Peppo Sacchi
L’INVENTORE DELLA TV PRIVATA ITALIANA
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Giuseppe Sacchi, per gli amici Peppo, nasce a Como, assunto in Rai lavora
dapprima nella sede di Torino, poi viene trasferito alla sede di Milano nel
1967, tantissime sono le trasmissioni realizzate da Sacchi come regista in Rai,
fra queste ricordiamo Il festivalbar, Il festival di Castrocaro, il Premio regia
Tv di Salsomaggiore condotto da Daniele Piombi, il reportage Misteri d'Italia,
Linea contro Linea, Sacchi effettua inoltre molte riprese con Emilio Fede ed ha
anche lavorato per la tv dei ragazzi, ricordo le riprese di un ALI BABA'
realizzate dal Teatro Angelicum di Milano
Ad un certo punto iniziano i problemi, Sacchi viene “epurato”, Sacchi, un’altra
vittima illustre insieme ad
Enzo Tortora, va a lavorare per la
Televisione della
Svizzera Italiana- TSI dove non si occupa di regia direttamente ma organizzava i
programmi I pupazzi dei ragazzi (Pirimpilli), La serie del sapere, Immagini dal
mondo.
Si racconta che l’intransigente Peppo Sacchi abbia lasciato il suo posto in Rai
per non cedere a pressioni politiche e disgustato da taluni comportamenti di
taluni dirigenti milanesi decise di far tutto da se. Se andate a leggere le
varie storie della televisione (quelle che non ignorano Sacchi e
Telebiella naturalmente) troverete molte inesattezze. Si racconta infatti che
“l’intransigente Peppo Sacchi abbia lasciato il suo posto in Rai per non cedere
a pressioni politiche e disgustato da taluni comportamenti di taluni dirigenti
milanesi decise di far tutto da se” e quindi di fondare
Telebiella. Ma la verità
è un’altra: Sacchi non lasciò la Rai per fondare
Telebiella: “Non era mia
intenzione lasciare la Rai .- conferma il nostro – guadagnavo bene, furono loro
a cacciarmi. Feci ricorso tramite il Pretore del lavoro, e siccome non volevo
starmene con le mani in mano (Sacchi è sempre attivissimo anche oggi) fondai
Telebiella.
Nel 1970 dal Giappone arrivano delle incredibili novità tecnologiche e Sacchi,
acquistato un piccolo videoregistratore portatile da un quarto di pollice dell’Akai,
incomincia a filmare partite di calcio, comizi elettorali, feste di paese. Poi
la sera, tutti al bar della piazza, sotto gli archi, per vedere le facce, i
goals, le ragazze di quartiere. La voce si sparge e in poco tempo il bar è fin
troppo piccolo perché la gente resta fuori protestando. Si capisce allora che
c’è tanta voglia di “locale”, di cose semplici e di casa nostra. Il problema
dunque non è cosa registrare ma come far vedere tutto questo al bar e alla gente
a casa. A dargli l’idea è Enzo Gatta, uno che aveva trascorso buona parte della
sua vita a riparare apparecchi televisivi. Visto che non si possono lanciare via
etere quelle immagini, la legge lo proibisce esplicitamente, trasportiamole di
cavo in cavo, di casa in casa, di televisore in televisore, ci vorrà un po’ di
tempo ma è tutto perfettamente legale e potrebbe anche diventare un businness.
Biella è una città ricca, ricca anche di imprenditori, e il sogno di Peppo trova
molti amici pronti anche a collaborare e anche le istituzioni gli danno una
mano. Nel 1971 la testata giornalistica Telebiella viene registrata in Tribunale
(il famoso atto n.171/1971), il 20 aprile 1971 partono le prime trasmissioni
sperimentali, il primo annuncio ufficiale di TeleBiella viene dato da Adriana
Ramella, moglie di Peppo Sacchi: “da questo numero il nostro videoinformatore
inizia la sua pubblicazione periodica con scadenza settimanale, verrà presentato
al pubblico il sabato, il lunedì e il martedì, con edizioni speciali sportive la
domenica”.
Le trasmissioni regolari inizieranno il 15 dicembre 1972, data della scadenza
della convenzione fra lo Stato italiano e la Rai per la concessione dei servizi
radiotelevisivi. A questo punto le date e le tappe fondamentali della vita
professionale di Sacchi coincidono con quelle di
Telebiella, alla cui scheda
rimandiamo. Tremila metri di carri trasportavano i programmi agli apparecchi
installati nelle strade in piazza, sotto la galleria, in bar, ristoranti e
abitazioni private. Sacchi chiama a fare da testimonial
Enzo Tortora, Bruno Lauzi, le regie sono di un giovanissimo
Enzo Gatta.
L’1 giugno 1973 un funzionario del ministero delle Poste tagliò e sigilla i cavi
dell’emittente, divenuta fuorilegge con il decreto del ministro Gioia. Sacchi si
appella all’articolo 21 della Costituzione Italiana che permette ad ogni
cittadino di esprimere le proprie idee con qualunque mezzo e quindi anche con la
tv.
Nel frattempo il Pretore del lavoro ha dato ragione a Peppo Sacchi che può
essere riassunto in Rai, “ma non mi facevano più lavorare perché – secondo loro
- avevo danneggiato la Rai con Telebiella”.
Nel giugno 1974 la Corte Costituzionale sancisce che trasmettere via cavo dei
programmi televisivi non è reato, ma ribadisce la differenza fra cavo ed etere,
lasciando quest’ultimo sistema, cioè quello attraverso l’aria e le antenne di
sola pertinenza dell’Ente di Stato.
Telebiella riprende quindi le trasmissioni il 10 luglio 1974 grazie ad una
sentenza della Corte Costituzionale.
Sacchi e TeleBiella hanno fatto scuola. Telebiella – ricorda Peppo Sacchi –
tenne a battesimo anche Telebologna cavo, furono Sacchi e gli uomini di
Telebiella ad insegnare tecnicamente. Telebologna
però durò solo un giorno perché all’indomani dell’inaugurazione i cavi vennero
sigillati. Peppo Sacchi è anche un maestro e amico, lui ed
Enzo Gatta insegnarono a fare televisione
formarono i tecnici della futura TeleAltoMilanese.
Nel 1976
Telebiella si converte
all'etere irradiando i suoi programmi dai canali uhf 21 e uhf 59, la sede viene trasferit
a in via Novara 9/D sempre a
Biella. Nel 1979 Sacchi, che aveva
perso la seconda sentenza con la Rai dopo avere vinto la prima, ha partita vinta
in cassazione. “In Rai mi offrirono di lavorare come esterno, ma io non ero
d’accordo, allora risolvemmo il tutto con una conciliazione: mi pagarono anni
che mi mancavano per avere i contributi pensionistici e me ne andai, libero di
potere con Telebiella dare un servizio informativo e di svago alla mia città”.
Sempre nel 1979 Sacchi tenta di ampliare l'area di copertura dell'emittente che
irradia i propri programmi anche dai canali uhf 36, 38 e 64. Ma i
tempi sono cambiati, stanno per arrivare i network e i grandi gruppi editoriali,
nel 1982 per sopravvivere Sacchi stipula un accordo con Sergio Rogna di
Videogruppo, accordo che mira ad
una maggiore copertura regionale riducendo in modo sensibile i costi sempre in
aumento, un paio d'anni dopo Sacchi affilierà TeleBiella al circuito
PrimaAntenna. Nel 1986 Peppo Sacchi il pioniere decide
di cedere la testata i tempi sono cambiati. Ecco cosa si legge su MILLECANALI
(n.136/1986): "Dopo
tanti anni la testatata
Telebiella e alcune frequenze sono state vendute.
Giuseppe Sacchi pioniere dell’emittenza televisiva privata italiana, ha
recentemente deciso di cedere il famoso marchio della sua emittente a un nuovo
gruppo che sarebbe collegato alla televisione milanese Globo e al mobilificio
Aiazzone. Esso farebbe rinascere su nuove basi TeleBiella. “A noi restano
altre frequenze, gli studi (che stiamo peraltro per trasferire) e le
attrezzature. Non per questo cesseremo l’attività che continua sotto il marchio
di Primantenna. Me terrò d’occhio anche questa nuova
Telebiella se non altro
per ciò che questo nome ha rappresentato nella mia vita”. Peppo Sacchi
lasciata la "sua"
Telebiella
va a dirigere Europa 3, emittente di Torino.
La storia di TeleBiella prosegue senza Sacchi che con l'inizio degli anni '90
lascia momentaneamente il mondo della televisione in prima persona.
Sacchi si trasferisce a Gaglianico, piccolo comune poco
distante da Biella, e apre un'agenzia giornalistica e una scuola per tecnici
televisivi, operando da una biblioteca in via Pietro Micca. Ne 1997 Sacchi
scrive una sua storia di TeleBiella parlando di sè in terza persona.
Peppo Sacchi rida vita a una nuova
Telebiella
a livello provinciale sul finire degli anni '90, l'emittente dal 2000
è una onluss.
http://www.youtube.com/watch?v=0rr5YgCUU6o&NR=1
Peppo Sacchi ricorda Renzo Villa
http://www.youtube.com/watch?v=0__tcIvY44M
Conferimento del premio Imago dei Lions Club di Biella a Peppo Sacchi (giugno 2011)