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PERCHE' SANREMO E' SANREMO

Come sempre a Sanremo non mancano le polemiche: fra gli esclusi Cochi e Renato (9l brano FINCHE' C'E' LA SALUTE è stato proposto a STIAMO LAVORANDO PER NOI), il tenore Roberto Alagna (colui che ha abbandonato l'Aida al Teatro alla Scala), Francesco Baccini (che aveva proposto un brano scritto e musicato a quattro mani con Gianluca Grignani), Nino D’Angelo, Ron, Amedeo Minghi, Mino Reitano, Luisa Corna, Andrea Mirò, Neri Marcorè, Mario Lavezzi, , Irene Grandi. Sono stati esclusi cantanti per i quali avevano scritto dei brani personaggi della scienza e della cultura come l'astrofisica Margherita Hack, la poetessa Alda Merini, il premio Nobel Rita Levi Montalcini.

Il "Pippo nazionale" ha annunciato le nuove regole per la 57° Edizione del Festival della Canzone Italiana che sarà da lui organizzata e condotta con Michelle Hunziker. Il Festival si svolgerà dal 27 febbraio al 3 marzo 2007. Due saranno le categorie in gara: i Big (venti) e i Giovani (dodici) si torna alla Giuria di qualità, il Dopofestival sarà condotto da Piero Chiambretti, tornano anche i superospiti italiani campioni di vendite. Iniziano a circolare i nomi dei cantanti in gara, ma Baudo non ha ancora confermato. Ecco alcuni nomi:  Drupi, Gigi D'Alessio, Pago (reduce dalla vittoria di MUSIC FARM, che ha anticipato la sua probabile partecipazione a Sanremo durante un intervento telefonico a Tele Libertà di Piacenza). Quindi non più, come nella passata edizione, trenta artisti in gara, suddivisi in donne, uomini e gruppi, ma la giuria di qualità. Il famoso attore hollywoodiano Johnny Deep, interprete di PIRATI DEI CARAIBI, LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE FANTASMA e LA MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA, sarà il primo grande ospite internazionale; sul palco dell'Ariston anche superospiti italiani, artisti di ''chiara fama'', tenendo anche in conto le classifiche di vendita dei dischi, che nella quarta serata si alterneranno ai Giovani...  L'edizione 2007 (la cinquasettesima) sarà per Baudo la dodicesima, Pippo batterà così Mike Bongiorno (fermo a 11 edizioni). La prima edizione del Festival con Baudo conduttore risale al 1968, l'anno della contestazione giovanile, l'anno prima si era suicidato Luigi Tenco. "A Sanremo la gente segue con interesse solo le canzoni. Noi presentatori potremmo avere la voce fuori campo" sono parole di Pippo edizione 1968 conduttore al fianco di Luisa Rivelli. Sappiamo tutti come è andata a finire, Baudo, negli anni successivi, ha straripato, trasformando la gara di canzoni in un lungo e spesso inutile show televisivo. Ne è stato presentatore loquace, presenzialista, riuscendo con la sua invadenza a mettere in ombra anche gli ospiti più prestigiosi. Ne è stato il factotum, il direttore artistico, ma, tutto sommato, molti dei suoi Festival sono stati davvero speciali.

Per la prima volta i contrasti fra le reti televisive sono dimenticati: Chiambretti ha avuto la liberatoria da La7, Michele Hunziker da Mediaset. Chiambretti ha già condotto il Festival nel 1997 con Mike Bongiorno, e il Dopofestival nel 1998. Il Dopofestival - ha preannunciato Baudo inizierà ad un orario decente. "Sto preparando un programma tutto succo e quindi non ci sarà bisogno di far tardi".

 

ECCO I BIG DELL'EDIZIONE 2007 DEL FESTIVAL

 

Albano NEL PERDONO (brano scritto da Yaris Carrisi e Renato Zero)

Leda Battisti SENZA ME TI PENTIRAI

Gianni e Marcella Bella FOREVER

Fabio Concato OLTRE IL GIARDINO

Simone Cristicchi TI REGALERO' UNA ROSA

Jonny Dorelli MEGLIO COSI'

Francesco e Roby Facchinetti VIVERE NORNALE

Amalia Grè AMAMI PER SEMPRE

Mango CHISSA' SE NEVICA

Piero Mazzocchetti SCHIAVO D'AMORE

Paolo Meneguzzi MUSICA

Milva THE SHOW MUST GO ONE (titolo provvisorio)

Nada LUNA IN PIENA

Paolo Rossi IN ITALIA SI STA MALE (testo inedito di Rino Gaetano)

Antonella Ruggiero CANZONE FRA LE DUE GUERRE

Daniele Silvestri LA PARTENZA

Stadio GUARDAMI

Tosca IL TERZO FUOCHISTA

Velvet TUTTO DA RIFARE

Zero Assoluto APPENA PRIMA DI PARTIRE

 

PRESTO ON LINE ALCUNI RICORDI DEI VECCHI FESTIVAL

 

Leggete il libro di Gigi Vesigna SANREMO E' SEMPRE SANREMO. I 50 ANNI DEL FESTIVAL PIU' FAMOSO DEL MONDO. Storie, personaggi, scandali e segreti. Sperling & Kupfer.

DIARIO DEL FESTIVAL DI SANREMO 1968,

IL PRIMO FESTIVAL DI PIPPO BAUDO, ARRIVA LOUS ARMSTRONG: MA NON SA COSA DEVE FARE.

La novità di Baudo è di quelle che fanno notizia, ma c'è nelle sale del potere una notizia che ha una valenza ben più ghiotta. Ezio Radaelli, patron del primo Sanremo con il Voto Festival ha rilevato la quota azionaria che appartiene al Presidente dell'Ata, la società che gestisce il Casinò e organizza il Festival. Così, di fatto, diventa il padrone del patron già designato, Gianni Ravera, suo nemico carissimo. La vigilia del Festival è densa di avvenimenti che ne mettono in dubbio il regolare svolgimento: è in atto una causa fra Don Backy, finora luogotenente del Caln di Celentano dello stesso Adriano. Don Backy ha pagato casa discografica, ma due sue canzoni sono state già accettate a Sanremo: CASA BIANCA e CANZONE. Don Backy accusa il suo ex boss di appropriazione indebita: sostiene che il Clan non gli ha corrisposto i dovuti compensi e quindi chiede 200 milioni di danni. Celentano non demorde: chiama Ravera e Radaelli e dice che quelle canzoni gli appartengono e che quindi, se sarà escluso Don Backy, al Festival ci andrà lui in persona a cantarne una, cioè CANZONE. L'altra sarà affidata a Marisa Sannia, una deliziosa cantante sarda, e a Ornella Vanoni. Celentano è un boccone troppo appetitoso per il cast del Festival, e così il povero Aldo Caponi, che è il vero nome di Don Backy, viene estromesso brutalmente. Finirà male per tutti: Don Backy, per chiudere la causa, dovrà accontentarsi soltanto di sei milioni mentre le due canzoni "maledette" si classificheranno seconda e terza. Il Festival è meritatamente vinto da Sergio Endrigo con una sua composizione che si intitola CANZONE PER TE, mentre Adriano, terzo con CANZONE, lascia la sala al momento del verdetto, rifiutandosi di ripetere il motivo, secondo lui ingiustamente non vincente.

Un pastrocchio e una polemica che certamente non vestono d'eleganza il Festival del 1968. Tutto sommato una buona manifestazione che vede il debutto di Albano, già notissimo per la canzone NEL SOLE. L'ex cameriere del ristorante Il Dollaro di Milano, l'ex lavoratore dell'Innocenti, dove si fabbrica la Lambretta, fila in perfetto amore con la sedicenne Romina Power, ma lei dichiara: "non verrò a Sanremo, come qualcuno supponeva. Albano dovrà così fare a meno del mio caloroso applauso, ma sia ben chiaro che io non sono innamorato di nessuno, quindi nemmeno di Albano. Quando accadrà sarò io la prima a saperlo, non i giornali". Affermazioni dure, ma poi quando si sa che Albano è stato colpito dall'influenza ed è a letto con 40 di febbre, Romina gli manda un telegramma affettuoso che, naturalmente, non rimane segreto. Il 26 luglio 1970 Romina Power diventa la signora Carrisi in un affollatissimo matrimonio celebrato nel paese di lui, Cellino San Marco, assente, ingiustificata, la madre della sposa Linda Christian che vede quell'unione come il fumo negli occhi.  Il matrimonio, che molti pronosticano di brevissima durata, darà alla coppia quattro figli, ma dopo la tragedia della scomparsa della primogenita Ylenia inghiottita da New Orlenas, dove ha lasciato le ultime tracce, entrerà in crisi. E la coppia si separerà nell'estate del 1999. Con uno stile e molta civiltà da parte di entrambi.

Il Festival viene vinto da Sergio Endrigo, cantautore di razza e in gioventù lift all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia, la vittoria di Endrigo ridà a Sanremo un pò di dignità dopo la bagarre Celentano-Don Backy. Ma è anche il festival di Fausto Leali, il negro bianco,  di Roberto Vecchioni che firma la canzone SERA affidata a Gigliola Cinquetti, del riscatto di Dionne Warwick con LA VOCE DEL SILENZIO, che la grande interprete esporta negli Stati Uniti, della deliziosa Anna Identici di QUANDO MI INNAMORO, e del debutto di Giovanni Calone, ovvero Massimo Ranieri, che diventerà una star della canzone,interpreterà film importanti come METELLO di Bolognini e diventerà uno splendido "arlecchino" a teatro, ottenendo successi incontrastati perfino nella diffidente Parigi. Il festival del 1968, comunque, resterà per sempre nella memoria di tutti per la partecipazione del più vecchio-giovane interprete di tutti i tempi: a Sanremo arriva, in gara, Louis "Satchmo" Armstrong. Ha 68 anni, ma sembra un ragazzino tanta è la vitalità che trasmette a chi lo incontra. Non gli hanno spiegato cosa è il festival, sa solo che deve cantare e suonare. Così entra in scena e attacca MI VA DI CANTARE, il pezzo in concorso, poi, incurante degli applausi, comincia un suo concerto personale. I musicisti, entusiasti, lo accompagnano: inizia una specie di jam session che il pubblico sembra gradire molto, ma a Sanremo certe improvvisazioni non sono consentite e tocca a Pippo Baudo sollevarlo quasi peso e condurlo, sbigottito, fra le quinte. Più tardi Louis Armstrong è ospite d'onore di un cocktail per la presentazione di nuovo aperitivo, il Rosso Antico, di cui è inconsapevole testimonial. Quando glielo offrono lui lo assaggia, fa una smorfia, strabuzza gli occhi e, fra la costernazione generale, chiede che gli sia servito un Martini... Più tardi gli spiegheranno che lui, per contratto, quel liquido rosso deve farselo piacere perchè la sua testimonianza è stata pagata profumatamente: "ma - risponde lui - per suonare una sola canzone mi avete pagato troppo".

A Sanremo a ripetere i motivi c'è un altro maestro del jazz, lo xilofonista Lionel Hamppon: a lui è affidato il compito di nobilitare, ripetendoli alla sua maniera, tutti i motivi in gara. Sono momenti di grande musica. O, meglio, di piccola musica resa grande da un musicista eccelso. A Gianni Ravera luccicano gli occhi: "è stato un grande festival" borbotta. Sa che per lui l'anno prossimo Sanremo sarà off-limits. La manifestazione musicale più importante del mondo fa gola a troppi. Un ultimo cenno di cronaca: per il Festival la città di Sanremo e persino quelle vicine registrano il "tutto esaurito". Solo una camera resta inabitata: la 219 nel seminterrato dell'Hotel Savoy. La camera di Luigi Tenco.

SANREMO 1993 ANCORA PIPPO BAUDO

 

Al Festival del 1993 la vittoria non è un "mistero", MISTERO è il titolo della canzone vincitrice cantata da Enrico Ruggeri. "Il mio mito è Claudio Baglioni, la sua musica ha accompagnato la mia vita, l'ascolto mentre studio e anche prima di addormentarmi..." Sono parole di Laura Pausini che, vincendo nella categoria Giovani con la canzone LA SOLITUDINE è la vera rivelazione del Festival. Laura ha 18 anni, è nata a Faenza, ha cominciato a cantare con il padre Fabrizio che suona il pianoforte, quando aveva otto anni. Oggi Laura è una delle realtà più importanti della nostra musica leggera: i suoi dischi si vendono in tutto il mondo. I giornalisti presenti a Sanremo dedicano a Laura più spazio che agli altri cantanti, big compresi. Uno spazio se lo guadagna, ma ne farebbe volentieri a meno, Nek, vero nome Filippo Neviani, 21 anni, che arriva da Sassuolo, il paese di Caterina Caselli e Pierangelo Bertoli, la sua canzone IN TE è fortemente anitabortista e questo scatena le polemiche, anche politiche, persino di quello sparuto drappello di italiani che non seguono il Festival.

Del resto la vittoria fra i Big di Enrico Ruggeri è talmente scontata che sul suo conto c'è poco da dire. MISTERO è, con AVE MARIA di Renato Zero, DIETRO LA PORTA di Cristiano De Andrè, il figlio del grande Fabrizio, e GLI AMORI DIVERSI di Rosanna Casale in coppia con Grazia Di Michele, fra le poche canzoni degne di avere un futuro. La classifica escluderà soltanto Renato Zero, che, delusissimo, si piazzerà soltanto al quinto posto. Nemmeno la presenza di nonno Roberto Murolo, debuttante a 83 anni con la serenata L'ITALIA E' BBELLA con la doppia B rafforzativa, da la scossa a un Festival che, presentato da Pippo Baudo con la sua pupilla Lorella Cuccarini, offre poche emozioni, non suscita polemiche, insomma va via tranquillo. Quella vecchia volpe di Baudo, intuendo che non c'è spettacolo, invita al Dopo Festival anche Alba Parietti e, beato fra le donne si scatena. Prima rimprovera la Cuccarini, perchè secondo lui è troppo emozionata, poi SuperPippo presenta tutto e tutti, dirige l'orchestra, balla il flamenco con Francesco Salvi (che è in gara con DAMMI 1 BACIO), rotea un bacino come se avesse intorno ai fianchi un hula-hop quando l'orchestra attacca una musica che lo sfizia, dirige le telecamere, organizza il traffico degli ospiti, ironicamente annuncia che si candiderà alle prossime elezioni, e, infine, quando i giornalisti lo accusano di prevaricare un pochino, litiga di brutto con loro: "il Festival sono io: non lo dice ma certamente lo pensa. Faccio con il mio giornale un rapido sondaggio telefonico con i lettori: al 18% degli interpellati Pippo è piaciuto molto, al 50% abbastanza, e poco o per niente, in egual misura, a un doppio 16%.  E Lorella e Alba? Stravince la Cuccarini con il 58% dei favori del pubblico, contro il 42% della Parietti.  Dietro le quinte le due primedonne si ignorano con una costanza veramente encomiabile.  Comunque, questo Festival TuttoBaudo è davvero una specie di suk orientale. Ci trovi di tutto, dalle sfilate di moda, alle discussioni da bar sul mondo del pallone. E le canzoni?  Beh, qualcosa resterà. Forse. Emblematica resta una dichiarazione di Ruggeri, persona per bene, assolutamente al di fuori degli schemi divistici che sono abituali fra le star:  "MISTERO - mi racconta - l'avevo scritta per il Festival precendente, la tenevo nel cassetto da due anni ma non se ne fece niente. La mia vittoria chiude probabilmente la mia frequentazione con Sanremo. E' la terza volta che ci vengo, la prima con i Decibel con CONTESSA che prendeva in giro Renato Zero, la seconda con Morandi e Tozzi e abbiamo vinto in tre. Stavolta ho fatto tutto da solo: cantato e scritto parole e musica. Ho il temperamento di un giocatore, ma so capire quando non è più il caso di sfidare la sorte". I dati Auditel non sembrano confermare che Pippo Baudo abbia avuto ragione nello straripare:  il non Festival Show, poco musica e molti fronzoli, ottiene la prima sera 14.746.000 spettatori, scende a quasi 14.000.000 la seconda, il dato si conferma la terza, ma il sabato sera la finalissima contraddice tutto e tutti: la seguono ben 16.786.000 telespettatori. E' in assoluto il secondo record, dal primo rilevamento Audtel del 1987, quando per la serata finale davanti al video c'erano oltre 18 milioni di persone.