Pupo
L’UOMO DI OGGI DELLA TV CHE PARTI’
DA TELELIVORNO
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Pupo ha avuto ultimamente un grande rilancio in tv, il cantante toscano
esordì dai microfoni di
Radio
Sperimentale 6, qui presentò i suoi successi a TeleLivorno, storica emittente privata, quindi
intervenne a Canale dei Bambini (storica emittente di Firenze) a I numeri uno,
programma condotto da Mario Salinelli in diretta dal Palazzo dei Congressi di
Firenze, che premiava personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo, della
cultura, dello sport, dell’imprenditoria ecc., che si erano distinti per il loro
operare.
Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, nasce a Ponticino di Laterina, in provincia di
Arezzo, l’11 settembre 1955, il padre Fiorello fa il postino e sogna per il
figlio un futuro da avvocato. Gli zii materni, i fratelli Bozzi, socialisti,
suonano nei night con la loro orchestrina e tengono d’occhio il nipote burlone
che imita il bidello. Pupo inizia a suonare e a cantare insieme allo zio e a un
cugino, gli esordi sono difficili ed Enrico per mantenersi fa il rappresentante
di detersivi. Nel 1974 Enzo Ghinazzi mette incinta la sua ragazza Anna,
la sposa, smette di studiare e parte militare, destinazione Orvieto, fanteria,
reparto assaltatori: “ci prendevano perché eravamo piccini, dovevamo esercitarci
a entrare nei tubi, infilarci dappertutto.” Ultimato il servizio militare Enzo
inizia giovanissimo ad esibirsi nei paesi della Toscana, in quegli anni i
ragazzi che amavano la musica leggevano Ciao 2001, rivista cult dell’epoca. Enzo
risponde a un annuncio così concepito: “se non siete dei cani e avete qualcosa
di dire, presentatevi a Milano, piazza della Repubblica, alla casa discografica
Baby Records”. “Arrivammo in centinaia – ricorda Pupo ad oltre trent’anni di
distanza - uno dopo l’altro cantavamo davanti a Freddy Naggiar, un tipo geniale,
uno che oggi ha due castelli e passa il tempo a pescare salmoni in Scozia. Fu
lui a dirmi: scusa la volgarità, che le mie canzoni facevano cagare, ma,
aggiunse: mi piace la tua vocina del cazzo”. E’ Freddy Naggiar ad inventargli il
nome d’arte di Pupo: perché dimostri 15 anni. Nel 1975 Pupo incide il primo 45
giri, intitolato Ti scriverò, il 45 giri – ricorda Marco Sisi – memoria storica
di
TeleLivorno e di molte emittenti toscane, venne presentato dal non ancora
famoso Pupo a Telelivorno. Pupo arrivò nei nostri studi con il 45 giri appena
inciso, e lo cantò in playback. Poi arrivano le prime radio private che
contribuiscono ad aumentare il successo di Pupo, successo che si ripete nel
1976, altro passaggio a Telelivorno, con il 45 giri Come sei bella, seguito
dall’album omonimo. Nel 1977
TeleLivorno ha gli ultimi momenti di vita, ma Pupo
fa in tempo a presentare anche Io solo senza te la sua hits del 1977, e a far
passare in video suo cugino, tale Paolo Barabani, che poi avrà un effimero
successo con Ohp ohp ohp somarello, presentata al Festival di Sanremo (mitico!
Chi lo ricorda?, putroppo Barabani poi scomparirà nell’anonimato). Per Pupo
intanto è un susseguirsi di successi: Ciao (1978), Forse (1979). e Gelato al
cioccolato (1979), e, altro grande successo, Firenze Santa Maria Novella. E’ un
susseguirsi di successi, io stesso, allora giovanissimo, ricordo Pupo ospite di
alcune emittenti radiofoniche milanesi da cui trasmettevo, i suoi 45 giri suonati
almeno una decina di volte al giorno.
Nel corso degli anni ’80 il successo di Pupo si amplifica: nel 1980 è a Sanremo
dove presenta Su di noi,

Sempre nel 1980 Pupo vince la Gondola d’Oro con Cosa provi,
e riscuote successo con l’album Più di prima (1981). Le sue canzoni sono
tradotte anche per il mercato estero, un successo che fa il giro del mondo, con
concerti nei teatri più prestigiosi, quattro partecipazioni al Festival di
Sanremo, e testi scritti anche per altri cantanti. Arrivano i milioni: “nel 1980
– ricorda Pupo – ne avevo 400 presso la Banca Toscana di Ponticino, compravo
Mercedes in contanti, ero arroganti, adoravo gli adulatori, fece licenziare mio
padre dalle poste dieci anni prima della pensione, rendendolo felice, vivevo
come in un sogno”.
Nel 1981 Pupo è fra i fondatori della Nazionale Italiana Cantanti con Mogol e
Gianni Morandi; sempre nel 1981 escono l’album e il singolo Lo devo solo a te,
cui seguono in singoli: Ancora io (1982), Cieli azzurri (1983), E va bene così
(1983). Famiglia Cristiana pubblica un sondaggio dal quale Pupo risulta
l’artista più simpatico per gli italiani. Nel 1983 partecipa come corista a
Amico è, l’inno dell’amicizia interpretato da Dario Baldan Bembo e
Caterina
Caselli con altre tre voci d’eccezione: Ornella Vanoni,
Giuni Russo e Gigliola Cinquetti, sigla del programma televisivo Superflash di
Mike Bongiorno versione
Canale5. Nel 1984 Pupo è di nuovo a Sanremo con Un amore grande, altri 45 giri
di successo sono Lo devo solo a te (1981), Ancora io (1982), Cieli azzurri
(1983), Un grande amore (1984), Challenger generation (1985), La vita è molto di
più (1986), Amore italiano (1987), Dove sarai domani (1989). Gli album di Pupo
degli anni ’80 sono: Cieli azzurri (1983), Malattia d’amore (1984), Change
generation (1986), La vita è molto di più (1986), Quello che sono (1989). Il
1989 è anche l’anno che lo vede protagonista di Domenica In.
Negli anni ’90 Pupo va in crisi professionale ed umana. il suo successo è po’
offuscato dalle nuove stelle emergenti: Pupo è chiamato ormai solo alle sagre
paesane. “Ero in un delirio di onnipotenza che mi ha portato nel baratro. Ero al
casinò tutte le sere, bruciavo il fido concesso ai giocatori abituali in pochi
minuti, poi arrivavano gli strozzini, quelli che ti chiedono un 10% di interesse
al giorno. Una sera a Venezia stavo per suicidarmi, come ho raccontato nel mio
libro Banco solo, edito da Gremese. Ho dovuto vendere tutto quello che avevo
comprato, un albergo, una fattoria con venti ettari, una società orafa, le
case.”
Nel 1991 esce il live Canada’s wonderland, ha un dicreto successo oltre
Atlantico, ma è un plof in Italia, nessuno si ricorda o vuole ricordarsi di lui.
Nel 1992 rinnega il suo nome d’arte e si presenta come Enzo Ghinazzi al Festival
di Sanremo con La mia preghiera, sostituisce Jo Squillo, altro insuccesso,
bissato dall’album Enzo Ghinazzi 1 (1992). Fu Mogol a dirmi: “Hai sbagliato,
ormai tu sarai sempre Pupo. Fregatene di quelli che ti giudicano per il nome!”.
E così, dopo due anni di silenzio, riparte come Pupo: All the best (1994), P U P
O 1996 (1996), Pupo “Tonererò” (1998) e presenta i 45 giri Non è un addio (con
Robin Back) ed E’ Fiorentina (inno della Fiorentina Calcio, dal vivo del 1998).
E’ Fiorentina con l’altra hit Firenze S.Maria Novella sono un tributo alla sua
città, alla sua squadra del cuore e allo sport. Negli anni ’90 Pupo vive una
crisi professionale e personale, la costruzione del suo Crazy Hotel e i
conseguenti debiti di miliardi, il baratro dell’usura, il disprezzo del Paese,
il gioco d’azzardo. Una storia che non esita a mettere in piazza nella docu-film
di Rai3 Il funambolo, nell’ambito del ciclo Il mestiere di vivere.
Nel nuovo millennio Pupo compare frequentemente sul piccolo schermo: dopo avere
condotto un’edizione di Domenica In, partecipa come ospite fisso a Quelli che il
calcio… Nel 2000 esce l’album Sei caduto anche tu. Nel 2001 parte il tour
mondiale che tocca oltre all’Europa, Australia, Stati Uniti, Canada, Russia,
Kazakistan. Nel 2002 Pupo interviene alla trasmissione di
Gianni Morandi Uno di
noi, e a I gemelli, nel 2003 è in tournèe in Mongolia e in Giappone, poi
partecipa a Trenta ore per la vita. Nel 2004 partecipa a Il funambolo, nel 2005
è inviato in Brasile de La fattoria, nel 2005 conduce per Rai1 Il malloppo (dal
format americano Now or Never). Le hits di Pupo hanno girato il mondo e sono
state tradotte in inglese, tedesco, francese e spagnolo. Oltre ai 20.000.000 di
dischi ottenuti nel corso della carriera artistica Pupo ha ottenuto undici
dischi d’oro, si è esibito in molti paesi stranieri (è popolarissimo nell’Europa
dell’Est) e, con l’album Più di prima, la vittoria della Gondola d’Oro nel 1981.
Pupo è anche autore di canzoni per altri artisti, la più famosa è Sarà perché ti
amo interpretata dai Ricchi e Poveri.
Pupo ringrazia Maurizio Costanzo: “mi invitò ad una confessione pubblica sul mio
vizio”, Gianni Morandi “mi portò al suo spettacolo quando non mi voleva
nessuno”, Paolo Bonolis “mi volle nella sua Domenica In”, e più di tutti,
Fabrizio Del Noce: “mi chiamò mentre ero sotto la doccia per chiedermi: ti do
tre secondi per dirmi se condurrai Affari tuoi. Io, con il telefonino
gocciolante, risposi subito si, mi sentii come mi ero sentito tante volte al
tavolo verde. Sapevo che potevo farcela, anche se la fatica è solo all’inizio e
nessuno come me sa che tutto può cambiare improvvisamente.”
Il successo televisivo de Il malloppo, ha fatto si che a Pupo sia stata affidata
nella presente stagione televisiva il non facile compito di sostituire su Rai1
in prima serata Paolo Bonolis, la vita la vita ricomincia a 50 anni, bravo Pupo.
Il successo di Affari tuoi porta Pupo, all'inizio del 2006, in teatro con Il grande croupier. Autobiografia di un giocatore, commedia da lui scritta in collaborazione con Francesca Angeli, per la regia di Massimo Navone. Esordio il 5 gennaio al Casinò di Venezia, quindi al Teatro Filodrammatici di Milano, chiusura al Teatro Italia di Roma.
Dopo la musica e la televisione ecco il successo in teatro. Il grande croupier. Autobiografia di un giocatore è una sorta di musical, uno spettacolo fra parole e musica nel quale simpatico artista toscano presente un aspetto inedito di sè stesso: alla sua drammatica e intensa storia d'amore con il gioco, il filo conduttore dello spettacolo, fanno da contraltare racconti sulla sua vita privata e la sua passione per la musica. Pupo si cimenta inoltre in versione sorprendentemente acustica con alcune delle sue canzoni preferite, fondamentali, per un motivo o per l'altro, per la sua vita personale: dalla Canzone del sole di Lucio Battisti e Lugano addio di Ivan Graziani, da Un giudice di Fabrizio De Andrè a Far finta di essere sani di Giorgio Gaber. Oltre, ovviamente ai suoi classici, fra cui L'equilibrista (che accenna proprio alla sua vicenda di giocatore) che hanno contassegnato la sua carriera e che gli hanno fatto vendere oltre 20 milioni di dischi. Infine un brano inedito, La sfida, presentato per la prima volta nel corso dello spettacolo teatrale. La sfida fra Pupo e il gioco tocca momenti divertenti e ironici, fra aneddoti sul mondo dello spettacolo e paradossali disavventure private, ma è anche l'occasione per affrontare temi profondi e drammatici della vita: la passione per il gioco, la sensazione di sentirsi il re del mondo, la dipendenza, la crisi, i debiti, il fallimento e la rinascita. E poi, ancora, la nascita del suo nome d'arte, le grandi tournèe nella Russia di Gorbaciov, la nuova popolare immagine televisiva e l'ombra del Grande croupier, una maledizione che incombe su tutto .