HOMENEWSTVRADIOMUSICChi siamo

JULA DE PALMA

di Massimo Emanuelli

Jolanda (Jula) De Palma nasce a Milano il 21 aprile 1932, ha solo cinque anni quando suo padre viene chiamato e mandato in Africa Orientale. Tutta la famiglia si trasferisce in seguito ad Addis-Abeba, dove la piccola Jula ebbe le prime soddisfazioni artistiche: cose da poco, che facevano sognare quella fanciulla dai capelli castani e dai grandi occhi scuri. Giovanissima manifesta una spiccata passione per il jazz e per la grande canzone americana degli anni '40.  Nel dopoguerra Jula torna in Italia, frequenta il liceo classico a Milano e studia quattro lingue contemporaneamente:  inglese, francese, tedesco e spagnolo.  Un giorno Jula uscì di casa con sua madre per comprare un disco e volle a tutti i costi raggiungere un negozio che aveva notato all’altro capo della città. Direttore era un giovane e già celebre cantante: Teddy Reno.
Ed ecco che il Caso mette in moto la sua macchina: Jula compra il disco, racconta a Teddy di alcune canzoncine che cantava ad Addis Abeba in serate familiari, Teddy la invita a fargli sentire la sua voce, e, appena ascoltata la prima canzone, la prega di tornare la sera stessa per farsi sentire anche dal maestro
Luttazzi.  Grazie a lui nel 1950, a soli 18 anni, Jula fa il suo ingresso nella scuderia cantanti dell'ente radiofonico di Stato e si esibisce in un repertorio americaneggiante.  Grazie a Luttazzi Jula fa il suo ingresso nella scuderia cantanti dell'ente radiofonico di stato. Con Teddy Reno la voce nuova della canzone italiana conduce la rubrica di informazione Punto interrogativo, dopo quattro ore di vocalizzi, di motivi francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli, il maestro Luttazzi, sfinito, consacrava con un ultimo svolazzo sulla tastiera del pianoforte il nascere di una nuova stella, Jula sorride, per niente emozionata. A questo punto Jula partecipa a molte trasmissioni musicali mandate in onda da Radio Milano, in compagnia di Lelio Luttazzi e altri jazzisti italiani e, per quanto la vocalità raffinata e il repertorio inconsueto non sia di quelli che si impongono facilmente a livello popolare, in breve tempo si qualifica come l'interprete moderna per eccellenza, quella che meglio si presta ad interpretare un repertorio internazionale.  Dopo Punto interrogativo segue In due si canta meglio.  Iniziano tournèes, incisioni, televisione e radio, ma anche cinema. Un giorno il regista Flavio Calzavara telefona a un suo amico: deve scegliere la protagonista di un film che sta per realizzare e vuole un consiglio. Sbaglia numero, risponde una donna, solleticato un po' nella sua vanità maschile continua quell'improvvisata conversazione e così viene a sapere che la sconosciuta era Jula de Palma.  Flavio Calzavara è un uomo molto superstizioso: la sorte l'aveva guidato verso Jula de Palma, che era un'ottima cantante. Perché non provarla anche come attrice?  Jula riceve l'offerta senza batter ciglio e apprese con la stessa impassibilità che con «Napoli piange e ride» (questo era il titolo del film) sarebbe stata la prima cantante italiana che avrebbe debuttato sullo schermo col ruolo di protagonista.  Il lavoro ha un ottimo successo di pubblico e il secondo film, «Vendicata », è la riprova che Jula aveva superato l'esame.    Il Radiocorriere Tv definisce Jula "sognatrice dei boulevard".  La «neoattrice» non aveva nel frattempo abbandonato il firmamento musicale.

Nella stagione 1953/54 conduce in radio Nati per la musica programma che alterna musica e parlato con la presenza di ospiti prestigiosi e numeri musicali con Gorni Kramer direttore di un'orchestra di fiati,  Lelio Luttazzi direttore di un'orchestra di archi, il Quartetto Cetra e Teddy Reno e la De Palma danno dello stesso motivo una diversa interpretazione. Poi approda in tv nel 1954 con lo stesso programma dimostrando la stretta continuità fra i due media e la possibilità di sfruttare per la televisione i format radiofonici. La sua prima trasmissione televisiva è I love you, Je t'aime, io t'amo che presenta con Teddy Reno, Vivi Gioi e Franco Luzzi. Nel 1955 Jula conduce in radio Strettamente confidenziale, dove, oltre a cantare si sofferma sui testi delle canzoni.  Jula mette a punto le ascendenze jazzistiche del suo stile, nel 1955 esordisce al Festival di Sanremo dove presenta L'ombra di Walter Colli con Marisa Colomber, Cantilena del trainante di Facenna-De Angelis con Antonio Basuro;  Sentiero di Cherubini-Concina con Bruno Pallesi;   Che fai tu luna in ciel? (di Rastelli-Brinniti) sempre con Bruno Pallesi.   Scrive il giornalista Giorgio Berti su Tv Sorrisi e Canzoni del 13 febbraio 1955 nell'articolo Gli esclusi di Sanremo si preparano alla rivincita: "Jula è la cantante che conosce cinque lingue, legge Sartre e Camus, si veste nelle grandi sartorie, ha il gusto del jazz, sdegna le canzoni popolari e ignora i complimenti degli ammiratori"  Interprete sottile e dotata di feeling, per quanto risulti troppo snob rispetto alle "regine della canzone" più casalinghe, Jula si conquista comunque una buona popolarità, andando ad occupare uno spazio tutto speciale nel panorama canzonettistico italiano.  Nel 1957 Jula partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con Nel giardino del mio cuore (Kramer-Testoni), Raggio nella nebbia (Pagano-Salma) e Un sogno di cristallo (Calvi-Testa).  La sua voce moderna e sensibile non ha conquistato il pubblico raggiungendo solo un successo di critica. Sui giornali dell'epoca che fanno dettagliate cronache sul Festival leggiamo: "non mancano pezzi pregevoli, come quelli affidati a Jula De Palma, cantate dotata di grande stile, chiamata dai dirigenti della Rai per "rappresentare la moderna canzone italiana". Ma le sue canzoni, troppo "difficili" e poco commerciali non raccolgono voti.

 

Al Festival di Sanremo del 1959 Jula presenta Tua (Malgoni-Pallesi), in coppia con Tonina Torrielli, La vita mi ha dato solo te (De Martino-Casalini) con Miranda Martino, Per tutta la vita (Spotti-Testa) con Wilma De Angelis.  Giovedì 29 gennaio 1959 alle ore 22,20 la cantante si esibisce davanti a milioni di telespettatori, cantando Tua, sfruttando sapientemente la presenza delle telecamere, avvicina le belle labbra al microfono e sussurra i versi con una partecipazione sensuale che in un attimo conquista il pubblico in sala e a casa. Come qualcuno osserva, Modugno e la De Palma trasformando una semplice canzone in uno spettacolo coniugano le possibilità fornire dalla modernità del mezzo televisivo e la tradizione popolare italiana, che fa della gestualità e della mimica le colonne portanti della comunicazione.   Il brano Tua suscita scalpore  fa scandalo per la sensualità dell'interpretazione, arriva al quarto posto dietro Piove di Domenico Modugno e Johnny Dorelli, Io sono il vento di Arturo Testa e Gino Latilla, Conoscerti di Teddy Reno e Achille Togliani.  Tua è apprezzato dalla critica e nel primo mese postsanremese vende centomila dischi, anche se subisce la censura della Rai che non gradisce l'interpretazione sensuale della cantante. L'accusa esplicita è quella di offese al pudore per avere cantato con realistico trasporto una canzone che fa riferimento all'amore fisico. L'accusa, tanto ipocrita quanto immotivata, trova terreno fecondo in un'Italia ormai avviata verso il boom economico, ma ancora attraversata da forti tentazioni bigotte. Ciò danneggerà la carriera della brava interprete, sottraendole una credibilità popolare guadagnata duramente.   Scrive Mario Galdieri su Paese Sera del 3 febbraio 1959: "la De Palma, con la sua interpretazione tutta "sexy", ha fatto storcere il naso a più di un puritano e ha messo in agitazione alcune sezioni dell'Azione Cattolica e numerosi gruppi di Figli di Maria che hanno inviato vari telegrammi di protesta chiedendo addirittura la messa al bando della canzone Tua". Del caso scrive anche Giorgio Mottola su  Tv Sorrisi e Canzoni (1 marzo 1959) nell'articolo La canzone in camicia da notte e ancora Paese sera nell'articolo Voleranno le querele del 12-13 febbraio 1959. Tua in un primo tempo è trasmesso nella versione di Tonina Torrielli. Di fronte alle proteste e all'ironia di gran parte della stampa e degli stessi ascoltatori, oltre che della Vcm, per cui la De Palma incide, dopo due mesi la decisione della Rai rientra. La giovanissima Mina Mazzini all'indomani del Festival incide il suo sesto disco, che contiene proprio Tua e Nessuno in un'indimenticabile interpretazione.

http://www.youtube.com/watch?v=vfItGzVVvXo

Jula intanto si è sposata con il musicista Carlo Lanzi, trasferitasi a Roma vive in un piccolo appartamento elegantemente arredato con mobili inglesi del '700: nella sua magnifica camera vi sono sempre molti fiori freschi e molti libri. Ha un repertorio di 1500 canzoni, ma la sua preferenza va alla musica jazz, le sue splendide interpretazioni di brani francesi l'hanno portata in pochi anni a rivaleggiare con le più note cantanti d'oltrAlpe: da Edith Piaf a Juliette Greco. Un giorno il giovane Paolo Limiti, paroliere per hobby, che è un suo ammiratore, scrive a Jula mandandole il testo di due canzoni, Jula ne inciderà una, 1000 ragazze fa, le altre due saranno incise da suo marito, Carlo Lanzi, con il nome d'arte di Dick Salomon, Jula chiede a Limiti di venire a Roma a conoscerla nella sua casa sulla via Appia Antica e lo invita a continuare a scrivere canzoni perchè ha talento.   Jula torna al Festival di Sanremo edizione 1960 con Noi (Malgoni-Pallesi) ripetuta da Tony Dallara e Notte mia (De Martino-Zanfagna), nel 1960 con AAA adorabile cercasi (Martino Brighetti-Pallavicini) con Bruno Martino. Jula ha pubblicato anche due extended play: Quando una ragazza si chiama Jula 1 e Quando una ragazza si chiama Jula 2 e un interessante album di sapore jazzistico: Wisky & Dixi, realizzato con la jazz band di Carlo Loffredo. Partecipa alle edizioni 1959 e 1960 del Festival di Napoli, al Festival delle Rose (con la canzone Se qualche volta) del 1964 e  diverse edizioni di Canzonissima. Con la sua voce che non presenta la minima incrinatura, ha svariato nel repertorio internazionale.  Collabora con grandi musicisti ed interpreti come Kramer, Tony Dallara, Bruno Martino, Bruno Pallesi, Wilma De Angelis.

Nella seconda metà degli anni '60 Jula dirada incisioni, concerti ed apparizioni televisive: i tempi sono cambiati, sono sopraggiunte nuove tendenze musicali e impegni famigliari.  Rientra sulla scene con gran clamore, come nel suo stile, all'inizio degli anni '70. Nel 1970 è la prima donna ad ottenere un recital tutto suo: Jula al Sistina a dirigerla è il maestro Gianni Ferrio da lei definito il "Genio", i musicisti, tutti affermati solisti, sono personalmente scelti da Jula, il teatro è stracolmo di pubblico, personaggi del cinema, musicista.
Il suo recital d'addio, Jula presenta, indimenticabile (passava in rassegna con inarrivabile eleganza i successi della sua carriera e forniva splendide versioni di classici del repertorio americano), avviene nel 1974 al Teatro Sistina di Roma davanti a un pubblico entusiasta.  Da esso viene tratto un prezioso album, oggi purtroppo introvabile.  L'ultima apparizione televisiva di Jula è nella trasmissione Milleluci condotta da Mina e Raffaella Carrà nel 1974, la De Palma si esibisce nella puntata dedicata alla radio interpretando con le due conduttrici Tulipan del Trio Lescano e una versione jazzata di Pippo non lo sa e l'amico Gianni Ferrio le dà man forte con l'arrangiamento. Il suo recital d'addio è indimenticabile (passa in rassegna con inarrivabile eleganza i successi della sua carriera e fornisce splendide versioni di classici del repertorio americano) si tiene al Teatro Sistina di Roma, davanti a un pubblico entusiasta, da esso venne tratto un prezioso album, oggi purtroppo introvabile.  Il suo ultimo concerto lo tiene a Catania nel dicembre 1974, al termine dell'esibizione Jula esce di scena dicendo: "questa è l'ultima volta che canto in Italia"
Eì la fine della sua carriera con il ritiro volontario dalle scene e il trasferimento in Canada, perché, ci dice Jula: «Non volevo scendere "l'altro lato della collina", come dicono gli americani! Speravo e volevo concludere mentre ero ancora nella mia estate. Volevo che il mio nome restasse sospeso nel vuoto e che il pubblico si domandasse dov'ero andata a finire, forse anche con un poco di nostalgia». Jula lascia l'Italia e si trasferisce con il marito in Canada dove risiede tuttora.

http://www.youtube.com/watch?v=yEh2eKiRsLs

Jula torna in tv nel 2001 ospite della trasmissione Ci vediamo in tv condotta da Paolo Limiti in una puntata durante la quale si parla della sua carriera e nella quale si esibisce in un medley di vecchi successi, dimostrando a distanza di anni e come sempre la sua straordinaria bravura.

http://www.youtube.com/watch?v=zlM0nZBV0HQ

http://www.youtube.com/watch?v=j4SG1YlY3JA&feature=relmfu

http://www.youtube.com/watch?v=scNDpMJ98o4&feature=relmfu

Nel 2009 ha pubblicato per i tipi della Coniglio Editore Tua per sempre. Autobiografia della signora del jazz italiano nel quale ripercorre la sua vita. Eravamo in un'altra epoca: la televisione si guardava nei bar, Sanremo era al centro della musica leggera, gli artisti viaggiavano in treno e, con avventurose trasferte, provavano a portare in giro la nostra tradizione musicale.  Dettaglio e passione, sacrificio e lustrini convivono in un racconto minuzioso, quasi idealistico di un percorso artistico e insieme personale. Leggendo il libro sembra quasi di sentirla la voce della signora del jazz.  Dal materiale della sua vita, Stefania Riccio di Rai International ha tratto un'intervista di grande bellezza, Jula appare intatta a distanza di anni, così come i ricordi e la verve dell'intelligenza.  Jula si è opposta, quasi unica all'epoca, allo strapotere della cosidetta "canzone all'italiana" giunta ormai alle sue forme più logore e di aver saputo imporre uno standard di canzone autenticamente al passo coi tempi. All'ambiente musicale dell'epoca, che pure ne aveva intuito il valore, va rimproverato di non averle saputo ritagliare uno spazio adeguato e, peggio, di avere buttato via, emarginandola, l'occasione migliore che gli veniva offerta di anticipare di qualche anno un processo ormai inevitabile di trasformazione della canzone.  Jula de Palma è stata, prima di Mina, la più intensa sperimentatrice di generi: esordì cantando in francese e ha concluso la sua carriera cantando in inglese.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

LA TELEVISIONE ILLUSTRATA
Aprile 1955
Incontri – Jula de Palma

Snella, elegante, con un sorriso luminoso nell'ovale delicato del volto, Jula de Palma è stata definita la “sognatrice dei boulevards e di Place du Théatre”. Forse perchè, appartenendo a quell'esigua eletta schiera di cantanti poliglotti, i suoi maggiori successi li ha ottenuti con le canzoni francesi. Appena l'anno scorso, infatti, ha lanciato, alla “Salle Pleyèl” nella capitale francese, la fortunatissima canzone di Rossi “Mon pays”, ottenendo il “Grand Prix” della Canzone Italiana al Festival di Parigi.
Trasferitasi a Roma da pochi mesi, Jula de Palma vive con i genitori in un piccolo appartamento, elegantemente arredato con mobili inglesi e settecenteschi, disposti con raffinato buon gusto entro una cornice di luminosa modernità. Nella sua camera c'e un pianoforte, un radiogrammofono, molti fiori e molti libri. Tutto ciò, insomma, che le occorre per quei rari momenti che trascorre nell'intimitii della sua casa. In questi ultimi tempi, infatti, questa giovanissima cantante e assurta meritatamente ad uno dei primissimi posti nella scala valori della musica leggera italiana; come diretta conseguenza gliene è derivata una routine di impegni che le lasciano un margine di libertà ogni giorno piu stretto.
Non fu facile per Jula de Palma trovare mezz'ora di tempo da accordarci. Alla fine - grazzie alla cortese sollecitudine della sua mamma - riuscimmo a vederla, tra una prova con Luttazzi e una con Semprini, in uno dei tanti corridoi della sede di via Asiago, carico nei giorni precedenti il V Festival della Canzone italiana, di bisbigli e di elettricità. L'avvenimento, di risonanza addirittura internazionale, aveva messo in allarme, com'è comprensibile, la sezione musica leggera della RAI.
Delle sedici canzoni prescelte quattro sono state affidate a Jula de Palma:
”L'ombra”, “Cantilena del trainante”, “Sentiero” e “Che fai tu luna in Ciel”. Quattro tra le più difficili certamente, ed è per questo che il maestro Semprini iniziò le prove con lei. Prove estenuanti, dalle dieci del mattino a sera tarda, con brevi interruzioni nella grande sala B al pianterreno della sede di via Asiago.
Le Chiedemmo se la febbre della vigilia avesse assalito anche lei, se la emozionasse il pensiero di salire per la prima volta una delle più famose e discusse ribalte nazionali di musica leggera. Ci rispose che non si trattava di emozione, ma di qualcosa di più profondo: la preoccupazione dell’interprete al quale l’autore ha affidato fiduciosamente il suo bene più prezioso: l’opera sua. Il senso della responsabilità per chi è onesto e consapevole pesa sempre un po', anche quando l'interprete in questione si chiama Jula de Palma, che di opere portate al successo in lizze del genere, ne conta ormai parecchie.
 

Oltre alle frequenti apparizioni alla Televisione - fu una delle prime cantanti ad apparire a Milano in spettacoli televisivi sperimentali, - ai concerti in teatro, alle incisioni di dischi, al cinema - ha finito da pochi mesi di girare un film con Calzavara: «Napoli piange e ride» - e al «Motivo in maschera», Jula si occupa ora attivamente di un programma radiofonico musicale: «Strettamente confidenziale ».
Ideata, presentata e interpretata da lei stessa, questa rubrica è una specie di conversazione amichevole tra Jula e i suoi ascoltatori.
Su uno sfondo musicale quanto mai suggestivo, ogni settimana verrà trattato un soggetto diverso al quale saranno adattate di volta in volta quattro canzoni opportunamente scelte.

Il commento musicale è affidato ad un complesso di quattro elementi diretti dal famoso xilofonista dell'orchestra Luttazzi, Franco Chiari.

Le chiedemmo quanto tempo le rimanga con tutti questi impegni - da dedicare alla sua vita privata.
«Purtroppo - disse - ben poco. Ho una sorella sposata e io vivo con babbo e mamma e siamo molto uniti. Vorrei stare con loro di più , godermi la casa" andare al mare, magari per brevi periodi, durante l'estate; invece, lo confesso, molte volte non mi riesce nemmen o di dormire le otto ore del giusto. E mi piace dormire e spesso soffro il sonno du rante il giorno. Il medico mi ha ordinato delle vitamine in pillole e dice di essere stupito di come io possa resistere a una simile routine senza esaurirmi».

Le chiedemmo dei suoi progetti per un immediato avvenire.
«Cambiare casa, prima di tutto - rispose - Mi trasferirò con i miei genitori in una casa nuova ai Parioli, assai più grande di quella di adesso, in mezzo al verde e alla quiete».

«E il cinema?».
«Ho delle proposte, ma vorrei vagliarle bene prima di decidere. “Napoli pian ge e ride" l'ho fatto volentieri. E' stata una esperienza piacevole e interessante, ma mi piacerebbe orientarmi verso un genere meno commerciale». Jula, infatti, non è soltanto una cantante, ma anche un'attrice.

«E per quanto riguarda la musica?».
«Continuerò con i concerti teatrali. Per il prossimo inverno ho in programma dei "recitals" al San Ferdinando di Napoli. Poi c'è la Radio. la Televisione e
l' incisione dei dischi».

«E in quanto a eventua li progetti matrimoniali?».
«Nulla, almeno per ora. Me ne manca assolutamente il tempo. Non concepisco un matrimonio senza una sentita, reale dedizione della donna alla famiglia, e nelle mie condizioni non potrei affrontare una simile responsabilità.

Prima che uscisse dalla RAI consegnarono a Jula un pacco di corrispondenza. Aprì una lettera a caso. Era di una sconosciuta ammiratrice: «Cara Jula - diceva - ho saputo che andrai al Festival della Canzone di Sanremo e ho voluto inviarti il mio più sincero a ugurio. Sono sicura che porterai le tue canzoni al successo, ma ti auguro ugualmente: in bocca al lupo!» Jula De Palma ha ottenuto un grande successo personale a Sanremo, anche se nessuna delle canzoni a lei affìdate è stata premiata.

Anna Luisa Meneghini.

 

E' tornata a cantare e lo ha fatto da Paolo Limiti, lunedì e ieri su Rai uno a «Ci vediamo in Tv». JulaDePalma, oggi settantenne (foto qui sopra), nel '59 fece scandalo cantando «Tua» al Festivaldi Sanremo (foto in alto). Venne accusata di essere troppo languida con quel branod'amore e la Rai la censurò.
Ma grazie a «Tua» divenne assai popolare.
E a sorpresa, nel pieno della carriera, nel 1974, decisedi lasciare tutto per trasferirsi prima a Londra e poi in Canada, dove risiede attualmente, con marito e figlia. Da allora non si era mai più esibita.

Cosa ha provato signora De Palma?
«Un'emozione forte, mi tremavano le gambe: sono 27anni che non cantavo in pubblico.
Non mi aspettavo una reazione così: applausi, telefonate, lettere.
E' stata una due-giorni meravigliosa: è bello sapere che la gente non mi ha dimenticato».
Il ricordo più bello che si porta via?
«Aver ritrovato Milano, la mia città, ancora più bella. Corso Vittorio Emanuele, la Galleria, la Scala: unincanto».
Ricordando il clamore per quella canzone nel '59 che sentimenti prova?
«Un misto di sconcerto e tenerezza. Se penso che scese in mia difesa l’”Osservatore Romano” per dire che quel brano non era affatto sconcio...
Ma, su tutto, forse, prevale la gratitudine: quello scandalo mi diede la grande popolarità».
Che lei buttò via, però.
«Sì per amore. E ne sono felice».

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

AVVENIRE
05 / Giugno 1970
L'handicap di Jula De Palma

Jula de Palma è una delle più favorite candidate alla presidenza del club "Cantanti antipatiche", al quale gloriosamente appartengono Ornella Vanoni e Patty Pravo, e nel quale verrà prossimamente cooptata Gigliola Cinquetti se col passare del tempo, continuerà a migliorare e quindi a vendere meno dischi.

I segni caratteristici delle antipatiche sono: non provenire da ceti proletari, avere eliminato le inflessioni dialettali, avere un repertorio "cucito addosso", essere irreparabilmente intonate (questo non vale per Patty Pravo, che però compensa la lacuna con un surplus negli altri difetti), avere un guardaroba personale, non favorire il chiasso intorno alle proprie disavventure sentimentali.

In sintesi, le antipatiche non suscitano nel pubblico un sentimento di compassione e non facilitano nelle massaie i meccanismi di identificazione.

Le quotazioni della de Palma per la scalata alla presidenza sono salite vertiginosamente l'altra sera, nello spettacolo di oltre un'ora di cui è stata protagonista assoluta.

Il regista Enzo Trapani ha rispettato la struttura del recital tenuto da Jula al Teatro Sistina in Roma, valorizzandolo con sovraimpressioni e sfocature. Gianni Ferrio si è prodigato con uno spiegamento di ottoni e di violini.

La signora dolce e sicura di sè che ha occupato la scena senza un attimo di incertezza, fiera di essersi conquistata tutto lo spazio di cui si sentiva in diritto, non solo ha cantato, ma si è permessa alcuni interventi parlati senza prendere nessuna papera.
 

Con la sua voce che non presenta la minima incrinatura, ha svariato nel repertorio internazionale, ed ha compiuto perfino l'audacissima mossa di appropriarsi di canzoni di sue celebri colleghe, reinventandole come proprie.

"Appuntamento a Milano" e "Senza fine", sono apparse vere e proprie canzoni della de Palma, e dopo una partenza che ancora riecheggiava Mina, addirittura "Non credere" è stata fagocitata.

E poi Jula si è buttata, con quelle sue spericolate escursioni tra le righe del pentagramma che sono proprie del suo stile, in brani jazz molto difficili, rinunciando (altro errore imperdonabile) ai brani più conosciuti del suo repertorio, tipo "Tua", "Domino", "Souvenir d'Italie".

La trentottenne Jula de Palma si è dunque reinserita di prepotenza nel panorama della musica leggera, con tutti i numeri della primadonna.

Proprio questo invece, è il suo handicap: infatti, le cantanti che non prendono mai una stecca, che hanno un minimo di vita intellettuale, che si permettono di sapere le lingue, si vedono assegnare zero (o "uno" come è successo a lei stessa l'altranno) dalle giurie di "Canzonissima".

Le occhiate severe con cui la suonatrice d'arpa dell'orchestra, raramente impegnata negli accopagnamenti, l'ha tenuta sotto controllo per tutta la sera, non promettevano niente di buono.

di Cesare Cavalleri

Avvenire
Milano, 5 giugno 1970
Rubrica: Fuori video