TELEDUCATO PIACENZA
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L'emittente nasce dapprima come redazione piacentina dell'emittente Teleducato Parma per strutturarsi successivamente in forma autonoma. Teleducato è oggi anche visibile sul digitale e su internet. Nel 2011 all'interno del gruppo di TeleDucato c'è una crisi, si parla della possibile chiusura di Teleducato Piacenza, ma grazie all'accordo firmato in Regione, l'assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, in risposta ad un'interrogazione presentata per il question time da Andrea Pollastri (Pdl) e Stefano Cavalli (Lega Nord) per chiarimenti sulla situazione riferisce i contenuti del documento che consente una "fase di respiro" di 12 mesi, rinnovabili per ulteriori 12, in un momento delicato per la vita economica e sociale del Paese:
"Il
pericolo di chiusura della redazione piacentina dell'emittente
- ha sottolineato Pollastri - ha suscitato da più parti dimostrazioni di
solidarietà, nel timore che l'evento potesse arrecare un problema nel pluralismo
dell'informazione, oltre che per le ricadute occupazionali. Per questo ci siamo
attivati anticipando questa interrogazione presentata a metà settembre chiedendo
che l'assessore riferisca in una sede ufficiale quanto si sta facendo per
scongiurare questa evenienza”.
Muzzarelli ha ricordato che appena è emersa la crisi dell'emittente televisiva
Teleducato, la Regione ha immediatamente attivato un Tavolo di crisi (cui hanno
partecipato la proprietà, le province di Parma e Piacenza, l'Unione parmense
degli industriali, Fnsi, Aser e il fiduziario di redazione di Teleducato
Piacenza) che ha portato all'accordo che prevede un contratto di solidarietà al
50% (di cui un 45% a carico della redazione di Piacenza e 5% a carico di quella
di Parma). La 'solidarietà' coinvolge 4 redattori in ogni redazione per una
durata di 12 mesi rinnovabili per ulteriori 12. La riduzione dell'orario avverrà
in modalità verticale. Restano dunque aperte entrambe le redazioni di Parma e
Piacenza.
Tra le ragioni della crisi, di cui tra l'altro si parla nell'accordo, - ha
sottolineato Muzzarelli - , ci sono i cambiamenti nelle modalità di produzione
che si sono imposti con l'avvento del digitale terrestre, il calo di fatturato
pubblicitario legato alla crisi economica del Paese e la progressiva riduzione
dei contributi governativi degli ultimi anni, aggravata dal sensibile ritardo
nell'erogazione degli stessi. E a questo proposito l'assessore ha richiamato
l'importanza di un impegno congiunto sul tema dei contributi pubblici statali
necessari per sostenere la pluralità dell'informazione che - ha detto - credo
sia interesse di tutti. Soddisfatto per la risposta Pollastri, che invitato
l'esecutivo regionale a tenere monitorata la situazione affinché ci sia una
prospettiva per l'emittente. “Sotto il profilo politico - ha poi aggiunto il
consigliere leghista - è da raccogliere la sollecitazione dell'assessore perché
ci sia attenzione alle piccole emittenti locali che hanno una grande importanza
per l'informazione televisiva”».