la pioggia. La Pizzi è ancora in gara a Sanremo nel 1953 ma senza fortuna, spodestata da Carla Boni e Flo Sandon’s che vincono con Viale d’autunno, a questo punto la Pizzi, sentendosi boicottata dalla sua casa discografica che non le aveva assegnato Viale d’autunno, canzone che risulterà vincitrici, si allontana dal Festival per qualche anno. Dopo avere interpretato brani di grande popolarità come: Tramonto, Cherie, Nannarella, ‘O ciucciariello, Mandolino napoletano, Se nel mio cuore leggerai, Amanti, Eternamente (dal film Luci della ribalta di Charlie Chaplin), Merci beaucoup (con Gino Latilla, Carla Boni e Achille Togliani). La Pizzi duetta con Gino Latilla in: Amico tango, Volevo dir di no, Sugar bush, Mondina, Colpa del bajon, Col tricche-ballacche. Al festival di Sanremo edizione 1954 la stampa definisce la Pizzi “grande assente”, l’amore con Gino Latilla è finito, Carla Boni ha soffiato a Nilla Pizzi l’amore e lo scettro canoro. La Pizzi a questo punto si dedica al cinema (vi aveva esordito nel 1952 con Sole per te, Lucia di Franco Rossi, e Il microfono è vostro di Giuseppe Bennati): Ci troviamo in galleria di Mauro Bolognini, 1953, Canzone appassionata di Giorgio C.Simonelli 1954, Il sole tornerà di Ferdinando Merighi, 1957 sono i suoi lavori per il grande schermo. Attiva anche in teatro come vedette della rivista musicale Rosso e nero (con Teddy Reno, Corrado, Mario Scaccia e Alberto Talegalli), poi fa molte serate, concerti e tournèe all’estero. Dal 1954, passata alla Rca, inizia ad incidere 33 giri, erano raccolte di successi che però, dati i tempi non ancora maturi per il long-playing, non ebbero la risonanza che si aspettava, restano comunque le sue versioni italiane, napoletane e cover di successi internazionali, fra le molte ricordiamo: Mondina, Non è la pioggia, Anema e core, Malasierra, Ciliegi rosa, Padam padam, Eternamente, Isole Canarie, Souvenir d’Italie, Arrivederci Roma, L’amore è una cosa meravigliosa, Croce di oro, Che m’e parato a fa. Fra i suoi album di successo ricordiamo Nilla Pizzi a Napoli, La regina dei festivals, Nilla Pizzi nel mondo, …Son rose rosse… La Pizzi si ripresenta al Festival nel 1958 con L’edera, ma non si affermò a causa dell’esplosione di Domenico Modugno, il brano vende comunque oltre mezzo milione di copie e vince l’edizione di Canzonissima 1958-59. I fan club, i primi dedicati ad una cantante di musica leggera in Italia, arrivano ad essere ormai 600, nel 1959 si ripresenta a Sanremo con tre canzoni: Il nostro refrain, Sempre con te e Adorami (brano con cui vince il Premio della Critica), nello stesso anno arriva terza al Festival di Napoli presentando, in coppia con Sergio Bruni, Vieneme ‘nzuonno. Ancora a Sanremo nel 1960 con Colpevole, ma senza fortuna. I tempi stanno cambiando: alla rivoluzione operata da Modugno seguirà l’avvento degli urlatori e del fenomeno beat. I dischi non sono più i vecchi 78 giri, né i 33 giri (che arrivati in Italia nel 1951 sono per ora usati per le incisioni classiche, e che si affermeranno solo negli anni ‘70), ma i nuovi 45 giri, piccoli, leggeri, infrangibili, destinati ad un pubblico giovanile che vedeva la Pizzi come il passato. Nilla Pizzi, come una regina in esilio, prende la via dell’estero aprendo un elegante night per miliardari ad Acapulco, dove a lume di candela cenano personaggio come Frank Sinatra e Sammy Daves jr. La Pizzi continuerà ad esibirsi in serate all’estero, nel 1962 partecipa alla prima edizione del Cantagiro con Un mondo per noi, nel 1963 interpreta la parodia televisiva de I tre moschettieri in Biblioteca di Studio Uno dei Quartetto Cetra, nel 1964 è in gara alla prima edizione del Disco per l’Estate con Abbronziamoci insieme. Nel 1965 la Pizzi è chiamata dal regista Alberto Lattuada per La mandragola versione per il grande schermo dell’opera di Machiavelli, con Totò, Romolo Valli, Rosanna Schiaffino e Philippe Leroy. Nel 1966, coraggiosa come pochi, sfida la squadra di Gianni Morandi, divo del momento, partecipando a Scala Reale, pur non vincendo riesce a mantenere le distanze da Morandi. Negli anni ’60 e ’70 la Pizzi continua ad incidere dischi per piccole etichette poco distribuite nei negozi, ma che vengono venduti dagli ammiratori, per corrispondenza o durante i suoi concerti. Proprio quando i cantanti chiedono cifre sempre più elevati per le proprie esibizioni, Nilla Pizzi, facendo leva sul proprio nome, che per un certo pubblico ha ancora un forte potere evocativo, su un cachet di modeste pretese, la Pizzi è la cantante italiana che fa più serate all’anno (circa 200). Partecipa a manifestazioni canore di ogni tipo, fa tournèe in tutto il mondo, e realizza diversi album. Nel 1970 incide l’album Scritte per me (con canzoni firmate da Mogol, Donida, Bruno Pallesi, Pino Calvi, Leo Chiosso, Paolo Limiti, Carlo Alberto Rossi, Ettore Sciorilli, Pippo Baudo, fino allo scrittore Leonida Repaci). Nel 1972 la Pizzi mette un annuncio su tutti i quotidiani che si stampano nei cinque continenti per gli italiani del mondo e riceve migliaia di poesie, lettere e canzoni, con i quali realizza Con tanta nostalgia, il primo disco che affronta il tema dell’emigrazione con poesie e canzoni scritte dagli emigranti stessi, l’album riceve il premio della Critica Discografica e vende circa due milioni di copie in tutto il mondo. Nel 1978 appare nella parte di sé stessa nel film Melodrammone di Maurizio Costanzo, nel 1981 Gianni Ravera si ricorda di lei e la invita a presentare il Festival di Sanremo con Claudio Cecchetto ed Eleonora Vallone, e il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni le dedica una copertina, dopo che per vent’anni non aveva parlato di lei. Quindi ritorna ad esibirsi in fortunati tour all’estero, nel 1986 forma con Giorgio Consolini, Carla Boni e Gino Latilla il gruppo Quelli di Sanremo lavorando di continuo in Italia e all’estero. Sul finire degli anni ’80 fa pubblicità ad una nota marca di pomodori, scrive ricette di cucina per settimanali popolari, conduce programmi televisivi con ospiti su emittenti locali. Dopo avere lavorato per Tele Nord Italia, propone Vai sull’onda, condotta con Franco Romeo su  Canale 6, quindi Telebazar in onda su diverse emittenti, Filo diretto con Nilla Pizzi, programma in onda la domenica dalle 15 alle 17 su TeleRadioreporter, Telenova e su molte altre emittenti regionali italiane, e, infine, Vai sull’onda su ReteA nonchè su Retemia. Nel 1986 assieme a  Carla Boni, Gino Latilla e Giorgio Consolini forma il gruppo Quelli di Sanremo con cui gira l'Italia e incide dischi sull'onda del revival di certe canzoni degli anni '50. 

Nel 1994 Nilla torna a Sanremo nel gruppo Squadra Italia (supergruppo di vecchi glorie che oltre a lei vede la presenza di Jimmy Fontana, Gianni Nazzaro, Wilma Goich, Wess, Giuseppe Cionfoli, Lando Fiorini, Tony Santagata, Rosanna Fratello, Mario Merola e la figlia di Claudio Villa, Manuea), riapparirà in televisione e diventerà personaggio nazional-popolare grazie a Paolo Limiti e ai suoi programmi Ci vediamo in tv, Alle due su Rai1, Ci vediamo su Rai1. Nel 2002 viene nominata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, nel 2003, durante il Festival di Sanremo, le viene assegnato il prestigioso premio alla carriera. Nel 2003 mentre prepara uno spettacolo itinerante con Platinette, Nilla viene colpita da un ictus, ma nel 2006 è ancora in pista incidendo Vicino a chi se non a te (la sua ultima registrazione): Nel 2008 si esibisce in qualche serata insieme a Giorgio Consolini, Nel 2009 Nilla aderisce al progetto Amiche per l'Abruzzo organizzato allo stadio Meazza di Milano da Laura Pausini. Quindi Nilla parte in tournèe con Giorgio Consolini. Nel 2010 torna a Sanremo come guest star, il critico televisivo Mariano Sabatini scrive: "Sanremo si addice a Nilla. Poichè è nata con il Festival, la "regina della canzone italiana" veleggia gagliardemente verso i 91 anni e stasera duetterà con una delle colleghe più originali e dirompenti, Carmen Consoli, sulle note di GRAZIE DEI FIORI. Un simile spirito indomito, non intaccato dai recenti problemi di salute brillantemente risolti, sia d'esempio ai coetanei e ai non pochi giovani afflitti da abulia". Nilla sale sul palco: capelli rosso, trucco, occhialoni scuri, rossetto rosa, un abito con un lunghissimo strascico da "regina" tenuto da quattro boys... come Wanda Osiris. Le danno il microfono, lei legge sul foglio qualche verso di Grazie dei fiori, la prima vincitrice della manifestazione e poi farfuglia qualcosa, ma è confusa, non si capisce bene cosa stia dicendo, sul palco e in platea c'è un pò di imbarazzo... Ecco che, però, Nilla impone il ritornello di Vola colomba, la sua voce ringiovanisce di più di mezzo secolo e si dispiega soave come un reperto sonoro scagliato sopra il golfo mistico dell'Ariston dalla mano del tempo; gli orchestrali, la  Consoli e la presentatrice Antonella Clerici strabuzano gli occhi, non ci credono; ma è tutto vero: la "regina" è tornata, forse per l'ultima volta, e per quaranta secondi magnifica tutti i cantanti che dietro le quinte che poco prima ridacchiavano presagendo il disastro. Applausi. Lei saluta con la mano, poi se ne va, malferma sulle gambe, aiutata dai suoi boys, scompare come un fantasma inghiottito dal buio.

Il 29 marzo 2010 Nilla appare come ospite della trasmissione televisiva Minissima 2010 condotto da Paolo Limiti, nel settembre 2010 inizia a lavorare per la registrazione di un nuovo album di inediti che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2011 ma che non riuscirà a completare a causa della morte. Nilla Pizzi muore a Milano il 12 marzo 2011.

In sessant’anni di carriera Nilla Pizzi non ha mai conosciuto un attimo di sosta, nemmeno nei periodi più bui, portando la sua voce in ogni angolo della terra, persino in uno sperduto villaggio africano da dove, al suo rientro in Italia, le venne inviato come omaggio un elefante. La Pizzi ha vinto tutto quello che c’era da vincere e cantato tutto quello che c’era da cantare, ha incarnato un’epoca meritandosi un posto di primo piano nella storia del costume.