Ruggero Orlando
LA VOCE DALL’AMERICA
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Ruggero Orlando è stato un grande giornalista della Rai, nel 1976, in qualità di
deputato, si battè per le tv private, quando terminò il suo mandato parlamentare
gli vietarono di riprendere a lavorare in Rai, lavorò quindi per l’emittente
romana Gbr; su Telemontepenice
condusse la rubrica Tmp Notizie, qui Ruggero
Orlando, nel 1981 lavorò a CONTATTO telegiornale di Prima Rete Indipendente
(Pin), la sua ultima esperienza su
Retemia con l’approfondimento giornalistico
Le storie di Ruggero Orlando.
Ruggero Orlando nacque nel 1907 a Verona, suo padre, insegnante di matematica
all’Università La Sapienza di Roma, morì sull’Isonzo nel 1915. Ruggero si
iscrive all’università, facoltà di matematica, per lealtà verso il padre, ma la
sua passione è il giornalismo. Nel 1936 inizia a collaborare all’Eiar,
sostituendo i redattori del Giornale Radio che andavano in vacanza e scrivendo
note biografiche su personalità italiane e straniere che diventavano di
attualità morendo: “nel 1937 – ricordava Orlando – avevo scritto i necrologi di
Guglielmo Marconi e di Angelo Musco, dissi in redazione all’Eiar, che allora
stava in via Montello: meno male siamo giunti alla lettera m, senza che nessuno
denunciasse il mio macabro augurio a Mussolini…” All’Eiar il direttore dei
servizi giornalistici Pio Casali entra in contrasto con Carlo Franzero inviato
da Londra, Ruggero Orlando è pertanto mandato nella capitale britannica a
sostituirlo.
Nel 1938 Orlando si iscrive alla Sezione di Londra del Partito Socialista
Italiano, da Londra manda anche corrispondenze a La Gazzetta del Popolo e Il
Messaggero, collabora anche alla Bbc per una sterlina al giorno, una bella cifra
per quei tempi. Su invito di Nenni collabora con L’Avanti!, ma sospenderà la sua
collaborazione dopo la firma del patto di collaborazione fra comunisti e
socialisti. Scoppiata la seconda guerra mondiale viene arrestato, liberato
successivamente dirige con compagni e connazionali redige Radio Italia, che il
governo britannico finanzia come arma di guerra, i messaggi venivano trasmessi
ad onde corte ed erano molto ascoltati in Italia dagli antifascista.
Tornato in Italia nell’ultimo anno e mezzo di guerra, nel dopoguerra inizia a
trasmettere nella neonata Rai, collabora con L’Opinione diretta da Franco
Antonicelli, e con l’Avanti!.
Di nuovo a Londra è corrispondente radiofonico della Rai da Londra dal 1948 al
1955, invia corrispondenze anche per Il Messaggero, per il settimanale Epoca,
insieme con Luigi Barzini junior scrive il servizio sull’incoronazione di
Elisabetta II. Ruggero Orlando si trova in Inghilterra il 20 gennaio 1948,
quando viene ucciso il Mathama Gandhi.
Il passaggio da Londra a New York coincide con l’avvento e la diffusione in
Italia della televisione. Inizialmente manda servizi filmati dalle Nazioni
Unite, dotate di studi televisivi, poi avrà un proprio studio ed operatori
italiani in un centro della bassa città. Sarà corrispondente da New York per la
Rai dal 1955 al 1972, corrispondente dall’America anche per L’Europeo, Il
Gazzettino di Venezia. L’ufficio newyorkese di Orlando era una specie di
attrazione turistica per chiunque arrivava dall’Italia: “mi veniva a trovare
gente umile, cantanti, deputati, ministri, io intervistavo tutti, non so quanta
della mia roba finisse in onda a Roma. Dicevo di avere probabilità di
sopravvivere più a lungo dei miei colleghi della carta stampata, loro vedevano
che veniva storpiati e tagliati i loro servizi, io non lo sapevo e quindi
evitavo di farmene il sangue marcio. Per la visita di uomini di governo italiani
arrivavano gli inviati speciali, i corrispondenti permanenti come me avevano
però poco timore di questi concorrenti che si intendevano molto dei gusti
personali del politico, ma poco dei problemi da toccare in America. Io me ne
infischiavo, continuavo a fare il mio servizio americano”. E’ Ruggero Orlando ad
intervistare Marylin Monroe e Frank Sinistra, ricevuto all’istituto italiano di
cultura di New York.
Ruggero Orlando trascorse in America 18 anni, quelli che vanno dalla presidenza
Eisenhewer a quella di Nixon, a differenza dell’Europa negli Stati Uniti non era
l’argomento preminente, quindi Orlando si occupa anche di costume. Le sue
corrispondenze dagli Stati Uniti ne resero indimenticabili il volto e la voce:
“Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando”. Il cenno della mano per chiudere il
collegamento e salutare i telespettatori, la erre un po’ blesa, uno strano
dimenarsi davanti alle telecamere, erano i tratti distintivi che fecero di
Orlando non solo un inconfondibile giornalista, ma anche uno dei soggetti
prediletti da Alighiero Noschese per le sue imitazioni. Aveva un rigido purismo,
per il quale doveva sempre dire Nuova York e mai New York, ciò diventava modesto
rigore nel dare le notizie con un linguaggio secco ed improvvisato, ma sempre
chiaro e credibile. Raccontò agli italiani le vicende dei presidenti, la crisi
di Cuba, la tragedia di Dallas e la lunga notte dell’allunaggio, quando dagli
Stati Uniti andò su tutte le furie perché Tito Stagno, in studio da Roma, aveva
anticipato di qualche minuto la notizia del primo storico passo di Neil
Armostrong sul suolo lunare.
Nel 1972 si dimise dalla Rai e si candidò nelle liste del Partito Socialista
Italiano, sarà il primo dei non eletti, ma subentrerà a Riccardo Lombardi,
capolista a Roma per ragioni di prestigio, ma che si era impegnato ad optare per
il suo collegio milanese. Allorquando venne eletto la sua liquidazione della Rai
venne decurtata del 50% dal fisco che l’aveva considerata parte del reddito
annuo. “Da deputato andai al ministero delle finanze, sostenendo che la
liquidazione era risparmio sulle mensilità percepite per alcuni decenni e che
quindi era ingiusto includerla nel reddito di un anno; peggio ancora avevo
pagato sui miei stipendi le tasse in America, e c’era un trattato fra Italia e
Stati Uniti che vietava la tassazione. Mi dissero che la legge era la legge, e
che non c’era nulla da fare; la legge venne poi riformata, perfino con alcuni
anni di effetto retroattivo, ma la retroattività non si spingeva al 1972, anno
in cui mi ero dimesso dalla Rai”. Alla Camera Orlando si occupa del suo campo,
la radio e la televisione. “Benchè avessi svolto la mia vita professionale alla
Rai e mi sentissi legato alla Rai sentimentalmente, pur deplorandone gli
sprechi, la corruzione e il parassitismo di tanti dipendenti e di tante
produzioni esterne, ero contrario al monopolio”. E’ il periodo della nascita
delle emittenti private e Ruggero Orlando si batte per la fine del monopolio
Rai: “in parte per la pratica americana, in parte ritenevo che il monopolio
fosse responsabile di molti difetti della Rai stessa; soprattutto non riuscivo
più a distinguere dal punto di vista morale, politico e legale, gli spot in
radio e in televisione. C’erano tecnici che mi riempivano di bugie: uno di loro
mi assicurò perfino che la radio e le televisioni libere erano possibili in
America perché c’erano meno montagne che in Italia”.
Ultimato il mandato parlamentare nel 1976 Ruggero Orlando decise di non
ricandidarsi e di tornare a fare il giornalista in Rai, ma, nonostante
desiderasse collaborare con il tg2 diretto da Andrea Barbato, il consiglio di
amministrazione non glielo consentì, mai adducendo come ragione che “coloro che
hanno esaurito per libere dimissioni o raggiunti limiti di età il loro rapporto
con l’azienda, non posso essere più riassunti con contratti a termine”.
Commovente e inaspettata fu la lettera firmata da 72 persone e diretta a Paolo
Grassi, allora presidente della Rai, che chiedeva la revoca del provvedimento:
“esprimendo lo stupore che l’estromissione di Ruggero Orlando dalle sue funzioni
di collaboratore politico ha suscito nel mondo della cultura, ci auguriamo che
la considerazione del suo valore e del suo equilibrio particolarmente preziosi
in questo momento, possa determinare la revoca del provvedimento. Fra le firme
quelle di Paride Accetti, Giorgio Albertazzi, Lidia Alfonsi, Andrea Barbato,
Giorgio Barberi Squarotti, Giorgio Bassani, Maria Bellonci, Attilio Bertolucci,
Bernardo Bertolucci, Libero Bigiaretti, Fausta Cialente, Piero Cimatti, Renzo
Cortina, Paolo Pillitteri, Giuseppe D’Agata, Elsa De Giorgi, Federico Fellini,
Vittorio Gassmnann, Lisa Gastoni, Mario Luzi, Giuliano Manacorda, Dacia Maraini,
Elio Pagliarani, Michele Prisco, Alessandro Quasimodo, Leonida Rapaci, Gianni
Rodari, Carmelo Samonà, Vittorio Sereni, Mario Soldati,
Giacinto Spagnoletti,
Cesare Zavattini ed altri.
Impossibilitato a tornare in Rai collaborò con Il Gazzettino di Venezia, La
Provincia di Como, curò una rubrica di politica estera su Tv Sorrisi e Canzoni,
collaborò con la rivista Abc: “in redazione – ricordava Orlando – non c’era un
dizionario, in compenso avevano speso migliaia di lire per una fornitura di
fotografie pornografiche tedesche”. Ruggero Orlando trasmise commentini locali
tutte le sere feriali sulla rete televisiva romana
Gbr, lavorò a
Telemontepenice
(TRMP NOTIZIE QUI RUGGERO ORLANDO) e al tg Contatto di
Pin, tenne un corso di
giornalismo alla Luiss, Libera
Università degli Studi Sociali di Roma,e curò per
Tv Sorrisi e Canzoni diretto dal nostro Gigi
Vesigna, la rubrica QUI SORRISI VI PARLA RUGGERO ORLANDO. Soltanto
nel 1986 Ugo Zatterin, divenuto direttore del Tg2, affida a Orlando alcuni
commenti che però, per volere dei funzionari Rai, devono essere preregistrati.
Apparì in Rai come ospite in trasmissioni giornalistiche e in programmi
rievocativi della storia della televisione, l’ultimo sua apparizione in video fu
proprio in occasione della serata celebrativa dei 40 anni di nascita della
televisione in Italia.
Per cinquant’anni dapprima la sua voce e poi la sua immagine sono entrate in
ogni famiglia italiana a narrare con chiara obiettività i fatti più importanti
di Inghilterra ed America: dalla nascita delle Nazioni Unite, all’uccisione dei
Kennedy, dalle conquiste spaziali all’assassinio di Martin Luther King, dei
grandi eventi mondiali della quotidianità. Questi ed altri fatti Ruggero
raccontò dal 1989 al 1991 su Retemia tramite la rubrica di approfondimento
giornalistico Le storie di Ruggero Orlando. La sua ultima apparizione in video
si ebbe in occasione di un programma dedicato ai 40 anni della Rai.
Ruggero Orlando morì a Roma nel 1994, ancora oggi compare in tv in immagini di
repertorio, anche nelle imitazioni di Alighiero Noschese, altro grande
personaggio purtroppo dimenticato.