LE TV VIA CAVO
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LA STORIA DELLE TELEVISIONI VIA CAVO
LE TV DEL NORD ITALIA
AVVERTENZA: Questo lavoro è stato realizzato da Massimo Emanuelli con la supervisione di Gigi Vesigna e l’amichevole collaborazione di Maurizio Seymandi (Veneto, Trentino e Friuli), Claudio Giannattasio (Piemonte e Valle d’Aosta), Aloisio Bonfanti, Francesca Fiocchi, Erika Fumagalli (Lombardia), Emiliano Rosasco, Antonino Di Bella e Claudio Giannattasio (Liguria). Un gruppo di altri giornalisti è al lavoro sulle tv via cavo del Centro e del Sud Italia (sui prossimi aggiornamenti a cura di Ruggero Righini). Ringraziamo anticipatamente Fabrizio Soletti (Lazio), Massimiliano Marchi e Ruggero Righini (Toscana), Marcello Finetti e Nico Patrizi (Umbria, Molise), Agostino Rosa (Marche ed Emilia Romagna), Luciano Alonzo (Abruzzo), Gianni Marzullo (Campania), Enzo De Mitri (Puglia, Basilicata e Calabria), Carlo Puddu (Sardegna), Calogero Carini (Sicilia).
LE TV VIA CAVO
LA STORIA DELLA TELEVISIONE PRIVATA E' PASSATA PER LA TV VIA CAVO.
Per anni si è erroneamente presentata TeleBiella come la prima emittente via cavo nata in Italia, poi si è scoperto che ancor prima di Peppo Sacchi, Pietrangelo Gregorio fece partire la sua TeleDiffusione Italiana - TeleNapoli. Ma come non dimenticare gli esperimenti dei fratelli Judica-Cordiglia in quel di Torino? o Tvl e Tempo Tv, tutti antecedenti gli anni '70. Oppure, ancora, Tele Torino 1, emittente sulla quale ci ha mandato alcune notizie il nostro Ruggero Righini. Per stabilire una volta per tutte le paternità bisognerebbe metterci d'accordo su cosa si intenda per televisione alternativa al monopolio di Stato, se una tv (via cavo o via etere) nata soltanto giuridicamente, oppure una tv che abbia effettuato, sia pure per un brevissimo tempo (ore o giorni) programmi sperimentali, oppure una tv con un palinsesto strutturato. Ad ogni modo cercheremo di presentare tutte le tv, un lavoro di Sisifo. Invitiamo coloro che hanno notizie su altri tentativi di rottura del monopolio (verificatisi o falliti) a contattarci.
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Mappa tv via cavo |
N° STORICO DI TV SORRISI E CANZONI ANNO 1973 |
N° zero MILLECANALI |
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TV SORRISI E CANZONI E MILLECANALI SONO LE TESTATE CHE HANNO TENUTO A BATTESIMO LE TV VIA CAVO E LE HANNO SOSTENUTE NELLA LORO BATTAGLIA. IL 21 GIUGNO 2007 GIGI VESIGNA E MASSIMO EMANUELLI SI SONO INCONTRATI CON MAURO ROFFI E I REDATTORI DI MILLECANALI. RICOSTRUIAMO IL PASSATO VISTO CHE CON NOI CI SONO MOLTI DEI TESTIMONI DEI FATTI , MA STIAMO PENSANDO ANCHE AL FUTURO. PRESTO ON LINE IL GRANDE EVENTO CHE TUTTI ASPETTANO DA MESI.
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LA STORIA DELLE TV VIA CAVO
GIA’ A PARTIRE DALL’APRILE 1973 TV SORRISI E CANZONI SI OCCUPAVA DELLE TV VIA CAVO NELL’ARTICOLO QUANDO LA TV CORRE SUL FILO. SPAZIO A TELEBIELLA E ALLE EMITTENTI VIA CAVO ESISTENTI O IN VIA DI ALLESTIMENTO. QUATTRO MESI DOPO LA SENTENZA N.225 E la sentenza N.226 del 9 luglio 1974. FINO A QUEL MOMENTO I PIONIERI DELL’ETERE (NON IL SOLO PEPPO SACCHI IL CUI CASO EBBE SOLTANTO MAGGIOR RISCONTRO DA PARTE DELLA STAMPA) ERANO CONSIDERATI “I TUPAMAROS DEL VIDEO”. PERCHE’ TUPAMAROS? DAL NOME DEI RIVOLUZIONARI SUDAMERICANI (I TUPAMAROS) VISTO CHE L’IMPRESA DI ROMPERE IL MONOPOLIO ERA CONSIDERATA RIVOLUZIONARIA. E I “TUPACKAMAROZ DEL VIDEO”? CHI SARANNO MAI? FORSE GLI SQUILIBRATI… SQUILIBRATI CHE SCRIVONO PAROLE INESISTENTI, MENZOGNE E COSE NON RISPONDENTI AL VERO. NON COMMENTIAMO, RIDIAMO SOLTANTO.
MA PER TORNARE ALLA STORIA SERIA (E NON COMICA) I “TUPAMAROS DEL VIDEO” VINSERO LA LORO PRIMA BATTAGLIA CON LE SENTENZE DEL 9 LUGLIO 1974 LE QUALI, NELLA SOSTANZA, STABILIVANO CHE TRASMETTERE VIA CAVO NON E’ REATO. TV SORRISI E CANZONI RIPORTA IMMEDIATAMENTE LA NOTIZIA, E JACOPO CASTELFRANCHI (PRIMO EDITORE DI MILLECANALI) DECIDE DI FONDARE UNA RIVISTA SPECIALIZZATA, NASCE COSI’ MILLECANALI.
UNA CURIOSITA’:
T.D.I. Televisione Democratica Italiana era una società costruitasi nell’ottobre 1974, la sede era a Parma, si trattava di una società che collegava via cavo alcune città dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia, in occasione del Capodanno 1975 Tdi distribuì alle emittenti via cavo un programma condotto da Ugo Frisoli, programma che, più che al modello di CANZONSSIMA (in crisi proprio quell’anno) guardava all’ED SULLIVAN SHOW e al DEAN MARTIN SHOW.
LE TV VIA CAVO DEL NORD ITALIA
Iniziamo con le tv via cavo del Nord, sul prossimo aggiornamento (inizio agosto) sarà la volta delle tv via cavo del Centro, a settembre presentazione delle tv via cavo del Sud Italia. Saranno inoltre aggiunte altre emittenti terrestri (con tanto di palinsesti), emittenti sulla cui storia stiamo lavorando.
LE TV VIA CAVO DEL NORD ITALIA
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PIEMONTE
LIGURIA
FRIULI VENEZIA GIULIA TELEGORIZIA
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VALLE D’AOSTA
LOMBARDIA
VENETO
TRENTINO ALTO ADIGE |
P.S.: Ringraziamo tutti i pionieri che ci hanno contattato inviandoci documenti, fonti e fotografie, presto la storia di ogni singola tv via cavo sarà ampliata. Ci scusiamo con le cinque emittenti del Nord Italia che non abbiamo ancora citato (e con i loro fondatori o eredi) a la documentazione ci è pervenuta da pochi giorni. Le emittenti mancanti saranno presto on line.
ALTRE CURIOSITA’

Dall’8 ottobre 1974
diciannove emittenti via cavo trasmettono contemporaneamente sotto la sigla di
Rete A21 ne da notizia TV SORRISI E CANZONI che intervista Giuseppe Sacchi. Il
circuito si finanzierà con la sola pubblicità, accanto al palinsesto comune,
ogni stazione potrà produrre programmi per la realtà locale nella quale opera.
A partire dall’ottobre 1974 Gigi Vesigna prende una decisione storica:
pubblicare i palinsesti delle tv via cavo. Già avevo pubblicato il palinsesto
di TeleBiella a fianco di quello dei due canali Rai allora esistenti e di quelli
delle tv straniere che si ricevevano in Italia (TeleMonteCarlo, TeleCapodistria,
Svizzera, Tv francese e Tv tedesca per la zona di Bolzano). La mia era una
provocazione: io ero per la libertà dell’informazione, per la televisione
privata. TeleBiella era considerata un’emittente clandestina, e proprio come
provocazione pubblicai il suo palinsesto al fianco di quelli della Rai. Molte
erano le tv via cavo che nacquero sulle scia di Telebiella. A questo punto
decisi di pubblicare i palinsesti di una decina di emittenti anche se erano
molte di più quelle che ce li inviavano. Non chiedevamo nulla dal punto di
vista economico, certo non potevamo accontentare tutti, pertanto la scelta cadde
su TeleNapoli (che risulta essere antesignana di TeleBiella), TeleTorino,
TeleBiella, Tele Adriatica, TelePiombino, TeleRubicone, Tele Udine, Video R
Pordenone, TeleAbruzzo, poi fu la volta di altre emittenti (TeleCiociaria,
TeleUmbria, TeleRoma56, Tv Campania, TeleSanbenedetto, Video Siracusa, Tele
Etna, Tele Firenze, TeleAltoMilanese, Telemilano cavo, Tele Livorno, Tele
Tirreno Uno, Tvc Canale 40, Gbr Roma, alcune delle quali iniziarono a
trasmettere via etere. Nel 1976 si passa all'etere, alla dicitura tv via cavo
(o Catv, come venivano chiamate da MILLECANALI) si passa a quella di tv
regionali. Fin dal mese di febbraio MILLECANALI si era già chiesta: “la tv via
cavo è stata un miraggio?”. Nel 1976 TV SORRISI E CANZONI diretto da Gigi
Vesigna usa lz dicitura “tv regionali”, le emittenti sono ormai quasi un
centinaio, alcune sono nate direttamente via etere, altre si sono convertite dal
cavo all'etere. Nel frattempo, per monitorare con maggiore attenzione le
emittenti che
nascevano, presi la
decisione di far pubblicare sul giornale il seguente comunicato: “Da questa
settimana avete la possibilità e la comodità di trovare nelle pagine dei
programmi televisivi uno spazio riservato alle televisioni libere o private o
l’uno e l’altro insieme. In questo spazio riportiamo tutti i programmi completi
di queste emittenti regionali che sono in espansione, possiamo dire,
giornaliera. Approfittiamo di questa occasione per invitare gli addetti ai
lavori e i responsabili di queste antenne “libere” di segnalare a TV SORRISI E
CANZONI tempestivamente la scaletta giornaliera delle loro trasmissioni e a
tenersi in contatto con la nostra redazione per le eventuali variazioni di
orario e di programmi. Questo è un invito ad essere utili a sé stessi. Più
precise e a tempo saranno le segnalazioni dei vostri programmi e più fattivo
potrò essere il servizio che il nostro giornale darà. Inoltre, sempre da questa
settimana, per venire incontro alle esigenze dei nostri lettori, esigenze
relative alla ricezione la più fedele delle emittenti che trasmettono dalla loro
regione, iniziamo una rubrica che tratterà appunto i problemi inerenti e
risolverà i singoli casi strettamente collegati alla televisioni regionali. Una
nuova rubrica, quindi, al servizio dei nostri lettori. Se avete dei quesiti da
porre, delle curiosità legate a questa nuova realtà da soddisfare, sapete,
dunque, che TV SORRISI E CANZONI è sempre a vostra completa disposizione”
(numero 49/1976, settimana 5-11 dicembre 1976).
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UN PO’ DI NUMERI
Dodici erano le emittenti che facevano parte dell’Associazione A21: Video R (Udine, Pordenone, Gorizia, Trieste), Telepiombino, TeleVerona, TeleBrescia, TeleVarese, TeleCaltanissetta, TeleAltoMIlanese, TeleBiella, TeleReggio (Reggio Emilia), TeleAncona, TeleRimini, Teleolie. (1974). All’inizio del 1975 vi sono in Italia 40.000 teleutenti delle tv via cavo. Quattro erano le associazioni di tv via cavo. Non solo la A21 di Peppo Sacchi (la più nota, visto che aveva come testimonial Enzo Tortora), i falsificatori omettono la Tdi sede a Parma la quale fra l’altro distribuisce il programma condotto da Ugo Frisoli. C’era poi anche la Flet Cavo (Federazione Editori Televisivi) presieduta da Veniero De Giorgi di TeleAbruzzo, e la TeleDistributori Cavo che raggruppa 43 emittenti (che era l’associazione con più rappresentanti). Ringraziamo chi ci ha inviato i documenti inerenti la nascita della Flet (ha chiesto al momento di rimanere anonimo), prova inconfutabile che questa associazione anticipò la sempre citata A21. Presto on line anche l’elenco delle emittenti che aderirono alle altre associazioni e la storia (quella vera) delle altre associazioni e degli altri pionieri. Nel luglio 1976, alla vigilia della famosa sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio, erano ben 115 le tv via cavo funzionanti in Italia.
ALTRE CURIOSITA’
I primi incontri fra i pionieri delle tv via cavo si svolsero a Venezia e a Torino (presto on line la cronaca degli eventi) nel 1973. Il 20 e 21 novembre 1974 a Milano si svolse un convegno, organizzato dalla Fondazione Angelo Rizzoli al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, il convegno aveva per tema LIBERTA’ D’OPINIONE DI MASSA NEL MONDO CONTEMPORANEO, in tale occasione venne distribuito il numero 0 di MILLECANALI. Nel marzo 1975 si tiene a Milano la prima mostra-convegno Tv nazionali via cavo.
NOI C’ERAVAMO
Ai convegni di Venezia e Torino erano presenti Giorgio Betti, Nuccio Messina, a Milano Giancarlo Danielli (collaboratore di www.storiaradiotv.it e regista) presto on line le testimonianze di Nuccio Messina, Giorgio Betti junior, e Giancarlo Danielli (con tanto di fotografie). A Milano era presente anche un imprenditore televisivo che aveva da poco rilevato una tv via cavo, lo ringraziamo anticipatamente per avere contattato Gigi Vesigna. Presto on line anche la storia (vera) di quella televisione e del suo acquisto.
AVVERTENZA: Abbiamo cercato di ampliare le scarne notizie disponibili sulle tv via cavo, ci sono pervenute altre notizie su emittenti storiche e stiamo completando quelle incomplete. Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che ci hanno scritto.
COSA SUCCEDEVA IN ITALIA (E NEL MONDO)
Mentre nascevano in Italia le tv via cavo accadevano altri eventi, ne ricordiamo qualcuno.
1973
Il 23 gennaio muore l'ex Presidente americano Lyndon Baines Johnson, il 26 gennaio viene sequestrato il film ULTIMO TANGO A PARIGI di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider con l'accusa di "oscenità". Il 2 aprile si spegne all'età di 89 anni il pittore Pablo Picasso, lo scandalo Watergate minaccia Nioxn. Alla fine di agosto un'epidemia di colera esplode a Napoli, l'11 settembre 1973 una giunta militare impone al presidente cileno Salvator Allende di abbandonare il potere, alcuni caccia bombardano il palazzo presidenziale e le sedi di diversi ministeri, i militari occupano le stazioni radio e proclamano lo stato d'assedio in tutto il Paese, il presidente viene ucciso da soldati nella giunta penetrati nel palazzo. Il 2 dicembre 1973 è una domenica decisamente insolita per gli italiani costretti a non usare l'automobile, il divieto di circolare in macchina nei giorni festivi costituisce uno dei punti della strategia adottata dal governo per risparmiare carburante al fine di far fronte alla crisi petrolifera.
1974
L'anno
inizia con un grave lutto nel mondo dello spettacolo: muore Gino Cervi, attore
di teatro, cinema e televisione, famosissimo per il PEPPONE di Guareschi al
cinema e per il COMMISSARIO MAIGRET in televisione. Il 21 aprile un
volantino delle Brigate Rosse rivendica il sequestro del sostituto procuratore
della Repubblica di Genova Mario Sossi. Quando i militari assumono il potere
generalmente sospendono la Costituzione e le libertà civili, ma in Portogallo
nel 1974 avviene il contrario: una giunta di sette uomini rovescia il premier
Marcelo Caetano e pone fine a 40 anni di dittatura, la popolazione civile copre
di garofani le truppe ed offre loro bottiglie di vino. Il generale Spinola
esilia Caetano nell’isola di Madera e promette riforme democratiche, libere
elezioni per la costituzione dell’assemblea nazionale. Il 13 maggio si svolge
in Italia il referendum sul divorzio, vincono i sostenitori della legge che
raccolgono il 59,2% dei voti contro i 40,9% degli antidivorzisti. In Francia
muore il presidente della Repubblica Pompidou, gli succede Valere Giscard
D’Estaing,a New York muore Duke Ellington. Il 7 luglio la Germania Federale
vince il campionato mondiale di calcio, in agosto il presidente americano Nixon
si dimette a causa dello scandalo Watergate. Il Mozambico e l’Angola ottengono
l’indipendenza dal Portogallo. Il 13 novembre muore Vittorio De Sica, il 5
dicembre ci lascia anche Pietro Germi, altro grande regista, purtroppo poco
ricordato.
1975
Federico Fellini vince il quarto Oscar per AMARCORD, in Germania inizia il processo contro la banda Bader-Meinhof, alle elezioni amministrative italiane che si svolgono il 15 giugno 1975 per rinnovare i consigli comunali, provinciali e regionali si registra un netto “slittamento a sinistra”. Il Pci ottiene il 33,5% dei voti e compie così nelle regionali (che costituiscono il dato politico più attendibile perché sono assenti le liste locali e perché è possibile un raffronto con le elezioni precedenti) un balzo in avanti del 5,5% rispetto al 1970.
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LE TV DEL CENTRO ITALIA
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EMILIA ROMAGNA |
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TELEREGGIO (REGGIO EMILIA)
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MARCHE |
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TOSCANA |
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TELEPIOMBINO COSTA ETRUSCA
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CLUB AMATORI NUOVI SISTEMI TELEVISIVI:
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UMBRIA |
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LAZIO |
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ABRUZZO |
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PIETRANGELO GREGORIO (TELEDIFFUSIONE ITALIANA - TELENAPOLI), IL GIORNALISTA E CRITICO TELEVISIVO ANDREA CASON, FRANCO BATACCHI E MADARO (TELEVENETO) A VENEZIA AL I CONVEGNO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA TELEVISIONI VIA CAVO (FIET).
Il
16 maggio 1973 a Venezia (Palazzo Sheridan) si svolse la prima assemblea della
Federazione Italiana Editori Televisioni Via
Cavo, l'assemblea vene riprese da TeleToscana che successivamente mandò in onda
le immagini. Abbiamo avuto gli atti del convegno da un pionere presente
all'evento che ci ha chiesto al momento di non pubblicare il suo nome. Lo
ringraziamo comunque per la fiducia e cerchiamo di rispondere alla sua domanda
"come mai colui che pretende di essere l'inventore della televisione privata
italiana non c'era?". Da quanto sta emergendo dopo studio attento e
comparato con altre fonti e con l'analisi degli atti il sedicente inventore della televisione
privata italiana non sarebbe stato il primo semmai, come è stato già
riconosciuto, fu il più abile nel creare il caso. Qualcuno ha sostenuto che si
fece denunciare da un amico per far parlare di sè e della sua emittente, questo
non possiamo provarlo. Possiamo invece scrivere che oggi, per far parlare di sè,
assieme ad un altro personaggio patetico, usa un sedicente giornalista
condannato dal Tribunale di Milano. La storia si scrive con fonti e
documenti, non con le testimonianze di sedicenti inventori riportate da
sedicenti storici-giornalisti-docneti-giuristi, tuttologi insomma, che sono
interesse soltanto degli psichiatri. Ci stupisce che chi, in buona o in cattiva fede,
voglia far parlare di sè, usi tali personaggi.
Molti sono i documenti dei quali siamo in possesso, indispensabili per ricostruire la storia delle emittenti via cavo (e non solo) italiane, li pubblicheremo gradualmente. Non ci stupiamo se fra qualche settimana appariranno su wikipedia dietro la quale si cela il sedicente giornalista nei confronti del quale (unitamente a tutti coloro che "di diritto e di fatto" agiscono di concerto con lui) sono in corso nuove indagini giudiziarie.
Iniziamo a pubblicare lo Statuto dell'Associazione Italiana Federazione Italiana Editori Via Cavo.

Ecco il testo inviato dall'assemblea all'onorevole Ugo Lamalfa.
"Federazione Italiana Editori Televisione Cavo costituitasi oggi in Venezia esprime sua responsabile riconoscente e totale solidarietà sua responsabile riconoscente totale solidarietà sua azione politica tendente salvaguardare libertà fondamentali cittadini profondamente lesi recente testo unico incostituzionalmente disciplinante divieto attività televisione via cavo. "
ECCO UN ARTICOLO APPARSO SUL SETTIMANALE L'EUROPEO NEL GIUGNO 1973. FONTI E NON CHIACCHIERE...
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LE TV VIA CAVO DEL SUD ITALIA
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CAMPANIA |
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TELEDIFFUSIONE ITALIANA - TELENAPOLI
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TELE OPERATIVO REGIONE CAMPANIA .
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PUGLIA |
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CALABRIA |
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SICILIA |
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SARDEGNA |
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UN PO' DI CIFRE (E DI STORIA)
Nel 1980 TV SORRISI E CANZONI annuncia in copertina che le emittenti private (ormai inizia ad essere usata tale definizione) sono ormai 400 e che questo potrebbe essere l'anno del sorpasso delle locali nei confronti della Rai.

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1980 |
NEI PROSSIMI AGGIORNAMENTI DI www.storiaradiotv.it PRESENTEREMO 400 EMITTENTI E RIPERCORREREMO QUESTA AVVENTUROSA STORIA.
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