TELEMILANO CAVO
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L'idea di Telemilano nasce
all'inizio del 1974 al termine di una riunione del Partito Repubblicano Italiano
svoltasi nella federazione milanese del Pri in via Silvio Pellico al numero 6.
Alceo Moretti pochi mesi prima ha letto su LA
DOMENICA DEL CORRIERE un articolo che parla di TeleBiella e pensa di
dar vita a una televisione via cavo, non per informare o per intrattenere la
comunità locale, come sta facendo Sacchi, ma per fare propaganda politica.
Moretti ne parla al suo collega di partito Giacomo Properzy che ne
rimane entusiasta, un paio di giorni dopo i due dirigenti repubblicani
sottopongono il progetto ad Ugo LaMalfa: "fate pure
questa televisione, chiedetemi tutto ma non i soldi”. Moretti e Properzy
costituiscono quindi da soli a Milano 2, dove entrambi abitavano Telemilanocavo,
Accorgendosi che Milano2 era cablata Moretti si accorge che sarebbe stato facile
far nascere una televisione via cavo: “io e Properzy affidammo l’incarico di
cablare 5000 appartamenti a nostri uomini di fiducia.
“ Milano 2 (Segrate) era allora considerata zona
periferica, non erano molti (a differenza di oggi) i milanesi che ci abitavano,
chi aveva costruito case era un giovane e intraprendente imprenditore, tale
Silvio Berlusconi, che tre anni dopo sarà nominato Cavaliere del Lavoro, il più
giovane d’Italia, e da allora viene chiamato “il Cavaliere”. Berlusconi era
quindi il “padrone di casa” di Moretti e Properzy, ma era ancora un imprenditore
del settore edile, un “palazzinaro”, come dicevano con disprezzo gli
invidiosi, che, con il passare degli anni e dei successi, aumenteranno.
Properzy e Moretti vogliono dare vita ad una televisione a scopo politico, al
fine di fare aumentare i consensi del partito dell’edere in quel di Milano 2, e,
arrivando a collegare anche la zona di Lambrate, in Milano città. Il 15
marzo 1974 viene costituita la società Telemilanocavo, soci Giacomo Properzy e
Alceo Moretti, tre mesi, tolte le vacanze estive, di intenso lavoro: si
effettuarono circa 500 collegamenti nelle case di altrettanti residenti in
Milano2, si cercò l’aiuto (gratuito e volontario) di amici tecnici per gli studi
televisivi (molto spartani) e il materiale: due microfoni, una sola telecamera,
scenografia inesistente, si parte comunque l’1 settembre 1974 hanno inizio le
trasmissioni di Telemilanocavo che trasmette da un negozio sotto i portici di
Milano 2. Una piccola vetrina, un piccolo locale, 50 metri quadrati compresa la
cantina, questa la prima sede di quello che diventerà il primo network privato
italiano. Moretti ricorda che Telemilanocavo era una “tv di condominio”:
nell’ambito della trasmissione IL CONDOMINIO infatti venivano invitati alle
trasmissioni (rigorosamente in onda soltanto alla sera) i condomini di Segrate
centro. “Quella della tv era una scusa per conoscersi fra residenti di una zona
dormitorio, per parlare, ci si incontrava nella sede di Telemilano, si
comunicava fra di noi e intanto si andava in onda, si entrava nelle case di
altri residenti che non erano usciti.” Oltre a questo programma stile assemblea
condominiale in diretta televisiva, venivano mandati in onda alcuni film (tre
alla settimana, a quell’epoca la Rai ne mandava in onda ancora solo uno alla
settimana), qualche cartone animato, tutti in bobina, pellicole e videonastri,
non esistevano naturalmente dvd e videocassette. Ma la novità più sconvolgente
di Telemilanocavo, che fu anche l’origine della sua nascita, furono le tribune
politiche. Moretti si ispira agli Stati Uniti d’America e alle tribune
televisive ivi esistenti. “Fin dai tempi di Kennedy la campagna elettorale in
America era televisiva, come pubblicitario trascorrevo molti mesi negli Usa per
lavoro, e avevo avuto occasione di guardare le campagna elettorali in tv, i
politici in Usa erano poi presenti tutto l’anno, non solo nei periodi
elettorali”. E Moretti importa anche questa idea e fa condurre un programma di
interviste ai politici a un giornalista che anticipò così di quarantenni Bruno
Vespa, purtroppo né Moretti né il suo socio di allora (Giacomo Properzy)
ricordano il nome di questo giornalista. “A volte – ricorda Moretti – qauando
il giornalista (che lavorava per una quotidiano milanese e che faceva la
trasmissione gratuitamente) era impegnato perché doveva effettuare servizi per
la carta stampata, conducevamo io e Properzy”. Ospiti? Beh inizialmente gli
esponenti del Pri, poi, soprattutto in occasione delle elezioni amministrative
del 1975 e delle successive politiche del 1976 anche esponenti di altri partiti,
coloro che credevano nell’efficacia del mezzo televisivo (pochissimi), allora
non vi era ancora la legge della par condicio, furono i partiti ad acquistare
poi degli spazi (ecco i primi guadagni per Properzy e Moretti dopo tante spese)
che erano autogestiti. Altri programmi dell’antenata di Canale5? Lezioni di
bridge, ricette di gastronomia, un film serale, Moretti si ricorda anche di
memorabili interviste con gli afgani profughi in Italia e con l’ex sindaco di
Milano Pietro Bucalossi. Qualche documentario regalato dalla Mondadori (ad
esempio LA STORIA DELLA FERRARI in onda in 6 puntate, monoscopio e musica dopo
le 23, questo il primo palinsesto. Ma i primi guadagni ottenuti con la campagna
elettorale del giugno 1976 non servono a coprire gli alti costi sostenuti fino a
quel momento, Telemilanocavo aveva anche due dipendenti, uno di essi fa ancora
oggi il cameraman in una tv locale lombarda, ma spese di affitto, tecniche, di cablatura ecc. erano insormontabili, nonostante l’aiuto volontario di amici come
Mario Nicotra, regista e titolare di un’azienda di audiovisivi. Dopo le
elezioni non arrivano altri introiti, nessuna impresa credeva allora nella
pubblicità televisiva, a un certo punto si pensò di dare vita ad una cooperativa
fra gli utenti, i condomini dei palazzi di Milano2, che avevano voglia di fare e
di avere la televisione, ma i debiti accumulati sono troppi, sfiorano i 200
milioni cifra molto elevata per quei tempi (1976). Telemilanocavo è per
Moretti un hobby, il suo lavoro continua ad essere quello del pubblicitario,
Moretti si accorge che i tempi non sono maturi per un’Italia dove ancora vige il
monopolio, l’hobby inizia ad essere costoso, Alceo deve recarsi in America per
una campagna pubblicitaria, e per condurre per una rete privata televisiva
americana (li si che le emittenti private hanno fortuna) un programma, PANORAMA
ITALIANO, dedicato agli italiani d’America. Moretti decide a questo punto di
vendere Telemilanocavo, ne parla col suo socio Giacomo Properzy il quale non se
la sente di andare avanti da solo. Moretti e Properzy decidono di vendere,
qualche mese prima, consigliati da Ugo La Malfa, era stata fatta richiesta di
conversione dal cavo in terrestre. E così, ancora prima di passare al terrestre,
Moretti e Properzy decidono di vendere. Ma chi sarebbe mai stato quel
“matto” che avrebbe rilevato una televisione piena di debiti, senza alcuna
speranza, visto il monopolio della Rai e la concorrenza di altre tv locali che
intanto stanno nascendo come funghi? Vittorio Moccagatta, manager e conoscente di
Moretti (da qualcuno erroneamente confuso con Franco Moccagatta, il conduttore
di CHIAMATE ROMA 3131), dice ad Alceo: “non ti preoccupare ho trovato io l’acquirente, è un
giovane e intraprendente imprenditore, si chiama Silvio Berlusconi”. Moretti è
sull’aereo che lo porta negli Stati Uniti e dice a Moccagatta: “contento lui, se
è giovane poi tanto meglio, magari riuscirà a portarla avanti questa
televisione”. Silvio Berlusconi stesso non immagina che l’acquisto di tale
televisione sarà l’inizio della sua fortuna. Berlusconi intende acquistare
Telemilanocavo solo per dare un servizio aggiuntivo ai suoi acquirenti di case,
unitamente al supermercato e al cinema, solo due anni dopo si accorgerà che
l’affare vero è quello della televisione. Berlusconi acquista Telemilanocavo
per la cifra simboli di 50.000 lire, accollandosi tutti i debiti (200 milioni di
allora), appuntamento per la stipula del contratto nell’ufficio di Properzy, al
posto di Alceo Moretti, che è già in America, c’è suo nipote Franco Giannelli,
che ha avuto la procura dallo zio”. Silvio Berlusconi arriva
nell'ufficio di Properzy, sorride, firma il contratto e un assegno, suona il
telefono, Properzy risponde ad un cliente. Berlusconi sta per dire qualcosa, ma
Properzy taglia corto, è più preoccupato per il cliente che è al telefono ed è
contento di essersi disfato della televisione. Berlusconi è il nuovo
titolare di TeleMilanoCavo, da tale emittente (trasformatasi due anni dopo in
TeleMilano58) partirà l'avventura
imprenditoriale di Silvio Berlusconi.
Una precisazione: Così andarono i fatti, non si può sminuire il ruolo di Alceo Moretti, e anche Silvio Berlusconi l'ha confermato. Non ci risulta che il dottor Properzy abbia negato il ruolo di Moretti, come appare in rete a firma del solito squilibrato, millantatore, sedicente giornalista che scrive addirittura "tupckmaroz" "tupakamaroz" invece di "tupamaros"...
www.storiaradiotv.it ringrazia comunque Giacomo Properzy, e, naturalmente, Alceo Moretti e Silvio Berlusconi.