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TV SORRISI E CANZONI IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI

TV SORRISI E CANZONI IL PIU’ AMATO DAGLI ITALIANI

di Massimo Emanuelli

in L’OPINIONE DELLE LIBERTA' 22 OTTOBRE 2002

con aggiornamenti ad oggi per www.storiaradiotv.it

TV SORRISI E CANZONI, il settimanale più letto degli italiani, ha da poco festeggiato i suoi 50 anni di vita. Per comprendere il successo di una testata che fa parte del costume, della cultura e della vita sociale del Paese bisogna risalire al 1898. Agostino Campi, un tipografo e piccolo editore di Foligno, stampò L’Almanacco di Barbanera, un libretto diffuso fra i contadini della penisola per sapere le previsioni del tempo, i consigli per il lavoro agricolo ed altre notizie zodiacali. Successivamente Agostino Campi e il fratello Giuseppe Campi ingrandirono la casa editrice e, nella prima metà del XX secolo, oltre al Barbanera, stamparono i “foglioni” colorati per organetto (sorta di pentagrammi stampati prima in quartine, poi in ottavi e sedicesimi), i “fattacci” (manifesti che riportavano un fatto di cronaca nera ridotto in sequenze e in versi per poter essere spiegato da un cantastorie), e i “canzonieri della radio” (libretti con testi di canzoni rese famose dal nuovo media, pubblicati negli anni ’30 e ’40), nonché varie pubblicazioni speciali su eventi musicali.  Nel 1952 i fratelli Campi presero la decisione di dar vita ad un giornale popolare che chiamarono SORRISI E CANZONI D’ITALIA: servizi sui cantanti, palinsesti radiofonici, pubblicazione in esclusiva dei testi delle canzoni del nascente festival di Sanremo, questo il contenuto dei primi numeri del settimanale il cui primo direttore fu Agostino Campi.  Nei primi anni ’50 SORRISI veniva venduto dagli strilloni coi pappagallini nelle piazze delle città italiane, successivamente arriverà nei chioschi (antesignani delle odierne edicole). Nel 1956, a quattro anni dalla sua nascita, il settimanale, diventato SORRISI E CANZONI D’ITALIA, è già ai primi posti in Italia, Giuseppe Campi succede al padre Agostino, il settimanale ha instaurato con i propri lettori un contatto diretto attraverso fortunate iniziative editoriali (posta, concorsi, referendum sulla popolarità dei cantanti). Negli anni ’50 SORRISI era comunque diverso da quello odierno, aveva venti pagine in bianco e nero, le copertine erano dedicate ai cantanti del momento: Nilla Pizzi, Claudio Villa, Luciano Taioli, Gino Latilla, divi radiofonici che gli italiani conobbero visivamente proprio grazie alle copertine del giornale. Il settimanale aggiunge successivamente la parola TV nel logo, diventando TV SORRISI E CANZONI, assiste in diretta alla nascita della televisione, annuncia il grande evento e gli da spazio proprio mentre i grandi quotidiani nazionali e gli altri periodici la ignorano, o la collocano nelle pagine centrali all’interno delle “brevi”.  SORRISI inizia a pubblicare i programmi televisivi, seppur all’inizio ancora in coda a quelli radiofonici, fin da quando la televisione è nella sua fase sperimentale, vi è un solo canale di proprietà dello stato, in copertina appaiono Mike Bongiorno, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Raimondo Vianello, Enzo Tortora, Mario Riva, le pagine salgono a 24.  Arrivano gli anni ’60, giunge il boom economico, la televisione è vista dagli italiani non più nei bar ma nelle proprie case, TV SORRISI E CANZONI aumenta ulteriormente la foliazione ed inizia a stampare le sue copertine a colori. Direttore è Tarquinio Maiorino, la redazione, trasferita da Foligno a Roma, è un porto di mare di cantanti e di divi della televisione,  è SORRISI a convincere l’allora ministro della difesa Giulio Andreotti a concedere una licenza ad Adriano Celentano, in servizio di leva, per cantare a Sanremo. Così ricorda la vicenda Piero Vivarelli, autore della canzone 24 MILA BACI: “...risolsi il problema facendo entrare mia moglie fra le pie dame del Centro per la preservazione della fede. Queste pie dame erano, per lo più, mogli di ministri e di notabili democristiani. In questo modo non mi fu difficile avere un appuntamento con Giulio Andreotti, allora ministro della Difesa. Il nostro colloquio iniziò in modo un tantino imbarazzante. Il ministro infatti credeva che io volessi perorare la causa di un tal colonnello Celentano che aveva combinato non so più che al distretto militare di Ancona. Chiarii, un pò titubante, l’equivoco. Non si trattava del colonnello, ma dell’artigliere Celentano. Andreotti sorrise e mi disse che aveva letto qualcosa al riguardo su SORRISI E CANZONI, aggiungendo che gli capitava qualche volta di leggere quel settimanale dal barbiere. Ad ogni modo mi assicurò che si sarebbe interessato, pregandomi di lasciargli il mio numero di telefono. Al momento pensai, un pò sfiduciato, che era un modo cortese di lavarsene le mani. Qualche giorno dopo però la cameriera venne a dirmi che ‘c’era un certo Andreotto al telefono’. Il quale ‘Andreotto’ fu paraculo come sempre. Si era letto il regolamento militare che, essendo stato compilato negli anni Venti, quando la televisione non esisteva ancora, parlava solo di partecipazione dei militari a spettacoli teatrali o a manifestazioni sportive. Quindi, dato che l’importanza del festival era soprattutto per il suo carattere televisivo e dato che dello spettacolo televisivo il regolamento non faceva cenno, l’artigliere Celentano poteva chiedere una bella licenza e approfittarne per esibirsi davanti alle telecamere nella città dei fiori...”

TV SORRISI E CANZONI festeggia la nascita del secondo canale, la musica degli urlatori, e va incontro alle nuove mode, supera il milione di copie e diventa il giornale più letto dagli italiani, la Rizzoli entra in società con i fratelli Campi e cura la raccolta pubblicitaria e la distribuzione del giornale.  Nel 1968, dopo un  breve periodo di reggenza di Giorgio De Fonseca (il socio dei fratelli Campi) arriva alla direzione di SORRISI Antonio Lubrano, futuro protagonista televisivo, sul finire degli anni ’60 qualcuno pensa di togliere la parola SORRISI dal logo, la testata per pochi mesi si trasforma in TV ILLUSTRAZIONE, e registra il suo primo ed unico calo di vendite. Canzoni senza sorrisi?  Impossibile. E allora ecco che la testata ritorna TV SORRISI E CANZONI, alla direzione arriva Dario Baldi, proveniente da PANORAMA, che apre il giornale all’attualità.  Nel 1973 diventa direttore Gigi Vesigna, che vi lavora da sei anni come giornalista, Vesigna sposta la redazione a Milano ed intuisce che il futuro sarebbe stato della televisione a colori e dell’emittenza privata, stanno infatti nascendo le prime emittenti via cavo. Vesigna inventa la rubrica SUPERCLASSIFICHE, dedicata ai dischi più venduti della settimana, che diventerà una trasmissione televisiva, SUPERCLASSIFICA SHOW, condotta da Maurizio Seymandi, i Telegatti (odierno Gran Premio Internazionale della Tv), VOTA LA VOCE (votazione dei lettori dei cantanti più popolari), e prende la storica decisione di inserire, primo in Italia, un inserto dedicato alle televisioni private.  Negli anni ’80 aumenta lo spazio dedicato all’attualità, il giornale supera i 3.000.000 di copie e, alla metà del decennio, viene acquistato da Silvio Berlusconi.  Leggende metropolitane narrano che Silvio Berlusconi abbia acquistato il settimanale più letto dagli italiani su consiglio di una zia suora, assidua lettrice di SORRISI, cosa certa è che TV SORRISI E CANZONI si è da sempre battuta, ancor prima che Berlusconi l’acquistasse, per l’emittenza televisiva privata, per il pluralismo, e questo fin dagli anni ’60.  Nel 1994 diventa direttore Pierluigi Ronchetti, giornalista che lavorava a SORRISI da quindici anni, e che aveva condotto POLVERE DI STELLE su Telemilano 58, l’antenata di Canale 5. Ronchetti contribuisce a costruire attorno a SORRISI quel complesso sistema di allegati e proposte editoriali che ogni settimana i lettori apprezzano in edicola (cd con le canzoni del secolo, videocassette, altri giornali allegati). Nel settembre 2002 Pierluigi Ronchetti lascia la direzione a Massimo Donelli, che, a sua volta, lascerà la direzione, nel 2006, ad Umberto Brindani.

Non c’è famiglia italiana che non ha comprato per pochi numeri TV SORRISI E CANZONI, il popolare e colorato settimanale bandiera dello spettacolo italiano. SORRISI è cambiato sulle scia del paese ed ha saputo sempre adeguarsi alle esigenze del variegato pubblico che lo ha reso il best-seller dei periodici italiani e la quarta pubblicazione in Europa. TV SORRISI E CANZONI ha raccontato la nostra vita, quella della radio, della televisione e del mondo, ha seguito i personaggi che amiamo dal loro debutto, è stato il capostipite di tutti i periodici radio-televisivi. SORRISI ha fatto scuola, molti giornalisti che hanno qui iniziato la propria carriera sono poi passati alla televisione, sono inviati all’estero per quotidiani nazionali, critici televisivi, o direttori di altre testate radio-televisive e quotidiane. Fra di essi ricordiamo Lietta Tornabuoni, Gianni Minà, Mino Damato, Adriano Aragozzini, Ennio Caretto (attuale inviato a New York del CORRIERE DELLA SERA), Carla Stampa, Antonio Lubrano (per un breve periodo anche direttore), Luca Goldoni, Maurizio Barendson, Maurizio Costanzo, Rosanna Vaudetti, Daniele Piombi, Maurizio Seymandi, Gherardo Gentili, Lello Bersani, Mario Poltronieri, Roberto Gervaso, Pippo Baudo, Gianni Boncompagni, Adriano De Zan, Ruggero Orlando, Mike Bongiorno, Giorgio Lazzarini, Gianfranco Funari.  Hanno scritto per SORRISI Enzo Biagi, Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Lucio Dalla, Federico Fellini, Beppe Grillo e tanti altri. Nessun altro giornale italiano quotidiano o periodico, eccezion fatta per il CORRIERE DELLA SERA, ha avuto mai nella sua storia nomi così prestigiosi ed un numero così elevato di lettori.

 

I DIRETTORI DI TV SORRISI E CANZONI

1952-1956 AGOSTINO CAMPI

1956-1960 GIUSEPPE CAMPI

1960-1967 TARQUINIO MAIORINO

1967 GIORGIO DE FONSECA

1967 ANTONIO LUBRANO

1967-1973 DARIO BALDI

1973-1994 GIGI VESIGNA

1994-2002 PIERLUIGI RONCHETTI

2002-2006 MASSIMO DONELLI

2006-2008 UMBERTO BRINDANI

2008- 2012 ALFONSO SIGNORINI

2012 ALDO VITALI

PER CHI VOLESSE CONOSCERE LA STORIA DI TV SORRISI E CANZONI E DELLA STAMPA RADIOTELEVISIVA CONSIGLIAMO IL LIBRO DI

MASSIMO EMANUELLI

50 ANNI DI STORIA TIALIANA ATTRAVERSO LA STAMPA RADIOTELEVSIVA

CON PREFAZIONE DI GIGI VESIGNA ED INTRODUZIONE DI MAURIZIO SEYMANDI.

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