MARIO MEROLA

 

Mario Merola nacque a Napoli il 6 apile 1934 nel quartiere San’Erasmo, nei pressi del ponte della Maddalena, successivamente si era trasferito con la famiglia nel rione mercato a Sant’Anna delle Paludi.  Figlio di un ciabattino, cresce da scugnizzo nei vicoli napoletani e vive un’infanzia difficile (ha cinque fratelli), gioca per qualche tempo a pallone fra le riserve del Napoli, poi fa il militare, indi lavora al porto di Napoli come scaricatore. Nel 1958 mentre sta canticchiando con gli amici al porto di Napoli, viene convinto da un altro scaricatore ad incidere un disco. Il primo disco di Merola ha successo, Merola esordisce al Teatro Sirena in una sceneggiata intitolata A testa ruta, interpretando una canzone dai toni violenti, Malu figlio, applauditissima  in teatro; subito dopo disco di grande successo. Merola nel corso degli anni ’60 si conquista un ruolo di primo piano nella sceneggiata, partecipa a diverse edizioni del Festival di Napoli (1965,1966 e 1967, 1968). Grande ammiratore delle canzoni di Libero Bovio, diventa famoso per le sue “canzoni di mala”, in poco tempo riesce a strappare a Sergio Bruni il primato nelle vendite di dischi in Campania. Nella prima metà degli anni ’70 il suo successo si allarga anche alla Sicilia, alla Puglia e alle altre regioni dell’Italia meridionale, nella seconda metà degli anni ’80 riesce ad uscire dai confini regionali e ad esibirsi in tutta Italia e in giro per tutto il mondo, nel 1977 va in Canada e negli Usa dove viene ricevuto alla Casa Bianca dal Presidente Gerald Ford.  Fra le sue sceneggiate ricordiamo: I figli so pezzi ‘e core, A sciagura, L’emigrante, Ammanettato, ‘O sgarro, Gennaro Spartivento ‘o criminale, Mamma addò sta?, Clan di ‘napulitane, ‘O vendicatore, fino alla mitica O zappatore, portata al successo anche in America.   Merola ha girato anche una serie di film musicali: Napoli… serenata calibro 9, L’ultimo guappo, Da Corleone a Brooklyin, ma i suoi film di maggior successo sono quelli per la regia di Alfonso Brescia: I FIGLI... SO' PEZZI 'E CORE, CARCERATO e TRADIMENTO. Fra gli altri suoi film TORNA, GIURAMENTO, LACRIME NAPULITANE, IL TRIANGOLO DELLA CAMORRA, IL MAMASANTISSIMA, I CONTRABBANDIERI DI SANTA LUCIA, NAPOLI… LA CAMORRA SFIDA LA CITTA’ RISPONDE, L’ULTIMO GUAPPO, SGARRO ALLA CAMORRA.

Fra i successi canori di Merola ricordiamo: A sciagura, Ciento catene, T’aspetto a maggio, Allegretto ma non troppo, Chiu forte ‘e me, Zappatore, Ciente appuntamente, Chitarra rossa, Passione eterna, Madonna verde, Inferno d’ammore, ‘E figlie, Mamma addò sta. Negli anni ’80 spopola con il brano Chiamate Napoli 081. Negli anni ’90 Don Mario è vicino alle prime esperienze canore di Gigi D’Alessio, che gli dedicherà la canzone Cent’anne!, interpreta il brano Futtetene insieme al cantautore Cristiano Malgioglio. Nel 1994 Merola aveva partecipato al Festival di Sanremo nella Squadra Italia; nel 1997 a causa di una crisi cardiorespiratoria viene ricoverato, gli viene indotto il sonno tramite farmaci e poi fortunatamente si riprende. Nuovo ricovero nel maggio 2001, si riprende anche questa volta. Negli ultimi anni Merola si diverte a duettare con figlio Francesco, anch’egli interprete e musicista, Nel 2003 partecipa all’opera di Roberto Torre Sud Side Story prestando la sua voce per il cartoon Totò Sapore e La magica storia della pizza, il 19 settembre 2004 Merola aveva festeggiato i suoi 70 anni al Porto di Napoli con un concerto, fu lo stesso Don Mario ad ironizzare sui suoi frequenti ricoveri in ospedale:  “una festa da vivo, per fortuna – disse in quell’occasione – anche perché se ero morto che sfizio c’era, meglio che me lo prendo ora questo premio”. Nel 2005 Merola scrive il libro Napoli solo andata… il mio lungo viaggio edito dalla Sperling & Kupfer, in cui racconta sé stesso, la sua vita con la moglie Rosa, la sua musica e la sua arte della sceneggiata al giornalista Geo Nocchetti.

Don Mario, così amavano chiamarlo gli amici e i colleghi che frequentava, si è sentito male la notte di martedì 7 novembre, dopo avere mangiato i frutti di mare, uno dei suoi piatti preferiti: “non state in pena per me – aveva detto mentre cominciava a sentirsi male – lo sapete che mi piace mangiare”. Un dolore acuto allo stomaco, Merola e i suoi famigliari ne avevano attribuito la causa alla cattiva digestione. Martedì mattina il primogenito Roberto aveva accompagnato il padre al pronto soccorso per sentire il medico sul malessere che non rientrava, ma “Don Mario” poco dopo si era ripreso e se ne era tornato a casa. La situazione si era poi aggravata a metà pomeriggio: allarmata la moglie del cantante ha chiamato il 118. L’ospedale più vicino a Portici, dove Merola vive da decenni, è il Maresca di Torre del Greco: Merola vi è giunto in gravi condizioni, i medici lo hanno ricoverato annunciando come primo bollettino il “codice rosso”. Insufficienza cardirespiratoria, l’artista è apparso subito in pericolo di vita. Allora si è fatta strada l’ipotesi di un trasferimento al San Leonardo di Castellammare di Stabia, era ugente un intervento di emodialisi. La situazione si faceva intanto sempre più grave, all’artista avevano riscontrato uno choch cardiogeno fin dall’arrivo. In serata Merola, addormentato e aiutato a respirare da una macchina, è stato raggiunto dai famigliari: oltre a Roberto anche dal secondogenito Francesco, anche lui cantante, recentemente padre e figlio avevano dettato insieme. Fra le mani di Merola la famiglia ha messo un’immagine di Padre Pio, Merola gli era particolarmente devoto. I “melodici” preoccupati per le sue sorti hanno sfilato in centinaia in un incessante pellegrinaggio da Napoli e dalla Campania. Hanno atteso in ansia davanti all’ingresso dell’ospedale San Leonardo a Castellammare di Stabia, dove il re della sceneggiata era arrivato poche ore prima ormai in coma: “papà è gravissimo – dice il figlio Francesco – ma speriamo ancora una volta che tutta Napoli preghi per lui: è forte e dobbiamo pensare che ce la farà”. Non era la prima volta che si trema per l’anziano cantante: Merola era già stato ricoverato per problemi cardiaci nel 1997. Fra i colleghi che hanno appreso la notizia del ricovero c’è anche Gigi D’Alessio, che si è messe in viaggio da Roma nella notte per raggiungere il suo “maestro” in pericolo di vita.

Mario Merola è morto per arresto cardiocircolatorio poco dopo le 21 di domenica 12 novembre 2006 all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove era ricoverato da martedì. Distrutti la moglie Rosa e il figlio Francesco, Napoli è in lacrime. “Uno straordinario interprete dell’anima popolare della città” ha dichiarato il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Non appena si è sparsa la notizia del decesso una folla di fan e di ammiratori si è adunata sotto l’ospedale. Sul posto, per mantenere l’ordine sono arrivate auto della polizia, dei carabinieri e dei vigili urbani. Nella cittadina alle porte della penisola sorrentina sono oggi arrivati i cantanti Gigi Finizzio e Gigi D’Alessio, il ministro della giustizia Clemente Mastella, numerosi cantanti melodici, lo showman Gigi Sabani e tanti altri noti personaggi.

Sembra banale scriverlo ma Mario Merola è stato uno dei principali alfieri della canzone partenopea e il vero e proprio re della sceneggiata napoletana. Proprio grazie a lui, infatti, questo genere teatrale ha varcato i confini partenopei, ma anche quelli nazionali, raggiungendo anche l'estero.