IVA ZANICCHI: DALLA CANZONE, ALLA TV, ALL'EUROPARLAMENTO
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Cantante, scrittrice (stupendo il suo libro Polenta di castagne, che alcuni
soloni della critica hanno stroncato senza nemmeno leggerlo), conduttrice
televisiva. Il rapporto di Iva con la tv risale agli esordi della sua carriera,
nel 1960 partecipa come concorrente a Campanile sera, quindi è ospite di Silvio
Gigli. Poi molte partecipazioni come cantante a vari festival canori, in primis
Sanremo, e a varietà musicali come Sai che ti dico, di Antonello Falqui. La
svolta nella seconda è datata dagli storici della tv e dello spettacolo a metà
degli anni ’80, Iva si trasforma in conduttrice televisiva: Facciamo un affare e
Ok il prezzo è giusto, già nel 1975 però Iva inizio a condurre in tv Il
trampolone, gara per esordienti in onda su TeleAltomilanese. Poi la terza mancata svolta, quella politica,
con le sue candidature, senza fortuna, alle elezioni europee. Eppure è stato un
vero peccato la sua non elezione. Una donna saggia, modesta, intelligente, che
avrebbe fatto in Europa molto meno danni dei nostri eurodeputati di
centro-destra e di centro-sinistra, avrebbe lavorato sodo.

Iva Zanicchi nasce a Vaglie di Ligonchio,
in provincia di Reggio Emilia, il 18 gennaio 1941: “da piccolissima volevo fare
la ballerina. Avevo la foto di una ragazza in tutù e me la guardavo sempre.
Allora andavo sempre in giro con gli scarponi ed erano tutti consumati sulle
punte… E poi avevo questa voce incredibile per una bambina, la stessa di oggi,
un fenomeno da baraccone. Mio nonno aveva l’osteria e la domenica mi faceva
cantare davanti agli uomini. Ma la prima volta che mi sono resa conto che gli
altri volevano ascoltarmi, era in colonia. Anche mio padre lavorava all’Edison e
d’estate mi mandava a Marina di Massa (io ci piangevo un mese). Li c’erano 900
bambini e mi ricordo che cantai con questa immensa platea ed ebbi la netta
sensazione che era quello che volevo fare nella vita…
A quindici anni Iva inzia a prendere lezioni di canto. Al suo primo provino alla
fine degli anni ’50 le preferiscono Milva, la futura “pantera”, che poi
ritroverà al suo debutto al festival di Sanremo. “Un giorno è arrivato in paese
Silvio Gigli con una trasmissione radiofonica I DUE CAMPANILI. Sono andata ed ho
cantato per la prima volta in radio. Ravera, mentre si faceva la barba in bagno,
ha sentito questa vociaccia e da li sono arrivata a Castrocaro. Mi si è aperto
un mondo.. Ho scoperto il blues. Chissà perché ma noi emiliani ce l’abbiamo nel
sangue il blues. Pensa a Mingardi, a Dalla. Noi non abbiamo il cotone, ma
abbiamo il lambrusco. Sarà per quello.”
Nel 1960 Iva partecipa come concorrente alla trasmissione televisiva Campanile
sera, accompagnata da un’orchestrina si esibisce poi nelle balere romagnole. Nel
1963 partecipa al Festival di Castrocaro, ma la sera della finalissima è colpita
da faringite e arriva solo al terzo posto con il brano Sei ore. Nel maggio 1963
esce il suo primo disco per la Ri-fi, contiene i brani Zero in amore e Come un
tramonto, scritte per lei e arrangiate dal maestro Gorni Kramer. Nel 1964 si
afferma al Burlamacco d’Oro di Viareggio con Come ti vorrei (versione italiana
di Cry to me), nel 1965 partecipa al Festival di Sanremo con I tuoi anni più
belli. Alla fine del 1965 esce il suo primo album, Iva Zanicchi, con il quale si
aggiudica il premio della critica discografica. Nel 1966 torna a Sanremo con La
notte dell’addio, nello stesso anno partecipa a Un Disco per l’Estate con Fra
noi e al Festival di Napoli con Ma pecchè e tu sai ‘a verità. Nel 1967 vince il
Festival di Sanremo in coppia con Claudio Villa Non pensare a me, il disco
venderà 2 milioni di copie in tutto il mondo. Sposatasi con Tonino Ansoldi,
figlio di Giobatta e direttore artistico della Ri-fi.
Negli anni ’60 è di moda paragonare le cantanti ad un animale che assomigliasse
a loro. Un fenomeno dovuto ad un vero e proprio tifo. Perciò, a mille metri di
altezza, appollaiato sull’Appennino, Ligonchio poteva dare i natali solo ad
un’aquila. Così la Zanicchi, aquila di Ligonchio, si trovò a rivaleggiare con
una Mina tigre di Cremona e una Milva pantera di Goro.
Nel 1968 Iva torna a Sanremo con un pezzo di Umberto Bindi, Per vivere,
partecipa anche a Un Disco per l’Estate con Amore amor, il suo maggiore successo
dell’anno è però La felicità. Nel 1969 vince ancora il Festival di Sanremo con
Zingara, in coppia con Bobby Solo, partecipa quindi all’Eurofestival di Madrid
con il brano Due grosse lacrime bianche e arriva terza, poi si esibisce
all’Olympia di Parigi, quindi una tournèè fra il Sudamerica, la Russia e gli
Stati Uniti. Al Plaza Hotel di New York conosce Frank Sinatra.
Ancora Sanremo nel 1970, terzo posto in coppia con Sergio Endrigo, con L’arca di
Noè.
Fra il 1970 e il 1971 la svolta: decide di dedicarsi alle canzoni del
compositore greco Mikis Theodorakis, incidendo uno dei suoi dischi più belli,
Caro Theodorakis, che vende più di un milione e mezzo di copie. Sempre nel 1970
incide Canzone senza tempo, brano dedicato al poeta Giuseppe Ungaretti, e Un
fiume amaro. Nel 1970 partecipa a Canzonissima, le sue grandi scollature fanno
scalpore. Durante un’esibizione nel locale Le Roy di Torino un ammiratore
comincia a molestarla, fino al punto di salire sul palco e strapparle l’orlo del
vestito, il servizio di sicurezza interviene subito rendendo inoffensivo l’uomo,
armato di lungo coltello e in evidente stato di confusione mentale.
Nel 1971 presenta l’album Caro Aznavour e La riva bianca la riva nera (Un Disco
per l’Estate 1971), Nonostante lei (Disco per l’Estate 1972), Mi ha stregato il
viso tuo (Canzonissima 1972/73), I mulini della mente (Disco per l’Estate 1973).
La Zanicchi mentre prosegue con la tradizionale attività canora si rivolge ad un
repertorio colto rappresentato dagli album: Caro Theodorakis, Shalom (canti
ebraici), e Le giornate dell’amore, nel marzo 1973 si esibisce al Madison Square
Garden di New York e in Spagna, quindi all’Olympia di Parigi, torna in Italia ed
incide La mia sera. Nel
1974 torna a Sanremo e vince per la terza volta il
Festival con Ciao cara come stai. Nel 1974 rappresenta l’Italia all’Eurofestival
e si esibisce all’Olympia di Parigi. Con Testarda io di Roberto Carlos è
nuovamente in testa alla classifica, il brano viene inserito dal regista Luchino
Visconti come colonna sonora del suo film Gruppo di famiglia in un interno. Nel
1975 presenta Io sarò la tua idea, altro successo ispirato a Garcia Lorca,
risale proprio al 1975 il suo esordio in tv: Iva conduce su Tele Alto Milanese
Il trampolone, gara per esordienti, anche per lei è l’esordio come conduttrice,
fino a quel momento era stata ospite a programmi tv come cantante. Tele Alto
Milanese era allora l’emittente privata più seguita del Nord Italia, e
dell’intera penisola. Ma questa avventura televisiva è solo una prova per quella
che si verificherà poi negli anni ’80, nel 1976 Iva torna alla canzone e spopola
con Mammatutto. Verso la fine degli anni ’70 ha un periodo di riflessione, torna
alla ribalta nel 1983 presentando alla Mostra di Riva del Garda Aria di luna,
nel 1984 torna a Sanremo dove presenta Chi mi darà, un pezzo firmato da
Cristiano Malgioglio e Umberto Balsamo. Nel 1985 abbandona improvvisamente
l’attività canora e si rinventa conduttrice televisiva. La Zanicchi era già
apparsa in tv a Canonissima e a Sanremo, era stata show-girl in Sai che ti dico
(1972), programma in cui recitava, ballava e cantava la sigla Ma che amore
mediocre. Dopo tredici anni deve ricominciare: inizia a condurre Facciamo un
affare, nel 1986 realizza Care colleghe, un album dedicato alle canzoni di
colleghe famose. Ma la sua attività principale è ormai quella di conduttrice
televisiva: dal 1987 prima su Rete4 poi su Canale5 conduce OK il prezzo è giusto
in sostituzione di Gigi Sabani. Nel 1989 pubblica l’album Nefertari, ma ormai la
sua carriera è televisiva. Nel 1991 presenta E’ estate, nel 1995/96 Una sera ci
incontrammo, e nel 1996/97 Iva show. Intanto prosegue Ok il prezzo è giusto che
dal 1994 torna su Rete4. Nel 1999, dopo essersi candidata senza successo alle
elezioni europee lascia la conduzione di Ok il prezzo è giusto,
Strette di mano da indolenzire le dita, per poi chiudere così: “oh votami, eh.
Ce l’hai una mamma, portala a votare dai! Mica scherzi! E la cognata? Ce l’hai
una cognata?” Ogni osteria è una sosta, ogni sosta una foto, ogni foto un
bicchiere di vino: “non so se sarò eletta, quel che so è che finirò alcolizzata”
“Dai Iva, uno solo che è frizzantino”, “Come si fa a dire di no?” E ogni volta
finiva allo stesso modo, tutti in coro a “fare la ola” coi lucciconi agli occhi:
un fiuuuume amaro dentro me”. Da buona casalinga, mentre fa la campagna
elettorale fa anche la spesa. Dice che metà della sua famiglia, quella materna
del nonno Adamo che aveva un’osteria dove si beveva solo Chianti era “mezza
rossa, cioè saragattina) e piena di peccatori, l’altra metà bianca e piena di
preti. “Prima votavo DC, poi sono andata in crisi, ho votato, mai a sinistra, un
po’ qua e un po’ la. Finchè non è apparso lui, il dottor Berlusconi. Il più
bravo di tutti. Uno che ha resistito a tutti gli attacchi. Che voleva cambiare
il Paese e l’avrebbe fatto se non lo buttavano giù, che ha dato lavoro ad un
sacco di gente, compreso la Zanicchi. Perché io, dopo aver vinto tre Sanremo,
nel 1984 con la disco-music e quelle cose là ero proprio in crisi, finchè lui
una sera mi ha telefonato…”
Non eletta per pochi voti racconta poi a tutti: “hanno fatto bene a trombarmi,
non è che io di politica ci capisca tanto” eppure a parer mio la Zanicchi
avrebbe senz’altro lavorato bene come sa fare come conduttrice, cantante, e,
ultimamente, come scrittrice, e non avrebbe fatto i danni di moltissimi
politicanti di professione.
Nell’estate 2000 accetta l’invito di Carlo Conti, che ostinatamente la vuole al
suo fianco per la nuova edizione di Domenica In, lasciando così, dopo tredici
anni, con una certa malinconia, Mediaset.
Nel marzo 2001 esce per i tipi della Mondadori Polenta di castagne, il suo primo
libro, storia franca e ironica delle sue radici. Che sia l’inizio di una nuova
avventura? Con il suo libro Iva ha vinto il Premio Alghero Donna per la
letteratura e il giornalismo. Nell’estate 2002 una canzone di Iva (Zingara)
vince una causa in Tribunale: Francesco De Gregori nell’album Prendere o
lasciare aveva pubblicato un brano intitolato Zingara, che iniziava: “prendi
questa mano, zingara…”, De Gregori viene condannato per plagio.
Dopo l’esperienza in Rai con Carlo Conti, Iva Zanicchi ritorna a Mediaset
conducendo Sembra ieri e Ed io tra di voi. Nel 2003 partecipa al Festival di
Sanremo con Fossi un tango: “Non mi sembra ancora vero, ma ci vado con molta
allegria”. Iva Zanicchi con il consueto suo buon umore così commenta la sua nona
partecipazione al festival di Sanremo. “Ho voglia di tornare a cantare e fare
spettacoli in giro per l’Italia. Ora che ho questo bel brano è un’ottima
occasione presentarlo a Sanremo. Io sono legata a Sanremo, sono nata li. E mi
diverte tornarci alla mia età, e tornare a gareggiare. Anche se, intendiamoci,
io sono emotiva, sarò molto tesa prima di salire sul palco. Io sono una
battagliera, non sarei sincera se dicessi che non voglio vincere, però non ci
penso davvero ad arrivare prima, sono già felice di arrivare al festival con
questo tango argentino scritto da Aldo Donati. La mia vittoria? Che la gente da
casa, sentendo il brano, possa dire: ‘Che carino, domani esco e vado a comprare
il disco’ detto questo, se vinco non mi dispiace”. Il brano si piazzerà
ingiustamente all’ultimo posto ma Iva, sportivamente, accetterà il verdetto.
Nel 2004 riprova a candidarsi alle elezioni europee (stavolta nel collegio
nord-ovest) ma altra sconfitta: pare sia eletta superando per voti 164 Jas
Gawronski, invece, dopo un ulteriore calcolo, passa Gawronsky per 146 voti. Iva
torna quindi a cantare a tempo pieno nell’estate 2004 in un tour di canzoni e
poesie in coppia con il cantautore Franco Simone, poi è di nuovo in tv nel
reality Music farm. Donna dalle mille risorse, di un’incredibile simpatia, Iva
Zanicchi è indubbiamente una delle più interessanti cantanti del dopoguerra.
Interprete pura, di enorme talento naturale, dotata di una voce potente e
versatile in grado di passare dai toni drammatici a quelli più giocosi, con toni
jazzistici e soul, paragonabili a quelli di Ella Fitzgerald, si è anche esibita
in un repertorio colto e d’autore (Mikis Tehodorakis, Charles Aznavaour, Roberto
Carlos ecc.).
Nel 2006 fa parte del cast di BUONA DOMENICA e recita al fianco di Virna Lisi
enlla fiction CATERINA E LE SUE FIGLIE, Iva sta preparando un disco con alcuni
inediti, fra cui un brano scritto da Tiziano Ferro, e sta preparando il suo
terzo libro.