UGO PONZIO
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Ugo Ponzio è nato a Trivero (Biella) il 22 marzo 1948, si trasferisce a Novara dove frequenta l'Istituto Tecnico Omar, quindi opta per il triennio di geometra, infine studia come autodidatta con la Scuola Radio Elettra: "la ricordo ancora oggi con piacere per i materiali ricevuti e le dispense ben fatte". Mentre studia lavora nella bottega del padre che ha una legatoria di libri, ma già ha una grande passione per la radio.
Quale è il tuo primo ricordo, da radioascoltatore?
Il Giro d'Italia e forse una delle prime trasmissioni in diretta: alle 18, Renzo Nissim - voce storica di VOA - conduceva una trasmissione, su Radio Rai, musicale-jazz-informale per quei tempi.
In realtà il pioniere è stato Silvano Nani con la mitica RTB a Borgomanero. Più tardi e a pochi mesi di distanza dalla nostra, Murtas con Zani ed un altro di cui non ricordo il nome, dettero vita a Radio Novara International. Ad Oleggio un tal Bonafede - importatore di materiale Akay - fondò Radio Antonella. A Novara Padre Agostino partì con Radio 2001, come nacque anche Radio Evangelo. Ci furono anche una radio di estrema sinistra, una radio del PCI, Radio Kabouter con Fabrizio Berrini, Sorrentino e DeLuca, Radio Onda Novara con Paolo Beldì e padre. E anche tentativi di fare una radio Liberale con Giorgio Carfagna. Alcuni tentativi di fare una radio musicale alternativa, sono stati fatti su 104,800 nel 1977, ma una diffida dal centro d'ascolto Rai a Monza, mi convinsero a spegnere...aimè!!!"

100,5 da sempre, trenta/quaranta amici.
Come evolve la radio negli anni '80 (conduttori, nuova sede, nuovi
programmi e area di copertura)?
Nuova sede in corso Italia 27. Prima un piano, poi il secondo. Potenziamento dell'impianto al Mottarone e ripetitore sulla Cupola di San Gaudenzio. Prima apparizione dei Pc e dei telefonini per le radiocronache.
E negli anni '90?
Radicale modifica dell'offerta musicale, raffinata, attuale, molto selezionata: far sì che la radio abbia il suo stile riconoscibile ad ogni ascolto -Genere Urban. Potenziamento dello streaming.
Uno che ricordo è relativo all'alluvione del 1978 nelle zone del Veneto. Avevamo installato un ponte radio - sono radioamatore - ed in collegamento con i radioamatori che avevano installato stazioni d'emergenza, raccoglievamo in radio le richieste di informazioni sui dispersi, provenienti da ascoltatori e non. Venivano inviate nelle zone disastrate, inoltrate alla locale Prefettura, e qundo si avevano risposte si comunicavano. Altri tempi! Avevo tirato una w3dzz - 40 m.- nel cortile del Broletto perchè le comunicazioni avvenivano sugli 80 metri.