RADIO CANALE 96
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L’emittente nasce a Milano nel 1975, per iniziativa del
QUOTIDIANO DEI LAVORATORI, dunque dell’area politica di Avanguardia Operaia, fra
i fondatori ci sono Giuseppe Maccali (titolare di un piccolo negozio di
comunicazioni), Martino Benpensante e Basilio Rizzo (insegnante e futuro
consigliere del Comune di Milano). La prima sede di Canale 96 (che irradia i
suoi programmi dagli fm 95,200, donde il nome) è in via Mac Mahon presso
un’abitazione privata. Alberto Pugnetti, un altro dei fondatori dell’emittente,
ricorda che nello stesso palazzo abitava Sergio Bonelli, l’editore di Tex Willer:
“lo incontravamo spesso entrando o uscendo dalla radio, aveva un cappello da
sceriffo, poiché nel gennaio 1976 l’emittente fu oscurata”. Non era ancora
infatti stata emessa la famosa sentenza della Corte Costituzionale che dava ai
privati la possibilità di trasmettere, Radio Canale 96, difesa da Sergio Bonelli,
resta chiusa per cinque giorni, per poi riprendere le trasmissioni.
Il palinsesto dell’emittente consisteva naturalmente in molta informazione, essendo una radio politicizzata, ma non era trascurata la musica. Nella sua fase iniziale l’emittente si caratterizza quindi come la radio della sinistra milanese. “Canale 96 – ricorda sempre Alberto Pugnetti – fu la prima radio d’informazione della sinistra, senza avere l’estremismo di Radio Alice”. Canale 96 segue a livello di cronaca le vicende politiche della seconda metà degli anni ’70 e lancia campagne di controinformazione. Lavorano come giornalisti a Canale 96: Roberto Gatti (poi a L’Espresso), Paolo Hutter (poi a Radio Popolare), Marco Mangiarotti (attuale vice-direttore de Il Giorno). I giornalisti di Canale 96 furono i primi ad essere riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti.
Fabio Santini e Alberto Pugnetti si occupavano della musica, Pugnetti ricorda che a Canale 96 venivano in studio molti cantanti, cantautori italiani, musica rock inglese, senza preclusioni – ricorda sempre Pugnetti – erano i generi che andavano per la maggiore, anche se eravamo aperti a tutti i generi, soltanto Lucio Battisti era bandito, poiché una leggenda metropolitana diceva che fosse di destra. Canale 96 fu anche la prima ad organizzare concerti per autofinanziarsi: “Un giorno ci chiamò Bruno Lauzi che ci disse: io sono liberale, non sono di sinistra, ma vi voglio comunque di aiutare, essendo per la libertà, vi darò dei soldi a patto che mi ospitiate in radio. Lauzi venne a Canale96, facemmo una chiacchierata in diretta con gli ascoltatori, Bruno raccontò alcune storie inedite su Luigi Tenco”. Anche la Premiata Forneria Marconi era spesso ospite di Canale96. In merito ai concerti per autofinanziarsi Pugnetti ne ricorda uno in particolare, quello di John Cage: “si esibì al Teatro Lirico, parlava soltanto in inglese e molti presenti si innervosirono, salirono sul palco, vi furono cinque sedie rotte…”
Fra gli altri collaboratori Claudio Trotta e Sauro Pari. Nel 1976 Canale 96 trasferisce la propria sede in un ex albergo, l’Hotel Siviglia, da poco dimesso, in uno stabile occupato nei pressi dell’Università Statale, sito in via Pantano al numero civico 21. Radio Canale 96 festeggia il giorno di Natale presso una fabbrica occupata, ma alla fine dell’anno l’emittente perde la propria leadership, il suo ruolo e l’identità a causa dell’affermarsi di altre stazioni politiche, a cominciare da Radio Popolare, che si presentò sullo scenario radiofonico regionale all’alba della contestazione del 1977, con una redazione e un palinsesto più strutturati e con un’organizzazione economica più solida. Inoltre le trasmissioni sulla frequenza principale (l’emittente aveva intanto occupato anche il canale 100,100) vengono disturbate da Gamma Radio, emittente che era sorta nel frattempo. “Gamma Radio – ricorda Pugnetti – trasmetteva dal grattacielo Pirelli, era un colosso rispetto alla nostra piccola realtà, inoltre occupava due canali (95,000 e 95,500) proprio in mezzo al nostro. Andammo a parlare con i responsabili di Gamma Radio facendo loro presente il problema e, a dire il vero, spostarono di poco la frequenza, ma continuammo ad essere comunque disturbati”. Ma la ragione della crisi di Radio Canale 96 fu l’affermazione di Radio Popolare.
Canale 96 perse così il suo ruolo egemone nell’ambito della nuova sinistra e visse una diaspora di conduttori e di giornalisti che si rivolsero spesso proprio alla concorrente Radio Popolare.


Fra il 1977 e il 1978 ci furono tentativi di unificare le due emittenti, ma senza successo, Radio Popolare acquisì giornalisti come Paolo Hutter completando il travaso di risorse che avrebbe decretato, di li a poco, la fine di Canale 96. Altri esponenti milanese passarono a Radio Regione 91 (poi divenuta Italia Radio). Dopo essere rimasta a lungo in bilico fra un modello di radio militante intransigente nel suo impegno politico-ideologico (come Radio Alice) e il modello di radio professionalizzata e orientata all’informazione (come Radio Popolare), Canale 96 cessò le trasmissioni nel 1980.
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LA SCHEDA DI RUGGERO RIGHINI
Canale 96 FM 95,40 la prima
radio libera della sinistra, la quinta emittente di Milano. Nasce il 10 ottobre
1975 con sede in via Mac Mahon poi trasferita in via Pantano 21. Copre la sola
città. Trasmissioni dalle 7 alle 24. Il “Corriere della Sera” presenta così ai
suoi lettori la nuova testata: “Da domani Milano avrà una nuova radio. Si chiama
Canale 96, radio libera milanese, e trasmette in modulazione di frequenza sui
Mhz 95,585. La nuova stazione – formata da una cooperativa di 41 soci
simpatizzanti di Avanguardia operaia, del Partito Radicale, e della sinistra
extraparlamentare in genere – si pone in alternativa alle altre due emittenti
private che già trasmettono in città”. Uno dei soci fondatori, e per due anni
direttore è Giuseppe Macali, giornalista e militante di Avanguardia operaia che
ha scritto “Meglio tardi che Rai, la fine del monopolio radiotelevisivo in
Italia attraverso la storia della prima radio libera di sinistra Canale