"Ad
Alessandria non si leggerà più sul
display degli 89.900
“Dal 1975 la Radio di Navatta Anna
Maria” – dalla famiglia
Marzano/Navatta alla famiglia Capra
Settembre 1975 – febbraio 2010: sono
passati trentacinque anni da quando,
sull’esperienza in fatto di musica
del marito, una grande
imprenditrice, Anna Maria Navatta,
iniziava un’avventura, quasi per
ridere, chiamata Radio Gamma. Un
inizio pieno di problemi,
investimenti fatti con il
contagocce, leggi che non arrivavano
e poi, finalmente, a schiarire il
cupo mondo della tele radiofonia
arriva un imprenditore, allora
ancora poco famoso, di nome Silvio
Berlusconi e grazie al potere da lui
acquisito nell’immediatezza,
arrivano le prime leggi e l’azienda
inizia ad assumere i connotati di
una vera e propria impresa. Sono
stati tanti i problemi che hanno
costellato questi anni: colleghi che
chiudevano, altri che fallivano, ma
Lei ha sempre resistito,
dispiacendone per la sorte di chi
chiudeva o falliva, odiando persone
che commentavano con le famose
parole “finalmente uno in meno”,
nonostante l’incalzare dei consueti
“affaristi” che continuavano a fare
offerte. Ma Lei non voleva, non
poteva vedere quelli che ha sempre
chiamato “i miei ragazzi” sulla
strada. E così a denti stretti ha
superato ogni ostacolo sia personale
sia aziendale. Ma arriva il fatidico
2005 quella notte maledetta di
domenica 16 maggio. Lo avevamo detto
tante volte: anche in questa città
il conformismo è una melassa che
aggredisce tanti e copre tante cose.
Ma noi alessandrini siamo
disincantati, poco ci indigna e
niente ci sorprende. Il “potere
costituito” mandrogno raccoglie
sotto il suo ombrello, dai settori
maggioritari dell’Unione Industriale
ai sindacati, dagli ultimi autentici
marxista-leninisti ai grandi
elettori della vecchia DC dorotea,
da curiali, preti, suore e
superiori, ai no – global poi, a
ruota, battitori liberi, poteri
finanziari cittadini, plotoni di
liberi professionisti e gran parte
di quella cultura che c’è in
città…tutti insieme,
spassionatamente, per insegnare,
dirigere e comandare. E gli altri
chi sono direte voi? Qui vivono
tanti cittadini silenziosi che non
si fanno avanti e non si arrabbiamo
(quasi) mai: e proprio per questo
nessuno li ascolta e pochi hanno
deciso di rappresentarli. Così come
si suol dire, ad Alessandria “non
succede mai niente” e, se qualcosa
succede la città guarda distaccata e
distante; una volta queste persone
riuscivano a eleggere un “proprio”
sindaco ma tutto il resto del potere
restava garantito in mano “agli
altri”. E allora chi ha dato e dà
eco alle parole “fuori dal coro” la
si brucia e via. Non abbiamo mai
nascosto la nostra appartenenza a un
movimento attualmente schierato a
destra ma nessuno può dire che
l’informazione nella radio di Anna
Navatta è stata sempre estremamente
libera. Ma l’attentato del 16 maggio
2005 ha segnato e in un certo senso
schifato questo mestiere. Radio
Gamma in ogni occasione si è
prodigata mettendosi a disposizione
della comunità “gratuitamente”. Ha
risollevato con il proprio lavoro
Radio Cosmo dopo l’alluvione (il
titolare di un'altra radio un giorno
mi ha detto “hai fatto male io gli
avrei ancora buttato un secchiello
d’acqua”) quando Radio BBSI (forse
il gatto e la volpe se ne sono già
dimenticati) ha avuto problemi con
il fuoco abbiamo fornito un mixer:
ma di questi episodi potremmo
scriverne a migliaia.
Quando è successo a Radio Gamma, che
solo grazie ad un sofisticato
impianto anti fuoco si è evitato la
catastrofe, nessuno ha detto o fatto
nulla. Persino la forza politica di
appartenenza non ha espresso
rammarico per l’attentato e tanto
meno la minoranza. Ma questo ad
Alessandria è normale perché è una
città “paesana” abituata a cose
paesane (con tutto il rispetto per i
paesani). Per concludere mi rifaccio
al discorso sulle bellezze d’Italia
che la signora Cederna (pace
all’anima sua) ha fatto all’Hotel
Hilton durante una vendita all’asta
di quadri per raccolta fondi da
donare in beneficienza: disse
“Alessandria è la città più brutta
che ho visto e starebbe bene nel
deserto….tanto nessuno se ne
accorgerebbe” pensate che io e le
due persone che erano con me si sono
alzate ed hanno abbandonato la sala
lasciando esterrefatti (forse per le
parolacce) l’alta società torinese.
Noi abbiamo passato la mano a gente
giovane, promettente e sicuramente
più motivati di noi. I “miei
ragazzi” (come direbbe Anna Maria
Navatta) rimangono tutti al loro
posto di lavoro e la sua radio
continuerà a far sentire la sua
voce………speriamo fuori dal coro come
ha sempre fatto. Il mio compito,
finito in Comune si sposterà a Roma
e voglio dire grazie ad Anna per
tutti questi anni di sacrifici ma
soprattutto grazie per aver
sopportato per trentacinque anni di
essere paragonata a certa gente."
Roberto Marzano

