Sandro Talamazzini
IL NONNO DI TELECOLORE
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Sandro Talamazzini nacque a Cremona nel 1922, fu un uomo poliedrico:
regista, fotografo, insegnante, documentarista e scrittore per bambini,
giornalista, cultore delle tradizioni popolari. Amava definirsi "il ragazzo di
via del Sale" amava definirsi nei suoi racconti, poesie e tradizione. Paladino della cultura e
della civiltà contadina, scrittore, regista, educatore, autore di servizi
molto originali, con immagini suggestive e protagonisti affascinanti. Il
suo primo documentario, MICHELINA MANGIAFUOCO, lo realizzò nel 1957, un lavoro
che suscitò l'attenzione di Roberto Rossellini, nel 1962 fu la volta del
documentario I REINAIDI DEL PO, lavori di estrazioni di sabbia e ghiaia dal
fondo del fiume Po usati poi per la ricostruzione delle case.
Scrittore per bambini realizzò alcuni libri dedicati proprio all'infanzia. Noto
come insegnante e divulgatore appassionato, Talamazzini raggiunse una grande
popolarità grazie alle emittenti private cremonesi. Dapprima con
Video Onda Nord, quindi con
Telecolore. Per Video Onda Onda curò la
rubrica AGRICOLTURA OGGI, per Telecolore curò le rubriche L'ANGOLO DELLA
RICERCA, I MERCOLEDI' DI SANDRO, LA PERLA DI SANDRO e
OCCHIO MAGICO, rassegne fantasiose e fantastiche di argomenti in onda il giovedì
sera. LA PERLA DI SANDRO era una rubrica che trattava di argomenti di
carattere ambientale (località, opere architettoniche, opere d'arte ecc.),
turismo (viaggi, tradizioni, feste ecc.), di lavoro agricolo, artigianale,
industriale, con particolare riferimento all'aspetto antropologico. OCCHIO
MAGICO era invece una rubrica a carattere monotematico che cercava di
approfondire, sul piano specificatamente culturale, le realtà del mondo umano,
animale, vegetale e minerale, una rubrica che, come diceva il titolo, voleva
essere un "occhio aperto" sulla natura che ci circonda. Talamazzini fu regista ed intervistatore, e con il suo stile molto
personale si conquistò presto un pubblico affezionatissimo. Talamazzini realizzò
oltre 1000 ore di documentari-reportages. In tv Talamazzini presentò
svariate cose con molta naturalezza come un giovane e curioso cronista, fu
autore di servizi molto originali con immagini suggestive e protagonisti molto
affascinanti. Così veniva presentato sul
sito ufficiale di Telecolore: "...Non guida l'automobile, si muove con i mezzi pubblici e naviga il
Po alla ricerca di ricordi, tradizioni e folklore. E' un nonno molto sensibile.
E' affettuosamente il "nostro piccolo, grande uomo", ma è anche il volto
televisivo più amato di Telecolor.
Se volete leggerlo vi consigliamo "La banda del Pirla", un capolavoro della vita
cremonese degli anni '50..."
Quella di Sandro Talamazzini fu una vita dedicata all'immagine, anche fotografica, ma in particolare ai documentari di carattere didattico per i quali ottenne numerosi riconoscimenti. Talamazzini era il volto storico televisivo della gente cremonese. Sandro Talamazzini morì a Cremona il 27 settembre 2006, i suoi funerali si svolsero nella Chiesa di Cristo Re nel quartiere Po a Cremona. Così Talamazzini venne ricordato dal sindaco di Cremona Gian Carlo Corada: "lo distinguevano il grande amore per la storia e le tradizioni locali, il suo modo di fare bonario, semplice, ma comunque sempre coinvolgente... Con la scomparsa di Sandro Talamazzini Cremona ha perduto un prezioso testimone narratore di quel "mondo piccolo" così caro ad uno scrittore che lui amava molto: Giovanni Guareschi"
Ecco alcuni ricordi di Talamazzini apparsi in rete:
"C'è un contrasto fra il suo spirito fresco da conduttore in erba, e la sua età. Bravo Talamazzini, se fosse per me ti farei condurre RADIO ANCH'IO. Lorenzo da Crema".
"Un personaggio fenomenale! Le televisione locali perdono un grande, semplice ma efficacissimo giornalista. Ciao Sandro!". Lorenzo, Cema".
"Sandro eri validissimo. Ci mancherai. Dani Ricky".
"Il programma di Talamazzini e Mori ci mancherà, una delle poche note gradevoli e interessanti in questo momento di scarsissima qualità delle tv nazionali. Grazie Sandro. Rino, Bergamo."
"Non c'è nessuno, su nessuna rete, che sappia fare televisione come la faceva lui. Con stile, garbo e poesia. Mancherà a molti, ne sono sicuro. Ciao Sandro"
"Ci mancherai tanto specialmente per la tua passione per il sapere".
"Grande Sandro".
"Ho letto la notizia, mi rifiutavo di crederci, poi sono andata a vedere questo forum e mi sono dovuta arrendere alla triste realtà. Sandro ti ho scoperto da poco e mi facevi tanta compagnia. Ma sono sicuro che sarai capace di fare un occhio magico anche da lassù, e comunque continuerai a vivere nel mio cuore. Ciao piccolo grande uomo... Annifrd, Bergamo"
"Ciao non sono di Cremona, ho saputo adesso che Talamazzini è deceduto. La persona più originale del video, la vera cultura non ha mai fatto male a nessuno".
"Ho saputo solo adesso di Sandro, sono sinceramente addolorata, lo ricorderò, lo ricorderemo in tantissimi come un grande, quanto ci mancherai... Addio grande Sandro ultimo "Signore" della televisione. Egle"
"Ho scoperto questo bravissimo giornalista seguendo Antonio Mori, lui vi guarda da lassù e controlla... Non fate mancare mai l'angolo di Antonio Mori, vi ringrazio, Antonio Mori è unico. Ciao, Marcello da Milano"
IL RICORDO DEL COLLEGA MICHELE AGLIO
È spirato all’alba di questa mattina Sandro Talamazzini, il volto storico e televisivo della gente cremonese. Aveva 84 anni. Da oltre cinquant'anni e fino alla settimana scorsa ha lavorato alla "sua" Perla e al "suo" Occhio magico, le trasmissioni di Telecolor che portavano la sua firma e che lo portavano a incontrare tantissime persone, che - ora - pregano per lui e lo ricordano con simpatia, tenerezza e rispetto.
(Dal
tiggì di Telecolor, 27/9/2006)
La sua morte ci coglie impreparati, sebbene fosse da qualche giorno
ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale di Cremona per una
breve, ma implacabile malattia. Il 24 giugno scorso aveva vissuto il
grave dolore della perdita della moglie e da quel momento si era
intristito, ma nonostante tutto, fino a 10 giorni fa aveva continuato a
realizzare i suoi bellissimi reportage televisivi, confortato
dall’affetto dei figli Damiano e Chiara e dei nipoti Alessandro, Martino
e Marcomauro.
Per noi, un lutto così profondo e così difficile da affrontare: come ricordare all’affezionatissimo pubblico questo piccolo grande regista e straordinario uomo di cultura? Era il dicembre dello scorso anno, stavamo festeggiando i 20 anni di Telecolor, e, nell’occasione, il nostro Sandro si era raccontato con la verve e la simpatia che lo ha sempre contraddistinto, spaziando dalla sua esperienza lavorativa, alla vita e agli affetti e fino alla sua morte, che in quel momento pensavamo così lontana... Ha detto: "Vorrei essere ricordato con un busto nel viale degli artisti".
E che posso dire: desiserio legittimo, fin troppo modesto. Mi ricordo di lui che mi chiedeva sempre come andava col lavoro, che faceva gli auguri a me e alla mia fidanzata e quando mi telefonava per Bordo Campo, la mia trasmissione sulla Cremonese, che lui aveva ribattezzato "Fondo Campo": "Michele, ti raccomando, falli veloci i saluti che se no la Perla mi inzia troppo tardi!"
Ciao, Sandro.