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PINO CALLA', IL REGISTA E PRODUTTORE DI SUPERCLASSIFICA SHOW,

COLPO GROSSO, AZZURRO E IL FESTIVALBAR

 

Pino CallÓ nasce a Mammola, passa l'infanzia e l'adolescenza nella Milano del secondo dopoguerra: "Era la Milano della ricostruzione, la mia prima abitazione milanese fu una casa di ringhiera in piazza Sant'Ambrogio, nel palazzo di fronte abitavano le famiglie della buona borghesia milanese. Fra i miei primi compagni di gioco c'era il figlio dell'avvocato Guido Rossi. Fino a 15 anni giocavo e scherzavo con le ragazzette assieme ai figli della buona borghesia milanese, anche se Rossi nel frattempo era giÓ partito per lĺAmerica per studiare. Io non avevo molta voglia di studiare, dopo la scuola dell'obbligo che frequentai in via Sant'Orsola, essendo stato rimandato a settembre in tre materie, mio padre mi mand˛ a lavorare".  E proprio tramite un amico del padre che faceva il tranviere, CallÓ trova il suo primo impiego come fattorino di un fotografo. ôFra una consegna e l'altra osservavo il fotografo lavorare nella camera oscura, decisi subito che questa sarebbe stata la mia professione. Ricordo che quando la sera tornavo a casa, in piazza Sant'Ambrogio, davanti alla caserma della Polizia c'erano molti emigranti che si fermavano a Milano per chiedere il permesso per espatriare in Belgio o in Germania. Erano tempi duri, il mio primo stipendio, invece di darlo ai genitori, lo investii in una macchina fotografica Comet. Con questa piccola macchina fotografai gli emigranti, fu praticamente il mio primo servizio fotografico".  CallÓ corona il suo sogno ed inizia a lavorare con il padre di Oliviero Toscani che aveva un'agenzia fotografica fornitrice del CORRIERE DELLA SERA, Facendo l'assistente del padre di Toscani, CallÓ impara il mestiere, a metÓ degli anni '60 CallÓ lavora in proprio: "fin da quando avevo 16 anni avevo firmato cambiali (nascondendo il fatto che non ero ancora maggiorenne), per comprare il primo ingranditore".  CallÓ, unitamente a Ferruccio Marinello, crea una piccola agenzia che si occupa della vendita delle fotografie.  I clic di Pino abbelliscono gli articoli di cronaca, di cucina e di moda dei pi¨ importanti quotidiani e settimanali.   E' Ferruccio Marinelli a mettere in contatto CallÓ con il mondo della discografia:  CallÓ gira per l'Europa e per l'America e fotografa i pi¨ grandi artisti mondiali in concerto. "Ricordo che effettuai le fotografie di Night the Park, con Brian Jones, Woodstock e ad altri memorabili concerti".  Sempre nel corso degli anni '60 CallÓ diventa il fotografo ufficiale del Cantagiro e di altre manifestazioni canore. Lavora quindi per diverse case discografiche realizzando servizi e alcune copertine: Ŕ il periodo durante il quale i dischi si vendevano per la copertina, oltre che per il contenuto.  CallÓ lavora per Marina Testori della Cgd, Alda Faidutta della Carosello, Tania Sacs (futura p.r. di Vasco Rossi) ed altri discografici,  si inventa delle copertine psichedeliche usando vetrini, borotalco e inchiostro. Fra le copertine pi¨ note ideate da CallÓ ricordiamo quelle di alcuni album dei Pooh: ALESSANDRA e PARSIFAL.  All'inizio degli anni '70 accompagna in tournŔe (come fotografo ufficiale) Ricky Maiocchi che aveva lasciato da poco I Camaleonti.  "Lo seguii a  Monaco di Baviera, Parigi, Amsterdam e Londra. Ricordo un servizio fotografico realizzato a Dachau, nei campi di concentramento". Altri servizi CallÓ li realizza in occasione delle Olimpiadi tedesche del 1972, quindi prosegue a fare copertine e servizi fotografici per i cantanti. Nel 1973 acquista una macchina Nikkon, poi noleggia una cinepresa Rallyflex: "avevo scoperto che con la cinepresa si poteva passare dalle 8 espressioni della Nikkon ai 64 fotogrammi al secondo,  grazie al variatore di velocitÓ che Ŕ fatto per fare il rallenty. Questo tipo di cinepresa l'aveva soltanto la Rai per realizzare i telegiornali e le partite di calcio, io la noleggiai ed iniziai a fare il primo videoclip a Demis Roussous ad Abbiategrasso."

CallÓ Ŕ stato quindi il primo in Italia a realizzare i videoclip, da questo momento non si fermerÓ pi¨: "ricordo Augusto Daolio e I Nomadi nella campagna emiliana, Marcella Bella, Albano e Romina Power in America, e tanti altri.   La Rai, unica emittente allora esistente, non mandava per˛ in onda molti video musicali, pensai allora di far circolare queste immagini in vcr 35 mm (le antenate delle attuali videocassette). Mi incontrai con un dirigente della Philips, in quel periodo questa azienda realizzava dei filmati scientifici per incrementare la vendita di apparecchi vcr (apparecchi che consentivano di vedere immagini a casa propria in pellicola), realizzai una serie di video musicali. Riuscii a far accordare la Rifi, l'Ariston, la Cgd e la Rca e realizzai per loro un catalogo di vcr con otto filmati di noti cantanti".  CallÓ lavora molto al montaggio e con la moviola.  Un giorno incontra Vittorio Salvetti che aveva visionato alcuni suoi videoclip da un cantante in gara al Festivalbar. "Salvetti mi propose di lavorare per lui, di fare il regista del Festivalbar e di creare gli effetti speciale per questa manifestazione." Dal 1964 al 1973 la Rai infatti aveva mandato in onda soltanto un breve servizio sulla serata finale di questa manifestazione con propri registi. In occasione del decennale del Festivalbar Salvetti aveva ottenuto la messa in onda della serata finale, alla condizione che si sarebbe lui arrangiato per la regia, poichŔ l'unico apparecchio con il quale si poteva realizzare la regia di una manifestazione con il pubblico (l'Eidophor) la Rai l'aveva giÓ impegnato per le riprese di un altro evento, l'unico ad averlo in Italia era CallÓ che lo aveva noleggiato dalla Philips. "La caratteristica principale dell'Eidophor era quella di permettere le inquadrature (a colori) sia del cantante che del pubblico". Da questo momento ogni anno, da marzo a settembre, CallÓ segue il Festivalbar di Salvetti.  "Ricordo che nella piazza di Asiago c'era Claudio Baglioni, vincitore con E TU, la piazza era piccola (cinquanta metri) ed io tramite una serie di filmati preparati in precedenza con immagini, cartoni animati e disegni, alternavo queste immagini con quelle di Baglioni che cantava dal vivo... Di aneddoti sul Festivalbar ne avrei tantissimi da raccontare, ricordo  Gary Glitter che arrivava in moto ad Asiago.  Ma l'aneddoto pi¨ curioso risale alla prima edizione: avevamo realizzato le riprese dei cantanti stranieri, il fonico Pippo Ghezzi (prematuramente scomparso) aveva visto due belle ragazze e si era distratto. Poco dopo si accorse di avere  smarrito il registratore Nagra.  Cercammo disperati il registratore non tanto per il valore economico ma perchŔ vi erano registrate le immagini di artisti stranieri che erano nel frattempo partiti, immagini che avrebbero dovuto andare in onda la sera successiva. Cercammo invano il registratore per tutta la notte, alle cinque della mattina arriv˛ Salvettiů Io ero disperato e non sapevo come comunicarglielo, gli dissi: "Vittorio mi rendo conto del danno che ho creato come responsabile";   lui mi rispose: "Pino, in questo momento io so che il tuo dramma Ŕ pi¨ grande del mio, non ti preoccupare" grande umanitÓ, rara nellĺambiente.  Due ore dopo al nostro albergo arriv˛ una telefonata dai carabinieri di Asiago che ci comunicarono in dialetto: "C'Ŕ un contadino che passando ha trovato uno strano apparecchio, l'abbiamo esaminato per verificare se era un residuato bellico, ma sembra un registratore, Ŕ per caso vostro?" Qualche ora prima avremmo pagato anche 10 milioni di lire (pensavamo lĺavessero rubato) ce la cavammo con unĺombra de vin...Il Festivalbar, a differenza delle altre manifestazioni canore, non entr˛ in crisi nemmeno negli anni '70, il decennio durante il quale a causa del terrorismo gli artisti stranieri e italiani evitavano di esibirsi in pubblico. Chiusero il Cantagiro, Canzonissima e molti Festival, anche il Festival di Sanremo and˛ in crisi, tanto Ŕ vero che per rilanciarlo chiamarono proprio Salvetti.

E a proposito del Festival di Sanremo, hai mai curato la regia o la produzione di questo grande evento, Pino?  "Non l'ho mai realizzato, anche perchŔ venne affidato a Salvetti soltanto per due anni, partecipai all'edizione del 1973 non come regista ma come prova generale per il Festivalbar. L'edizione del 1973 fu un'edizione sottotono, tanto che la Rai decise di non riprendere la manifestazione, io proposi allora alle case discografiche la ripresa dei cantanti che si esibivano per distribuire le vcr ai negozi di dischi. La Philips le distribuý a 1000 negozi di dischi italiani, non si vedeva Sanremo ma comunque si vedevano i cantanti in gara che cantavano la loro canzone. Ricordo che vennero vendute ben  3500 vcr.".  Erano presenti le prime tv via cavo a quel festival, Pino, alcuni pionieri si contendono questo primato. CallÓ risponde che al Salone delle Feste non c'erano nŔ Peppo Sacchi con la sua Telebiella,   Pietrangelo Gregorio con la sua TeleDiffusione Italiana, erano fuori entrambi, probabilmente hanno effettuato qualche ripresa esterna, ma non entrarono dentro al Salone delle Feste.  

Dal 1974 CallÓ segue le varie tappe del Festivalbar effettuando fotografie e riprese, in qualche occasione firma la regia, in altre la regia la effettuano altri suoi colleghi, CallÓ Ŕ comunque il produttore di moltissime edizioni della popolare manifestazione canora. "Ricordo varie tappe, quali, ad esempio, Gorizia, Pola, Trieste, Grado, avrei molti aneddoti da raccontarti, non finirei pi¨...".  Nel frattempo arriva l'evoluzione tecnologica: "le vcr si rompevano facilmente, stavano arrivando in Italia nuovi apparecchi e nuovi sistemi di riproduzione delle immagini. Io mi informavo continuamente leggendo le riviste specializzate, MILLECANALI era la mia Bibbia, appresi nel frattempo che stavano per nascere le radio e le televisioni private". Gli anni fra il 1976 e il 1977 sono intensissimi: SERENATA PER GIULIETTA (aprile 1976, con Charles Aznavour, Daniel Santacruz Ensamble, Sergio Endrigo, Vinicius de Moraes, Mal, Domenico Modugno, Elettra Morini, Gianni Nazzaro, Demis Roussos, Le Orme), LA FATA MOENA (giugno 1976 con Nomadi, Matia Bazar, Luciano Rossi, Fausto Leali, regia di Enzo Trapani),  STASERA IKE E TINA TURNER (agosto 1976). E, poi, ancora:   festival di Sanremo, Carnevale di Venezia, video per i Collage, gli Homo Sapiens, Il Giardino dei Semplici, persino Patrizio Sandrelli e Paolo Frescura (chi li ricorda?, FRATELLO IN AMORE e BELLA DENTRO erano i loro successi).  Proprio su MILLECANALI Pino CallÓ, che nel frattempo ha dato vita alla Sava Televsion, decide di pubblicizzare la sua attivitÓ.

Negli anni '80 CallÓ segue Salvetti che non solo porta il Festivalbar sulle reti Fininvest, ma crea una nuova manifestazione canora di grande successo, AZZURRO, CallÓ Ŕ il produttore di entrambe le manifestazioni e regista di alcune edizioni di  AZZURRO,   Ma prima del passaggio dalla Rai all'allora Fininvest oggi Mediaset) seguendo Vittorio Salvetti, vi sono due altri passaggi importanti per CallÓ (e per il nostro sito): quello di TeleCapodistria e quello delle radio e delle tv locali. A TeleCapodistria CallÓ aveva fornito alcune delle vcr canore che aveva realizzato per i cantanti, l'emittente jugoslava in lingua italiana le mand˛ in onda in occasione del Festivalbar:  "la novitÓ di  TeleCapodistria fu quella dei programmi a colori, quando la Rai ancora li realizzava in bianco e nero.  Alcuni di questi video furono mandati in onda nell'ambito dei programmi condotti da Luciano Minghetti, che poi mi chiederÓ di realizzare altri video per il suo programma   GLI AMICI DI LUCIANO in onda su TeleLombardia e su TeleRadioFantasia.  Per TeleCapodistira realizzai anche alcuni documentari, ricordo IL TRAM OPCINA, le riprese di un concerto di Lorenzo Pilat, e ad altri speciali musicali". E cosý ti avvicinasti alle 'emittenti alternative alla Rai?  "Esattamente. Prima a TeleCapodistria, e poi alle tv e alle radio locali che avevo conosciuto tramite il mio socio Marinelli e tramite MILLECANALI.  Ferruccio Marinello nel 1977 invent˛ un concorso radiofonico che si svolgeva a Salsomaggiore, vi parteciparono molti dj (anche loro gareggiavano) i dj presentavano le canzoni, io ripresi la finale che and˛ in onda su una trentina di tv locali.  Ricordo che fra i partecipanti vi erano Gianni Riso, Luciano Minghetti, Gracy Jones, e tutti coloro che erano allora considerati i miglior dj.  La finalissima and˛ in onda su un circuito di emittenti locali private ricordo TeleAltoMilanese, TeleRadioFantasia, VideoSiracusa, TeleCostaSmeralda, TeleAbruzzo, Telereggio, TelePiccolo, Teleciociaria, TeleLazio. Ad un certo punto persi il conto:   registravamo il programma che veniva spedito alle emittenti sparse per la penisola, ma il programma (come poi accadrÓ per SUPERCLASSIFICA SHOW, che aveva quale attrazione i cantanti) veniva mandato in onda anche nei bar australiani per gli italiani che vivevano oltre Oceano..."  E nel 1976 conosci Maurizio Seymandi?.  "A dirti la veritÓ Maurizio l'avevo conosciuto qualche anno prima quando seguiva la trasmissione radiofonica di Mike Bongiorno MIKE DI DOMENICA, in ogni puntata intervistati dei fotografi che raccontavano delle loro avventure.  Una casa discografica mi aveva segnalato a Seymandi per le copertine che avevo realizzato.  Incontrai Maurizio e, invece di parlargli delle copertine dei dischi, gli parlai di una mia avventura di qualche anno prima a Mosca.  Ero stato inviato da FAMIGLIA CRISTIANA per fare un servizio sulla chiesa cattolica di San Luigi. Questa chiesa aveva solo cento fedeli in tutta Mosca, il partito comunista sovietico la teneva soltanto per dimostrare di non essere totalitario, ma la nascondeva ai turisti, la chiesa non era nelle mete delle visite guidate, nÚ era facilmente reperibile in una cittÓ grossa come la capitale russa. Nessuno sapeva dovĺera, o, non lo diceva, io per una settimana girai in taxi per cercarla.  Il taxista era un numismatico, oltre ai rubli pretese 100 lire italiane che gli servivano per la sua collezione, rischiando per tre giorni:   alla fine mi accompagn˛ davanti alla chiesa". Nel 1976 Maurizio Seymandi passato a TV SORRISI E CANZONI realizza la famosa inchiesta sulle tv locali esistenti in Italia, fra la fine del 1976 e l'inizio del 1977 ha l'idea di SUPERCLASSIFICA SHOW, ne parla a Vesigna, si decide di fare un numero zero.   Fu a TeleAltoMilanese (emittente con la quale Seymandi collaborava accompagnando alcuni cantanti e intervistandoli nell'ambito della trasmissione SETTIMO ROUND condotta da Ettore Andenna) che CallÓ (che accompagnava anche lui altri cantanti) e Seymandi si ritrovano.  "Maurizio mi offrý di fare il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW e ne parl˛ a Vesigna, Mancavano pochi mesi al Festival di Sanremo edizione 1977, e proprio perchŔ io dovevo giÓ essere a Sanremo accettai".  Nel febbraio 1977 viene quindi realizzato il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW, la puntata numero 1 va in onda nel settembre 1977. PerchŔ questo ritardo Pino?  Vesigna e Seymandi dovevano convincere non tanto le tv locali, che avrebbero mandato in onda subito il programma vista la presenza di molti cantanti noti e visto che dovevano riempire il loro palinsesto, ma aspettavano il benestare dai fratelli Campi, allora editori di TV SORRISI E CANZONI.  Si arriv˛ a marzo, si pensava di partire proprio con il Festivalbar edizione 1977 ma vi fu un altro ritardo causato da TeleAltoMilanese.  Questa emittente, che era comunque la maggiore in Italia, voleva l'esclusiva, ma Vesigna e Seymandi volevano un programma nazionale in onda su tantissime emittenti, inoltre da TeleAltoMilanese volevano affidare la regia a un noto regista che lavorava per la stessa Tam. Avevano sminuito la puntata numero 0 che era per˛ stata apprezzata da tutte le emittenti italiane alle quali l'avevamo inviata. Il numero 0 di SUPERCLASSIFICA SHOW era si casereccio, fatto con quattro mezzi, come prova: nessuna scenografia ricercata, ma riguardandola oggi Ŕ un reperto storico proprio per la sua freschezza e per la sua genuinitÓ.  A TeleAltoMilanese continuavano a volere un regista affermato e si domandavano: ma chi Ŕ mai questo Pino CallÓ?  A questo punto io proposi di realizzare alcune riprese e suggerii Enzo Trapani come regista, con Trapani, che mi chiamava Pablo, avevo giÓ realizzato in Rai alcuni lavori.  Trapani era considerato a quel tempo un regista geniale ma scomodissimo, Trapani (che a quel tempo stava girando LA SBERLA), interessava tantissimo Vesigna che lo voleva come editorialista di SORRISI, oltre che come regista della trasmissione. Andai a Torino e convinsi Trapani a fare la regia di SUPERCLASSIFICA SHOW, Enzo aveva lavorato soltanto con la Rai e diffidava delle tv private, ma diede il suo parere favorevole per aiutarmi, e cosý firm˛ la regia delle prime otto puntate alla condizione che la maggior parte delle riprese le effettuassi io".   Ecco svelato l'arcano sulla regia di Enzo Trapanii e/o di Pino CallÓ,  ad un certo punto per˛ CallÓ realizza direttamente la regia sia perchŔ Trapani ha sempre meno tempo a disposizione poichŔ Ŕ impegnato con la regia di STRYXY (mitico programma Rai) sia perchŔ Enzo pur avendo un ottimo rapporto con me, non aveva un buon rapporto con Seymandi.  Ricordo che Maurizio aveva delle scadenze da rispettare per la realizzazione della singola puntata che poi doveva essere distribuita in tempo reale alle varie televisioni. Trapani era un perfezionista, faceva rifare per ore ed ore la realizzazione di un filmato. Il casus belli avvenne quando c'erano ospiti I Pooh per realizzazione di un videoclip. Trapani per fare un video di tre minuti ne aveva impiegati circa 30, continuava a far interrompere le riprese per un problema con le luci. Seymandi si arrabbi˛ e Trapani replic˛:  "Guarda che io ho oltre 800 ore di Rai alle spalle" e Seymandi rispose con una delle sue proverbiali battute: "forse saranno troppe".  Maurizio, pur essendo dispiaciuto perchŔ considerava Trapani un genio disse che dalla puntata successiva la regia l'avrei fatta io da solo." E cosý Pino CallÓ, che di SUPERCLASSIFICA SHOW Ŕ sempre stato il produttore dalla puntata numero 0 all'ultima, firma la regia di questo storico programma. Ma nel frattempo CallÓ non realizza soltanto SUPERCLASSIFICA SHOW.  Lavora anche per DRIVE IN e per altre produzioni realizzate dalla studio A per Ret4 e per Canale 5.

 

 

Nell'agosto 1985 CallÓ Ŕ a Parigi per La Cinq, l'emittente francese di Silvio Berlusconi: "ricordo che arrivai in Francia per realizzare tecnicamente gli studi, uno dei primi programmi che curai fu una trasmissione condotta da Jocelyin. I francesi erano invidiosi e pertanto tutti i collaboratori dovevano francesizzare i loro nomi:  Giuseppe Tattoli diventava Joseph Tattolý;  Giancarlo Pete diventava Jean Charles PethŔ". Nel 1987 si spacca Euro Tv e nasce ITALIA 7 che vuole CallÓ come regista di MUSICA E' (altra trasmissione realizzata da Maurizio Seymandi).  MUSICA E' va in onda anche su altre emittenti (compresa Italia1) il sabato, la domenica resta il giorno della messa in onda di SUPERCLASSIFICA SHOW.   Euro Tv affida a CallÓ anche un altro incarico: quello di realizzare   un altro programma non prettamente musicale. Parte COLPO GROSSO, altro programma cult della storia della televisione.  "C'era da inventare qualcosa che lanciasse Italia7 pensai quindi ad un programma con belle ragazze". CallÓ produce e cura la regia di un altro programma di Italia7, ROSSO DI SERA con Maurizio Mosca; mentre COLPO GROSSO prosegue per cinque anni non soltanto per Italia7 ma anche per emittenti tedesche, svedesi, francesi e spagnole. "A questo punto, essendo impegnato nella produzione, e non potendo seguire la regia di tutti questi programmi, affidai la regia di SUPERCLASSIFICA SHOW ai miei assistenti (Celeste Laudisio e Egidio Romio, nda). pur restando il produttore del programma." Nella seconda metÓ degli anni '90 e nel nuovo millennio CallÓ, cura la regia di CASA PER CASA (in onda su TeleMontecarlo) che poi diventerÓ SABATO 4 (Rete4), e si dedica prevalentemente alla grossa produzione, fra le sue realizzazioni LA MACCHINA DEL TEMPO condotta da Alessandro Cecchi Paone, e, successivamente con il canale Mt Channel per Sky.

Progetti per il futuro?  "Mi sta affascinando internet, sono molto interessato all'evoluzione del vostro sito". Rimpianti?  "Nessuno, soltanto un progetto: ripercorrere la storia della canzone italiana attraverso i video realizzati nel corso degli anni, questo progetto l'avevo proposto a Vittorio Salvetti nel 1997, gli avevo scritto per gli auguri di Natale concludendo: auguri di buon Natale dal tuo fans Pino CallÓ. Vittorio, era giÓ ammalato, io non lo sapevo, mi rispose: "il tuo progetto mi ha affascinato, anch'io sono un tuo fans, tu hai un patrimonio videofotografico, lo faremo senz'altro. Io non sapevo che Salvetti era gravemente ammalato, ma mi scrisse: ôCaro Pino, non posso dirti di noö, un mese dopo per˛ Salvetti morý. Spero di realizzare questo progetto dedicandolo proprio a Salvetti nel decennale della sua scomparsa. Devo molto Vittorio Salvetti, fu lui a lanciarmi rischiando."   Immaginiamo che riordinando l'archivio CallÓ potrebbero riapparire le immagini di cantanti oggi noti ai loro esordi, ma anche di aspiranti cantanti che poi hanno cambiato professione, e magari riusciremo a trovare un video di Silvio Glori (o Silvio da Acore).  CallÓ ha confermato, non si tratta di leggende metropolitane, quel Silvio Glori (o Silvio da Arcore) era proprio Silvio Berlusconi, lo conferm˛ anni orsono Vittorio Salvetti e Silvio Berlusconi non ha mai smentito.

Pino CallÓ Ŕ stato il maestro inconsapevole di molti degli attuali registi di Mediaset, fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 i registi (a parte quelli della Rai) non esistevano. Dopo essersi inventato lui stesso il mestiere di regista, CallÓ lo ha insegnato a diversi cameraman, scenografi, direttori della fotografia, direttori delle luci, ad esempio Aldo Giuttari (attuale direttore della fotografia di STRISCIA LA NOTIZIA).  Pino CallÓ Ŕ entrato nella grande famiglia di www.storiaradiotv.it e presto proporrÓ ai nostri lettori una grande sorpresa.  Per il momento caro Pino vogliamo ringraziarti anche a nome dei lettori che continuano a richiederci le tue fotografie e i tuoi video storici, e a proposito di storia, un posto a pieno diritto nella storia della televisione italiana, e quindi nel nostro sito, Pino CallÓ lo merita a pieno diritto.

Dal settembre 2007 anche Pino CallÓ entrato a far parte della grande famiglia di www.storiaradiotv.it, Pino CallÓ, con Massimo Emanuelli e Maurizio Seymandi, ha fatto una visita nella redazione di MILLECANALI, si Ŕ pensato a lui quale regista e produttore del Gran Premio Tv, il nome e il cognome sono una garanzia.

 

MASSIMO EMANUELLI, MAURIZIO SEYMANDI, MAURO ROFFI, PINO CALLA' A MILLECANALI.

PINO CALLA' E ALBANO MAGGIO 2013

PINO CALLA' IN FORMA SI ALLENA PER DJ SOTTO LE STELLE