TELEPACE
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Nasce da una piccola
radiolina che nel 1977 trasmetteva dalle colline di Cerna, in Veneto, in
frazione di Sant'Anna d'Alfaedo, centro vicino ad un campo scuola della Diocesi
di Verona, per
iniziativa di alcuni ragazzi che si erano recati a Cerna per i campiscuola
diocesani aiutati dalla Curia locale, nacque così la piccola Radio Pace che di
li a poco si trasforma in radio nazionale e, dal
1979, con la formula della syndication, in tv. Telepace irradia i suoi programmi dai canali uhf 23, 26 34, 44 e 52. Dagli anni ’80 le tappe si susseguono in un amplificarsi di
impegni che porta all’estensione delle zone di irradiazione e alla
diversificazione della programmazione e della produzione televisiva. Dal 1985 a
questa piccola emittente privata viene concesso il privilegio di accedere al
seguito papale nei viaggi internazionali di Papa Giovanni Paolo II. Un
censimento di Millecanali presenta l'emittente come Associazione Radio Telepace,
con sede in via Ragazzi della Pace a Cena. Un momento critico nella crescita della televisione - con conseguenti
difficoltà finanziarie - si ebbe quando si decise di trasmettere, invece che
localmente, ad una dimensione sovraregionale. Don
Guido Todeschini, il motore della
crescita della televisione, descrive questa situazione critica in un libro di
Ambrogio Stirelli dal titolo Storia di
Telepace. Nel
19
85, Telepace venne autorizzata ad accedere al seguito papale nei viaggi
internazionali di
Giovanni Paolo II. Fu la consacrazione che la fece diventare piano piano una
televisione di livello internazionale. Nel 1990
viene aperta, per espresso desiderio del Papa, la sede di Telepace a Roma, che
andrà ad operare proprio nella Diocesi del Pontefice. Dal 1996, Telepace, che
nel frattempo si è allargata con le sedi di Trento, Agrigento e Lodi, trasmette
anche via satellite in digitale, raggiungendo l’Europa, il Nord Africa e il
Medio Oriente. Partita da Cerna, Telepace si è estesa in tutto il mondo, nella
zona lombarda è coperta grazie alle frequenze che furono di storiche emittenti
cattoliche fra cui ricordiamo Telelissone e Teleradio Star di Nerviano; fra le
altre emittenti italiane appartenenti al gruppo Telepace ricordiamo:
Telepace
Lodi, Trg Telestella, Tele Nbc di Nerviano, Teleradiopace di Genova,
TeleMasone, TeleChiara,
TelePace Veneto, Linea 1, TeleApuana,
Tv Prato, Fano Tv, I.T.R. International
Teleradio di Frosinone,
TeleDiocesi Salerno Tvs,
Tele Dehon di
Andria, Tele Acli S.Marco, Teletirradio 98 di Agrigento, Televita di Catania, Telemistretta
di Messina,
Nova Tv di Oristano, Teleorvieto
di Terni, Tele Pace di Verona, e Telepace di
Roma (la capofila).Il 26 novembre 2005 Telepace (visibile anche sul digitale terrestre) festeggia i
suoi 28 anni di vita, con una trasmissione e diversi speciali. La sede di
TelePace è in via S'Anna Alfaedo a Cerna, in provincia di Verona. Fra le
altre emittenti associate abbiamo: Televideo Pm, Vds (Voce del Sud) a Frosinone,
TelePonte Teramo,
Trsp
Vasto, Uno Sat, Tv Uno L'Aquila, Canale 10 Radio Tv Cosenza, Sila Tv Cosenza, Tele Jonio
Canale Centrale Cosenza,
Telelibera Cassano,
Teleradiosperanza Vibo Valentia,
Canale
58 Ariano Irpino (Avellino), Rete Sei Cervinara (Avellino),
TeleAngri (Salerno),
TeleDiocesi Salerno,
Telelibera Battipaglia, Telenuova Pagani,
Trbc, Canale 31 Television Cassino,
Gari Televisione Cassino,
TeleSabina 2000 Rieti,
Tele Masone,
Tele Pace Chiavari, Tele Pace Lodi,
Intv (Beinasco, Torino),
TeleRadio San
Severo (Foggia), Tele Sud Rtm (Puglia), Tele 90 Ali Terme (Messina), TeleJato Partinico,
Tele Mistretta, TeleRadioVita Caltagirone, Tele Sud Acireale,
Prima Tv, Sicilia 1, Televallo, Super Tv Oristano.
Telepace è visibile anche sul canale 802 di Sky. Dal 1996 Telepace trasmette anche in digitale (Hot Bird II), raggiungendo l'Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente. In tutta la sua storia, Telepace non si è mai finanziata attraverso messaggi pubblicitari ma è vissuta esclusivamente grazie a donazioni usando le parole di una slogan: "Telepace che è voce di chi non ha voce, vive di carità per la carità". Giovanni Paolo II ebbe un rapporto di affetto particolare con l'emittente. In una visita pastorale a Verona nel 1988 - due anni prima dell'apertura degli studi di Roma - benedisse l'opera di questa televisione con le parole: "vi incoraggio a proseguire sulla strada di questo prezioso servizio all'uomo, fedele a Dio e alla Chiesa". Da questa esortazione Telepace ha aperto studi fissi in Italia (Trento, Agrigento e Lodi) e all'estero (Fatima e Gerusalemme). Il giornalista Marco Damilano il 2 novembre 2006 rivelò in un articolo sul settimanale L'ESPRESSO dal titolo VA IN ONDA TELEBUGIA l'esistenza di una battaglia sindacale portata avanti da un anno e mezzo da quattro giornalisti della redazione romana contro l'amministratore delegato di Telepace, il capotecnico Stefano D'Agostini e Guido Todeschini, con accuse reciproche, cause legali e scioperi dopo la decisione di Telepace di chiudere la sede della capitale con conseguente licenziamento dei quattro. Secondo quanto affermava Todeschini in una lettera alla redazione vi erano “accordi esistenti con la Santa Sede” che permettevano l’uso gratuito delle immagini del papa anche senza informazione giornalistica. Il segretario di Stato pontificio Tarcisio Bertone aveva comunque consigliato moderazione a Todeschini, suggerendogli la ripresa del dialogo con i giornalisti. Tra i quattro il nome più noto era quello di Piero Schiavazzi, anchor-man con 500 telecronache papali all’attivo e numerose interviste a personaggi politici illustri. Il 12 settembre il pubblico ministero Giuseppe Corasaniti della Procura di Roma aveva però iscritto al registro degli indagati i quattro. I dipendenti avevano testimoniato dal pretore contro una giornalista accusandola di non aver rispettato l’orario di 36 ore settimanali, ma le dichiarazioni avevano insospettito Corasaniti, e dato che una indagine dell’Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani aveva dimostrato il contrario, era partita l’iscrizione dei testimoni al registro degli indagati per falsa testimonianza. Il Corriere della Sera nell'aprile del 2007 riportò poi la notizia di una sospensione dall'ordine dei giornalisti dello stesso Todeschini dopo che un' ispezione del ministero del Lavoro e dell' Istituto di previdenza dei giornalisti avevano accertato un' evasione fiscale di 70 mila euro di contributi, comminando una sanzione pecuniaria di 20 mila euro, e vennero presentati cinque esposti contro lo stesso Todeschini.