PINO CALLA', IL REGISTA E PRODUTTORE DI SUPERCLASSIFICA SHOW,
COLPO GROSSO, AZZURRO E IL FESTIVALBAR
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Pino
Callà passa l'infanzia e l'adolescenza nella Milano del secondo dopoguerra: "Era la Milano della
ricostruzione, la mia prima abitazione milanese fu una casa di ringhiera in
piazza Sant'Ambrogio, nel palazzo di fronte abitavano le famiglie della buona
borghesia milanese. Fra i miei primi compagni di gioco c'era il figlio
dell'avvocato Guido Rossi. Fino a 15 anni giocavo e scherzavo con le ragazzette
assieme ai figli della buona borghesia milanese, anche se Rossi nel frattempo
era già partito per l’America per studiare. Io non avevo molta voglia di
studiare, dopo la scuola dell'obbligo che frequentai in via Sant'Orsola, essendo
stato rimandato a settembre in tre materie, mio padre mi mandò a lavorare". E
proprio tramite un amico del padre che faceva il tranviere, Callà trova il suo
primo impiego come fattorino di un fotografo. “Fra una consegna e l'altra
osservavo il fotografo lavorare nella camera oscura, decisi subito che questa
sarebbe stata la mia professione. Ricordo che quando la sera tornavo a casa, in
piazza Sant'Ambrogio, davanti alla caserma della Polizia c'erano molti emigranti
che si fermavano a Milano per chiedere il permesso per espatriare in Belgio o in
Germania. Erano tempi duri,
il mio primo stipendio, invece di darlo ai genitori,
lo investii in una macchina fotografica Comet. Con questa piccola macchina
fotografai gli emigranti, fu praticamente il mio primo servizio fotografico". Callà corona il suo sogno ed inizia a lavorare con il padre di Oliviero Toscani
che aveva un'agenzia fotografica fornitrice del CORRIERE DELLA SERA, Facendo
l'assistente del padre di Toscani, Callà impara il mestiere, a metà degli anni
'60 Callà lavora in proprio: "fin da quando avevo 16 anni avevo firmato cambiali
(nascondendo il fatto che non ero ancora maggiorenne), per comprare il primo
ingranditore". Callà, unitamente a Ferruccio Marinelli, crea una piccola
agenzia che si occupa della vendita delle fotografie. I clic di Pino
abbelliscono gli articoli di cronaca, di cucina e di moda dei più importanti
quotidiani e settimanali. E' Ferruccio Marinelli a mettere in contatto Callà
con il mondo della discografia: Callà gira per l'Europa e per l'America e
fotografa i più grandi artisti mondiali in concerto. "Ricordo che effettuai le
fotografie di Night the Park, con Brian Jones, Woodstock e ad altri memorabili
concerti". Sempre nel corso degli anni '60 Callà diventa il fotografo ufficiale
del
Cantagiro
e di altre
manifestazioni canore.
Lavora quindi per
diverse case discografiche realizzando servizi e alcune
copertine: è il periodo durante il quale i dischi si vendevano per la copertina,
oltre che per il contenuto. Callà lavora per Marina Testori della Cgd, Alda
Faidutta della Carosello, Tania Sacsi (futura p.r. di
Vasco Rossi) ed altri
discografici, si inventa delle copertine psichedeliche usando vetrini,
borotalco
e inchiostro. Fra le copertine più note ideate da Callà ricordiamo quelle di
alcuni album dei Pooh: ALESSANDRA e PARSIFAL. All'inizio degli anni '70
accompagna in tournèe (come fotografo ufficiale) Ricky Maiocchi che aveva
lasciato da poco I Camaleonti. "Lo seguii a Monaco di Baviera, Parigi,
Amsterdam e Londra. Ricordo un servizio fotografico realizzato a Dachau, nei
campi di concentramento". Altri servizi Callà li realizza in occasione delle
Olimpiadi tedesche del 1972, quindi prosegue a fare copertine e servizi
fotografici per i cantanti. Nel 1973 acquista una macchina Nikkon, poi noleggia
una cinepresa Rallyflex: "avevo scoperto che con la cinepresa si poteva passare
dalle 8 espressioni della Nikkon ai 64 fotogrammi al secondo, grazie al
variatore di velocità che è fatto per fare il rallenty. Questo tipo di cinepresa
l'aveva soltanto la Rai per realizzare i telegiornali e le partite di calcio, io
la noleggiai ed iniziai a fare il primo videoclip a Demis Roussous ad
Abbiategrasso."
Callà è
stato quindi il primo in Italia a realizzare i videoclip, da questo momento non
si fermerà più: "ricordo Augusto Daolio e
I Nomadi nella campagna emiliana,
Marcella Bella, Albano e Romina Power in America, e tanti altri. La Rai, unica
emittente allora esistente, non mandava però in onda molti video musicali,
pensai allora di far circolare queste immagini in vcr 35 mm (le antenate delle
attuali videocassette). Mi incontrai con un dirigente della Philips, in quel
periodo questa azienda realizzava dei filmati scientifici per incrementare la
vendita di apparecchi vcr (apparecchi che consentivano di vedere immagini a casa
propria in pellicola), realizzai una serie di video musicali. Riuscii a far
accordare la Rifi, l'Ariston, la Cgd e la Rca e realizzai per loro un catalogo
di vcr con otto filmati di noti cantanti". Callà lavora molto al montaggio e
con la moviola. Un giorno incontra
Vittorio Salvetti
che aveva visionato alcuni suoi
videoclip da un cantante in gara al Festivalbar.
"Salvetti mi propose di lavorare per lui, di fare il
regista del Festivalbar e
di creare gli effetti speciale per questa manifestazione." Dal 1964 al 1973 la
Rai infatti aveva mandato
in onda soltanto un breve servizio sulla serata finale
di questa manifestazione con propri registi. In occasione del decennale del Festivalbar
Salvetti aveva ottenuto la messa in onda della serata finale, alla
condizione che si sarebbe
lui arrangiato per la regia, poichè l'unico
apparecchio con il quale si poteva realizzare la regia di una manifestazione con
il pubblico (l'Eidophor) la Rai l'aveva già impegnato per le riprese di un altro
evento, l'unico ad averlo in Italia era Callà che lo aveva noleggiato dalla
Philips. "La caratteristica principale dell'Eidophor era quella di permettere le
inquadrature (a colori) sia
del cantante che del pubblico". Da questo momento
ogni anno, da marzo a settembre,
Callà segue il Festivalbar di Salvetti.
"Ricordo che nella piazza di Asiago c'era Claudio Baglioni, vincitore con E TU,
la piazza era piccola (cinquanta metri) ed io tramite una serie di filmati
preparati in precedenza con immagini, cartoni animati e disegni, alternavo
queste immagini con quelle di Baglioni che cantava dal vivo... Di aneddoti sul
Festivalbar ne avrei tantissimi da raccontare, ricordo Gary Glitter che
arrivava in moto ad Asiago. Ma l'aneddoto più curioso risale alla prima
edizione: avevamo realizzato le riprese dei cantanti stranieri, il fonico Pippo
Ghezzi (prematuramente scomparso) aveva visto due belle ragazze e si era
distratto. Poco dopo si accorse di avere smarrito il registratore Nagra.
Cercammo disperati il registratore non tanto per il valore economico ma perchè
vi erano registrate le immagini di artisti stranieri che er
ano nel frattempo
partiti, immagini che avrebbero dovuto andare in onda la sera successiva.
Cercammo invano il registratore per tutta la notte, alle cinque della mattina
arrivò Salvetti… Io ero disperato e non sapevo come comunicarglielo, gli dissi:
"Vittorio mi rendo conto
del danno che ho creato come responsabile"; lui mi rispose: "Pino, in questo
momento io so che il tuo dramma è più grande del mio, non ti preoccupare" grande
umanità, rara nell’ambiente. Due ore dopo al nostro albergo arrivò una
telefonata dai carabinieri di Asiago che ci comunicarono in dialetto: "C'è un
contadino che passando ha trovato uno strano apparecchio, l'abbiamo esaminato
per verificare se era un residuato bellico, ma sembra un registratore, è per
caso vostro?" Qualche ora prima avremmo pagato anche 10 milioni di lire
(pensavamo l’avessero rubato) ce la cavammo con un’ombra de vin...Il Festivalbar,
a differenza delle altre manifestazioni canore, non entrò in crisi nemmeno negli
anni '70, il decennio durante il quale a causa del terrorismo gli artisti
stranieri e italiani
evitavano di esibirsi in pubblico. Chiusero il Cantagiro,
Canzonissima e molti Festival, anche il Festival di Sanremo andò in crisi, tanto
è vero che per rilanciarlo chiamarono proprio Salvetti.
E a
proposito del
Festival di Sanremo, hai mai curato la regia o la produzione di questo grande
evento, Pino? "Non l'ho mai realizzato, anche perchè venne
affidato a Salvetti soltanto per due anni, partecipai all'edizione del 1973 non
come regista ma come prova generale per il Festivalbar. L'edizione del 1973 fu
un'edizione sottotono, tanto che la Rai decise di non riprendere la
manifestazione, io proposi allora alle case discografiche la ripresa dei
cantanti che si esibivano per distribuire le vcr ai negozi di dischi. La Philips
le distribuì a 1000 negozi di dischi italiani, non si vedeva Sanremo ma comunque
si vedevano i cantanti in gara che cantavano la loro canzone. Ricordo che
vennero vendute ben 3500 vcr.". Erano presenti le prime tv via cavo a quel
festival, Pino, alcuni pionieri si contendono questo primato. Callà risponde che
al Salone delle Feste non c'erano nè
Peppo Sacchi
con la sua
Telebiella,
nè
Pietrangelo Gregorio con
la sua
TeleDiffusione Italiana,
erano fuori entrambi, probabilmente hanno effettuato
qualche ripresa esterna, ma non entrarono dentro al Salone delle Feste.

Dal 1974
Callà segue le varie tappe del Festivalbar effettuando fotografie e riprese, in
qualche occasione firma la regia, in altre la regia la effettuano altri suoi
colleghi, Callà è comunque il produttore di moltissime edizioni della popolare
manifestazione canora. "Ricordo varie tappe, quali, ad esempio, Gorizia, Pola,
Trieste, Grado, avrei molti aneddoti da raccontarti, non finirei più...". Nel
frattempo arriva l'evoluzione tecnologica: "le vcr si rompevano facilmente,
stavano arrivando in Italia nuovi apparecchi e nuovi sistemi di riproduzione
delle immagini. Io mi informavo continuamente leggendo le riviste specializzate,
MILLECANALI era la mia Bibbia, appresi nel frattempo che stavano per nascere le
radio e le televisioni private". Gli anni fra il 1976 e il 1977 sono
intensissimi: SERENATA PER GIULIETTA (aprile 1976, con Charles Aznavour, Daniel
Santacruz Ensamble, Sergio Endrigo, Vinicius de Moraes, Mal, Domenico Modugno,
Elettra Morini, Gianni Nazzaro, Demis Roussos, Le Orme), LA FATA MOENA (giugno
1976 con Nomadi, Matia Bazar, Luciano Rossi, Fausto Leali, regia di
Enzo Trapani), STASERA IKE E TINA TURNER (agosto 1976). E, poi, ancora: festival
di Sanremo, Carnevale di Venezia, video per i Collage, gli Homo Sapiens, Il
Giardino dei Semplici, persino Patrizio Sandrelli e Paolo Frescura (chi li
ricorda?, FRATELLO IN AMORE e BELLA DENTRO erano i loro successi). Proprio
su MILLECANALI Pino Callà, che nel frattempo ha dato vita alla Sava Televsion,
decide di pubblicizzare la sua attività.

Negli
anni '80 Callà segue Salvetti che non solo porta il Festivalbar sulle reti
Fininvest, ma crea una nuova manifestazione canora di grande successo,
AZZURRO, Callà è
il produttore di entrambe le manifestazioni e regista di alcune edizioni di
AZZURRO,
Ma prima del passaggio dalla Rai all'allora Fininvest oggi Mediaset) seguendo
Vittorio Salvetti, vi sono due altri passaggi importanti per Callà (e per il nostro sito): quello di
TeleCapodistria e quello delle radio e delle tv locali. A
TeleCapodistria Callà
aveva fornito alcune delle vcr canore che aveva realizzato per i cantanti,
l'emittente jugoslava in lingua italiana le mandò in onda in occasione del
Festivalbar: "la novità di TeleCapodistria fu quella dei programmi a colori,
quando la Rai ancora li realizzava in bianco e nero. Alcuni di questi video
furono mandati in onda nell'ambito dei programmi condotti da
Luciano Minghetti,
che poi mi chiederà di realizzare altri video per il suo programma GLI AMICI
DI LUCIANO in onda su TeleLombardia e su TeleRadioFantasia. Per TeleCapodistira
realizzai anche alcuni documentari, ricordo IL TRAM OPCINA, le riprese di un
concerto di Lorenzo Pilat, e ad altri speciali musicali". E così ti avvicinasti
alle 'emittenti alternative alla Rai? "Esattamente. Prima a
TeleCapodistria, e
poi alle tv e alle
radio locali che avevo conosciuto tramite il mio socio Marinelli e tramite
MILLECANALI. Ferruccio Marinelli nel 1977 inventò un
concorso radiofonico che si svolgeva a
Salsomaggiore, vi parteciparono molti dj
(anche loro gareggiavano) i dj presentavano le canzoni, io ripresi la finale che
andò in onda su una trentina di tv locali. Ricordo che fra i partecipanti vi
erano Gianni Riso, Luciano Minghetti, Gracy Jones, e tutti coloro che erano
allora considerati i miglior dj. La finalissima andò in onda su un circuito di
emittenti locali private ricordo
TeleAltoMilanese,
TeleRadioFantasia, VideoSiracusa,
TeleCostaSmeralda,
TeleAbruzzo,
Telereggio,
TelePiccolo,
Teleciociaria,
TeleLazio.
Ad un certo punto persi il conto:
registravamo il programma che veniva spedito alle emittenti sparse per la
penisola, ma il programma (come poi accadrà per SUPERCLASSIFICA SHOW, che aveva
quale attrazione i cantanti) veniva mandato in onda anche nei bar australiani
per gli italiani che vivevano oltre Oceano..." E nel 1976 conosci
Maurizio Seymandi?. "A dirti la verità Maurizio l'avevo conosciuto qualche anno prima
quando seguiva la trasmissione radiofonica di
Mike Bongiorno MIKE DI DOMENICA, in ogni
puntata intervistati dei fotografi che raccontavano delle loro avventure. Una
casa discografica mi aveva segnalato a Seymandi per le copertine che avevo
realizzato. Incontrai Maurizio e, invece di parlargli delle copertine dei
dischi, gli parlai di una mia avventura di qualche anno prima a Mosca. Ero
stato inviato da FAMIGLIA CRISTIANA per fare un servizio sulla chiesa cattolica
di San Luigi. Questa chiesa aveva solo cento fedeli in tutta Mosca, il partito
comunista sovietico la teneva soltanto per dimostrare di non essere totalitario,
ma la nascondeva ai turisti, la chiesa non era nelle mete delle visite guidate,
né era facilmente reperibile in una città grossa come la capitale russa. Nessuno
sapeva dov’era, o, non lo diceva, io per una settimana girai in taxi per
cercarla. Il taxi
sta era un numismatico, oltre ai rubli pretese 100 lire
italiane che gli servivano per la sua collezione, rischiando per tre giorni:
alla fine mi accompagnò davanti alla chiesa". Nel 1976
Maurizio Seymandi passato
a
TV SORRISI E CANZONI realizza la famosa inchiesta sulle tv locali esistenti in
Italia, fra la fine del 1976 e l'inizio del 1977 ha l'idea di SUPERCLASSIFICA
SHOW, ne parla a Vesigna, si decide di fare un numero zero. Fu a
TeleAltoMilanese (emittente con la quale Seymandi collaborava accompagnando
alcuni cantanti e intervistandoli nell'ambito della trasmissione SETTIMO ROUND
condotta da Ettore Andenna) che Callà (che accompagnava anche lui altri
cantanti) e Seymandi si ritrovano. "Maurizio mi offrì di fare il numero 0 di
SUPERCLASSIFICA SHOW e ne parlò a Vesigna, Mancavano pochi mesi al Festival di
Sanremo edizione 1977, e proprio perchè io dovevo già essere a Sanremo
accettai". Nel febbraio 1977 viene quindi realizzato il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW, la puntata numero 1 va in onda nel settembre 1977. Perchè
questo ritardo Pino? Vesigna e Seymandi dovevano convincere non tanto le tv
locali, che avrebbero mandato in onda subito il programma vista la presenza di
molti cantanti noti e visto che dovevano riempire il loro
palinsesto, ma
aspettavano il benestare dai fratelli Campi, allora editori di TV SORRISI E
CANZONI. Si arrivò a marzo, si pensava di partire proprio con il
Festivalbar
edizione 1977 ma vi fu un altro ritardo causato da
TeleAltoMilanese.
Questa
emittente, che era comunque la maggiore in Italia, voleva l'esclusiva, ma Vesigna e Seymandi volevano un programma nazionale in onda su tantissime
emittenti, inoltre da
TeleAltoMilanese volevano affidare la regia a un noto
regista che lavorava per la stessa Tam. Avevano sminuito la puntata numero 0 che
era però stata apprezzata da tutte le emittenti italiane alle quali l'avevamo
inviata. Il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW era si casereccio, fatto con
quattro mezzi, come prova: nessuna scenografia ricercata, ma riguardandola oggi
è un reperto storico proprio per la sua freschezza e per la sua genuinità. A
TeleAltoMilanese continuavano a volere un regista affermato e si domandavano: ma
chi è mai questo Pino Callà? A questo punto io proposi di realizzare
alcune riprese e suggerii
Enzo Trapani come regista, con Trapani, che mi chiamava Pablo,
avevo già realizzato in Rai alcuni lavori. Trapani era considerato a quel tempo
un regista geniale ma scomodissimo,
Trapani (che a quel tempo stava girando LA
SBERLA), interessava tantissimo Vesigna che lo voleva come editorialista di
SORRISI, oltre che come regista della trasmissione. Andai a Torino e convinsi
Trapani a fare la regia di SUPERCLASSIFICA SHOW, Enzo aveva lavorato soltanto
con la Rai e diffidava delle tv private, ma diede il suo parere favorevole per
aiutarmi, e così firmò la regia delle prime otto puntate alla condizione che la
maggior parte delle riprese le effettuassi io". Ecco svelato l'arcano sulla
regia di
Enzo Trapanii e/o di Pino Callà, ad un certo punto però Callà realizza
direttamente la regia sia perchè
Trapani ha sempre meno tempo a disposizione poichè è impegnato con la regia di STRYXY (mitico programma Rai) sia perchè Enzo
pur avendo un ottimo rapporto con me, non aveva un buon rapporto con Seymandi.
Ricordo che Maurizio aveva delle scadenze da rispettare per la realizzazione
della singola puntata che poi doveva essere distribuita in tempo reale alle
varie televisioni. Trapani era un perfezionista, faceva rifare per ore ed ore la
realizzazione di un filmato. Il casus belli avvenne quando c'erano ospiti I Pooh
per realizzazione di un videoclip. Trapani per fare un video di tre minuti ne
aveva impiegati circa 30, continuava a far interrompere le riprese per un
problema con le luci. Seymandi si arrabbiò e Trapani replicò: "Guarda che io ho
oltre 800 ore di Rai alle spalle" e Seymandi rispose con una delle sue
proverbiali battute: "forse saranno troppe". Maurizio, pur essendo dispiaciuto
perchè considerava Trapani un genio disse che dalla puntata successiva la regia
l'avrei fatta io da solo." E così Pino Callà, che di SUPERCLASSIFICA SHOW è
sempre stato il produttore dalla puntata numero 0 all'ultima, firma la regia di
questo storico programma. Ma nel frattempo Callà non realizza soltanto
SUPERCLASSIFICA SHOW. Lavora anche per DRIVE IN e per altre produzioni
realizzate dalla studio A per Ret4 e per Canale 5.
Nell'agosto 1985 Callà è a
Parigi per La Cinq, l'emittente francese di Silvio Berlusconi: "ricordo che
arrivai in Francia per realizzare tecnicamente gli studi, uno dei primi
programmi che curai fu una trasmissione condotta da Jocelyin. I francesi erano
invidiosi e pertanto tutti i collaboratori dovevano francesizzare i loro nomi:
Giuseppe Tattoli diventava
Joseph Tattolì; Giancarlo Pete diventava Jean
Charles Pethè". Nel 1987 si spacca
Euro Tv e nasce ITALIA 7
che vuole Callà come
regista di MUSICA E' (altra trasmissione realizzata da Maurizio Seymandi).
MUSICA E' va in onda anche su altre emittenti (compresa Italia1) il sabato, la
domenica resta il giorno della messa in onda di SUPERCLASSIFICA SHOW.
Euro Tv affida a Callà anche un altro incarico: quello di realizzare un altro programma non prettamente
musicale. Parte COLPO GROSSO, altro programma cult della storia della
televisione. "C'era da inventare qualcosa che lanciasse
Italia7 pensai quindi
ad un programma con b
elle ragazze". Callà produce e cura la regia di un altro
programma di Italia7, ROSSO DI SERA con Maurizio Mosca; mentre COLPO GROSSO
prosegue per cinque anni non soltanto per Italia7 ma anche per emittenti
tedesche, svedesi, francesi e spagnole. "A questo punto, essendo impegnato nella
produzione, e non potendo seguire la regia di tutti questi programmi, affidai la
regia di SUPERCLASSIFICA SHOW ai miei assistenti (Celeste Laudisio e Egidio
Romio, nda). pur restando il produttore del programma." Nella seconda metà degli
anni '90 e nel nuovo millennio Callà, cura la regia di CASA PER CASA (in onda su
TeleMontecarlo) che poi diventerà SABATO 4 (Rete4), e si dedica prevalentemente
alla grossa produzione, fra le sue realizzazioni LA MACCHINA DEL TEMPO condotta
da Alessandro Cecchi Paone, e, successivamente con il canale Mt Channel per Sky.


Progetti
per il futuro? "Mi sta affascinando internet, sono molto interessato
all'evoluzione del vostro sito". Rimpianti? "Nessuno, soltanto un progetto:
ripercorrere la storia della canzone italiana attraverso i video realizzati nel
corso degli anni, questo progetto l'avevo proposto a Vittorio Salvetti nel 1997,
gli avevo scritto per gli auguri di Natale
concludendo: auguri di buon Natale
dal tuo fans Pino Callà. Vittorio, era già ammalato, io non lo sapevo, mi
rispose: "il tuo progetto mi ha affascinato, anch'io sono un tuo fans, tu hai un
patrimonio videofotografico, lo faremo senz'altro. Io non sapevo che Salvetti
era gravemente ammalato, ma mi scrisse: “Caro Pino, non posso dirti di no”, un
mese dopo però Salvetti morì. Spero di realizzare questo progetto dedicandolo
proprio a Salvetti nel decennale della sua scomparsa. Devo molto Vittorio
Salvetti, fu lui a lanciarmi rischiando." Immaginiamo che riordinando
l'archivio Callà potrebbero riapparire le immagini di cantanti oggi noti ai loro
esordi, ma anche di aspiranti cantanti che poi hanno cambiato professione, e
magari riusciremo a trovare un video di Silvio Glori (o Silvio da Acore). Callà
ha confermato, non si tratta di leggende metropolitane, quel Silvio Glori (o
Silvio da Arcore) era proprio Silvio Berlusconi, lo confermò anni orsono
Vittorio Salvetti e Silvio Berlusconi non ha mai smentito.
Pino Callà è stato il maestro inconsapevole di molti degli attuali registi di Mediaset, fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 i registi (a parte quelli della Rai) non esistevano. Dopo essersi inventato lui stesso il mestiere di regista, Callà lo ha insegnato a diversi cameraman, scenografi, direttori della fotografia, direttori delle luci, ad esempio Aldo Giuttari (attuale direttore della fotografia di STRISCIA LA NOTIZIA). Pino Callà è entrato nella grande famiglia di www.storiaradiotv.it e presto proporrà ai nostri lettori una grande sorpresa. Per il momento caro Pino vogliamo ringraziarti anche a nome dei lettori che continuano a richiederci le tue fotografie e i tuoi video storici, e a proposito di storia, un posto a pieno diritto nella storia della televisione italiana, e quindi nel nostro sito, Pino Callà lo merita a pieno diritto.
Dal settembre 2007 anche Pino Callà entrato a far parte della grande famiglia di www.storiaradiotv.it, Pino Callà, con Massimo Emanuelli e Maurizio Seymandi, ha fatto una visita nella redazione di MILLECANALI, si è pensato a lui quale regista e produttore del Gran Premio Tv, il nome e il cognome sono una garanzia.

MASSIMO EMANUELLI, MAURIZIO SEYMANDI, MAURO ROFFI, PINO CALLA' A MILLECANALI.