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UMBERTO BRINDANI, IL DIRETTORE GALANTUOMO

di Massimo Emanuelli

Millecanali, ottobre 2007, aggiornamento maggio 2014

 Umberto Brindani nasce a Busseto, in provincia di Parma, il 4 aprile 1958, infanzia felice: "sono nato da una famiglia normale che mi ha trasmesso valori molto solidi. La mamma era casalinga, mio padre (che purtroppo non c’è più), allevava maiali. Il fatto di aver passato i primi anni in un paese nobile, ricco di cultura, ha arricchito pure me, lasciandomi ricordi sereni."

Brindani frequenta li liceo scientifico a Cremona, quindi si iscrive all'Università di Bologna, facoltà di filosofia, dove si laurea con una tesi sul socialismo liberale di Carlo Rosselli, relatore il professor Nicola Matteucci.  Quindi svolge il servizio civile ed inizia a collaborare con la casa editrice Il Mulino di Bologna, e scrive i primi pezzi per La Gazzetta di Parma:

"Il giornale era diretto da Baldassare Molossi, papà di Giuliano, attuale direttore della testata, telefonai in redazione per chiedere per offrirmi come collaboratore. Il direttore mi mise alla prova ed iniziai a scrivere i primi articoli".

All'inizio degli anni '80 decisi di coronare il mio sogno iscrivendomi alla scuola dell'Ordine dei Giornalisti di Milano e mi trasferii nel capoluogo ambrosiano.  Rammento i primi mesi in questa grande città, io che venivo da Busseto….Con tre “disgraziati” come me, con cui dividevo un piccolo appartamento. E giocavo a pallavolo (sono alto 1 metro e 94)… Purtroppo in seguito non ho più avuto tempo di praticare questo sport, che facevo anche a livello agonistico. Infatti mi sono buttato anima e corpo nel giornalismo. Nel 1984 ho ottenuto la prima assunzione: a Espansione, un mensile di economia. Indi a Italia oggi, una testata indipendente, fondata da Marco Borsa per fare concorrenza al Sole 24 ore; eravamo un pugno di giovani giornalisti. Scrivere di temi economici era per me un pò una pizza, a dire la verità, tranne quando si trattava di raccontare personaggi o grandi conflitti economici, scalate, eccetera. Però occupandomi di economia e finanza ho imparato una cosa fondamentale: che se una cosa non la capisci bene tu, non puoi spiegarla al lettore."

Successivamente Brindani collabora con il quotidiano finanziario ITALIA OGGI: "negli anni '80 andavano per la maggiore i giornali economici e cosi finii a ITALIA OGGI. Nel 1986 Brindani passa a PANORAMA si occupa di economia,e di cronaca, e di PANORAMA diventerà condirettore ai tempi della direzione di Carlo Rossella. Nel 2004 diventa direttore di GENTE.

Dal giugno 2005 Brindani dirige CHI, il settimanale della Mondadori, sotto la sua direzione, tocca il tetto delle 540.000 copie, record mai più raggiunto. Per questa ragione Brindani nell'ottobre 2006 viene chiamato alla direzione di Tv Sorrisi e Canzoni.

Qual'è il primo ricordo televisivo di Umberto Brindani da telespettatore?
"Andavo alle scuole elementari e in tv guardavo il maestro Alberto Manzi con NON E' MAI TROPPO TARDI, il programma era stato pensato per gli adulti, non per i bambini, ma io lo guadavo con passione ugualmente poichè mi serviva per ripassare le lezioni scolastiche. Purtroppo oggi manca oggi manca sia quel tipo di tv che l'educazione di quel tipo di tv".

E il primo ricordo di Umberto Brindani lettore di TV SORRISI E CANZONI?

"Ti devo confessare che non sono essere mai stato un lettore accanito di TV SORRISI E CANZONI, lo sfogliavo perchè come ogni italiano per forza si è imbattuto in TV SORRISI E CANZONI, oggi invece scopro con molto piacere che moltissimi dei nostri lettori sono sotto i 44 anni, cosa straordinaria.

E i primi ricordi del momento del rottura del monopolio Rai?

"Sono legati alla Tv della Svizzera Italiana, a TeleCapodistria e a MILLECANALI "la Bibbia delle emittenti private"Ricordo inoltre Tv Parma e Telelombardia che riuscivo a ricevere verso la fine degili anni '70 a Busseto. prima di trasferirmi a Milano. Il mondo delle tv locali l'ho sempre sfiorato, mi ha affascinato ma facendo il giornalista prima a ITALIA OGGI e poi a PANORAMA l'ho seguito poco".

Brindani mi confida che facendo il giornalista per dei giornali considerati d'elite come ITALIA OGGI e PANORAMA ha dovuto lavorare su altri settori: "ho imparato a dirigere e a fare un giornale ad alte tirature allorquando mi sono trovato al timone di GENTE e di CHI, allorquando sono passato a dirigere Tv Sorrisi e Canzoni l'esperienza me l'ero fatta, ma una delle prime cose è stata quella di leggere il tuo volume sulla storia di TV SORRISI E CANZONI" 

Ricordo a Brindani alcuni aneddoti inerenti l'acquisto di TV SORRISI E CANZONI da parte di Silvio Berlusconi, aneddoti che ho raccolto da alcune firme storiche mentre scrivevo il libro, aneddoti che l'interessato non ha mai smentito:  Silvio Berlusconi acquistò il settimanale più popolare d'Italia convinto dalla zia suora e da sua mamma Rosa, assidue lettrici di SORRISI. Pare che mamma Rosa abbia detto a Silvio, in dialetto milanese: "se compri questo giornale hai conquistato l'Italia". Brindani mi racconta di avere ascoltato anche lui aneddoti simili e ne aggiunge uno nuovo: "io ho sentito dire che fu Veronica Lario a chiedergli: Silvio comprami TV SORRISI E CANZONI, intendendo una copia del giornale, Berlusconi invece intese male e comprò il settimanale... 

Fare il direttore di Tv Sorrisi e Canzoni è come fare il Sindaco di Milano o il presidente della Regione Lombardia, queste cariche hanno lo stesso peso è di un ministero romano. 

"E' vero, sia per il numero dei lettori, che per il frequente contatto che ho con essi. Come i sindaci delle città tastano il polso della popolazione andando in giro e ricevendo le persone, allo stesso modo il direttore di Sorrisi deve avere un rapporto costante con i lettori, cosa che io faccio con grande fatica, ma con grande gioia. Leggo infatti tutte le email e raccolgo gli umori e i suggerimenti dei telespettatori".

Fare il direttore di TV SORRISI E CANZONI è come allenare il Milan, l'Inter o la Juventus, è difficile, bisogna vincere per forza...

"Si è molto difficile fare il direttore di SORRISI vi è una parte del giornale sulla quale è difficile intervenire, e cioè la seconda metà, quella dedicata ai programmi televisivi;   sto facendo fare degli studi internazionali sulle tendenze, ma questa è una parte del giornale legata ad abitudini di lettura e quindi bisogna stare molto attenti a toccarla.  L'altra ragione per cui è molto difficile fare il direttore è la crisi della stampa in generale e quindi anche di quella radiotelevisiva, pertanto per essere competitivi bisogna inventarsi sempre qualcosa di nuovo. Ma nel caso di SORRISI è un'impresa difficile poichè un'innovazione sbagliata potrebbe farci perdere qualche centinaia di migliaia di lettori del nostro zoccolo duro che supera il milione. Bisogna pertanto curare con grande attenzione i lettori che abbiamo, cercando di conquistarne di nuovi"

Il bilancio di questo tuo primo anno alla direzione di TV SORRISI E CANZONI?

"Un bilancio estremamente positivo poichè ho scoperto una redazione estremamente forte e motivata, ho delle firme storiche, e i giovani fanno in modo che questo giornale sia uno dei più accurati d'Italia. Sono soddisfatto anche perchè anche grazie al recente restyling stiamo acquisendo nuovi lettori".

Mostro ad Umberto Brindani la seguente email inviata da un lettore pugliese a Tv Sorrisi e Canzoni con la risposta del caporedattore centrale, e domando al direttore ulteriori spiegazioni: 

Egregio Direttore, che fine hanno fatto i palinsesti delle reti regionali come Telenorba, Telepuglia, Teleregione, Telebari, RTG Puglia? Ci crede che preferivo leggere quei palinsesti che non i soliti canonici palinsesti delle 7 o più reti a livello nazionale? Sa che Telenorba sta diffondendosi con un altissimo numero di telespettatori? Perché non lasciarle più spazio (tra l’altro meritato)?
Complimenti per la nuova struttura del giornale, davvero ben curata!
Gianfranco F. (Bari)

Risponde dalla redazione di «Sorrisi» Giovanni Volpi, caporedattore centrale
Gentile Gianfranco,
grazie per sua e-mail. Ormai da anni Sorrisi ha deciso non occuparsi più delle cosiddette tv locali, che oltretutto nell'ultimo periodo erano relegate in una sola pagina e con palinsesti risicatissimi. Mi spiace deluderla, ma non penso che in futuro ci saranno "ritorni di fiamma".
Cordiali saluti

"A dirti la verità questa scelta era già stata presa quando prima che io diventassi direttore di SORRISI. E' stata una scelta obbligata, dare i palinsesti delle tv locali al momento della loro nascita fu una delle intuizioni vincenti di Gigi Vesigna, è però stato inevitabile rinunciare alla pubblicazione dei palinsesti delle tv locali nel momento in cui sono aumentate di numero le tv nazionali e sono nate le reti satellitari, oggi abbiamo 65 pagine dedicati alle tv nazionali e alle satellitari, è impensabile poter dare anche i palinsesti delle emittenti locali se non aumentando la foliazione e quindi il prezzo del giornale.  Avendo ogni settimana circa 1.500.000 lettori dovremo stampare 1.500.000 pagine in più (ammesso di dovere dedicare una sola pagina alle locali).   Un altro cruccio che io ho è quello di non poter dare i palinsesti delle radio, ma i tempi sono cambiati. Comunque voi fate un ottimo servizio per le radio e le tv locali."

SORRISI è stato recentemente rinnovato nella grafica, e si è arricchita di nuove firme di prestigio, Clemente Mimun è il vostro osservatore dei fatti politici, quali altre novità ci saranno direttore?

"Voglio tornare ai tempi di Vesigna, con un giornale che non è soltanto una guida televisiva, ma anche un settimanale famigliare a tutto tondo con cronaca e costume, Inoltre i Telegatti del gennaio 2008 si arricchiscono di un nuovo premio: quello dedicato al "miglior programma che non c'è", a partecipare all'iniziativa sono stati chiamati i nostri lettori che ci hanno inviato idee, progetti e proposte per nuovi programmi televisivi, fra tutte le lettere ed email che arrivate in redazione di Sorrisi abbiamo scelto i titolari delle cinque migliori idee che sono invitati a far parte della giuria, comprendente fra gli altri Maurizio Costanzo, Clemente Mimun e Alfonso Signorini, giuria che stila l'elenco delle nomination. Abbiamo avuto una valanga di idee e proposte nuove, belle realizzabili, cià sta a dimostrare che la tv italiana, che brilla per assenza di idee nuove in realtà gli spazi li ha.  Un Telegatto sarà assegnato al "programma che non c'è". Inoltre TV SORRISI E CANZONI è una specie di sole al centro di un sistema solare fatto dalle cosidette "vendite collaterali": libri, cd, dvd, enciclopedie, tutti iniziative collegate fra di loro da una filosofia che ispira la scelta di questi prodotti, tutti prodotti editoriali rivolti alla famiglia, poichè SORRISI è un famigliare. Si tratta di prodotti di cultura, di intrattenimento, di istruzione, adatti alla famiglia italiana e cha fanno la forza di SORRISI anche in termini economici."

Perchè in Italia non si è mai costituito il terzo polo televisivo?

"Il terzo polo non è mai nato poichè in Italia siamo in una situazione bizzarra, abbiamo questi due Moloch che sono Rai e Mediaset, che hanno sempre tarpato le ali ai potenziali concorrenti, oppure sono stati i potenziali concorrenti ad autotarparsi le ali. A parer mio il terzo polo c'è ed è Sky, monopolista satellitare che sta però crescendo, anche se ovviamente essendo una tv a pagamento deve ancora affermarsi.  Rai e Mediaset insieme hanno oltre l'80% degli spettatori, Sky è fra il 6 e l'8%, il resto è delle locali. Il terzo polo esiste in termini di offerta quantitativa e qualitativa, non esiste ancora in termine numerici."

Il futuro della televisione?
"E' tutto da scrivere, perchè le nuove tecnologie porteranno sempre più piattaforme, penso a quando diventerà realtà il digitale terrestre che in Italia è ormai lanciato. Poi vi sono i videofonini, la tv via internet, è difficile dire quale di queste piattaforme sarà vincente fra dieci anni, se il satellite, il cavo, il videofonino, il digitale terrestre. Una cosa è certa: la vecchia tv generalista in chiaro sta finendo, anche se sta finendo con grande lentezza. Io però prima di dare per morta la tv generalista aspetterei. SORRISI è un giornale che si rivolge alla famiglie e pertanto alla tv generalista, nonostante ciò, anche per guardare verso il futuro, ogni settimana dedichiamo due pagine alle tv satellitari, nonostante vi sia una guida stampata da Sky ed inviata agli abbonati, una parte consistente dei nostri lettori è abbonata a Sky e noi non li possiamo trascurare"

In un caldo pomeriggio del giugno 2008 Brindani deve lasciare la direzione di Tv Sorrisi e Canzoni a Umberto Signorini. Come scrive Dagospia Brindani è riuscito a confezionare un settimanale al passo coi tempi (e oggi è sempre più difficile visto che la tempestività di internet batte quella di qualsiasi altro mezzo di comunicazione) e ricco di inchieste, interviste mai banali, curiosità e ottime schede dei programmi. Brindani inoltre - e non è poco - si era distinto per un filo diretto coi lettori e per alcune prese di posizione encomiabili, sito che non si è mai "trattenuto" e ha sempre espresso il suo parere anche a costo di farsi dei nemici sia tra le "vittime" dei suoi editoriali, sia tra i tanti fans di ci magari è insorto per un giudizio poco lusinghiero o il mancato adeguato spazio riservato al vip di turno nel settimanale.

Nel giugno 2008 Brindani si ritrova improvvisamente fuori dalla Mondadori, senza nessun alto incarico sostitutivo e riparatore, lo chiamo per esprimergli la mia solidarietà e lui da galantuomo mi dice: "è il momento di una pausa di riflessione".  Passato qualche mese ritrovo Umberto Brindani al Circolo della Stampa : dal febbraio 2009 è condirettore di Oggi e sarà anche volto televisivo di Canale Italia. Umberto Brindani, un galantuomo.

Umberto Brindani dirige Oggi Tv, e dal febbraio 2010, allorquando Andrea Monti passa a dirigere La Gazzetta dello Sport, diventa anche direttore di Oggi. Con la direzione Brindani la popolare testata diventa il "newsmagazine delle famiglie italiane", ha inizio, tramite il sito www.oggi.it un colloquio costante con i lettori, c'è una maggiore attenzione all'attualità.

Umberto Brindani è anche autore del libro Elogio dell'uomo perbene, dal maggio 2015 è Presidente dell'Accademia del Premio Regia Televisiva della Rai.