RADIO AUT MARCHE
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Radio Aut Aut Marche viene fondata a livello sperimentale il 14 novembre 1975, durante questa fase l'emittente trova luna sua articolazione stabile, una caratteristica inconfondibile, che la fa emergere tra le numerose radio del centro Italia. Radio Aut è fondata da un gruppo intraprendente di amici perugini. Il loro intento non è quello di fare carriera attraverso la radio o cercare in essa un futuro lavoro, ma semplicemente esprimersi, farsi sentire e soprattutto condividere con altri la musica che tanto amano. In questa loro iniziativa decidono di coinvolgere il famoso Giancarlo Guardabassi, un perugino come loro, che all’epoca conduceva in Rai programmi come “Dischi caldi”, “Hit parade”, “Il mattiniere” e che quindi aveva già una certa esperienza. In questo progetto Giancarlo Guardabassi decide di coinvolgere anche il fratello Mariano, anche lui molto appassionato di musica come il resto del team. Mariano in radio inizia subito ad avere incarichi importanti: é lui che si occupa di tutto il coordinamento e nello stesso tempo conduceva programmi come “I Mattinauti” e in particolare “I favolosi anni Sessanta”. La radio nasce con l’intento di diffondere le radio libere in Umbria, in quanto fino ad allora non si ascoltava niente oltre alla RAI, che tra l’altro a Perugia aveva solo il giornale radio e per un breve periodo aveva avuto “Qua e là per l’Umbria”, una semplice rivista umoristica. C’é quindi l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, di orinale, di diverso rispetto al passato.
Radio Aut, sembra essere la
prima radio libera qui a Perugia, anche se prima c’era l’assicuratore Enrico
Bonelli, che trasmetteva da Via XX settembre con
Radio Aia, ma l’area che
occupava era molto limitata, mentre Radio Aut, trasmettendo dal Colle della
Trinità, precisamente da uno stanzino accanto la lavanderia dell’hotel Colle
Della Trinità, riesce a coprire un’area molto vasta che arriva fino a Spoleto,
con un trasmettitore di 50W. Nel 1978 la radio si trasferisce a Porta Sole, e
anche da lì riusciva a coprire un ampia zona, grazie anche ai ripetitori nel
Colle della Trinità e un altro nel Monte Peglia. L’intento non è assolutamente
commerciale, nessuno vede questa esperienza come un lavoro e soprattutto non ci
sono professionisti, ma solo volontari. L'intento è quindi espressivo, poiché
alla base di tutto c’è la voglia di comunicare e di farsi sentire. La
programmazione si basa sull’improvvisazione, non ci sono testi scritti e niente
di preparato, è tutto molto spontaneo. Nonostante ciò si resta in qualche modo
legati alla RAI: c’è sempre la paura che gli impianti possano essere sequestrati
quando si osa andare fuori dalle righe, ma la radio è andata avanti e ha fatto
la sua storia. Per quanto riguarda lo spazio dedicato all’informazione, c'è
stato fin dall’inizio un accordo con il direttore dell’epoca delle Nazione,
Bruno Brunori, che si collegava per i notiziari un paio di volte al giorno.
Il modello ispiratore è Radio Monte Carlo, con la sua musica sprint e il suo
stile americano, ma anche alcuni programmi della RAI, come “Alto Gradimento” e
“Bandiera Gialla”, condotto da Arbore e Boncompagni. La maggior parte
delle trasmissioni s
ono
a sfondo umoristico, infatti spesso sono presenti imitatori, comici come
Pasquale Lucertini, Mariella Chiarini e Franco Bicini. Spesso all’interno
dei programmi nascono dei personaggi ironici, che poi diventavano dei
tormentoni. Di certo possiamo dire che l’allegria non manca.
A differenza di altre radio del tempo, Radio Aut si è distinta per una
programmazione regolare, in quanto ogni programma ha la propria fisionomia.
C’è una scaletta ben precisa: all’inizio si trasmette dalle sette a mezzanotte,
poi si è arrivati fino le due. Fra i collaboratori dell'emittente
Goffredo Luciani, Rosanna Luciani (insegnante e giornalista, attuale direttrice della
testata giornalistica di Radio Aut) nonché di Vittorio Marinangeli, stimato
tecnico della radio. L'emittente irradia i suoi programmi dai 103,200 mhz,
successivamente anche dai 98,100 e dai 96,000. L'acronimo Aut deriva da Antenna Umbria Trinità, il colle
da dove vengono irradiate le prime trasmissioni in quel di Perugia, fra i primi
collaboratori vi è anche Luciano Moretti (fratello del giornalista Rai Italo
Moretti). Sede principale a Perugia e succursale a Todi (da dove i programmi
vengono irradiati attraverso i 90,800 mhz).
All’interno di Radio Aut, il personale si rinnova continuamente. Chi trova un lavoro, poi non ha più il tempo per dedicarsi alla radio, e così entrano nuovi ragazzi, soprattutto studenti. Quindi, con il passare del tempo, la radio si modifica in base al nuovo personale e ai loro gusti; ma anche a causa della concorrenza, che obbliga a fare determinate scelte e ad adattarsi agli sviluppi delle altre emittenti. Com'è già stato detto, nessuno ha mai intravisto nella radio una possibilità di lavoro, ma solo un passatempo attraverso cui si esprimere se stessi e si condividere insieme agli altri la passione per la musica. Giancarlo Guardabassi è tra i primi ad abbandonare la radio, poiché impegnato nella fondazione di Radio Aut Marche, in cui lavora ancora oggi. E nel 1985, anche Mariano Guardabassi lascia la radio, che continua a trasmettere fino al 1990. La pubblicità, che si incentra su alcune industrie locali e su molti commercianti del tempo di Perugia e provincia, è una fonte necessaria per mantenere la radio, ma non per guadagnare. Con il pubblico si instaurano rapporti molto significativi, in particolare grazie al telefono. La gente che telefona in radio per ascoltare una canzone, fare una dedica, o intervenire durante dibattito, viene mandata in onda direttamente. All’inizio sembra vietato, invece successivamente questo metodo è continuato e si è diffuso fino alle radio attuali. Il telefono é usato anche per i giochi e i quiz. Da ricordare “Terrore Radio Aut”, un programma in puntate che racconta uno sceneggiato giallo radiofonico, dove per interpreti c’è lo staff della radio. Alla fine delle puntate, lo spettatore, telefonando, deve indovinare il colpevole e il vincitore ottiene un importante premio, quasi sempre impossibile da vincere per la complessità della storia. Un altro importante uso del telefono è durante la trasmissione “I mattinauti”, dove c’è uno psicologo che ascolta i problemi, le paure e gli sfoghi di molti ascoltatori. Per quanto riguarda le questioni politiche, la radio non ha mai fatto emergere in modo netto la propria posizione. I fondatori sono democristiani, ma nessuno di loro fa venir fuori chiaramente la propria visione politica. Quando si discute di problemi politici, la parola viene lasciata ai rappresentanti dei vari organismi, che vengono invitati nella trasmissione, in modo da mettere a confronto le varie idee e posizioni.
L'emittente
già alla fine degli anni '70 allarga la sua area di
copertura dall'Umbria alla Marche e alla fascia tirrenica, l'acronimo Aut
diventa Adriatico Umbria e Tirreno. Radio Aut all'inizio degli anni '80 apre una succursale a Francavilla d'Este, succursale che di li a poco diventerà la
sede principale. L'area di copertura con gli anni si sposta alla regione Marche
e quindi alla provincia di Ascoli Piceno e alla futura provincia di Fermo, le
frequenze sono 91,600; 100,500 e 90,700 mhz. Fin dagli esordi Radio Aut Marche è una radio per parl
are, discutere,
polemizzare, giocare, sfottere, incontrarsi, conoscersi. Sul sito internet
ufficiale dell’emittente si legge: “Radio Aut oggi è esattamente la stessa di trent’anni fa: o ci accettate come siamo, o niente…”. Fra i programmi più
conosciuti Buonanotte anzi buongiorno, il notturno dove si parla di tutto
e di più; il programma pomeridiano Radio Aperta dove vengono trattati
temi specifici di attualità, Teleradiosera, panorama informativo e
commenti in diretta; Il gioco dei sondaggi (rubrica bisettimanale),
Dediche in diretta (alle 12 e alle 21). E poi ancora Radio Aperta,
Domenica Insieme, Mondo Cane, Una parola al giorno, I gioielli della musica, Io
e la musica, Radiomagia, Le canzoni del millennio, Alto tradimento, I romanzi
della radio. Quest'ultimo programma - condotto da
Giancarlo Guardabassi
- propone classici come I PROMESSI SPOSI, LA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO ecc. è un
servizio utilissimo non soltanto per i non vedenti, ma anche per i
radioascoltatori che possono così apprezzare i classici della letteratura. Fra
gli altri programmi culturali di Radio Aut Marche segnaliamo anche delle lezioni
di linguistica e un programma di storia locale marchigiana condotti da due
docenti, e, ancora, una storia della filosofia dai presocratici ad oggi. "Abbiamo gli stessi collaboratori di trent'anni fa
- ha dichiarato Giancarlo Guardabassi - e il segreto del successo di questa
emittente sta proprio nel non avere perso lo spirito degli esordi. Radio Aut
Marche è infatti fra le pochissime emittenti (se non l'unica) a mantenere un
contatto diretto con i propri radioascoltatori lasciandoli parlare liberamente e
organizzando degli incontri conviviali con loro. Nell'estate 2006 Radio Aut
Marche ha festeggiato con i propri radioascoltatori i suoi trent'anni di vita.

La radio si ascolta, non si vede, e spesso gli ascoltatori attribuiscono ad una voce un corpo, quasi sempre sbagliano. Ecco tutta la verità. Le voci dei più stretti collaboratori di Radio Aut, hanno un volto, si possono infatti guardare sul sito internet ufficiale dell’emittente: Bianca, Claudio, Francesca, Francesco, Gabriella, Mariangela, Michela, Nada, Ramona, Rosanna, Sibilla, Umberto, Valeria, Veronica, Vittorio, Pasquale.