RADIO MARE VERSILIA
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Viareggio
apre una seconda emittente. Nata sotto forma di cooperativa per consentire una
gestione più democratica del mezzo di comunicazione, Radio Mare Versilia Fm 90,
100, 102.500 Mhz inizia ufficialmente le sue trasmissioni dagli studi di Viale
Manin
comprese. L’orario della programmazione: all’inizio dalle 9
alle 19 poi in non stop music 24 ore su 24. Trasmissioni storiche come “Stasera
dove”, condotta da Carletto; “Chi la fa, l’aspetti!”, dediche di Maristella;
“Mattina con…”, Gianni e Carla; “Disco music”, con Marco Garfagnini; “Br1” con
Bruno Landis; “Paologorante”, “Fragile”, con Manuele Garosi; “Free out”, che è
stata una delle prime trasmissioni via etere a trasmettere musica “underground”
di non facile reperibilità discografica (Rock, Blues, Jazz, Country) con Beppe
Casini; “Cinema e cinema” di Stefano Stefani; “I giochi” di Silvano Natante; la
musica “Mix”, di Massimo Barsotti; quella della coppia milanese Manola e Michel;
nonché quella di Guido Del Carlo; Giovanni Simoncini; Leonardo Porcelli; Marco
Nardi; Manlio Mevoglioni, Mabel Mencaraglia, Lencioni, per citarne alcuni dei
tanti. La redazione giornalistica - sportiva è formata oltre che dal Direttore,
da una serie di componenti: Pietro Kertes, Franco Moretti, Maurizio
Giannecchini e Stefano Pasquinucci; quella sportiva oltre che da chi scrive dai
fratelli Francesco e Luca Borraccini, Alessandro Pardini, Corrado Benzio, Angelo
Marchetti, Claudio Bicicchi, Cristina Bicicchi, Angelo Cupisti, Roy Lepore,
Walter Strata, Luigi Lucchesi, Creso Bacherotti, Mario Albizzi, Giuseppe “Beppe”
Volpi, Eraldo Di Simo. Tra le trasmissioni da segnalare lo “Speciale Diretta
Hockey”, che dalle 20.30 del sabato sera per quattro ore con una serie di
collegamenti radiofonici o via telefono coprono, partendo dagli studi centrali
di Viareggio, un raggio sovraregionale e si può affermare che una delle prime
iniziative via ponte ovvero che una radio rilanci il segnale di un’altra è
partita con questa trasmissione che riesce a collegare, oltre che gran parte
della Toscana con le radio collegate anche regioni più lontane. Raggiunge,
infatti, il Piemonte con Radio Azzurra Novara (Giorgio Berni) e il Veneto con
Radio Antenna 1 Trissino (Massimo Trivelloni) e abitualmente, le altre regioni
con consorelle consociate, che avevano nei campionati di hockey su pista una
formazione che lanciano liberamente il segnale. La trasmissione che un sabato
entra; non si sa ancora oggi come, in un ripetitore Rai ed è irradiata oltre
confine in Jugoslavia viene condotta in studio fin dalla sua prima edizione da
chi scrive. Si diversifica da tutte le altre per un semplice motivazione. Prima
del suo inizio precede un comunicato nel quale viene portato a conoscenza che
tutte le emittenti interessate possono lanciare liberamente il segnale per FM
Italiana. Non viene citato il nome della singola radio trasmittente (in questo
caso Radio Mare) o i nomi delle radio collegate ma semplicemente fatta la
citazione del luogo degli studi di trasmissione. Insomma, la trasmissione del
sabato sera non è marchio di uno, è marchio di tutti. Inevitabili gli allacci a
catena e il seguito che può riscuotere. Poi malinconicamente il declino e la
fine. Nonostante le vane promesse anche di associazioni importanti che dovevano
dare “una scossa” finanziaria entrando nella cooperativa a dare una “mano”.
Quando Radio Mare nello stupore generale cessa di trasmettere non comprendendo
che in mano ha il mondo”; forse anche per nostra colpa e di coloro che
ignorandola la lasciarono morire, la colonna sonora ovviamente si ferma, ma non
definitivamente. Nel cuore di tutti il “tasto” viene messo in pausa… L’ultimo
giorno di trasmissione del 31 ottobre 1980 è all’insegna della commozione più
profonda. In studio soltanto il direttore Carlo Cerovaz Bari, unitamente a
Patrizio Chiaverini che piangeva. Insieme ripercorono la storia della radio.
Alle ore 12, poi, con voce commossa viene messo in onda l’ultimo brano. E’scelto
quello di Claudio Lolli: “Aspettando Godot” che lascia trasparire rabbia
esistenziale e sociale, venata di malinconia. Il titolo, riferito al dramma
dell’assurdo di Samuel Beckett, dipinge il vuoto dell’esistenza ricalcata su
schemi fissi; il suicidio è simbolo di ribellione alle regole precostituite. Al
termine del brano, invece che l’antica sigla di inizio e termine delle
trasmissioni: “lo Schiaccianoci” di Ciaikovski; il russo fondatore del movimento
populista, dopo un momentaneo silenzio, segue un interminabile fischio…