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ORIETTA BERTI

Orietta Galimberti


 

Orietta Berti (nome d’arte di Orietta Galimberti, Cavriago, Reggio Emilia, 1/6/1943) fa le prime esperienze come cantante quando frequenta le scuole commerciali al suo paese, scoperta dal paroliere Giorgio Calabrese viene ingaggiata dalla Phonogram. I suoi primi successi sono come imitatrice di Suor Sorriso, alias Suor Luc Gabrielle, una monaca belga che aveva inciso le sue composizioni (nelle quali narrava episodi missionari, di vita conventuale e d’amore per la campagna) arrivando in testa alle classifiche di diversi paesi. La Berti canta le versioni italiane delle canzoni serafiche di Suor Sorrsi: Dominique, Mi vestirà di blu, Se per caso. Nel 1965 Orietta Berti vince il Festival delle Rose con Voglio dirti grazie e il Disco per l’Estate con Tu sei quello, nel 1966 porta al successo Quando la prima stella e Io ti darò di più (Sanremo 1966). Dotata di una voce melodica, tipica della tradizione italiana, dalle canzoni di Suor Sorriso interpreta canzoni rassicuranti, Io ti darò di più nella sua versione è casta e pura, a differenza di quella “peccaminosa” di Ornella Vanoni. Cantante delle mamme e delle nonne, ma anche dei bambini (ha cantato le canzoni dei film Biancaneve e Cenerentola), le Berti finisce per diventare la cantante del disimpegno, viene anche accusata di essere frivola e superficiale. Il casus belli è la citazione del suo brano presentato a Sanremo nel 1967, Io tu e le rose, in un misterioso biglietto, prima scomparso e poi ritrovato di Luigi Tenco, dove c’era scritto: “in un mondo dove va in finale Io tu e le rose non c’è posto per me”. Nel 1967 Orietta Berti porta in classifica Dove non so (versione del Tema di Lara del film Il Dottor Zivago). Nel 1967 al Disco per l’Estate presenta Solo tu, brano col quale ottiene un disco d’oro. Il successo più famoso è Fin che la barca va, brano nel quale qualcuno fa alcuni paralleli con il governo di allora. Nel 1968 porta al successo Non illuderti mai. Il suo palcoscenico ideale è quello di Sanremo dove partecipa parecchie volte (molti brani sono del mitico trio Pace-Panzeri-Pilat): Tu che non sorridi mai (1968), Quando l’amore diventa poesia (1969), Tipitipiti (1970), Occhi rossi (1974), Omar (1976), La barca non va più (1981), America in (1982), Futuro (1986, canzone scritta per lei da Umberto Balsamo). Fra gli altri successi della Berti (firmati Pace-Panzeri-Pilat) ricordiamo: Ritorna amore e Non illuderti mai. Torna a Sanremo nel 1992 (in coppia con Giorgio Faletti) con Rumba di tango. Orietta Berti è comparsa anche in alcuni film, fra i quali I nuovi mostri, dove ha interpretato con ironia la parte di sé stessa, cioè di una cantante di balera. Fra i suoi album ricordiamo: Orietta Berti canta Suor Sorriso, Più italiane di me, Cantatele con me, Le più belle canzoni popolari italiane (che contiene brani fatti conoscere dal Duo di Piadena e l’immortale Romagna mia), Orietta Berti 1965/1975, Io come donna, Le canzonissime di Orietta Berti. La sua popolarità è legata al periodo fra la seconda metà degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’70, con punte di ritorno negli anni ’80. Ritorna in televisione nel 1997 al fianco di Fabio Fazio nel ruolo di commentatrice intelligente ed autoironica, in una delle sue partecipazioni si esibisce in duetto con Claudio Baglioni in Il nostro concerto, riscattandosi e prendendosi così una sonora rivincita nei confronti di coloro che l’avevano sempre criticata come “cantante di serie B” e “superficiale”.