LA STORIA DELLA RADIO
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Radio storia.


Guglielmo Marconi nel 1901
realizza il primo collegamento radio telegrafico transatlantico, tra un paesino
della Cornovaglia e San Giovanni di Terranova, nel Canada. Già dalla fine
dell’800 lo studioso italiano aveva ottenuto ottimi risultati con la scoperta
del telegrafo senza fili, ma quell’esperimento segna un punto di svolta nella
storia della comunicazione.
Anche l’Italia non è immune
dalla “radiomania”.L’era della radiofonia italiana ha inizio il 3 giugno 1924,
quan
do le società SIRAC (filiale commerciale della Western-Elettric Company),
Radiofono e RadioAraldo danno vita, con la loro fusione all’URI – Unione
Radiofonica Italiana che nasce il 27 agosto. Dall’URI – Unione Radio Italiana
deriva poi nel 1928 l’EIAR – Ente Italiano Audizioni Radifoniche con sede in
Torino via dell’Arsenale 21, che nel 1944 (26 ottobre, data della caduta del
regime) assume la denominazione di RAI – Radio Audizioni Italia ed infine nel
1954 (3 gennaio), quando cioè inizia il servizio televisivo con l’attuale
denominazione
RAI – Radiotelevisione Italiana. Le trasmissioni radiofoniche
regolari hanno inizio alle ore 21 del 6 ottobre 1924, dall’auditorio di via
Maria Cristina
Altri esperimenti alternativi all'Eiar e alla
radio monopolistica c'erano stati negli anni precedenti. La prima stazione
radiofonica sperimentale era infatti nata a Milano nel 1923
per mezzo
di Erminio Donner Flori, che, interessato a tutte le nuove tecnologie,
realizza nella propria casa un laboratorio sperimentale di radiotecnica. La
stazione “Radio Flori”, assemblata con apparecchi industriali e completa di una
grande antenna sul tetto, viene impiegata nel 1923 per trasmettere parole e
musica suonata con un grammofono. Ancora non esistono emittenti pubbliche
né compagnie private. Un decreto del regime fascista stabilisce che l’impianto e
l’esercizio delle radiocomunicazioni sono riservati allo Stato: è dunque vietato
trasmettere, ma anche possedere un semplice ricevitore per captare le emittenti
straniere. L’iniziativa del primo vero e proprio pioniere dell’etere italiano
viene immediatamente bloccata.
Nel 1938 gli apparecchi
radiofonici in Italia sono già oltre il milione ma per di più la radio è un “bene”
pubblico di scuole, circoli nonché dei ricchi che la mettono con un certo
esibizionismo a disposizione di tutti come poi successe quindici anni dopo per
la televisione. La radio incontra nel pubblico esteso favore e con il tempo si
sviluppano i programmi e gli impianti. La programmazione radiofonica italiana,
prima centrata sui notiziari e sui comunicati del Governo, si arricchisce di
nuovi eventi. Soltanto a un decennio dalla sua nascita sono funzionanti tre
reti. Il “Giornale radio” delle 20 viene trasmesso contemporaneamente da tutte
le stazioni. Tra i primi programmi: “Commenti ai fatti del giorno” dedicati alla
politica internazionale; le trasmissioni in diretta delle “Cronache delle
partite di calcio”, commentate da Nicolò Carosio; i programmi di “Musica
sinfonica o da camera” trasmessi fino alle ore 23; “l’ora dell’agricoltore”;
“l’opera e l’operetta”; “il concerto”; “il radiodramma”.
Radio Zara, sede dell’EIAR—Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, inizia l’attività a Spalato il 5 maggio 1941 (appunto come Radio Spalato), ma poco dopo viene trasferita a Zara, dove riprende il servizio il 25 giugno 1941 con la potenza di 700 W, portata a 10 kW nel 1942. Data la mancanza di un collegamento con la rete radiofonica nazionale, l’emittente, a parte la messa in onda dei notiziari nazionali ricevuti via radio, diffonde rubriche generate localmente e registrazioni di programmi artistici di complessi dell’EIAR, delle quali è dotata. Soltanto nell’ultimo periodo la stazione può usufruire di un ponte radio di collegamento fra Ancona e Zara e trasmettere così direttamente anche programmi della rete nazionale. L’11 settembre 1943 viene occupata dai tedeschi e rimane inattiva fino al 13 ottobre 1943 quando riprende il suo servizio sotto controllo germanico. Il 2 novembre 1943 il suo trasmettitore viene distrutto da un bombardamento aereo alleato e l’emittente cessa definitivamente la sua attività.

Poi la guerra…e ad il trillo prolungato dell’uccellino si interpone quello della sirena… Si può ascoltare solo la voce del regime: guai a chi è sorpreso a raccogliere i messaggi di “Radio Londra”. Quanto poi ad impiantare un sistema di ricetrasmissione, non solo non è permesso, ma ne va della vita.
Radio Londra inizia le trasmissioni in italiano il 27 settembre 1938. Il successo deriva dal fatto che il governo inglese invece di gestire in proprio la propaganda radio la affida alla BBC ente autonomo geloso della sua indipendenza redazionale. Nascono i Servizi Europei di cui la sezione italiana che trasmette per un quarto d’ora al giorno è una delle prime e più importanti componenti. Nel 1939 con lo scoppio delle ostilità le trasmissioni aumentano di numero e di ampiezza e il Servizio Italiano passa ad un'ora e mezza. Nel maggio 1940 cresce fino ad una punta di una ventina di trasmissioni al giorno. Nell’agosto 1943 per un totale di 4 ore e un quarto. La redazione trasmette le notizie prima degli altri e nella forma più esauriente possibile. Nel Servizio Italiano c'è un personaggio che si impone rapidamente all'attenzione degli ascoltatori: il Colonnello Stevens, soprannominato "Colonnello Buonasera" per la maniera che ha di iniziare i suoi commenti. Più che persona, in realtà, il famoso colonnello è un fenomeno creato dalla radio: perché se Stevens è la voce, le parole, il pensiero sono di Aldo Cassuto, un triestino che già ha lavorato alla redazione de "Il Piccolo". La sua abilità consiste non solo nella superba dialettica dei suoi commenti ma nella capacità di redigerli in uno stile adatto alla "personalità" del Colonnello. E’ un tono pacato e ragionevole ben diverso dalla violenza verbale degli striduli commentatori fascisti: un tono carico di promesse implicite di un futuro roseo non appena l'Italia fosse rientrata negli schemi tradizionali. Col progredire della guerra in Italia si diradano i programmi variati e leggeri. Cresce invece a dismisura il numero di messaggi speciali, quelle comunicazioni enigmatiche e affascinanti: "il maggiore con la barba", "la gallina ha fatto l'uovo", "la vacca non dà latte" destinate alle forze della resistenza. Le funzioni di questi messaggi si riferiscono al paracadutare di viveri, armi e uomini, a spostamenti di unità, ad operazioni belliche quando i messaggi sono circondati dal segreto militare più assoluto. Li consegna in redazione una staffetta motociclistica del Ministero della Guerra. L'annunciatore ha giusto il tempo di dare un'occhiata al lungo foglio prima di darsi alla lettura di diecine e diecine di messaggi con il senso di compiere una mansione di vitale importanza. I messaggi da poco usciti da una telescrivente militare, spesso inviati da partigiani su una radio da campo, giungono sovente a destinazione scorretti e persino incomprensibili ed il povero annunciatore deve cercare di rimediare in qualche maniera con l'incubo che il suo operato possa causare una catastrofe.
In pieno conflitto bellico però molte voci si impadroniscono delle bande radio. Se notissima è Radio Londra vi sono però anche altre emittenti straniere e anche alcune clandestine.
Radio Milano, emittente comunista con l’inizio della guerra civile spagnola del 1936 vuole far credere di trovarsi in territorio italiano, trasmette invece dalla Spagna. Si ascolta in Italia a partire dall'ottobre 1936. Trasmette tra le 22,15 e le 23,00 e conclude sempre così le sue trasmissioni: "Compagni, amici, concittadini, uditori, la nostra emissione quotidiana è terminata. Compagni, amici ricordate ai vostri compagni, ai vostri amici, ai vostri vicini che tutte le sere alle ore 22,45 circa ha luogo l'emissione radiofonica del Partito Comunista d'Italia, Radio Milano, che emette su lunghezza d'onda di 28 metri. Fate conoscere a tutti gli italiani l'ora e l'onda della nostra emissione [...] Organizzate in Italia l'audizione delle nostre trasmissioni. Poichè non possiamo darvi il nostro indirizzo fateci pervenire le vostre impressioni e i vostri consigli all'indirizzo della nostra rivista: "Stato Operaio", Rue d'Alsace, 25, Paris, oppure scriveteci direttamente inviando lettere alla direzione di un partito comunista di un paese democratico.
Corsica Libera nasce nel gennaio 1939. Trasmette programmi rivolti a suscitare sentimenti antifrancesi che fanno parte di un chiaro disegno annessionistico dell'Italia che veniva abilmente tenuto nascosto per non toccare la molla dello spirito indipendentista del popolo corso.
Meno note le radio italiane libere che nascono per aiutare la
liberazione nel 1943. Sono emittenti in contatto con il comando dell’Ottava
Armata alleata di stanza a Bari costituite dal Partito d’Azione per creare un
servizio clandestino di radiocomunicazioni che colleghi organicamente la
resistenza armata in Italia. Le trasmissioni sono fatte da sedi sempre diverse
per evitare la localizzazione. Tutti i giorni suggeriscono praticamente agli
Alleati le azioni militari da compiere fornendo tutte le indicazioni necessarie.
Tra queste: Radio Sardegna Libera fondata da Jader Jacobelli;
Radio Co.Ra
(Commissione Radio) di piazza D’Azeglio
Durante il secondo conflitto mondiale definito, per l'enorme utilizzo della radio, “guerra delle onde”, il regime mette in campo speaker dal piglio retorico e spettacolare per tenere viva la fede nel regime e nelle sorti della guerra, ma la credibilità della radio di Stato viene ben presto minata dai programmi di stazioni avversarie (la più celebre delle quali radio Londra) e, dopo l'8 settembre 1943, dalle emittenti clandestine partigiane. La graduale nascita di stazioni liberate nell'Italia del sud, è il segno inequivocabile dell'imminente fine della dittatura e del ritorno alla libertà d'espressione. Mentre la sede e gli impianti dell'EIAR di Roma vengono prima occupate dai tedeschi e poi trasferite al nord si diffonde il movimento delle "radio libere" che, sotto il controllo del PWB - Psychological Warfare Branch nascono nelle regioni via via liberate. Il comando alleato "rileva" praticamente tutte le stazioni trasmittenti a Palermo, a Bari, a Cagliari, a Napoli. L'EIAR intanto crea speciali emittenti con funzioni propagandistiche a cui vengono dati nomi caratteristici quali: Radio Falco, Radio Tevere, Radio Soldato. La manovra coincide con una piu' organica strutturazione del governo della Repubblica Sociale italiana e del centro radiofonico di Busto Arsizio. Inizia la concorrenza tra le emittenti che sono sotto controllo tedesco e quelle della RSI.
Radio Fante trasmette il "Giornale Radio" dell'EIAR. Sotto controllo tedesco viene trasferita a Milano. Roma I trasmette in collegamento con l'emittente lombarda, mentre Roma II e' adibita solo a trasmissioni per le forze armate.
Radio Tevere si scaglia con violenza contro i "ribelli di "Radio Vergogna", come e' definita la rubrica " Italia Combatte".
Radio Soldato, Centro radiofonico della RSI viene trasferito in localita' Stra' Olgia', nella campagna tra Busto Arsizio e Olgiate-Olona. La stazione ricetrasmittente opera sia in onde medie sia in onde corte. L'ufficio redazionale e' composto, oltre al corpo dei giornalisti, da due auditori, una sala di registrazione, orchestre e cantanti. Tra i programmi le rubriche: "Radio sociale" e "Radio famiglia".
Radio Palermo le trasmissioni comprendono notiziari dai vari fronti e commenti, musica e canzoni americane, messaggi in codice diretti ai partigiani. La prima trasmissione di "Italia combatte", (che sara' poi il cavallo di battaglia di Radio Bari), è messa in onda dall’emittente.
Radio Sardegna comincia a trasmettere, da Bortigali (Nuoro), l ‘8 settembre sera, data dell'armistizio. Lo studio e' allestito su un camion del comando militare e successivamente celato in una grotta. Tra i pionieri, il maggiore Armando Rossini (futuro direttore generale della RAI) e il sottotenente Jader Jacobelli. La radio, che trasmette in onde medie e corte, raggiunge anche la penisola. Notiziari, rubriche come "Da ieri a oggi", conversazioni religiose del cappellano Paolo Carta (in seguito arcivescovo di Sassari) costituiscono l'ossatura dell'emittente. Fonti principali di notizie sono Radio Londra e Radio Algeri. Nel febbraio 1944 viene trasferita a Cagliari.
Radio Bari, è riattivata per iniziativa di giovani intellettuali. L’11 settembre 1943 trasmette il primo notiziario "libero" con le prime parole agli italiani di Re Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma in quella "zona libera del territorio nazionale". Per circa una settimana l'emittente opera in modo autonomo. Successivamente affluiscono a Bari, portando il loro contributo alla nuova radio, personalita' della cultura come Antonio Piccone Stella, Alba de Cespedes, Anton Giulio Majano, Pio Ambrogetti, Gabriele Baldini, Diego Calcagno, Ubaldo Lay. Poi il controllo politico passa al PWB e l’emittente diventa organo del quartiere generale alleato. La potenza di 20 Kw consente di trasmettere oltre la linea di combattimento e di svolgere una preziosa funzione di sostegno per la resistenza. Diffonde ogni giorno quattro edizioni del "Giornale Radio" che, ascoltato anche in Germania, suscita la polemica di Radio Berlino. La rubrica piu' affermata e "Italia che combatte" in precedenza diffusa da Radio Palermo. Informa i partigiani, propaganda la resistenza, guida l'affrancamento dai nazi-fascisti.
Radio Napoli. Vi collaborano, tra gli altri, Mario Soldati, Arnoldo Foà, Steno, Maurizio Barendson, Antonio Ghirelli, Leo Longanesi. La rubrica "Italia Combatte" viene trasmessa quotidianamente anche dall’emittente che funziona con attrezzature campali fornite dagli alleati.
Servizio radiofonico del comando generale dei CVL, corpo volontari della liberta' inzia a funzionare con le sue trasmissioni, nel territorio occupato dai nazifascisti, il 14 marzo 1944. Comunica direttamente con gli alleati, diffonde bollettini di guerra della resistenza, le richieste di "lanci" di armi ai partigiani, i messaggi di carattere operativo. Nell’agosto 1944 la stazione radio di collegamento tra i comandi regionali partigiani, impiantata al nord dal comando generale del Corpo Volontari della Libertà, e' scoperta dai nazifascisti. Il professor Vecchi, che la dirige, rimane ucciso.
Radio Roma apre le nuove trasmissioni il 6 giugno 1944 alle ore 13.00 annunciando l'avvenuta liberazione dell'emittente, passata sotto il controllo del PWB. I tedeschi in fuga hanno smontato gli impianti trasmittenti. L’emittente si organizza con quanto resta: funziona il trasmettitore di Monte Mario. Via via ritornano a Roma i giornalisti e i programmisti che, fuggiti dopo l'8 settembre, avevano in parte lavorato nelle emittenti del sud.
Radio Firenze
il 4 agosto 1944 gli alleati sono alle porte di Firenze. Victor A.De Sanctis e
Amerigo Gomez, operatori EIAR di Torino fuggiti nel capoluogo toscano,
registrano la drammatica radiocronaca della guerra in città tra tedeschi, che
distruggono tutto in ritirata, e partigiani e alleati. Utilizzano un
registratore sonoro portatile costruito da De Sanctis, aiutati dai tecnici della
radio che aveva cessato di operare il 17 giugno. Nel 1954 la RAI ritrasmetterà
questo documentario radiofonico opportunamente rimontato.
La Voce dell'VIII Armata è la radio voluta a Pesaro dagli americani nel
settembre 1944. Il complesso e' reso operativo da italiani, americani e inglesi.
Radio Partigiana nasce nel biellese nel dicembre 1944 ad opera del Comando Raggruppamento Divisioni Garibaldi. I programmi iniziano con l'Inno di Mameli e comprendono notiziari della guerra partigiana, direttive del comando generale, notizie sugli avvenimenti interni.
Ci sono anche quelle nazi-fasciste: Radio Monaco, Radio Baita di fede fascista, Radio Fante, Radio Soldato, Radio Patria. Il 3 dicembre 1945, con un trasmettitore di 5 kw, entra in funzione Radio Venezia Giulia, una stazione ufficialmente clandestina (ma segretamente ed indirettamente sostenuta dal Governo italiano) diretta con entusiasmo da un letterato istriano, Pier Antonio Quarantotto Gambini, per far giungere ai connazionali dell’Istria, del Carnaro e della Dalmazia che si trovavano sotto il giogo titino una voce di speranza, di conforto e anche di puntuale ed aperta denuncia dei misfatti compiuti a loro danno dalle autorità jugoslave. Esternazioni che nel delicato periodo di estrema debolezza internazionale dell’Italia non possano, ovviamente, essere affidate alle neutrali trasmissioni ufficiali della RAI. L’emittente cessa il servizio il 1° luglio 1949.
Radio Monaco è invece un'emittente utilizzata dal Governo della RSI di Mussolini il 18 settembre 1943. Trasmette in OM 801 kHz dagli impianti di Ismaning a nord di Monaco di Baviera. Il 1 novembre 1964 apre una redazione italiana al 12° piano del centralissimo palazzo della Bayerscher Rundlunk a Monaco di Baviera. Bayerischer Rundfunk è l'emittente regionale bavarese che produce i programmi radiofonici per la Baviera in italiano, greco e spagnolo. Il "Programma Italiano" è molto seguito e per quarant’anni è un punto di riferimento per gli oltre 700 mila italiani presenti in Germania. Alle 19 di ogni sera e per mezz'ora informa e racconta agli italiani ciò che accade in Germania. E’ seguito anche nel nord della penisola italiana. La redazione formata da 50 dipendenti di cui la metà italiani è guidata da Diego Vanzi. Chiude nel 2003 seguendo la stessa sorte che è toccata alla fine del 1997 alla redazione italiana della Deutsche Welle di Colonia, dei programmi della lingua italiana al WDR (West Deutscher Rundfunk) di Colonia e a quelli di Radio Svizzera Internazionale da Berna.
Dopo la guerra c’è voglia di vivere. La gente si ritrova nei locali, le orchestrine impazzano, ci si diverte. Nel 1945 l’appassionato di radio Albano Moretti, assieme al figlio Franco, idea Radio Ferrara che dal 2 al 4 ottobre trasmette anche per Bologna, Modena e Mantova un processo dell’epoca. Alle 14 del 24 marzo 1946 sono annunciate via stampa altre trasmissioni sperimentali, il primo palinsesto passato alla storia: interviste, notizie, un programma sul cinema condotto da Adolfo Baruffi, musica e canzoni a richiesta. La radio viene chiusa immediatamente. Ma ecco come andò la vicenda. Franco Moretti nasce a Ferrara il 30/08/1920. Pioniere del radiantismo e della radiofonia nel 1934 quando ha solo 14 anni costruisce una radio trasmittente: l’antenna composta da un filo teso nel suo terrazzo situato al terzo piano della abitazione, l'alimentazione fatta con una discesa a 1/7 dal centro, la gamma di funzionamento quella dei 40 metri – 7 Mhz, il ricevitore un apparato commerciale con la gamma delle onde corte. La selettività è più che sufficiente per un modesto traffico ma la Polizia di Stato viene a conoscenza dell’attività e con una visita domiciliare trova la stazione e sequestra tutto mettendo in guai seri il padre con una salata contravvenzione. Finito il conflitto il 26 aprile 1945 a Guarda Ferrarese sull’argine del fiume Po trova materiale militare abbandonato e tra questo trasmettitori, ricevitori, materiale di ricambio, valvole, portatili veicolari e fissi. Con l’accumulato comincia a costruire il primo trasmettitore. Quando nel settembre 1945 stanno per iniziare a Ferrara alcuni processi politici legati agli esponenti del regime fascista chiede alle autorità di installare una stazione radio nei locali del Tribunale per permettere al pubblico di seguire le fasi dei dibattimenti e per funzione di pubblica utilità ma le autorità non concedono l'autorizzazione in quanto le trasmissioni radio sono monopolio dello Stato e della Rai. Tre giorni al primo processo, però, il prefetto di Ferrara dott Hirsh lo autorizza ad installare la trasmittente nella sala adiacente le udienze. I Vigili del Fuoco installano una antenna filare dalla chiesa di S. Domenico e il palazzo Bentivoglio sede del Tribunale e con una delle trasmittenti prelevate sul fiume Po di fabbricazione tedesca con la potenza di 30 watt e con microfoni di fortuna effettua la trasmissione sulla lunghezza d'onda di 230 metri. Il tutto dura tre giorni. Visto il risultato il prefetto richiede di preparare una nuova trasmittente più potente in grado di servire tutta la Provincia per un secondo processo molto più importante a carico dell'ex prefetto di Ferrara dott. Altini da svolgersi nell’aprile 1946. Al proposito prepara una “vera” stazione radio con la potenza di circa 100 watt con un telaio metallico con generatore a cristallo, separatore e stadio finale con la ottima valvola 813, un amplificatore da 50/60 watt, un trasformatore di modulazione da 1000 watt che ha come secondario 2X500 volt, la tensione per i filamenti delle valvole attorno ai 4 e 6 Volt e il primario per la rete a 110 volt, gli altoparlanti intorno ai 15/20 ohm. Le prove risultano perfette. Usa gli avvolgimenti a 6 volt come ingresso dall'amplificatore di BF e i secondari come alimentazione della tensione anodica di 1500 volt alla valvola 813 finale di potenza a RF, i microfoni li realizza usando l'involucro di un fanale di bicicletta “radium” inserendo all'interno capsule microfoniche costituite da auricolari di cuffie americane magnetodinamiche, una reticella metallica sostituisce il vetro anteriore del fanale: 6 i pezzi realizzati di cui due a colonna utilizzando delle piantane per lampadari. Il servizio interno del tribunale costruisce una piattaforma in legno di circa due metri di altezza e provvede a fare un foro nella parete dell'aula del Tribunale chiuso con vetro di isolamento per permettergli di osservare l'interno e comandare i vari microfoni. Il mixer autostruito con valvole 6SN7, doppi triodi con uscita a bassa impedenza sul catodo inviato all'ingresso dell'amplificatore di bassa frequenza. Il processo comincia prima della data prevista il 14 marzo alle ore 9.00 e termina l’11 aprile 1946. Durante il periodo di funzionamento viene aiutato dalla sorella che fa da annunciatrice e da alcuni amici che provvedono alla stesura dei testi e alla trasmissione nei giorni festivi di programmi musicali eseguiti dall'orchestra Orsatti in un appartamento adiacente al palazzo del Tribunale. Si alternano ai microfoni vari giornalisti e in particolare Don Bedeschi, cappellano militare dell'VIII armata inglese, che parla delle varie vicende legate al conflitto recentemente concluso. Nei primi giorni di funzionamento si presentano alla porta della stanza alcuni finanzieri in divisa per sequestrare la stazione in quanto “illegale” ma due carabinieri dislocati dalla Magistratura a protezione del complesso impediscono l'attuarsi del sequestro. Fino al giorno della chiusura del dibattimento puntualmente si presentano per eseguire l'ordine ricevuto. Il processo finisce alle tre di notte e quando tutti lasciano l'aula i due carabinieri con cacciaviti e tronchesini procedono alla demolizione della stazione. Posti in una cassa i vari componenti vengono caricati su un auto e portati nel negozio del radio amatore alle 5 della mattina del 15 aprile 1946. La mattina seguente davanti alla porta del negozio una carovana di auto: Polizia, Carabinieri, Finanza, RAI. Radio Ferrara, nei fatti la “prima radio libera italiana autorizzata” viene posta sotto sequestro. Aperta la saracinesca Moretti indica loro la cassa con il relativo contenuto, che contiene quello che era la radio Ferrara da loro richiesta. La soluzione non è ben accettata dai presenti convinti di poter trovare una stazione radio, come descritta dai vari giornali, e funzionante. Il comandante dei finanzieri fa buon viso a cattivo gioco e richiede al Moretti di esibire la autorizzazione alla gestione. Lui presenta la lettera con l'ordine del prefetto di Ferrara che gli ordinava di allestire una stazione radio per diffondere il processo Altini evitando la ressa del pubblico nell'aula del Tribunale. La parte burocratica però termina con la firma da parte dell’organizzatore della prima radio libera italiana di un verbale di ben 14 pagine sottoscritto anche dal comandante dei Carabinieri e dai delegati della RAI. Così finisce la storia di Radio Ferrara che aveva dato la grande soddisfazione di creare, senza nessun scopo di lucro, un pubblico servizio dimostrando che i radioamatori potevano essere di grande utilità alla comunità. Il pioniere che ha segnato la storia muore il 22 giugno 2008.
Nel 1946 nasce Radio Fiera Vicenza,
un'iniziativa
coraggiosa che ha lo scopo di promuovere e supportare
Nel 1948 a Castelmassa (Rovigo) ennero diffuse trasmissioni sperimentali da due appassionati della radio (padre e figlio), l’antenna di trasmissione posta sul campanile della chiesa. Un funzionario governativo resosi conto dell’iniziativa non agì con tempestività ma alla richiesta dei due concesse un altro paio di giorni prima dello smantellamento.
Nel 1950 a Praga (Cecoslovacchia) nasce un'emittente clandestina: Radio Oggi in Italia, per iniziativa del Partito Comunista Italiano, con l'aiuto di un gruppo di transfughi italiani, ex partigiani e personalità tra cui il giornalista Sandro Curzi. Trasmette in italiano notizie di attualità anti governativa che riguardano l’Italia. Dato il tono pesantemente polemico, l’emittente attira da subito l’attenzione del governo italiano che la contrasta in quanto radio illegale e “lesiva per gli interessi del Paese”. Ma la radio si perfeziona, allaccia rapporti con la redazione dell’Unità ed istituisce una sorta di agenzia di stampa in costante polemica con la Rai. In redazione ci sono: lo stesso Sandro Curzi, Carlo Ripa di Meana, Stella Amici e Aroldo Tolomelli (caporedattore). E’ il primo organo d’informazione a dare notizia dei fatti di Ungheria nel 1956, ad anticipare la Rai nell’informare dell’accordo tra Kennedy a Krusciov sui missili di Cuba, a dare per prima l’annuncio che la “Legge truffa” del ’53 non era scattata. Acquisisce grande popolarità ed ascolto: oltre 4 milioni di affezionati seguono la sua programmazione. Chiude le trasmissioni nel 1968 per volontà dell’Unione Sovietica dopo l’invasione di Praga per aver palesato posizioni pro-Dubcek. La radio scomoda perseguitata dal governo italiano che invece fu chiusa da quello sovietico rivive ai nostri giorni in un film documentario di Claudia Cipriani “La guerra delle onde: storia di una radio che non c'era”
Nel 1958
Nel 1960 a Viareggio vengono trasmesse a circuito chiuso prime cronache audio di partite di calcio in diretta attraverso il cavo del telefono. L’esperienza nasce sul successo della Filodiffusione nata nel 1958 che porta la musica attraverso il telefono e della popolare trasmissione della Rai “Tutto il calcio minuto per minuto” nata ufficialmente il 10 gennaio 1960 per mezzo di Alfredo Provenzali che racconta il calcio alla radio. L’idea viene all’appassionato di radiocomunicazioni Graziano Giannessi, figlio di Oreste, proprietario del locale storico della Passeggiata “Nettuno”. Diventa fattibile attraverso la collaborazione delle società (o di privati cittadini) che mettono a disposizione la linea telefonica. La domenica pomeriggio il pioniere segue in trasferta la squadra cittadina di calcio. A tutti gli effetti è il primo cronista italiano non Rai che trasmette in diretta audio da chilometri di distanza per ben tre campionati: 1960/61, 1961/62, 1962/63 le partite del Viareggio Calcio. La prima da Arezzo l’11 dicembre 1960. Tutto nasce da una telefonata di sondaggio effettuata nei giorni precedenti la gara atta a sapere se nello stadio o nelle immediate vicinanze ci sia un apparecchio telefonico e, cosa più importante, se la società nulla ha in contrario alla diffusione della partita. Nessuno boicotta l’iniziativa. Anzi, le società sono incuriosite della novità e chiedono informazioni. La domenica mattina Giannessi e gli amici Giancarlo Cinquini, Giuseppe Lombardi e Vincenzo Lazzeri partono per la trasferta. Portano con loro prolunghe da 25 metri di cavo l’una e naturalmente un apparecchio telefonico. Nessun problema quando la linea è vicina al campo di gioco: basta aprire la spina, aggiungerci i cavi di prolunga in parallelo, arrivare in tribuna e alla fine del filo inserire il telefono (in pratica un duplex, lasciando l’apparecchio al suo posto per lasciare l’uso nell’intervallo ai legittimi proprietari). Dopo qualche diretta, però, alfine di evitare possibili interferenze e rimanere unica voce viene scollegato un cavo. Ma alle volte capita che non ci sia il telefono (ricordiamo che negli anni ’60 è considerato un bene di lusso e non è ancora diffuso nella stragrande maggioranza degli italiani) e per questo c’è da collegarsi con uno più vicino. Il problema più grande arriva proprio da Arezzo. Lo stadio è nuovo, la trasmissione è la prima e non c’è stata la telefonata informativa perché la risposta sembrava scontata, cioè positiva. L’unico telefono è presso un distributore che dista oltre 150 metri dallo stadio, per di più al di là della strada. Non ci sono ne alberi ne piloni dove far passare il cavo dall’alto. L’unica possibilità è stenderlo a terra. Ma le macchine in transito sono un problema. Gli amici non sanno più come fare. E’ lo stesso Giannessi che decide di andare al Comando della Polizia Municipale della città a chiedere aiuto. Di fronte al Comandante dei Vigili dice chi è, cosa vuole fare, spiega la situazione. Questi, in silenzio, lo lascia parlare e lo ascolta incuriosito. Poi si presenta. Viene riconosciuto come “Pupporina” ex giocatore dei tempi d’oro della serie B. Tra gli amici è subito festa: il Viareggio gli è rimasto nel cuore. Non ci sono problemi. La cronaca ci sarà. Immediato parte l’ordine di bloccare la strada al traffico. Per quasi due ore il corso che costeggia lo stadio viene interdetta ai veicoli. A presidiare il piccolo cavo telefonico steso per terra e a difenderlo da probabili tagli delle ruote ci sono due vigili urbani. Il cuore va oltre le barriere. E’ la potenza della diretta. Le cronache corrono sul filo. Giannessi viene chiamato da Viareggio (tassa a carico) e dal campo parla verso la postazione fissa d’ascolto ubicata nel locale dove si ritrovano a mo’ di piazza paesana gli sportivi bianconeri per vivere minuto per minuto le gesta dei loro beniamini, soffrire anche perché non sempre tuto va per il verso giusto. Lui (o alle volte qualche suo amico) ad intrattenere gli avventori che seguono le dirette attraverso alcuni altoparlanti. Quando tutto ha inizio c’è un’aria di festa tra chi inganna il tempo giocando ai tavolini. Lasciano i tavoli verdi anche gli abituée del ramino, di teresina, di quadrigliato. Le bocce del biliardo si fermano come d’incanto. C’è qualcosa di più importante da fare, c’è da ascoltare in diretta la cronaca della partita. Nella sala un silenzio quasi religioso rotto di quando in quando da esclamazioni di esultanza o di rabbia. Alla fine l’attesa per i risultati degli avversari, i commenti, la smentita di certi risultati o di episodi accaduti sul campo. L’occasione di partecipazione collettiva si ripete e migliora negli anni. Due grossi altoparlanti vengono collocati al di fuori delle entrate principali del locale sulla Passeggiata a mare per conto della ditta Berti e rendono possibile l’ascolto anche ai numerosi passanti che ignari si ritrovano coinvolti in quell’happening. Ricordiamone alcune: da Trino (8 ottobre 1961), Tortona (29 ottobre 1961), Aosta (26 novembre 1961), Asti (10 dicembre 1961), Pavia (31 dicembre 1961) con ben 25 minuti di sospensione perché un tifoso strappa dalla mano del Giannessi la cornetta del telefono ed attacca una serie di ingiurie: il cronista che sa di essere ascoltato sulla passeggiata rischia il linciaggio perché ha la sfrontatezza di battergli la cornetta sulla fronte, Borgomanero (14 gennaio 1962)… L’esperienza, unica in Italia, fa riesplodere l’entusiasmo intorno alla squadra, esempio per tutti il derby con la Lucchese seguito da dodicimila spettatori. Incoraggiato dall’appoggio dei gruppi di sportivi che si ritrovano al Nettuno o al Bar Eden cuore e cervello del tifo bianconero l’operato del Giannessi prosegue e anzi cerca lo sviluppo anche con riprese su pellicola super 8. Il pioniere anticipa di gran lunga la nascita e lo sviluppo delle emittenti libere.
Nel maggio 1960 si fa avanti
Radio Veronica
(Olanda), trasmette in onde medie sui 557 kHz e si può ascoltare anche oggi in
Italia dove è molto seguita. All’inizio trasmette da un ex nave-faro tedesca
ancorata davanti alla costa dell’Olanda ed ha una vita estremamente avventurosa:
subisce assalti all’arrembaggio a mano armata da parte di concorrenti invidiosi,
persecuzioni da parte dell’autorità e persino un uragano che la fa arenare. Nel 1961 è la volta di Radio Nord (Olanda)
ancorata di fronte a Stoccolma.
Dal 1963 va in in onda “Il discobolo” con Vittorio Zivelli, il primo deejay italiano che nel tempo sarà copiato da tutti, poi ancora “PopOff” e la coppia Arbore-Boncompagni. Emittente per potenza di trasmissione oggi seconda al mondo dopo Radio Montecarlo. Nel 1964 Radio Caroline che irradia sulle coste sud orientali della Gran Bretagna e Radio Atlanta nata in concorrenza (e sulle stesse frequenze) ma che ben presto si associa alla più importante emittente, Radio London da un ex dragamine ed altre emittenti nate sulla terra ferma come Radio Hatch e Radio Invicta. Nasce Radio Montecarlo.
Nel 1965 partono: Radio Nord Sea, Radio
Essex, Radio Shannon, Radio 390. Non manca neppure un caso che fa scalpore.
Nel 1966 quando nella sola Inghilterra le radio pirata sono già una decina, la
stazione King Radio dichiara stato indipendente l’isola dalla quale
trasmette. La prima trasmittente inglese con il maggior numero di ascoltatori è
però Lord Sutch. A seguire Man X Radio-Broadcasting House Douglas che trasmette
dall’Isola di Man, Radio Geronimo, Radio Tower, Radio Channel, Radio Caesar.
Nella primavera nel Principato di Monaco iniziano le trasmissioni in italiano
di Radio Montecarlo:
“Questa è… Radio Montecarlo, la trasmision italo française di Noel Coutisson!”
cita lo stacchetto del tempo. Le note arrivano dal Principato di Monaco,
all’inizio per due ore poi nel giro di poche settimane a 13, fino alle sette
della sera quando la sigla: “Ciao a domani… sicuramente sarai con noi!... Ci
sentiremo, per stare ancora insieme a te!.. Per ora chiudiamo… a Radio
Montecarlo!”, decreta l’arrivederci al giorno dopo. Diventerà l’emittente più
potente del mondo grazie all’antenna installata sul Col de
Il sogno dei giovani è
Radio Montecarlo. Poi
Radio Vaticano, dello Stato Città del Vaticano una
colonna sonora per lo più di notizie e programmi religiosi e poche altre radio
estere che cominciano a trasmettere per l’Italia in certe zone, come
Radio Capodistria,
Rsi Radio della Svizzera
Italiana (Radio Monteceneri).
Dal Nord Europa già da tempo partono programmi da barconi clandestini, tra tutte
c’è
Radio Luxemburg ma la ricezione è difficoltosa e bisogna possedere
apparecchi molto potenti come il cofanetto apribile della Emerson. Con un
semplice apparecchio radio girando una manopola si possono ascoltare nel
panorama radiofonico i programmi Rai: Radiouno, Radiodue, Radiotre, Canale IV,
Canale V, Canale VI della Filodiffusione (per chi ne era provvisto), i programmi
esteri ma in italiano di:
Radio Vaticana che diffuse il suo primo messaggio
dalla voce di Guglielmo Marconi il 12 febbraio 1931, SSR-Società svizzera di
radiodiffusione-RadioSvizzera nata nel 1935 e Radio Monteceneri della Svizzera
Italiana, Radio Capodistria dalla ex Jugoslavia, Radio Montecarlo, quelli dei
grandi paesi con programmi diffusi in italiano tra cui Radio Malta, Radio
Scopje e Radio Belgrado della ex Jugolsavia, Radio Somalia, Radio Tunisia, Radio
Praga-Cecoslovacchia, Radio Monaco, Radio Cairo-Egitto, Radio Bucarest-Radio TV
Romana-Romania, Radio Argentina, Radio Budapest-Ungheria, Radio Berlino
International-Germania Est, Radio Pechino-Cina, Radio Polonia, BBC-Britisch
Broadcasting Corporation-Radio Inghilterra, Service Suisse des ondes
courtes-Radio Svizzera, Transradio Chilena-Radio Cile, Deutsche Welle-Radio
Germania Ovest, Radio Sofia-Bulgaria, Emissora Nacional-Radio Portogallo, Radio
Tirana-Albania, Radio Budapest-Ungheria, Nippon Hoso Kyokai-Radio Giappone,
Transword Radio, Radio Mosca-URSS, Radio Libia, ORTF-Radio Francia
Radio Francese,
Radio Australia, ORU-Radio Belgio, ecc., ma in varie zone d’Italia, anche timidi
messaggi di libertà. Ci sono già le emittenti televisive private italiane ma la
radio è ancora sogno. Per trasmettere in fondo bastano un buon ripetitore,
un’antenna, un microfono e un giradischi. L’idea di trasmettere nasce nella
mente di molti. Anche per la radio è arrivato il tempo di emettere il primo
vagito. Cominciano quasi per gioco poi si lasciarono prendere dall’entusiasmo
contagiando chi ascolta. E nasce un lungo romanzo.
Nel 1968 è la volta delle emittenti Olandesi
RNI – Radio Nordsee International che però trasmette per soli otto mesi, e la
più recente Wold Music Radio. Negli Stati Uniti Radio Free America, in Svizzera
Radio Mebo. In Italia, all’indomani dell’iniziativa di Radio Ferrara, ci sono
prove tecniche di una stazione radio dei fratelli torinesi Judica-Cordiglia, ex
radioamatori e nell’estate da un’ipotetica emittente radio installata su una
piattaforma – stato indipendente nel Mar Adriatico di fronte a Rimini col nome Isola delle rose (l’ingegner Sergio Rosa ideatore dello stato ha sempre
negato l’esistenza) che però riesce a trasmettere soltanto per un raggio
limitatissimo e per pochissimi giorni. A dare una spinta che travolgesse i
controlli e la legalità ci pensano in molti. A Massa, un giovanissimo
appassionato, Andrea Lazzoni, con
un impianto autocostruito alimentato a batterie, inizia le prime prove di
trasmissione di una stazione radio in fm che trasmette musica:
Radio Attiva Massa. L’antenna è posizionata sul tetto di un condominio. Il raggio di
trasmissione che raggiuge è di circa
L’anno dopo 1969 il Lazzoni
modifica un surplus militare dell’ultima guerra, l’apparato cosiddetto
“portatile” Collins) del peso di una trentina di chilogrammi e inizia a
trasmettere sulla fm. Il segnale arriva a coprire un raggio di un paio di
chilometri dal centro della città. Inizia con delle vere trasmissioni radio trasmettendo qualche ora al giorno. Solo musica e qualche chiacchera.
Alle 19.30 del 25 marzo 1970
Radio Libera
Partinico
(Radio Sicilia Libera) di Terrasini (Palermo)
inizia a trasmettere illegalmente per dare voce alle popolazioni della Sicilia
colpite dal terremoto del Belice. Il sociologo Danilo Dolci si barrica con due
operatori nel palazzo Scalia e in FM e OC per ventisei ore consecutive presenta
la straziante situazione con un SOS continuo. Una voce che si sente per poco più
di una giornata, che ha le proprie trasmissioni bloccate dai Carabinieri in
completa tenuta da guerra con i mitra spianti alle ore 22 del 26 marzo.
Nel
Nel maggio 1974 la casa editrice Jean Frey AG richiede l’autorizzazione per una radio privata in Lichtenstein ma le autorità bocciano il progetto. Prime emittenti clandestine che servono, tra l’altro, a lanciare appelli a raduni e manifestazioni giovanili iniziano a trasmettere nella seconda metà degli anni ’70 in Svizzera. Nel 1975 Radio International trasmette da Üetliberg (Zurigo) ma viene subito smantellata dalle autorità elvetiche. Il 26 febbraio 1977 è la volta di Radio Atlantis, creata da Peter Käppeli: in meno di 24 ore le autorità svizzere individuano la postazione di emissione e disattivano il segnale. La radio riprende nel mese di settembre 1977 da postazioni diverse a garantire la copertura della regione di Zurigo. Non potendo andare oltre, nel giugno 1978 viene trasferita in Italia con l’intenzione di diffondere il proprio segnale su Zurigo: alcuni esperimenti di trasmissioni vengono effettuati dal Pizzo Groppera sopra il lago di Como ma il progetto non va avanti per motivi economici. Il 15 luglio 1977 nasce Radio-Aktiv Freies Gösgen emittente di protesta contro la Centrale Nucleare di Gösgen. Nonostante le pressioni delle autorità svizzere e gli interventi della polizia italiana il giornalista ribelle Roger Schawinski riprende il progetto italiano e alle 17 del 17 novembre 1979 apre a Cernobbio, Radio 24, che trasmette in lingua tedesca dal Pizzo Groppera sopra il lago di Como verso la regione di Zurigo. Le trasmissioni vanno avanti fino al 1 febbraio 1980 quando l’emittente subisce il sequestro delle apparecchiature trasmittenti per presunta violazione dei regolamenti internazionali delle radiocomunicazioni. Il monopolio radiofonico della Srg Sssr idée suisse è in bilico. Soltanto nel 1983, però, il governo accorda le prime concessioni ad una trentina di stazioni private tra le quali Radio 24 diventata emittente elvetica a tutti gli effetti. Le radio libere in Francia nascono embrionalmente a Parigi nel 1978 con la formazione della Federazione Internazionale delle Radio Libere istituita dall’incontro “Alfredo” tra l'Associazione per la Liberazione delle Onde Radio (ALOR) e della Federazione de Radio Emitenti Democratiche (FRED), circa trecento delegati intervenuti da Italia, Francia, Germania e Spagna. Trasmettono: Radio Trottoir (Tolone) e Radio-Allarme. Il 1 settembre 1981 lo sviluppo con Radio Libertaire di MontMartre che trasmette da un’umida cantina dalle 18 alle 22 sui 89.6 Mhz. In Spagna prime esperienze di radio libere si hanno in Catalogna nel 1978 con trasmissioni di Ona Lliure dapprima da Santa Maria de Corco, e poi da Barcellona (attualmente dal Centro Civico nella Calle de Blay en Poble Sec).
Nell'aprile 1974 parte l'avventura di
Radio So in quel
di Solarino (Siracusa) per iniziativa di Carmelo Barbagallo, Salvatore Gibilisco e Gianni Tito,
nell’agosto 1974 presso il Tribunale di
Voghera viene segnata come “giornale audio visivo”
Radio Voghera,
inizia a trasmettere saltuariamente prove tecniche di trasmissione. La
ideano Gino Orsi ed Eugenio Grandi che aveva lavorato alla Tv svizzera.
L’avvocato Eugenio Porta di Genova il 14 ottobre 1974 fonda a Viareggio l’Anti
– Associazione Nazionale Teleradio Indipendenti, che cerca di tutelare i diritti
delle ventiquattro emittenti televisive che già si sono formate e di quelle
radiofoniche in via di sviluppo. Alle 15. 30 del 7 novembre 1974 con prove
tecniche di trasmissione parte Radio Valle
Camonica FM 101.500 che ha sede ad Ossimo Superiore. Il primo brano
trasmesso da un emozionantissimo Mauro Fiora, fondatore dell’emittente assieme
al fratello Stefano, è “Viva l’Inghilterra”. Alle 11 del mattino del 23 novembre
1974 un gruppo di amici di Bologna guidati dal regista
Roberto Faenza tra cui
Rino Maenza
, Elda Ferri, Mario Bortolini, Pier Giorgio Righi,
Pier Luigi Franzoni, l’avvocato Giorgio Pizzi formano una piccolissima
emittente Radio Bologna per l’Accesso Pubblico che ha sede in una
roulotte posta sulla collina dell’Osservanza, sovrastante la città e con i cavi
elettrici allacciati ad una casa colonica, irradia il segnale registrato su
nastro sui 100.800 mhz. Da voce agli esclusi. Servizi registrati su cassetta
arrivano da ogni parte d’Italia, specialmente da fabbriche, scuole, luoghi di
lavoro dove si sta portando avanti una lotta. Dal dicembre 1974 sono in onda:
Radio Parma
(alle 11 del 1 gennaio 1975 con i programmi regolari)
programmazione modello Rai, notiziari locali, posizione di centro
sinistra, a tutti gli effetti definita erroneamente la prima radio privata
italiana via etere, prototipo di centinaia di radio che da lì sarebbero sorte
come funghi su tutta la penisola, Radio
Gerace (oggi chiamata Promoradio Network),
a Milano trasmette Radio Press Milano poi
Radio Milano
Palmanova
dal quartiere di Lambrate fondata da
Matteo
Fernando Gildone (Zio Teo), che
tra le sue file annovera anche il giovanissimo Massimo Emanuelli
oggi “pozzo di storia” del sapere radiotelevisivo e curatore del nostro portale.
Sono attive anche
Radio Massa 103,
Radio X Napoli,
Radio Borgomanero, Radio
Montegrappa Vicenza,
Radio Prato, Radio Marche Ancona,
Radio Diffusione Pistoia,
Radio Super
di Bargnano con Corzano (Brescia), Rda Radio Diffusioni dell'Agro di Nocera
Inferiore (Salerno) e Radio Salerno City.
Nascono le radio. Ogni
giorno una nuova, quasi per gioco di un gruppo di amici, desiderosi di
conoscersi, divertirsi e di guadagnarsi un pezzettino di popolarità nell’ambito
locale. Ragazzi. Giovani pieni di entusiasmo che più per hobby che per lucro,
mettono su una stazione radio, spesso con pochi mezzi a disposizione. Qualche
centinaio di mille lire, risparmiate a fatica, messe insieme magari vendendo la
motocicletta. Due giradischi, un registratore, qualche microfono, una consolle
casalinga, un trasmettitore comprato cissà dove. Voci. Al’inizio impacciate e
titubanti con gli errori che si fanno alle prime armi dell’inizio della nuova
carriera, poi sciolte e normali, senza formalità: si sente che ce la mettono
tutta! Prima in mono poi stereo anche dolbizzato per quelle che si ascoltano
fortissimo. Solo musica 24 ore su 24 oppure informazione, sport, cultura,
compagnia e divertimento. Questi gli ingredienti conditi dalla fatidica
pubblicità, l’anima del commercio, determinante per l’esistenza e la continuità
delle emittenti. La banda di emissione
A Milano il 10 marzo 1975
(anche se trasmissioni sperimentali partono dal febbraio) per mezzo di Nino e
Piero Cozzi e Rino e Francesco Borra nasce Radio Milano International
FM 101 oggi
R101.
La prima radio professionale
d’Italia. Lo studio ricavato da una camera dell’appartamento elegante nel centro
nella città della famiglia Borra in via Locatelli 6. Copertura del segnale 24
ore per l’intera regione. Tra i primissimi collaboratori:
Claudio Cecchetto,
Fausto Terenzi, Pino Beccaria. Una voce: “Qui Radio Milano International” e un brano degli Who.
Frequenza 101, One O One. Un mese sul filo. Poi il 14 aprile l’Escopost, la
polizia postale, mette i sigilli, sequestra gli impianti. E’ fuorilegge
trasmettere in FM. Dodici giorni di panico. Poi la liberazione. Il 26 aprile il
pretore di Milano, Cassala, definisce legittima l’attività di trasmissioni
radiofoniche fino a quando non si determinano interferenze che possono nuocere o
disturbare le emittenti di Stato. La sentenza della liberazione spiana la strada
alle radio private in tutta Italia.
Eugenio
Finardi
canta: “Amo la radio/
perché arriva dalla gente/ entra nelle case/ ci parla direttamente/ se una radio
è libera/ ma libera veramente/ mi piace anche di più/ perché libera la mente”.
Nascono ed arrivano a circa 6.000 ma poi come le foglie cadono e rimane il
ricordo. La radio era formata da una cooperativa di ragazzi, fra i quali c’ero
anch’io. Dicevamo quello che volevamo, facevamo quello che volevamo e passavamo
i dischi che ci pareva. Un’esperienza fantastica, irripetibile, come il primo
bacio o la prima volta che fai l’amore. La radio era, è sempre stata, l’imbuto
finale attraverso cui tutte queste cose che tu raccoglievi potevano passare,
potevano amplificarsi. E stata una risorsa; un’opportunità, un canale, una
risorsa gigantesca. Questa è stata una scuola sulla tua pelle, in tempo reale,
più unica che rara. Il nostro portale che dal 2006 è “il barattolo della
memoria” aveva il dovere nel nuovo aggiornamento delle
News delle Radio di
ripercorrere tutto questo. Dall’inizio ad oggi… e scusate se per le radio libere
italiane sono già passati quarant’anni! (Ruggero
Righini).
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QUALE E' STATA LA PRIMA RADIO PRIVATA IN ITALIA?
Esistono molti tentativi di costituire una stazione radio alternativa a quella di Stato, il primo in ordine cronologico è quello di Radio Posto Zero di Milano (1925), cui farà seguito Radio Ferrara (1945) ideata da Albano Moretti e dal figlio Franco. Bisogna poi attendere il 1968 (si, proprio l'anno della rivoluzione) per assistere ad un altro tentativo di emittente alternativa alla Rai: la Radio Massa Attiva toscana ideata da Carlo Andrea Lazzoni, nel 1970 è la volta di Radio Libera Partinico. Fra il 1971 e il 1975 esistono tantissimi pionieri che iniziano ad operare (seppur non in maniera continuativa) che si contendono il primato: Bonaventura Postiglione in quel di Potenza che effettua prove tecniche di trasmissione per un'emittente che poi sarà denominata Radio Potenza Centrale,; Franco Romano, Giovanni Chianese ed Enzo Limaro in quel di Napoli; Tony Napolitano con Radio Onde San Paolino; quindi Roberto Faenza e Rino Maenza con Radio Bologna; Sergio Emmanuele Anastasio con Radio Emmanuel. A questi tentativi seguono quelli di Radio Sacro Monte, Radio Fiemme 104, Radio Crotone International, Radio Voghera, Radio Valle Camonica, Radio Milano Palmanova dal quartiere di Lambrate fondata da Matteo Fernando Gildone (Zio Teo), Radio Gerace, Radio Massa 103, Radio X Napoli, Radio Borgomanero, Radio Montegrappa Vicenza, Radio Prato, Radio Marche Ancona, Radio Diffusione Pistoia.
Questo dovrebbe essere l'ordine cronologico esatto (allo stato attuali degli studi e delle ricerche) ma dobbiamo metterci d'accordo se possiamo considerare emittenti radiofoniche prove tecniche di trasmissione e/o emissione di programmi per qualche ora senza continuità, oppure se dobbiamo considerare emittenti radiofoniche soltanto quelle che hanno iniziato a trasmettere con continuità e con un palinsesto. In quest'ultimo caso la paternità sarebbe di Radio Parma, cui farà seguito Radio Milano International.
La caccia al primato della primogenitura è all'ordine del giorno, noi di www.storiaradiotv.it riceviamo una mail al mese di emittenti che dichiarano: "siamo stati i primi a trasmettere". Al fine di poter stabilire una volta per tutte le primogenitura invitiamo pionieri ed emittenti a mandarci supporti documentali (atti costitutivi, giornali dell'epoca, registrazioni audio ecc.)
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