RADIO CITTA' APERTA
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L'emittente nasce nel 1978 con la denominazione di Radio Proletaria, la sede in zona Tiburtina, irradia i suoi programmi dagli 89,900 mhz, l'emittente sorge dall’esigenza da parte di alcuni movimenti sociali e politici, legati per lo più all’esperienza dell’occupazione delle case ad uso abitativo, di dotarsi di uno strumento di comunicazione indipendente. Per anni Radio Proletaria è il riferimento di un pezzo importante dei movimenti di lotta della città in connessione con le mobilitazioni nazionali contro la militarizzazione del territorio, la solidarietà internazionalista, la lotta per i diritti sociali e dei lavoratori. I microfoni di Radio Proletaria dato voce a categorie sociali alle quali la comunicazione tramite i media è preclusa: disoccupati, occupanti delle case, immigrati, operai, donne. Nel 1990, ritenendo esaurita la funzione delle "radio di movimento" nate tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli ‘80, decide di sviluppare un nuovo progetto politico/editoriale e diventa Radio Città Aperta, dal titolo del film di Roberto Rossellini Roma città aperta.
Radio Città Aperta ha come direttore Paolo Pioppi, si evidenzia per la la trasmissione in diretta delle sedute del Consiglio Comunale di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio. Irradia i suoi programmi dagli 88,850 mhz, ha sede in via di Casal Bruciato, 27 a Roma. Dal 2000 punta a migliorare la qualità del messaggio e ad ampliarne lo spettro radicandosi nel suo territorio e al tempo stesso raccontando in diretta grandi eventi internazionali come i Forum Sociali Mondiali. Dai microfoni della radio gridano la loro rabbia gli studenti e i precari dei quartieri, i lavoratori della metropoli, ma anche i popoli in lotta in tutto il pianeta per la loro liberazione. Dopo 30 anni di esistenza sente ancora come prioritario il remare contro i poteri forti ma anche contro il conformismo che spesso priva la sinistra della sua indipendenza verso il senso comune e l'egemonia culturale dell'establishment. Radio Città Aperta continua ad esistere e a resistere come fonte di informazione libera ed indipendente, come voce orgogliosamente fuori dal coro dell’omologazione, mentre tante, troppe esperienze di informazione libera nate negli anni ’70 sono state distrutte dal mercato o sono state cooptate e quindi annullate dai grandi gruppi editoriali o di partito. In palinsesto: “Nero su bianco sottolineato in rosso”, una lettura commentata dei giornali; la rassegna della stampa locale; sei giornali radio; gli approfondimenti con le interviste dedicate alla lotta per la casa e alle mobilitazioni del sindacalismo di base, del movimento contro la guerra, le basi e le missioni militari, alla solidarietà, all’ambiente, agli esteri. Ogni lunedì Radio Megachip, Nuestra América e Un libro per discutere; ogni martedì Gulag America, Vegetarismo e ambiente o Voce Jugoslava; ogni giovedì Codice Rosso; ogni venerdì Il cielo è sempre più blu, Questa terra è la mia terra e Elettrosmog, il nemico invisibile; il sabato Fatti estranei, Fuori registro e Brasileirinho; la domenica Non solo 33, Vita terra e libertà e le trasmissioni delle comunità Filippina, Sri Lankese e Capoverdiana. Nello staff Direttore Editoriale: Marco Santopadre; Direttore Responsabile: Sergio Cararo; in Redazione: Grazia Orsati, Mila Pernice, Alessio Ramaccioni, Gabriele Paglino, Tatiana Fabbrizio, Francesca D'Innocenzo, Paolo Poniciappi, Marina D'Ecclesiis, Francesco Rossi, Roberto Luchetti, Pablo Castellani; in regia: Amedeo Traversetti, Silvio Torcolacci; collaboratori: Cristian Bufacchi, Gianfranco Dongiovanni, direttore Cyntia Doulizia.