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RADIO MARE VERSILIA

Viareggio apre  una seconda emittente.  Nata sotto forma di cooperativa per consentire una gestione più democratica del mezzo di comunicazione, Radio Mare Versilia Fm 90, 100, 102.500 Mhz  inizia ufficialmente le sue trasmissioni dagli studi di Viale Manin 3 a Viareggio dal 19 dicembre 1976, anche se già dall’estate venivano irradiati programmi sperimentali. L’organico dell’emittente (20 elementi) è costituito da disc-jockey per quanto riguarda i programmi di ordine musicale, da una redazione sportiva che opera radiocronache in diretta da tutta Italia, e da una redazione giornalistica che garantisce 2 edizioni quotidiane di notiziari. Da quest’ultima vengono realizzati incontri dibattiti su argomenti di interesse pubblico e di attualità che gli ascoltatori dimostrano di gradire intervenendo con telefonate in diretta nel corso delle trasmissioni. Il pubblico ha, infatti, con questo mezzo ampie possibilità di partecipare nella maggior parte dei programmi. Inoltre, patrocina iniziative culturali organizzando o collaborando all’organizzazione di concerti. Spazi quotidiani sono inoltre riservati ad interventi da parte di esperti, medici, operatori su problemi di largo interesse dal cinema a questioni medico psicologiche, alla liberazione della donna. Sempre a contatto con le organizzazioni e le associazioni democratiche, permette di diffondere la conoscenza di meccanismi di informazione e critica mediante un costante impegno nel sollecitare la partecipazione anche di quelle fasce di ascoltatori solitamente passivi nei riguardo del mezzo radiofonico. Fondatori storici dell’emittente: Carlo Cerovaz Bari (Carletto), che ricopre la carica di Direttore responsabile, Maristella Zaniboni, Gianni Lazzeri, Carla Volpi, Marco Garfagnini, Arturo Vinello. Ottimo segnale, forte e chiaro. Tre frequenze modulari per coprire il raggio di emittenza che per Viareggio e  Versilia  è sui 100 mhz dal ripetitore del Monte Meto, unitamente per le province di Lucca, Pisa e Livorno; sui 90 mhz dal ripetitore di Monte Marcello per le provincie di Massa Carrara e La Spezia; e sui 102.500 mhz dal ripetitore centrale di Viareggio per tutta la fascia costiera litoranea da La Spezia a Livorno, isole comprese. L’orario della programmazione: all’inizio dalle 9 alle 19 poi in non stop music 24 ore su 24. Trasmissioni storiche come “Stasera dove”, condotta da Carletto; “Chi la fa, l’aspetti!”, dediche di Maristella; “Mattina con…”, Gianni e Carla; “Disco music”, con Marco Garfagnini; “Br1” con Bruno Landis; “Paologorante”, “Fragile”, con Manuele Garosi; “Free out”, che è stata una delle prime trasmissioni via etere a trasmettere musica “underground” di non facile reperibilità discografica (Rock, Blues, Jazz, Country) con Beppe Casini; “Cinema e cinema” di Stefano Stefani; “I giochi” di Silvano Natante; la musica “Mix”, di Massimo Barsotti; quella della coppia milanese Manola e Michel; nonché quella di Guido Del Carlo; Giovanni Simoncini; Leonardo Porcelli; Marco Nardi; Manlio Mevoglioni, Mabel Mencaraglia, Lencioni, per citarne alcuni dei tanti. La redazione giornalistica - sportiva è formata oltre che dal Direttore, da una serie di componenti:  Pietro Kertes, Franco Moretti, Maurizio Giannecchini e Stefano Pasquinucci; quella sportiva oltre che da chi scrive dai fratelli Francesco e Luca Borraccini, Alessandro Pardini, Corrado Benzio, Angelo Marchetti, Claudio Bicicchi, Cristina Bicicchi, Angelo Cupisti, Roy Lepore, Walter Strata, Luigi Lucchesi, Creso Bacherotti, Mario Albizzi, Giuseppe “Beppe” Volpi, Eraldo Di Simo. Tra le trasmissioni da segnalare lo “Speciale Diretta Hockey”, che dalle 20.30 del sabato sera per quattro ore con una serie di collegamenti radiofonici o via telefono coprono, partendo dagli studi centrali di Viareggio, un raggio sovraregionale e si può affermare che una delle prime iniziative via ponte ovvero che una radio rilanci il segnale di un’altra è partita con questa trasmissione che riesce a collegare, oltre che gran parte della Toscana con le radio collegate anche regioni più lontane. Raggiunge, infatti, il Piemonte con Radio Azzurra Novara (Giorgio Berni) e il Veneto con Radio Antenna 1 Trissino (Massimo Trivelloni) e abitualmente, le altre regioni con consorelle consociate, che avevano nei campionati di hockey su pista una formazione che lanciano liberamente il segnale. La trasmissione che un sabato entra; non si sa ancora oggi come, in un ripetitore Rai ed è irradiata oltre confine in Jugoslavia viene condotta in studio fin dalla sua prima edizione da chi scrive. Si diversifica da tutte le altre per un semplice motivazione. Prima del suo inizio precede un comunicato nel quale viene portato a conoscenza che  tutte le emittenti interessate possono lanciare liberamente il segnale per FM Italiana. Non viene citato il nome della singola radio trasmittente (in questo caso Radio Mare) o i nomi delle radio collegate ma semplicemente fatta la citazione del luogo degli studi di trasmissione. Insomma, la trasmissione del sabato sera non è marchio di uno, è marchio di tutti. Inevitabili gli allacci a catena e il seguito che può riscuotere. Poi malinconicamente il declino e la fine. Nonostante le vane promesse anche di associazioni importanti che dovevano dare “una scossa” finanziaria entrando nella cooperativa a dare una “mano”. Quando Radio Mare nello stupore generale cessa di trasmettere non comprendendo che in mano ha il mondo”; forse anche per nostra colpa e di coloro che ignorandola la lasciarono morire, la colonna sonora ovviamente si ferma, ma non definitivamente. Nel cuore di tutti il “tasto” viene messo in pausa… L’ultimo giorno di trasmissione del 31 ottobre 1980 è all’insegna della commozione più profonda. In studio soltanto il direttore Carlo Cerovaz Bari, unitamente a Patrizio Chiaverini che piangeva. Insieme ripercorono la storia della radio. Alle ore 12, poi, con voce commossa viene messo in onda l’ultimo brano. E’scelto quello di Claudio Lolli: “Aspettando Godot” che lascia trasparire rabbia esistenziale e sociale, venata di malinconia. Il titolo, riferito al dramma dell’assurdo di Samuel Beckett, dipinge il vuoto dell’esistenza ricalcata su schemi fissi; il suicidio è simbolo di ribellione alle regole precostituite. Al termine del brano, invece che l’antica  sigla di inizio e termine delle trasmissioni: “lo Schiaccianoci” di Ciaikovski; il russo fondatore del movimento populista, dopo un momentaneo silenzio, segue un interminabile fischio…

Ruggero Righini