Pino Daniele
CANTAUTORE IN TV
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di Massimo Emanuelli
Forse non tutti sanno che negli anni ’70, Pino Daniele presentò un programma
su Canale21 Napoli, emittente privata campana, leader nella regione. Poi Pino
Daniele compare come cantante in diverse edizioni di Vota la Voce e del
Festivalbar.
Pino Daniele (Napoli, 19/3/1955): assimila fin dalla prima infanzia lingue e
culture diverse, suggestioni blues, rock e jazz, oltre alla musica popolare.
All’inizio degli anni ’70 inizia ad esibirsi con il gruppo jazz-rock
Batrocomiomachia, al fianco di Renzo Zurzolo (basso), Enzo Avitabile (sax), e
Rosario Jermano (batteria). Sciolta la band Daniele trova impiego come
chitarrista, dapprima con Jenny Sorrenti e poi con Bobby Solo. Nel 1976 incide
il suo primo 45 giri Che calore, senza ottenere grande successo, quindi lavora
come bassista nel gruppo Napoli Centrale. Nel 1977 passa alla Emi ed incide il
suo primo album Terra mia, che contiene ‘Na tazzulella ‘e caffè. Quella di
Daniele è un alchimia anglo-napoletana, il successo aumenta col secondo album,
Pino Daniele (1979), che contiene il brano Je so pazzo. Daniele crea un
linguaggio proprio in cui confluiscono inglese, italiano, dialetto e “brockolino”,
un gergo avventuroso e congeniale alla ritmica delle sue canzoni. Nero a metà
(1980), segna la sua definitiva affermazione, contiene brani come Nun me scuccià,
Quanno chiove, Musica musica, A me me piace o blues. Il successo è confermato
con Vai mò (1981), ma è con Bella m’briana (1982), che Daniele decide di
lavorare sia con musicisti napoletani (Tony Esposito, Joe Amoroso, James Senese,
Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, strumentisti di caratura internazionale) e con
strumentisti stranieri di grande prestigio (Alphonso Hjohnson, Nino Cinello,
Wayne Shortet, Mel Collins, Jeremy Meck, Nanà Vasconcelos, Bob Berg, Don Cherry,
Jerry Marotta, Pino Palladino). Con Bella n’mrbriana la musica di Daniele è più
sofisticata e meno orecchiabile. Dal 1982 Daniele crea la Bagaria Records,
coproduce l’album di Ritchie Havens Common ground, e Acqua e vento di Tullio De
Piscopo, oltre ad esibirsi in tour con Gato Barbieri. Grande successo hanno le
esibizioni all’estero di Daniele, soprattutto al Festival Jazz di Motreaux nel
1983, e ai festival di Nyon e di Nancy nell’estate del 1984, anno in cui esce
anche l’album Musicante (1984). Ma è lo storico concerto con Bob Dylan e Carlos
Santana allo stadio Meazza di Milano il 24 giugno 1984 di fronte a 100.000
spettatori a consacrarlo a star internazionale. Voluto dallo stesso Carlos
Santana che l’aveva suggerito all’impresario Bill Graham. Il successo di Pino
Daniele si conferma anche con i successivi album: Sciò (doppio live, 1984),
Ferryboat (1985), Bonne soirèe (1987), Schizzechea… with love (1988), Mascalzone
latino (1989). Negli anni ’90 Pino Daniele, ormai un classico, propone: ‘O
scarafone (1991), Sotto o sole (1992), Suona mò (1993), Che Dio ti benedica
(1993), nel 1994 Pino Daniele effettua un tour con Eros Ramazzotti e Jovanotti.
Gli album della seconda metà negli anni ’90 sono: Non calpestate i fiori nel
deserto (1995), Dimmi cosa succede sulla terra (1997), Come un gelato
all’equatore (1999), Io per lei, Che male c’è, Ladro d’amore, Da soli no, Neve
al sole, rilanciano la sua vena melodica. Dopo avere pubblicato l’album Medina
(2001), e Live concerto Medina tour 2002, ed avere duettato con Giorgia ed Irene
Grandi, nel 2002 Pino Daniele si esibisce in un trionfale tour con Fiorella
Mannoia, Francesco De Gregori e Ron, nel 2004 esce il cd Passi d’autore. Come
scritto sopra Daniele (che ha scritto anche colonne sonore per film, le più note
sono Quando e Le vie del signore sono finite) è ormai un classico, conosciuto a
livello internazionale, figura di capitale importanza nel pop italiano, ha
saputo esprimere la musicalità napoletana, senza rinnegare le proprie radici, ma
anzi esaltandole in una fantasmagoria di stili e di suggestioni, è riuscito a
fare di Napoli un ideale cosmopolita, un luogo sospeso fra America e Arabia,
verso l’Europa e oltre oltre le acque tropicali. E’ riuscito ad effettuare una
contaminazione di blues, jazz, pop, salsa cubana, soul mediterraneo, rilettura
della tradizione folck.