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RADIO VALLE CAMONICA

A quale emittente spetti il titolo di prima radio privata d'Italia è ancora argomento di diatriba fra gli storici. Radio Valle Camonica indubbiamente ha smentito alcuni mistificatori della verità, pubblichiamo pertanto quanto è stato scritto sul sito internet ufficiale dell'emittente. Al termine della storia di Radio Valle Camonica vi sono inoltre alcune giuste e doverose osservazioni sul significato di radio libera.  Un saluto agli amici di Radio Valle Camonica, il nostro sito ha molte sinergie con le finalità della vostra emittente. 

“Con il tempo i fatti assumono sempre dei contorni più sfumati, gli episodi divengono meno precisi e più sfuocati e la realtà si mischia sempre più spesso con la fantasia e con il “sentito dire”, e forse per questo da qualche tempo siamo perseguitati da ricorrenze di lontani “anniversari di fondazione” di varie radio private disseminate un po’ ovunque sul nostro territorio nazionale. Molte di queste emittenti si definiscono la prima o la più vecchia radio privata d’Italia. Abbiamo assistito, siamo stati quasi assediati da una marea di trasmissioni radiofoniche e televisive su canali nazionali o locali in cui personaggi più o meno legati al mondo della radiofonia privata italiana, sparavano la solita cazzata: “siamo stati i primi in Italia… la nostra radio è stata la prima… ecc. ecc.”, e… giù strafalcioni su date e ricorrenze. Molte emittenti, di solito legate al mondo dell’editoria, hanno acquistato o hanno avuto in regalo pagine e pagine intere su settimanali o quotidiani per ricordare di essere stati i primi nel mondo radiofonico italico ecc. ecc.  Con tutto il rispetto per questi “colleghi” che magari in buona fede credono realmente di essere stati i primi nella radiofonia italiana moderna (più o meno verosimilmente hanno memoria corta o non ricordano bene… accecati dalla solita barbonica voglia di essere nella storia facendosi belli e famosi raccogliendo soltanto le fatiche e i rischi degli altri) vorremmo mettere alcune cosine al loro gusto posto facendoci anche forti di relative documentazioni precise, di testimonianze dirette, di denunce a questure, articoli di giornale, registrazioni a tribunali ecc. ecc. (e non solo di “sentito dire” da chi non c’era). Senza tanti giri di parole: la radio più vecchia d’Italia è Radio Valle Canonica… Nell’immediato dopoguerra alcune emittenti private/pirate/illegali sorsero ovunque, specialmente in Nord Italia, ma poco dopo furono chiuse o morirono. Per suffragare quanto esposto Radio Valle Camonica (la cui intestazione esatta fin dalla nascita fu Tele Valle Camonica, da Tele Valle Camonica nascerà poi Tele Boario) è nata ufficialmente con la ”messa in onda” di tre brani musicali: W L’INGHILTERRA (primo in assoluto), LA STORIA DI MARINELLA, LE COLLINE SONO IN FIORE, e dalla notizia, emozionante, bella, classica (quasi soffiata, con voce dal forte accento camuno da Mauro Fiora) che si stavano facendo “prove tecniche di trasmissione”. La data esatta è il 7 novembre 1974 alle ore 15,30.  Ripetiamo era il 1974, anno in cui esistevano prove di emittenti televisive ed anche tv operanti (anche via cavo), ma non ancora stazioni o emittenti radiofoniche. Questo è un passaggio che pochi ricordano ma essenziale per ricordare quei tempi… che sembrano e sono ormai, molto lontani.

E in effetti sempre sul sito internet ufficiale dell’emittente compaiono documenti e articoli di giornale.

Radio Valle Camonica nasce inizialmente come radio informativa per i numerosi cb della Valle Camonica e del Sebino, subito fu corredata di notizie locali e musicali.  Per qualche tempo trasmise da 3 a 11 ore tutti i giorni e tutte le notte, ma non a orari fissi, con un vecchio trasmettitore militare da 10 watt recuperato da un cb amico dei fondatori residente in provincia di Mantova. La prima sede era una casetta prefabbricata poco fuori dall’abitato di Ossimo Superiore. Su un tavolo col piano in formica verde c’erano due mixer (uno da chitarra a due canali, uno per il mike e l’altro per il resto), che si agganciavano ad una scatola infernale tratta da una pulsantiera tv che permetteva altre miscelazioni un poco ruvide: a due piastre giradischi, andava o una o l’altra a rotazione, un registratore amatoriale con piccole bobine della Geloso e un piccolo registratore a cassette.

Durante le feste di Natale 1974 presso la sede dell’emittente arriva un negoziante di dischi di Cividate che regala all’emittente dei dischi 45 giri da juke-box, passato l’inverno 1974-75, nella primavera iniziano le trasmissioni regolari da un furgoncino Fiat collegato a rotazione alle prese di corrente di alcune abitazioni di amici di fondatori residenti a Breno, Roncogno, Malegno e Cividate Camune.  Radio Valle Camonica continua a trasmettere ininterrottamente anche se non a ore fisse. Nel 1975l’Escopost effettua sequestri, chiusure e denunce. Mauro e Stefano (fondatori e animatori) nell’estate 1975 decidono di rendere operativo un fermo posto (numero 37) a Boario Terme, la casella postale viene invasa da migliaia di lettere, la media giornaliera era di non meno un centinaio di missive, Mauro le conserva quasi tutte in grandi sacchi. Proprio a quel periodo risale la fondazione ufficiale della società di gestione delle attività. Fu fondata una spa che si occupava anche dell’organizzazione economica e gestionale del palinsesto che diveniva organico e preciso (società ufficiale e non la fondazione della radio vera e propria che ormai aveva già oltre otto mesi di vita e di trasmissioni). Vi fu l’ingresso di altri due soci oltre ai fondatori. A Mauro e Stefano si aggregarono anche Mauro2 e Marzio:  era nata Tele Radio Valle Camonica spa. Pur con paura dei sequestri dell’Escopost che erano iniziati proprio in quell’estate nell’agosto e settembre 1975 dopo alcuni lavori di sistemazione per le antenne, cavi, prese, finestre e servizi vari, l’emittente si sistema stabilmente in una soffitta di una bella villa di Cividate Camuno di proprietà della famiglia Baj.

In questa nuova sede di due stanzette più servizi, in cui l’attività principale era quella di stare attenti a non battere la testa nel soffitto, iniziarono le trasmissioni fisse giornaliere con 13 ore di programmazione continua e ininterrotta dalle 8,00 alle 21,00, presenti in studio oltre a Mauro e Stefano (che trasmettevamo solo in diretta per turni di tre ore a rotazione) anche (da novembre) un primo dj radiofonico (il primo dipendente a libro paga) assunto per quattro ore al giorno: Augusto. Seguirono poi altri numerosi animatori: Mauro2, Attilio, Walter, Carlo, Francesco, Giuseppe.  Nel dicembre 1975 viene festeggiato il primo anniversario, è una festa con un centinaio di persone a cui era stato invitato anche l’allora comandante dei CC locali che pochi giorno dopo operò il sequestro della radio. La radio fu chiusa e sequestrata dal temuto dottor Barbone e dal dottor Pasquale De Vita dell’Escopost (erano vestiti con i classici agenti della Gestapo con cappello a tese e cappotto scuro) si rifiutarono di bere con i ragazzi dell’emittente, anche perché stavano trasmettendo in diretta tutte le fasi del sequestro stesso… fino al distacco della presa dell’energia elettrica intimata con un perentorio: “spegnete tutto”. Il mandato era firmato dall’allora Pretore di Breno dottor Pedretti.  “Ci impacchettarono un antenna e il primo trasmettitore ufficiale (assemblato in modo sperimentale a Brescia dall’amico Bonomelli con cui Marco condivise per anni la passione per le auto da corsa).  A tuttoggi il vecchio trasmettitore non è ancora stato restituito...Sarà finito al macero, o sarà ancora in qualche sacco di tela in qualche magazzino giudiziario. Potrebbe essere un reperto storico. In quel periodo alcune radio furono chiuse, come noi, altre venivano chiuse e riaperte con sentenze pretoriali, nasceva una radio al giorno, anzi nascevano dieci radio al giorno, c’era confusione, gran casino, qualche euforia, gran voglia di fare e di esistere. All’inizio del 1976 partecipammo anche a una (forse la più imputante) riunione a Milano in cui conoscemmo l’allora conosciuto ma già combattivo avvocato Porta dell’Anti. Prendemmo anche contatto con altri titolari di emittenti che subivano la chiusura e che si trovavano con i primi problemi di interferenze e di potenze, di postazioni e di frequenze. Noi restammo chiusi per 32 giorni, tempo di ricomprare un trasmettitore da 50 watt (sempre da Bonomelli che poi ci fornì il primo ponte da 10 watt) per collegarci con la nostra prima postazione esterna posta in una cascina semi diroccata a Malegno, erano tre grosse scatole erige, esageratamente pesanti ma che funzionarono perfettamente per dieci anni. Dalla Germania arrivarono due antenne direttive, alcune nuove apparecchiature da studio (un mixer da 9 canali Sony al posto del piccolo Sony da quattro canali che fino ad allora ci aveva accompagnato nella sede di Cividale), un registratore a bobine, tre a cassette (fra cui un portatile), incominciarono trasmissioni registrate e registrazioni in esterno, due piastre giradischi e tre microfoni, poi riprendemmo regolarmente le trasmissioni e da allora non ci siamo mai più fermati. Dalla sede di Cividate vi fu il trasloco nell’ancora attuale sede di via Costantino 10 a Boario Terme. A quell’epoca eroica fanno riferimento numerosi articoli di giornali (IL GIORNO, BRESCIA OGGI, IL GIORNALE DI BRESCIA) che si occuparono più volte della nostra emittente. Alcuni di questi articoli sono tuttora presenti in bacheca della sede e fanno riferimento anche al mitico furgoncino o alle trasmissioni precedenti, quelle che “giungevano dai boschi!”.  A quell’epoca risale anche la richiesta di registrazione al Tribunale di Brescia come giornale radiodiffusio, passarono però alcuni mesi, poiché, alle nostre numerose sollecitazioni, veniva regolarmente risposto che non si sapeva ancora bene come inquadrare giuridicamente la posizione, poi  venimmo registrati al Tribunale di Brescia col numero 12611 (primo numero delle emittenti private) poco dopo e successivamente vennero registrate le altre prime emittenti bresciane in ordine progressivo poiché si era sbloccata proprio con noi la prima pratica. Infatti altre emittenti hanno un numero immediatamente successivo al nostro.

Questa è la vera e documentata storia dell’inizio della nostra emittente e penso anche di buona parte dell’emittenza pirata/libera/privata in Italia. Anche gli amici-colleghi di Radio Milano International (che hanno fatto presenza in trasmissioni tv dichiarandosi come prima radio in Ialia) quando avemmo nel 1980 delle piccole divergenze sulla frequenza 101,000 mhz nella zona della Val Cavallina, riconobbero senza ombra di dubbio la nostra primogenitura, anche perché alcuni di loro ci conoscono direttamente e conoscevano la nostra storia.  E’ stata la politica ben precisa della nostra direzione, in tutti questi anni, non espandersi dalla nostra zona originaria, già molto vasta e “coperta” da ben 27 ponti (23 dei quali di proprietà della radio stessa). Siamo stati la prima radio a trasmettere prevalentemente su una sola frequenza (non in isofrequenza, ma è come se fosse così), adottando frequenze di potenziamento solo in zone malservite o impervie o di particolare importanza geo-economica.  Ci siamo riusciti con i 101,500 mhz che è perfettamente ricevibile dal punto più a sud (Franciacorte di Brescia) al punto più a nord (Livigno), mantenendo sempre la stessa frequenza in tute le aree di servizio in cui è divisa la nostra zona di copertura. Molte volte abbiamo avuto offerte e anche pressioni per raggiungere con il nostro segnale città come Brescia, Cremona e Bergamo (ci venivano “date” frequenze e postazioni) ma non abbiamo voluto tradire lo scopo per cui eravamo nati nel \974:  una radio locale che si occupasse solo della zona geo-politica delle sue radici. La zona di copertura della nostra emittente comprende una vasta zona della Lombardia nord-est: dalla Franciacorta, alla Val Camonica, alla Val Cavallina, alla Val Brembana, la Val di Scalve, la Val Tellina, più di venti vallette laterali, Bormio, Livigno, Val di Poschiavo in Svizzera, fino al confine del Trentino.  Senza paura di essere smentiti ricordiamo con orgoglio che, senza copiare da alcuno, abbiamo noi inventiamo (senza americanate tanto facili da scopiazzare) le trasmissioni musicali – prima pre-registrate – poi in diretta dal 1975;  gli annunci di offerte lavoro-impiego e compravendite varie con la trasmissione AAA CERCASI, nata prima di qualsiasi PORTOBELLO e simili;  dal 1975 I REDAZIONALI DI MAURO (prima trasmissione radiofonica in Italia in cui era citato nel titolo il nome del conduttore). Innumerevoli sono state le iniziative particolarmente significative prodotte dalla nostra emittente (e non solo in campo radiofonico). Molte di queste fanno parte della storia della nostra società radio-televisiva; ricordiamo con grande soddisfazione e un poco di magone i tre furgoni di aiuti per il terremoto in Friuli e i sei Tir di aiuti (viveri, vestiario, 400 sacchi a pelo ecc. messi in viaggio in meno di 12 ore) per il terremoto in Irpinia, per la precisione a Lioni (da cui facemmo delle corrispondenze telefoniche giornaliere). Ricordiamo anche il Concorso di S.Lucia (festa dei più piccoli nella nostra zona) dal 1976 al 1993 con più di 6000 bambini coinvolti ogni anno nel solo mese di dicembre.  Come non ricordare RADIO CASCINA, trasmissione demenziale in diretta proprio da cascine in ala montagna in onda fino al 1993.  Indimenticabili gli incontri nei paesi della nostra zona con nigliaia di persone nelle piazze ad aspettarci solo per conoscerci, per discutere o dialogare (dal 1975).  La diretta tv dagli studi della radio per le trasmissioni radiofoniche in diretta, i giochi in studio ancora presenti nella memoria di molti ascoltatori: TETTON QUIZ del 1977, IL GIOCO DELLA COPPIE del 1978 (un nome poi usato da altri), IL QUIZZETTONE dal 1976 al 1980.  Sulla nostra emittente ma soprattutto sopra il nostro direttore Mauro Fiora sono stati scritti articoli, tenuti dibattiti. Sul linguaggio e sui contenuti dei redazionali di Mauro è stato addirittura scritto un libro nel 1979, molti anni prima che qualsiasi Celentano, Funari, Sgarbi o altri si sognassero di comparire in video con un linguaggio non consueto. Sono stati fatti sondaggi e sono state registrate (da studiosi, da enti pubblici e privati) migliaia di ore di suoi interventi.  Ben più che la sola zona di copertura di Radio Valle Camonica molti hanno assunto, nella parlata quotidiana, espressioni verbali che sono state inventate e proposte nei notiziari e nei redazionali di Mauro. In tutti questi anni molte delle prime trasmissioni radiofoniche furono anche trasmesse televisivamente perché siamo stati anche in tv per sei anni.  Poi abbiamo ceduto a nostri ex collaboratori televisivi il settore tv non riuscendo a seguire compiutamente e bene sia le due reti radiofoniche che la rete tv.  Fermamente convinti della superiorità della radio sulla tv la nostra scelta è stata confermata in tutti questi anni di lavoro. Bilanci sempre in attivo, solitamente chiudiamo la campagna pubblicitaria nei mesi di marzo-aprile per l’anno successivo e nel resto dell’anno sono accettati solitamente rinnovi o vecchi clienti. Ora (e si è stabilizzati su queste cifre da almeno dieci anni) ci sono in organico sei dipendenti, nove collaboratori fissi e 14 saltuari o part-time. Contattati anche da mass-media stranieri per la nostra storia (più conosciuta evidentemente all’estero che non in Italia) non abbiamo mai voluto partecipare a sondaggi o ad altre forme di rilevazione dati, sempre parziali e non completi nelle realtà più o meno complessive della radiofonia vera italiana e cioè la cosiddetta minore, che invece minore certo non è. Le nostre trasmissioni, le nostre iniziative, sono state talmente tante e articolate che solo un piccolo dizionario potrebbe contenerle. L’emittente ha proposto e propone programmi musicali, annunci di lavoro, notiziari, redazionali, trasmissioni culturali e di storia locale.  Il 1999 è stato il primo anno in cui non sono state sporte denunce contro il nostro direttore…  Con questi dati inconfutabili speriamo di avere dato una visione concreta e reale della consistenza della nostra emittente. Siamo sicuri che molte altre radio (non pompate, pubblicizzate o a volte appositamente “dimenticate” da stupide statistiche o falsi sondaggi ed elenchi a pagamento) hanno una presenza forte e significativa, ben più forte e significativa di quanto si possa credere anche fra i cosiddetti esperti o garanti che poi si sono sempre dimostrati degli emeriti cretini, capaci solo di sproloquiare a posteriori ma non hanno prodotto dal nulla… e devi sempre combattere ogni giorno per vivere senza accattonaggio, per essere sempre vivi e realmente unici.  Non ci offendiamo se non compariamo negli elenchi o annuari, sono gli stessi elenchi che riportano emittenti morte e sepolte, emittenti che non sono mai esistite se non sulla carta o nella balle di qualcuno;  proprio per questo noi “primi in campo” non siamo schiavi di liste, analisi, sondaggi, primogeniture, stupidità o piccole e grandi bugie. 

L’augurio è che la vera radiofonia in Italia (quella medio-piccola, quella locale) non venga cancellata per lasciare posto a entità foraggiate e mantenute con soldi pubblici che sono sempre indice di accattonaggio, di dipendenza, di non-libertà.  Sperando che non ci vengano imposte regole penalizzanti, con la scusa, sempre falsa, di pseudo-garanzie che sono solo censure, speriamo che non ci vengano appioppate tasse medievali vessatorie e tangenti statali assurde, poiché queste portano inevitabilmente ad essere ricattati da politici, burocrati, sindacati, mafiosi, bulli, ignoranti, e di essere servi di qualche potente, sia esso legato a qualche entità politica sia esso emanazione di qualche potentato economico. In questo mondo pochi sono liberi e in questo mondo quasi tutti possono divenire solo dei semplici e miserevoli portavoce e amplificatori di qualche altro (ma il giornalismo italico è abituato a leccare tanti fondo schiena luridi e a correre in auto dei potenti e dei vincitori di turno). Avendo già troppi esempi di disinformazione galoppante, legata a parti politiche ben chiare e definite (vedasi i classicissimi esempi entrati nella storia dell’informazione italiana dai primi anni ’90 in poi, la pietosa disinformazine di Tmc cioè Tele Mondo Comunista di Curzi, o le lezioni di partigianeria di Fede e Liguori su Berlusca Tv, o Rai3 di schifosa e dalemiana modalità e servilismo… l’augurio è che garanti stupidi (che sono solo censori miopi e di parte) maneggiamenti politici o compromessi galoppanti non inaridiscano la vera informazione libera e scevra da condizionamenti di parte. L’unica informazione (libera) è quella purtroppo sempre povera, che però, senza piagnistei e accattonaggio riesce, sempre più con difficoltà, a tirare avanti! Per fortuna, al di fuori dei grandi centri di informazione e di spettacolo (in cui agiscono sempre, anche cambiando bandiera politica più volte gli stessi adusti e impietosi individui buoni per tutte le stagioni e le camere da letto) esistono personaggi, magari poco conosciuti a livello nazionale ma seguitissimi e ascoltatissimi a livello locale che sono liberi (fino a quando ce la faranno), indipendenti (fino a quando non li zitteranno con regole assurde – la famigerata par-picio docet,) e non condizionabili che sono la vera informazione libera, sono gli eredi di quelli che hanno fatto l’emittenza pirata, poi libera e poi privata in Italia.  Nati (tanti) anni fa per esprimere un qualche cosa forse allora non definito, nati per fare qualche cosa di nuovo e rivoluzionario, fuori dal sistema, per urlare quello che ci avevano più volte ricacciato in gola, per fare quello che era vietato a tutti quelli che erano fuori dal sistema, la prerogativa di pochi raccomandati, lecchini, inquadrati e bigotti, non vorremmo che divenuti ben più che maggiorenni ci inchiappettassero in nome della libertà politica e della censura, per il bene della patria, della libertà e delle fesserie. Sarebbe una ben misera fine dopo anni di difficoltà, ritardi, promesse, censimenti, controlli, denunce, tasse, concessioni farsa, ministri stupidi e miopi, garanti pisquani…  Ma anche tante soddisfazioni, voglia di fare, posti di lavoro, preparazione, vitalità, speranze, creatività, novità… libertà.  Buon lavoro a tutti con più informazioni esatte e… meno palle… quello che conta realmente… sono i fatti reali…  e non essere mai servi di qualcuno… chiunque esso sia. 

Oggi l'emittente ha sede a Boario Terme, in via San Martino 28, direttore è sempre Mauro Fiora.L’attuale palinsesto di Radio Valle Camonica propone: LO SVEGLIARINO, LA MUSICA DELL’ALLEGRIA, AAA CERCASI (annunci radiofonici), MUSICA ITALIANA (successi di ogni tempo e senza tempo), DEDICATO A…. (dediche su prenotazione), MUSICA FREE, STORIA DEI CAMUNI E DELLA VALLA CAMONICA, LA MUSICA DELL’ALLEGRIA, DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO (almanacco del giorno dopo), NOTTURNO DALLA VALLE CAMONICA, l’emittente propone anche un giornale radio in tre edizioni e una STORIA DEI COMUNI DELLA VALLE CAMONICA.

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