RADIO SICILIA LIBERA
Antesignana di tutte le radio libere italiane, iniziò a trasmettere illegalmente dal Centro studi e iniziative di Partitniico (nella valle terremotata del Belice) alle 19,30 del 25 marzo 1970, per iniziativa dello scrittore Danilo Dolci, definito per il suo impegno sociale “il Gandhi siciliano”. Convinto della necessità di dar voce alle popolazioni più povere della Sicilia (“i poveri Cristi”) tramite un mezzo di massa che, più della stampa, fosse avvertito e compreso da tutti, Dolci inaugurò le trasmissioni soprattutto per avviare un’esplicita azione di controinformazione e lotta politica contro l’inerzia e la corruzione dello Stato, in particolare dopo il tragico terremoto che nel 1968 aveva colpito la valle del Belice. Barricatosi a palazzo Scalia con due operatori (Franca Alasi e Pino Lombardo) e cento litri di benzina, diede così vita a 26 ore continue di trasmissione (in modulazione di frequenza e su onde corte) che esordiva con un allarmante: “S.O.S dai lager delle zone terremotate”, dove “la gente soffre ancora assiduamente” e proseguiva con un appello alle condizioni delle Valli del Belice, Jato e Carboni, rivolto all’opinione pubblica e agli organi direttamente coinvolti. La parola veniva poi data alla gente comune (bambini, donne, agricoltori, operai, sindaci, sindacalisti, medici, educatori) che raccontava al microfono la sua storia; tornava infine la voce di Dolci a fare il punto esatto sulla situazione dei terremotati (si denunciava fra l’altro il fatto che, a più di due anni dal sisma, non un solo miliardo dei 162 stanziati era ancora stato speso per la ricostruzione). La trasmissione si concludeva con una toccante musica per flauto, sulle cui note Dolci recitava le sue liriche dedicate ai valori culturali della Sicilia occidentale (poi raccolte nel volume IL LIMONE LUNARE uscito nel 1970). Alle 22,00 del 26 marzo un centinaio di carabinieri e guardie di pubblica sicurezza irrompeva nella sede della “radio dei poveri cristi” sequestrando gli apparecchi trasmittenti e ponendo così fine alla prima breve esperienza italiana di radio libera.