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Vanna Marchi

di Massimo Emanuelli



Vanna Marchi è un personaggio nazional-popolare, non ho bisogno di presentazioni, riportiamo la sua biografia scritta da Aldo Grasso, ma aggiungiamo alcune chicche sfuggite al pur sempre attento Grasso. Vanna Marchi ha condotto anche televendite su Telemilano2 (emittente degli anni ’80 di Cinisello Balsamo), su Telecentro Bologna (interveniva a Telebazar), su Tv Triveneta di Padova, Elefante, Antenna Sicilia, oltre che su ReteA ed altre emittenti locali “minori”. Vanna Marchi Show è un titolo celebrativo che si possono permettere soltanto le superstar del piccolo schermo.
La mia opinione su di lei? Già espressa nel corso di un talk-show, non è il mio genere di programmi, ma in merito alla sua vicenda giudiziaria a parte il mio ormai noto garantismo, se proprio bisognava mandare qualcuno in galera questi erano i coglioni i quali hanno abboccato. E comunque l’Italia è piena di coglioni che abboccano non tanto alle offerte di Vanna Marchi ma ai “grandi fratelli” che si impadroniscono di un bene molto più prezioso del denaro: la capacità di pensare e di ragionare.

http://www.youtube.com/watch?v=Eaku3oCMLrk


Vanna Marchi nasce a Castelguelfo, in provincia di Bologna, nel 1942, inizia ad intraprendere l’attività di estetista ad Ozzano dell’Emilia, poi affitta un garage che trasforma in un negozietto dove sono messi in vendita cosmetici di sua produzione. Per incrementare le vendite si fa pubblicità in alcune emittenti private, presentando lei stessa i suoi prodotti, e affidandosi al suo facile eloquio e alla sua capacità di convincere i clienti. La signora è l’incarnazione del luogo comune sulle romagnole: piacente, passionale, sanguigna, imperiosa, coinvolgente, insomma una vera forza della natura, ma quanto mammosa quanto basta per usare i figli, Maurizio e Stefania, come valletti. L’esordio nel 1977 a Teleregione di Bologna, è ospite fisso del programma Gran Bazar al fianco di Raffaele Pisu e di Marisa Del Frate, quindi passa a  Triveneta di Padova, quindi a Teleradiomilano2 di Cinisello Balsamo, dopo la messa in onda su una decina di piccole emittenti (come ad esempio TeleradioLombardia) passa come una meteora nella neonata Rete4 di Mondadori (fra il 1982 e il 1983), ma la consacrazione definitiva è a ReteA, il suo programma si chiama nientemeno che Vanna Marchi Show ( dalle 23 all’1,00 in onda il lunedì sera) perché è pensato come un teatrino da Porta Portese con tanto di falsi applausi e false telefonate (il finto omosessuale, l’aspirante suicida da salvare, la finta spettatrice che prima di sposarsi farebbe quattro chiacchiere con la Vanna per cambiare idea ed altre simili trovate). Con il suo piglio aggressivo e spesso invadente, le urla di richiamo e le pause strategiche induce migliaia di telespettatori (continuamente chiamati in causa dal famoso intercalare: “signori miei”, “d’accordo”) ad acquistare i suoi ritrovati, ed è ben presto un fenomeno nazionale, che perfino gli incuriositi Enzo Biagi e Maurizio Costanzo intervistano nei loro programmi.

http://www.youtube.com/watch?v=PxdlZMbvPMI

Nel 1986, con la collaborazione della giornalista Adriana Treves, pubblica l’autobiografia Signori miei, messa in vendita nelle sue aste televisive. Nel 1989 è stata la volta di un disco, un rap intitolato D’accordo, in cui la cantante-venditrice si esibiva accompagnata dai Pomodores (il 45 giri è stato prodotto in due versioni, una tradizionale ed una mixata per le discoteche).

http://www.youtube.com/watch?v=7uUfhzEGeiI

Altro programma cult della Marchi è Accendi un’amica, condotto da Guido Angeli e in onda su Tele Sicilia e Elefante. Quando affittava spazio in provincia o a Teleradiolombardia era ruspante e selvaggia, persino autoironica: adesso veste “firmato” (Edy Campagnoli è una sua sponsor), si prende troppo sul serio, è dimagrita di venti chili (merito, sostiene lei, delle sue miracolose alghe); ma si mormora di dispiaceri con il marito che l’ha abbandonata. Al Vanna Marchi Show perdere 10 chili costa 300.000 lire, sei 200.000, pagamento in contrassegno. Regala fiori al suo carissimo amico Renato Calderola e a un ristorante di Cesena (dove ha mangiato probabilmente gratis), si autoeccita con urletti del tipo: “Brava Vanna, brava Vanna!”, dispensa consigli sulla vita con la sicurezza e l’orgoglio di chi è venuta dalla gavetta e ha avuto, in seguito, visioni celesti. Vanna Marchi è l’indiscussa regina delle televendite. In pochi anni l’intraprendente signora si trova a capo di un’avviata rete di negozi, piazza creme e ritrovati cosmetici che, a sentir lei, hanno poteri strabilianti. Come ci ha ricordato Sergio, lettore di www.storiaradiotv.it , Vanna Marchi, come Guido Angeli, si è cimentata nel doppiaggio con una breve apparizione nella serie di cartoni animati DAITARN III (Edizioni Miguel), ove impersona la voce di una imbonitrice che reclamizza un servizio di viaggi turistici verso la Luna.
Nel 1990 partecipa alla versione satirica de I promessi sposi, realizzata dal trio Lopez, Solenghi e Marchesini, nella parte di una venditrice di alghe miracolose per curare la peste. Nello stesso anno, difficoltà finanziarie dovute in parte all’isuccesso della sua ultima creatura – il profumo Flag – provocano il fallimento di una delle sue società e in seguito il suo arresto, accusata di bancarotta fraudolente (aveva contratto con diverse emittenti televisive debiti per un ammontare di cinque miliardi). Pochi mesi dopo le vengono concessi gli arresti domiciliari e la possibilità di riprendere le televendite, sia pure sotto forma di cassette registrate e sottoposte al vaglio delle autorità giudiziarie prima di essere messe in onda. Nel 2001 i marines di Striscia la notizia stringono d’assedio Vanna Marchi impegnata, insieme alla figlia Stefania e al Maestro do Nasimiento, nel settore del lotto: dare i numeri a pagamento. Striscia smaschera un raggiro: un ufficio che faceva capo a Stefania Marchi contattava persone “abbordabili” (anziane, sole, non agiate) dicendo che il Maestro brasiliano le aveva sognate e nel sogno c’era una bella quartina da giocare su questa o quella ruota. Costo dei quattro numeri 300.000 lire, ma i numeri non uscivano mai e una segretaria maltrattava la malcapitata che reclamava la vincita promessa e rimasta nei sogni. Questa tattica per estorcere denaro, attraverso la paura del malocchio, ha portato Vanna e la figlia agli arresti, mentre il collaboratore brasiliano è riuscito a fuggire. Nel 2005, dopo il processo ha ripreso a lavorare con una striscia quotidiana su Tv7 Lombardia.