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STEFANO POZZOVIVO

di Massimo Emanuelli

Stefano Pozzovivo nasce a Rieti l'1 giugno 1967: "adoro Rieti, come tutte le piccole città, tutti quelli che fanno il mestiere amano le piccole città, Rieti, quando è possibile, è il luogo del fine settimana". A sette anni Stefano è già un assiduo ascoltatore de L'UOMO DELLA NOTTE, in onda sul NOTTURNO ITALIANO in am: "evidentemente scemi si nasce, e io modestamente lo nacqui! Questa è una delle mie citazioni preferite, che puntualmente giro nel Master in Conduttore Radiofonico, attivo ormai da sei anni presso la Facoltà di Lingua e Cultura italiana della Stranieri di Perugia, dove insegno (anzi trasferisco) le mie esperienze in ambito tecnico-espressivo". Stefano esordisce al microfono nel 1984 a Radio Sabina 2000 che trasmette in stereofonia, un lusso per l'epoca: "Grazie ad un Encoder Stereo Itelco, la mia voce si sentiva quasi alla perfezione. Erano gli anni del pionerismo, ma anche degli stimoli che arrivavano dalle prime grandi realtà nazionali private. I nostri modelli di riferimento erano Radio Montecarlo, Deejay "fresca di stampa", ma anche Radio Dimensione Suono che nel suo ruolo di superstation gettava le basi per il fenomeno che è poi diventato." Il 14 ottobre 1984 alle ore 18 si registra l'esordio ufficiale di Stefano: "mixer FBT con autofade e i controlli remotati (altro lusso per l'epoca). Da lì fu un crescendo. Di passione e di radio. Nel frattempo mi appassionai alla lettura espressiva e al doppiaggio tv. Grazie ad un amico che mi introdusse, iniziai, neanche troppo tempo dopo, a doppiare documentari. Prezioso per quel passaggio, fu un seminario nel 1986. A condurlo Michele Mirabella, che già stimavo come ascoltatore della "Luna nel Pozzo" su Rai1. (Forse c'era qualcosa di profetico !). Comunque ne rimasi affascinato, e continuai anche la strada della formazione tecnica con altri corsi.

Ultimati gli studi classici Stefano si trasferisce a Perugia dove studia giurisprudenza: "durante la permanenza nella città umbra, un mio amico di Viterbo mi chiese di accompagnarlo a Radio Subasio, e mi spinse anche a sostenere un provino.  Non ci pensavo più, quando un mese dopo mi chiamarono e il 23 luglio del 1988 iniziai ufficialmente le trasmissioni."

Editore e fondatore di Radio Subasio è Mario Settimi. "Ero parte dello staff. Più che una radio, una famiglia.   Che nel frattempo è cresciuta fino ai livelli che tutti conoscono. In questi anni, pur rimanendo fedele alla radio (sono tra i veterani), ho seguito anche altre vie. Ho continuato ad esempio con la tv. Esperienze importantissime e parallele. Non solo come voce, ma come autore e producer di tante trasmissioni, soprattutto documentaristiche e pubblicitarie. Per questo settore ho creato un marchio ad hoc. La mia voce è facile ascoltarla in tanti comunicati pubblicitari radio/tv nazionali.

Per Radio Subasio Stefano ha condotto diverse trasmissioni: dalla Subasio top ten a Baci e abbracci. Per una domenica da festeggiare, da Juke box alla School box (primo esperimento di interazione fra scuola e radio".

E in tv?

"Collaborazioni importanti anche quelle con GBR/Cinquestelle (1989/1991) - TMC 2 e tanti altri canali satellitari. Ho sempre mantenuto ottimi rapporti con tutti gli editori con cui ho lavorato. Con gli ultimi è quasi un matrimonio !Stessa cosa posso dire dei colleghi. Molti (quelli degli anni più spensierati), hanno anche cambiato lavoro.Ma con tutti sono nate amicizie, più o meno approfondite, che durano nel tempo. Anche se i ritmi che abbiamo  ci costringono a lunghe pause tra un incontro e l'altro. Ogni occasione (vedi Sanremo), diventa motivo di rimpatriata !  

In questo intreccio di vita, radio e canzoni, vuoi che non ci siano aneddoti ?

Ne ho talmente tanti (quasi tutti divertenti), che stò pensando seriamente di raccoglierli in un volumetto. Comunque tra i più recenti ce n'è uno esilarante.

Era il 2007, da poche settimane era scomparso Sergio Bardotti illustre autore di tanti successi della canzone italiana. In studio con me Massimo Ranieri. Si commentava un suo "The best" con all'interno alcune delle più belle canzoni italiane.

Alcune firmate da Calabrese, altro grande autore. A volte il cervello se ne va a spasso per conto suo. Lapsus. Parto con un'esaltazione delle canzoni di Calabrese alludendo alla sua recente scomparsa. Vedo Massimo che annuisce, evidentemente voleva vedere dove sarei arrivato !!Chiudiamo l'intervento e parte un pezzo. Entra la carissima Tullia Brunetto (discografica) che ci fa: << Ma che avete detto che è morto Calabrese ? Perchè mi ha appena chiamato per dire che è vivo e vegeto !!>>  PANICO ! La convinzione di aver detto Bardotti era totale ma totalmente priva di fondamento.Come trasformare uno "sfondone" in una gag irresistibile...Al rientro in onda con Massimo (a cui da quel giorno ho voluto ancora più bene), ce la siamo giocata da professionisti !  Un pò di sana ironia condita dai tipici scongiuri napoletani, per i quali dando del morto ad uno vivo gli si allunga la vita, e ne siamo usciti anche meglio. Ma che imbarazzo e soprattutto (dopo) quante risate !!

Fra le realizzazioni a cui tengo di più, degli ultimi tempi, lo spot per l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU, per la Giornata Mondiale del Rifugiato. Oltre a dargli la voce ne ho firmato anche la regia.

La radio è  improvvisazione e anche capacità di trasformare quel che si è detto con un pizzico di creatività, se la situazione lo consente. Altrimenti , mai tornare sui propri detti. Chi ascoltava lo riascolterà e chi non vi ha fatto caso lo saprà!Nel frattempo ho creato dei corsi per il  perfezionamento delle capacità espressive, destinati a chiunque voglia affinare i propri mezzi, per lavoro o per diletto. Sto preparando anche un manuale che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) arrivare presto in libreria.Il resto è vita e soprattutto passione per un mezzo, la radio, che a dispetto di tanti detrattori è cresciuta e continua a ritagliarsi sempre più spazi nel quotidiano di tutti.

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=36280431