Oscar Mammi'
DALLA POLITICA ALLO SPETTACOLO
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Oscar Mammì è stato l’uomo della famosa legge che porta il suo nome,
recentemente si è dato egli stesso alla tv nell’insolita veste di attore nella
fiction Walter e Giada.
Oscar Mammì nasce a Roma il 25 ottobre 1926, laureatosi in economia e commercio,
lavora in banca e si impegna da subito in politica nelle fila del Partito
Repubblicano Italiano. E’ eletto per la prima volta deputato alle elezioni
politiche del 1972, è Presidente della Commissione Industria e Commercio, sarà
rieletto nel 1976 Presidente della Commissione Interni. Nuovamente deputato nel
1979 ed è Presidente della Commissioni Affari della Presidenza del Consiglio e
Presidente del gruppo parlamentare del P.R.I. Sottosegretario all’industria e
commercio nel II governo Rumor e nel governo Colombo, rieletto fino al 1992,
ministro per i Rapporti con il Parlamento nel I e II governo Craxi, ministro per
le Poste e Telecomunicazioni nei governi Goria, De Mita e nel VI governo
Andreotti.
Nel 1990 presenta la legge del riordino del sistema radiotelevisivo che sancisce
l’attuale divisione fra reti pubbliche e reti private, la famosa legge che porta
il suo nome. Con il crollo della prima Repubblica il ritiro e il silenzio.
Nell’estate 2005 il ritorno come attore televisivo in Walter e Giada, fitcion di
Rai3. liberamente ispirata al romanzo manzoniano I promessi sposi, Mammì
dichiara: “uno che fa politica o è un bravo attore o non ce la fa. Non mi
ricordavo bene com’era l’Innominato perché I promessi sposi li ho letti al
liceo. Se l’avessi avuto in mente, non avrei accettato. Così terribile…” Mammì è
stato definito “il Sean Connery all’amatriciana”, è stato lui ad attirare
l’attenzione alla conferenza stampa di presentazione del reality. “Mi sono molto
divertito. Nella vita ho fatto il bancario, il deputato, il ministro, ora -
aggiunge scherzosamente - voglio fare l'attore". La Ercolani, ideatrice del
reality, dice 'lo abbiamo scelto perchè è molto espressivo, 'un politico
pre-Mani Pulite ci sembrava l'ideale per rappresentare un Innominato dei giorni
nostri. Chi meglio di lui conosce i meccanismi del potere?'. Dal canto suo,
Mammì, sereno e divertito, afferma 'Perchè ho accettato di partecipare a questo
progetto? In vita mia ho fatto il bancario, il ministro, il deputato, adesso
voglio fare l'attore!'.
Intervistato da Mario Volpe per il Corriere della Sera, così Mammì si è espresso
sui politici attuali: Per il ruolo dell’Innominato Andreotti sarebbe stato
perfetto. Perché incarna il vero potere, che può servire il male ma anche il
bene. I Bravi sono Bossi, Calderoli e Castelli, i leghisti insomma. Sono finti
cattivi, intendiamoci, giocano a mostrare il coltello, ma poi non lo usano, dei
Bravi per bene. Recitazione e politica uniti dunque dal sottile filo della
bugia. Impossibile non pensare alla favola di Collodi, tante volte rappresentata
al cinema e o in tv. Per la parte di Pinocchio Mammì non ha dubbi: Silvio
Belrusconi, senza dubbio. Un simpatico bugiardo. Il Gatto e la Volpe? Rocco
Buttiglione e Marco Follini, un’accoppiata perfetta. Quanto alla Fata Turchina
ci vedrei bene Livia Turco, donna a cui piace sognare un mondo migliore. La
fantasia e le accoppiate diventano irresistibili. Il Conte di Montecristo?
Massimo D’Alema, giusto mix di lucidità e cinismo. Una fiction storica su
Cavour? Perfetto Piero Fassino e il suo spirito sabaudo. Passiamo ai classici
greci: Achille è Bertinotti, ma con un’avvertenza: caro Fausto non inorgoglirti
troppo perché c’è sempre il problema del tallone.
Mammì torna per un attimo nei panni del politico e si dice rattristato per
questa Rai: “la politica c’è sempre stata, ma almeno decideva, oggi invece… Del
resto io ho vissuto una grande stagione, quella dei partiti, oggi c’è la
stagione dei personaggi…”