SERGIO ENDRIGO
Nel
1965 Endrigo cambia casa discografica, passando alla
Fonit-Cetra, ma rimarrà sempre fedele a sé stesso, pur diventando uno dei
protagonisti del Festival sanremese, dove esordirà nel 1966 con Adesso si
(brano inciso anche da Lucio Battisti, che ha limitato le interpretazioni di
altri autori).
Sempre nel 1966 effettua una tournèe in Brasile dove conosce Vinicious De
Moraes, è di questo periodo il successo di Teresa. Nel 1967 presenta a
Sanremo, in coppia con Memo Remigi, Dove credi di andare, brano che
esegue la sera successiva al suicidio del suo amico Tenco, alcune parole della
canzone sembrano a lui rivolte: “dove credi di andare se tutti i tuoi pensieri
restano qui. Come pensi di amare se ormai non trovi amore dentro di te”. Nel
1968 è nuovamente in tournèe in Brasile, dove ormai è noto quanto e più che in
Italia, conosce Chico Barque de Hollanda, che poi, trovandosi in difficoltà nel
suo paese per motivi politici, verrà in Italia grazie all’amicizia con Endrigo.
Nel 1968 vince in coppia con Roberto Carlos il festival di Sanremo con
Canzone
per
te quasi un risarcimento alla canzone d’autore dopo il suicidio di Tenco,
nel 1969 è ancora a Sanremo con Lontano dagli occhi (secondo posto in
coppia con Mary Hopkins), e
ancora nel 1970 con L’arca di Noè (terzo posto). Nel 1969 pubblica un
album intitolato nuovamente Sergio Endrigo, cui segue, sempre nel 1970,
L’arca di Noè. Nel 1970 partecipa ad uno spettacolo dal vivo organizzato
dal Piccolo Teatro di Milano, ed ottiene consensi di critica e di pubblico,
avviando una formula di spettacolo con il cantautore nel ruolo di intrattenitore
che avrà grande successo negli anni successivi. Nel 1970 pubblica l’album La
vita, amico, è l’arte dell’incontro, cui seguono Nuove canzoni d’amore
(1970), il 45 giri Una storia (presentato a Sanremo 1971 con i New Trolls)
e gli album La voce dell’uomo (1972) che contiene Quando c'era il mare
(presentato a Sanremo 1972), Elisa Elisa (1973, il brano che da il
titolo all'album vince il premio della critica a Sanremo 1973). Proprio alla metà degli anni
’70 risale la scrittura di canzoni per bambini, anche in questo Endrigo è un
innovatore, al posto delle canzoni melense e strappalacrime, Endrigo,
avvalendosi della collaborazione di Gianni Rodari, propone capolavori come Il
pappagallo, La pulce, Ci vuole un fiore e La casa, Ho visto un prato, Il bambino di
gesso, ed altre raccolte nell’album Ci vuole un fiore (1974) e
nell'album L'arca. Nel
1975 esce l’album raccolta Endrigo dieci anni dopo, cui segue una
pregiata ricerca sul canto popolare Canzoni venete (1976), nel 1976 è di
nuovo a Sanremo con Quando c’era il mare, seguono gli album Sarebbe
bello (1977), Donna mal d’Africa (1978).
L’amore per il Brasile continuò negli
anni al punto che, nel 1978 Endrigo realizzò a Rio De Janeiro un disco cantato
interamente in brasiliano, Esclusivamente Brasil (Polygram). Fu un’esperienza indimenticabile, Endrigo
cantò splendidi brani come Trocando em miudos di Chico Buarque, Onde anda voce
di Vinicius e molti altri ma, in questo disco ci sono due “chicche” e cioè il
brano “A rosa” che Chico scrisse appositamente per Endrigo e che canta con lui e
“Samba para Endrigo” scritta da Toquinho e Vinicius in onore proprio di Endrigo. Non solo, c’è inoltre una struggente
interpretazione di Samba em preludio ( di Vinicius De Moraes) di Endrigo e
dell’allora giovanissima e bravissima Fafà De Belem. L’amore di Vinicius verso il suo amico
Endrigo ( tra l’altro diceva di amarlo perché “è un uomo che canta”) è
dimostrata dal fatto che ha voluto inserire “Samba para Endrigo” nel suo album
“Un pouco de ilusao” poco prima di morire. E Endrigo, dopo la scomparsa del grande
poeta volle omaggiarlo a sua volta con “Ciao poeta” un brano scritto insieme a
Baden Powell e Sergio Bardotti che è incluso nell’Lp “E noi amiamoci”. L’amore per il
Brasile da parte di
Endrigo era talmente ricambiata che è stato l’unico artista straniero ad essere
stato inserito in una collana pubblicata nel 1980 “A arte de” che include
artisti come Gal Costa, Tom Jobim, Caetano Veloso e tanti tanti altri.. L’ultima cosa da segnalare è che Toquihno,
il celebre chitarrista brasiliano deve il suo fortunatissimo incontro con
Vinicius De Moraes proprio a Endrigo. Infatti finita la registrazione del
disco “La vita amico è l’arte dell’incontro” Endrigo e Bardotti si accorsero
che mancava una chitarra brasiliana (Vinicius nel frattempo aveva fatto ritorno
in Brasile)e allora chiamarono Toquinho che era in Italia con Chico Buarque. Vinicius ascoltò il disco finito,
s’innamorò di quella chitarra e volle con se in tournè Toquinho. il resto è
storia… Nel 1979 esce A arte de Sergio Endrigo (album doppio del 1979), gli
ultimi due incisi in Brasile. L’inizio degli anni ’80 vede Endrigo spopolare con
Mille lire sigla della popolare trasmissione televisiva Di tasca
nostra, nel 1981 partecipa con Toquinho ad un grande spettacolo a Villa Ada
a Roma, in cui la cultura brasiliana e quella italiana si uniscono nelle loro
similitudini e differenze. Endrigo pubblica successivamente gli album: …E noi
amiamoci (1981), Mari del Sud (1982), nel 1986 ritorna a Sanremo nel
1986 con Canzone italiana, seguono gli album: E allora balliamo
(1986) e Il giardino di Giovanni (1989). Nel 1990 esce l’album Tango
rosso che offre una rilettura garbata ed ironica della crisi che ha colpito
il Pci alla fine degli anni ’80. Pur rimanendo in disparte dalla scena negli
anni ’90 Endrigo, sempre controcorrente, presenta
altri album come Qualcosa di meglio (1994), nel 1995 pubblica per una
piccola casa editrice Quanto mi dai se mi sparo, romanzo quasi
autobiografico con prefazione di Gianni Minà: storia di un cantante che dopo
avere avuto grande successo è dimenticato da tutti, per tornare a far parlare di
sé decide di organizzare un suicidio in diretta televisiva. Endrigo, disgustato
dal fatto che la sua casa editrice avesse stampato solo 1500 copie del suo
ultimo lp e che si fosse rifiutata di promuoverlo in maniera adeguata, annuncia
il proprio ritiro dalle scene.
L’ultima tourneè brasiliana di Endrigo risale al 1999
e l’ultimo viaggio in Brasile risale al 2003. Nei primi anni del nuovo
millennio Stampa Alternativa ristampa il libro Quanto mi dai se mi sparo.
Nel settembre 2002, seppur con i soliti problemi
di distribuzione è uscito il cd Altre emozioni, riarrangiamento
dei suoi vecchi successi. Nel 2003 pubblica l’album antologico Altre
emozioni, che festeggia e ripercorre i suoi cinquant’anni di carriera, nuove
versioni dei suoi grandi successi, alcuni interpretati assieme alla figlia
Claudia, e un duetto d’eccezione con Rosanna Casale, nel brano Era d’estate.
Nel 2004 incide Chantant Endrigo, in
friulano, rivisitazione in dialetto di quindici sue vecchie canzoni e il cd
Altre emozioni, che racchiude vecchie successi e canzoni meno
conosciute, ma soprattutto contiene l'inedito Altre emozioni, forse una
delle più struggenti e significative canzoni che abbia mai scritto insieme a
Vincenzo Incenzo. Nonostante
sia stato un “artista difficile”. ha cambiato parecchie case discografiche,
Endrigo è stato forse l’unico cantautore ad avere un buon rapporto con il
Festival di Sanremo al quale ha partecipato più volte piazzandosi nelle prime
posizioni e vincendolo nel 1968. Endrigo è stato un grande protagonista
della canzone italiana, ha inciso brani di Pier Paolo Pasolini, Ingazio Buttitta,
Giuseppe Ungaretti, Gianni Rodari, Vinicious de Moraes, Chico Barque de Hollanda,
Rafael Alberti, Toquinho, ha scritto per Ornella Vanoni, e per altri interpreti
italiani. Nel 2005 è a Sanremo in qualità di opinionista e propone una
rivisitazione di Questo è amore in duetto con il giovane Simone
Cristicchi. Nel corso della sua carriera Endrigo ha anche sfiorato i fotoromanzi
(Bolero Film nel 1964) e partecipato a un film, Tutte le domenica
mattina di Carlo Tuzii, ma poi il cinema lo farà soffrire per colpa della
causa contro Bacalov per il plagio della musica del film Il padrino (una
causa che si trascinerà e che non sarà conclusa nemmeno con la sua morte).
Colpito da ictus l'11 agosto 2003, aveva sofferta di una grave forma di
sordità che gli impediva di ascoltare la sua voce negandogli una corretta
intonazione: "i problemi all'udito - ricorda la figlia Claudia - iniziarono a
metà degli anni '80, nessun medico riuscì a risolvere il problema, al punto che
alla fine perderà completamente l'uso di un orecchio". Sergio Endrigo è morto a Roma il 7/9/2005
per un tumore ai polmoni. Per la stessa volontà
dell’artista, esternata dalla figlia Claudia, non si svolsero funerali
religiosi, ma un concerto organizzato dal Comune di Roma, si è chiesto inoltre
di non inviare fiori, ma di fare donazioni agli enti che si occupano di animali
abbandonati.
CLAUDIA ENDRIGO RICORDA IL PADRE SERGIO di Massimo Emanuelli
Il tuo primo ricordo
di Sergio Endrigo papà.
Il primo ricordo di mio padre è legato all'infanzia e ai suoi abbracci visto che
mi adorava e io adoravo lui.
Quando eri bambina tuo padre compone alcune canzoni per bambini.
Le canzoni per bambini risalgono al 1972 e al 1974 anni in cui avevo 7 e 9 anni
quindi riconducilibili alla mia infanzia e non adolescenza.
Papà inorridiva ongi volta che sentiva le canzoni dello Zecchino d'Oro e aveva
quindi scritto a Gianni Rodari e quest'ultimo gli aveva inviato dei testi dai
quali poi è natoi appunto lp Ci vuole un fiore, diceva che le canzoni dello
Zecchino d'Oro erano canzoni estremamente sciocche mentre Rodari aveva un modo
tutto diverso di relazionarsi con loro.
Negli anni '80 vi è un calo di popolarità.
Gli anni 80 e 90 sono stati prolifici dal punto di vista musicale ma le case
discografiche lo hanno " abbandonato", cioè lui faceva i dischi ma poi nessuno li
distribuiva o li promuoveva ed erano dischi magnifici! Gli ultimi anni sono stati terribili, solo e dimenticato da tutti era
profondamente depresso e solo e io ho sofferto davvero molto assistendo
impotente alla sua lenta discesa...
Oggi io cerco di rimettere insieme i "cocci" ovvero cerco di risistemare tutti i
suoi contratti discografici e di rivalutare la sua immensa opera artistica ma ci
vuole tempo e tenacia. Ogni tanto ho dei "cedimenti" ma poi divento più forte e
combattiva di prima, mio padre era edè ancora amatissimo, basta vedere tutti i
giorni le richieste di amicizia su facebook e i commenti alle canzoni di mio
padre su youtube.
Io non mollo!!! www.sergioendrigo.it