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RADIO POPOLARE

 

L’emittente nasce da una scissione di Radio Milano Centrale, il 24 dicembre 1975 viene registrata presso il Tribunale di Milano la testata Radio Popolare. Nel maggio 1976 viene costituita la Cooperativa Radio Popolare, fondata da rappresentanti varie forze politiche e sindacali della sinistra (Fim, Fiom, Uil, sinistra del Psi, Lotta Continua, Movimento Liberazione Studentesca poi Pdup, Avanguardia Operaia e altri). I redattori ne sono soci, fin dall’inizio l’emittente vive su sottoscrizioni del tipo festa dell’Unità: grazie a una mega-cooperativa chiunque versa denaro ne diventa socio. I redattori sono soci della cooperativa, gli ascoltatori lo diventano acquistando una tessera. La radio comincia a trasmettere sulle frequenze di quella che era stata Radio Milano Centrale, di cui assorbe una parte dei redattori.  La prima sede è in corso Buenos Aires, lo studio dal quale vengono mandate in onda le prime trasmissioni viene chiamato “metro cubo”, il progetto è di Piero Scaramucci, che assume la direzione della radio, la prima frequenza 91,700 mhz.  Il primo palinsesto è strutturato intorno a un consistente numero di notiziari (inizialmente dieci) e a una forte attenzione alla vita sociale e politica del Paese in forma di dirette e servizi speciali, e con spazi di microfono aperto dedicati all’intervento degli ascoltatori.

Il 7 dicembre 1976 Radio Popolare diventa famosa con la radiocronaca della contestazione e degli incidenti in occasione della prima della scala: 15 redattori chiamano in continuazione dai telefoni pubblici;  Camilla Cederna (in incognito) fa la cronaca dall’interno del teatro. Per la morte di Mao Tse Tung Radio Popolare manda in onda una corrispondenza dalla Cina di Edoarda Masi.  Con il 1977 la frequenza dell'emittente viene spostata sui 101,500 mh, il palinsesto è strutturato: dieci notiziari al giorno, la rubrica sindacale verso sera, il microfono aperto al mattino, il notturno in diretta con giochi di autocoscienza. Sulle onde del movimento giovanile studentesco del 1977 prende vita RUBRICA GIOVANI, durante gli anni di piombo Radio Popolare legge i comunicati delle Brigate Rosse.  Ma l’emittente non si caratterizza soltanto per l’informazione:  esordiscono infatti Gino e Michele con PASSATI COL ROSSO, censurato dalla Rai, Dario Fo risponde agli ascoltatori in collegamento artigianale con decine di radio da tutta Italia. Nell’autunno del 1977 vi è un trasloco in una palazzina di via Pasteur, lascia la direzione Piero Scaramucci, che torna in Rai, il nuovo direttore è Nini Briglia. Nel 1978 telefonano i fascisti in una notturna sulla violenza in onda dopo l’uccisione di due missini a Roma, all’interno della sinistra si apre un grande dibattito:  si devono lasciar parlare i fascisti?  Nel marzo 1978 l’emittente diventa il punto di riferimento per la protesta contro l’assassinio di Fausto e Iaio, due ragazzi del Leoncavallo.  All’inizio del 1979 Nini Briglia lascia la direzione di Radio Popolare per la carta stampata, ha inizio la direzione di Biagio Longo.  L’8 aprile 1979 Antonio Stella inaugura LE TESTATE DEGLI ALTRI, la rassegna stampa: per mesi pagherà i giornali di tasca propria. Nel 1980 nascono due nuove rubriche:  RADIO SHABI settimanale in lingua araba per gli immigrati, e L’ALTRO MARTEDI’, programma dedicato al mondo gay e lesbico.  Nel 1981 l’emittente trasmette i comunicati delle Brigate Rosse sul sequestro Sandrucci per favorire la liberazione dell’ostaggio, appena tornato a casa il dirigente dell’Alfa telefona alla radio per ringraziare. Va in onda RADIO DUE, TRE, trasmissione sui diritti dei carcerati con testi dei detenuti di San Vittore.  Nel 1982 prende quota UBIK, rotocalco di cultura e approfondimento delle notizie;  in occasione dei mondiali di calcio Radio Popolare organizza all’Anteo e al Cristallo proiezioni su schermo gigante delle partite trasmettendo per radio le reazione del pubblico. Nel 1983 si ristruttura la cooperativa, il numero dei soci viene portato a 60 (metà lavoratori e metà esterni), la cooperativa affida la gestione della radio per sei anni ad una srl di cui detiene la metà delle quote, l’altra metà e di Fim, Sinistra Indipendente, Dp, Pdup, e di esponenti della sinistra socialista.  Nasce anche l’Associazione Radio Popolare.  Nel 1984 parte la trasmissione BAR SPORT, specchio raffinatamente grossolano della comunicazione fra tifosi, intervengono tre ascoltatori, la futura Gialappa’s Band.  Nasce METRO REGIONE, notiziario regionale. Nel 1985 Milano è sepolta dalla neve e discute attraverso Radio Popolare come vivere l’emergenza;  in anticipo sui tempi l’emittente fa scoprire la cultura e la musica russa con VAGHE STELLE DELL’ORSO,  nasce BORDERLINE, cabaret radiofonico del pomeriggio. 

Nel 1985 trasloco in centro, in piazza Santo Stefano 10, a due passi dall’Università Statale, Sergio Serafini diventa amministratore della radio.   Nel 1986 Biagio Longo lascia la direzione di Radio Popolare, che è assunta da un quartetto di caporedattore: Bruna Morelli, Paolo Hutter, Umberto Gay, Marcello Lorrai;  parte la prima edizione di EXTRAFESTA, musica del sud del mondo.  Nel 1986 l’edizione mundial di BAR SPORT riceve il premio della critica, nel 1987 viene nominato direttore Andrea Rivas che viene affiancato dai vicedirettori Hutter, Liorrai e Morelli,  parte NOTTURNOVER, cronache e collegamenti in diretta delle serate di Milano.  Renato Vallanzasca, evaso dal carcere, rilascia un’intervista in esclusiva a Radio Popolare.  Nel 1988 va in onda ROMANZO INVISIBILE, radio-romanzo a puntate. Nel 1989 Andrea Rivas lascia la direzione dell’emittente, il coordinamento editoriale passa ai tre vice-direttori.

Nel 1990 arriva a Radio Popolare Alessandro Ribecchi che cura la rassegna stampa e che dal 1996 al 2001 è direttore dell’emittente.  Sempre nel 1990 viene data vita alla R.P. spa, la società che edita le Edizioni di Radio Popolare, L’1 maggio 1990 prende il via la campagna di azionariato popolare che ha subito successo: in sei mesi oltre 10,000 azioni sono acquistate da 8000 persone. Il coordinamento editoriale è assunto da Danilo De Biasio, Sergio Fermentino e Marcello Lorrai. Nel 1991 Radio Popolare racconta in diretta la guerra del Golfo e diventa punto di riferimento per chi si batte a favore della pace. Dal 1992 Radio Popolare è collegata in network con altre emittenti italiane: nasce Popolare Network.  Vengono accorpate un primo nucleo di emittenti di Bologna, Roma, Firenze, Verona, Brescia, collegate in diretta per la trasmissione dei notiziari. Oltre alla capofila milanese fanno parte del network venti emittenti locali: Radio Flash Orizzonte (Torino), Radio Gold (Valenza Po, Alessandria), Radio Popolare (Verona), Radio Base (Venezia), Radio Città del Capo (Bologna), Controradio (Bari), Controradio (Firenze), Radio Wave (Arezzo), Controradio (Massa Carrara), Radio Città (Pescara), Radio Fragola (Trieste), Primavera Radio (Taranto), Radio Tandem (Bolzano), Radio Roccella Ionica (Roccella Jonica, Reggio Calabria), Net Radio (Rieti), Radio Popolare (Cosenza), Radio Dimensione Musica (Torretta Terme), Radio 106 (Reggio Emilia), Radio Video Scicli (Scicli, Ragusa), Radio Color (Villa d’Agri, Potenza). Radio Popolare sostiene le spese relative al network come l’impiego di corrispondenti, le trasferte e il collegamento satellitare (che è attivo sostanzialmente come canale monodirezionale da Radio Popolare verso le altre, in quanto solo alcune delle affiliate hanno la possibilità di trasmettere da un proprio studio). Il rapporto fra le emittenti della rete, più vicina alla forma della syndacation che del network, è di natura federativa.  La base di contenuti condivisa è l’informazione: tutte le affiliate trasmettono le quattro edizioni quotidiane del notiziario principale, le dieci edizioni delle notizie in breve, la rassegna stampa e un numero limitato di programmi, nonché trasmissioni e servizi speciali e episodici. L’organizzazione di rappresentanza del network è di natura infomale; lo statuto può essere sottoposto a modifiche a condizione che le emittenti proponenti abbiano nel complesso la maggioranza dell’audience (sul totale della copertura).

Nel febbraio 1992 nuovo trasloco in Via Stradella 5, Piero Scaramucci lascia la Rai e torna a dirigere Radio Popolare, vengono rafforzati i notiziari del mattino.  Radio Popolare annuncia per prima l’avviso di garanzia a Bettino Craxi, mentre l’Amsa tace a lungo, i telegiornali diffondono la notizia solo attribuendone la paternità a Radio Popolare. Si struttura intanto il primo nucleo di Popolare Network collegando in diretta per i notiziari Roma, Bologna, Firenze, Verona e Brescia. Il giorno dell’Epifania del 1993 mille ascoltatori occorrono in via Strabella per comprare azioni di Radio Popolare.  Nel febbraio 1993 Radio Popolare entra a far parte del gruppo di lavoro di Amark Europe (emittenti europee dell’Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie).  In settembre prima “dieci giorni” della campagna abbonamenti: sospese quasi tutte le trasmissioni ordinarie, si crea un grande happening radiofonico.   Nel 1994 in occasione dei mondiali di calcio la rubrica BAR SPORT richiama 100.000 presenze al Palatrussardi.  Nel 1995 gli azionisti sono ormai 13.000, gli abbonati superano i 12.000, si fa sistematicamente musica in diretta: dallo studio 4 interpreti di classica, gruppi giovanili inediti, cantanti famosi, in diretta la stagione dei Pomeriggi Musicali.  Sempre dal 1995 l’emittente trasmette anche in digitale via satellite. Il network intanto si allarga, nel 1996 Radio Popolare festeggia il suo ventennale con tante iniziative speciali, nasce il sito internet.  Nel 1997 parte PIOVONO PIETRE di Alessandro Robetti, rubrica di commenti critici e satirici sull’attualità sociale, politica e di costume in onda in diretta cinque mattine alla settimana alle 7,45.  Nell’agosto 1998 si tiene a Milano, ospitata da Radio Popolare, il settimo convegno mondiale delle radio comunitarie.  Nel 2000 esordisce la trasmissione SANSONE, in giugno Radio Popolare trasloca per la quinta volta, si arriva all’attuale sede di via Olearo, all’interno di 2000 metri quadrati, con nuove attrezzature (si passa al digitale) e un auditorium da 99 posti.  L’impegnativa operazione è finanziata anche attraverso l’acquisto da parte degli ascoltatori di un simbolico mattoncino, che va a comporre un enorme mosaico (posto sulla parete esterna della nuova sede) concepito da Emilio Tadini. Nel dicembre 2000 Radio Popolare convoglia le sue trasmissioni anche su satellite “in chiaro” basta una parabola e sintonizzarsi su Hitbird 4, 13 est, 12.111 mhz, polarizzazione verticale.  Dal 2001 il segnale di Popolare Network si può ascoltare in tutta Europa e parte dell’Africa e del Medio Oriente attraverso il satellite.  Nel 2002 Piero Scaramucci, direttore storico, lascia l’emittente, gli succede per pochi mesi Ivan Berni (proveniente dal quotidiano LA REPUBBLICA, ed ex di Radio Canale 96, prima e poi proprio di Radio Popolare, ci aveva infatti lavorato dal 1977 al 1983), cui succederà, all’inizio del 2004, Massimo Rebotti.  Nasce SHERAZADE, storia e ricordi di persone e luoghi, di letteratura e astronomia, di fumetti e animali, che vengono raccontati direttamente dagli ascoltatori. Comincia anche IL TENERO GIACOMO, manuale radiodiffuso di sopravvivenza urbana, per condividere esperienze, interessi e saperi, dotato di una redazione virtuale fondata sugli ascoltatori.

Radio Popolare ha recentemente festeggiato il suo trentennale con alcune iniziative, l’attuale direttore dell’emittente è Danilo Di Blasio.  L’ascolto medio giornaliero attuale è 205.000 spettatori (416.000 è il dato settimanale), dati Auditel 2003.

Radio Popolare (che, nonostante il nome di Popolare Network, è strutturata come una syndacation) è una delle emittenti private storiche italiane, fra i suoi programmi cult ricordiamo BAR SPORT condotto dalla Gialappa’s Band, MICROFONO APERTO, REAGGE RADIO STATION, L’ALTRO MARTEDI’, LA SACCA DEL DIAVOLO, SABATO LIBRI, ONDA ANOMALA. Hanno lavorato per Radio Popolare: Gad Lerner, Roberto “Nini” Briglia, Michele Cucuzza, Lucia Annunziata, Adriano Sofri, Paolo Hutter, Umberto Gay, Paolo Mangioni, Carlo Panella, Annibale Bartolozzi, Luca Trambusti, la Gialappa’s Band, Alessandro Ribecchi (poi giornalista de IL MANIFESTO, DIARIO, ROLLING STONES, autore di VERBA VOLANT e MARKETTE), Annibale Bartolozzi, Luca Trambusti.