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SILVIO GIGLI

SILVIO GIGLI E NARCISO PARIGI (FOTOGRAFIA TRATTA DA www.firenzemedia.it)

 

Silvio Gigli è stato sempre fedele alla "cara vecchia radio", fece un'eccezione conducendo BOTTA E RISPOSTA e VINCERE IN DUE  per Canale 48 di Firenze

 

Silvio Gigli nacque a Siena nel 1910, figlio di un vetturino iniziò giovanissimo la carriera giornalistica: nel 1927 era già cronista per il quotidiano fiorentino LA NAZIONE, passò successivamente a IL TELEGRAFO di Livorno.   Nel 1937 venne assunto dall'Eiar, esordì come attore-regista nella rubrica I LITTORIALI DELLA CULTURA E DELL'ARTE PER L'ANNO XV, programma scritto da Fulvio Masti, trasmissione sulla storia e l'arte di Siena.  Due anni dopo con Maria Luisa Boncompagni presentò RADIO IGEA (1939) programma domenicale dedicato agli ammalati ricoverati negli ospedali. Nello stesso anno partì L'ORA DEL DILETTANTE, programma con il quale scoprì Salvatore Accardo e Corrado; per Alberto Sordi, parallelamente, la memorabile macchietta di "Mario Pio".  Gigli ebbe immediatamente una grande popolarità per il proprio timbro caratteristico di voce, e divenne in breve tempo uno degli speaker più caratteristici della radio.  Nel 1942 si occupò della serie di trasmissioni del TERZIGLIO, a cui contribuirono autori come Ruggero Maccari e Federico Fellini. Con l'inizio della gestione Pwb lavorò a Radio Firenze dove ebbe un ruolo di primo piano, il 16 16 dicembre 1944 partì BOTTA E RISPOSTA, radio-quiz (il primo nella storia della radio italiana),  forma di distrazione alla popolazione, prostrata dai bombadamenti nazi-fascisti, i premi in palio erano piccoli prodotti di importazione americana.  BOTTA E RISPOSTA ebbe un grandissimo successo andò avanti anche con la neonata Rai e durò fino al 1948.  Poi fu la volta di BRISCOLA (1949) e di GIRINGIRO (1949 e 1950). Il 1951 è anche l'anno di SORELLA RADIO, uno dei programmi più longevi della radiofonia italiana.  In un'epoca in cui la televisione ancora non esisteva Gigli ottenne indici di ascolto altissimi facendo leva solo sulla sua abilità professionale e la grande capacità di intrattenitore.  Gigli condusse quindi PUNTO INTERROGATIVO (1952), LA FAMIGLIA DELL'ANNO (1956) e IL PAESE DELLA DISCORDIA (1959) e curò per tutti gli anni '50 anche la RADIO PER LE SCUOLE (anni '50).  Silvio Gigli fu anche attore cinematografico:  fra il 1949 e il 1952 ebbe alcune particine in LA TRATTA DELLE BIANCHE (regia di Luigi Comencini), FIORENZO IL TERZO UOMO (regia di Stefano Canzio) e BOTTA E RISPOSTA (regia di Mario Soldati).   Con gli anni '60 presentò, sempre per la radio,  IL DISCO MAGICO (1961) e I DUE CAMPIONI (1962). Grazie alla conduzione di un programma di "voci nuove" scoprì Gianni Morandi, Iva Zanicchi, Orietta Berti, Loretta Goggi;  si occupò di musica anche con una STORIA DELLA CANZONE ITALIANA e tenne a battesimo Domenico Modugno e Delia Scala, e condusse in radio Paolo Panelli.    Nel 1964 Gigli festeggiò la sua centesima trasmissione con il programma 100 VOLTE GIGLI;  nel 1965, in occasione del settecentenario dantesco, per la lingua italiana delle le sue opere, anche letterarie, venne nominato Accademico della Crusca. Gigli infattiscrisse alcuni libri: LA CONTRADA, GIGLIATE, TUTTI SULLA MIA BARCA, e fu anche autore di fiabe e di romanzi. e fu anche con LA NAZIONE, IL GIORNALE D'ITALIA e LA STAMPA.

Silvio Gigli, pur vivendo ormai da anni a Roma, conservò sempre un legame con la sua città natale:  fu infatti il radiocronista ufficiale del Palio di Siena, nel 1945 al Palio della Pace guidò una sorta di rivolta dei contradaioli della Tartuca (alla quale apparteneva) che si ritirarono per protesta perchè per due volte il mossiere aveva annullato la partenza del loro cavallo;  Gigli, alla testa di un gruppo di contestatori, schiaffeggiò il mossiere.  A Gigli si deve anche la creazione delle fontane che, in ogni contrada di Siena, sono adibite alla cerimonia del battesimo contradaiolo col quale i giovani vengono ammessi, fra, appunto, fra i contradaioli. Sua l'idea di un concorso nel 1956 per premiare il miglior inno dellep 17 contrade, cosa che costrinse quelle che ancora non ne avevano uno, a realizzarlo in fretta e furia. Come cronista coniò il motto "e Siena trionfa immortale" col quale concludeva immancabilmente le sue trasmissioni da piazza Del Campo. Gigli seppe raccontare benissimo ai microfoni della radio tutto lo spirito del Palio al punto che un personaggio come Paolo Frajese lo volle accanto a sè nel momento in cui fu chiamato dalla Rai a fare la telecronaca del Palio.

Gigli fu ancora protagonista alla radio dalla fine degli anni '60 fino all'inizio degli anni '80 occupandosi in particolar modo di trasmissioni rievocative come PICCOLA STORIA DELLA COMMEDIA MUSICALE (1967), PICCOLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA (1972). Nel 1972 andò in pensione e per prima cosa si divertì a calcolare di essere stato autore, regista e conduttore di ben 139 testate radiofoniche, con la Rai (e con l'Eiar prima), era cresciuto, intervistando anche, fra i tanti, Guglielmo Marconi, Luigi Pirandello, a Grazia Deledda.  Inventò ed ideò numerosissime trasmissioni, oltre ad essere stato il precursore dei giochi a quiz radiotelevisivi.  Per questa ragione continuò a collaborare come consulente, curando alcuni programmi rievocativi come 50 ANNI DELLA RADIO ITALIANA (1974), LA RIVISTA RIVISITATA (1976), e le riedizioni dei suoi programmi di maggior successo fra cui BOTTA E RISPOSTA (1977) e LA FAMIGLIA DELL'ANNO (1981). Fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 presentò alcuni spettacoli per l'emittente fiorentina Canale 48  Una delle sue ultime apparizioni pubbliche fu in occasione di un convegno del 1987 allorquando ricordò con legittima civetteria che gli spettava la paternità del quiz Rai e "l'esportazione negli Stati Uniti di BOTTA E RISPOSTA trasmesso dalla Nbc".  La sua ultima fatica fu 150 VOLTE GIGLI, tredici puntate destinate a Radio1. Silvio Gigli morì a Roma il 7 febbraio 1988 al Policlinico Gemelli, dove era stato ricoverato qualche giorno prima a causa di un infarto, la salma fu trasferita a Siena per sua espressa volontà: "desidero ritornare alle origini che sono sempre state salde ed hanno rappresentato un punto di riferimento preciso nella mia vita" era solito ripetere, specialmente negli ultimi tempi, alla moglie Irma e ai figli Cesare e Laura.

Nel 2003 il Comune di Siena, a quindici anni dalla scomparsa, ha dedicato una piazza a Silvio Gigli.