NINO PIRITO
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Nino Pirito nasce a Cotronei, in provincia di
Crotone, il 17
ottobre 1944, giovanissimo si trasferisce a Jesi, in provincia di Ancona dove
consegue la
maturità classica presso il Liceo Vittorio Emanuele III, coltiva una
grande passione per la musica frequentando anche la scuola Anzaghi presso la
quale consegue il diploma in chitarra classica. All'inizio degli anni '60 Pirito
si trasferisce a Pisa dove si laurea in giurisprudenza, ma nel suo destino non
c'è l'attività forense: Pirito infatti approda nel mondo della canzone firmando
un contratto editoriale e discografico con la Rca di Roma dopo un provino
sostenuto nel luglio 1964. Dal 1964 al 1972 Nino svolge attività di
musicista, autore, compositore, ricercatore di musica popolare e cantautore
professionista. Con il nome d'arte di Nino Tristano incide quindici 45 giri e
l'album SUONATE SONATORI, uscito nel 1971, che è considerato dalla critica "il
primo grande esempio di recupero e contaminazione fra musica popolare italiana e
rock acustico". Pirito scrive brani per
Gianni Morandi, I Gufi, Marisa Sannia,
Ornella Vanoni, Al Bano, Wilson Simonal, Francoise Hardy,
Herbert Pagani, Michel Polnaref, Julien Clerc, ecc. Fra
le canzoni scritte da Pirito ricordiamo TORNA SULLA TERRA (Gianni
Morandi), UN AQUILONE (Marisa Sannia), ERA SETTEMBRE UN ANNO FA (The Renegades),
IL SOGNO DI UN BAMBINO (Al Bano).
Un'intensa attività musicale, interrotta poi dal giornalismo, come mai?
"Nel 1971, ancora sotto contratto con la EMI come cantante e autore, mi viene la voglia di cimentarmi nell'antico amore del giornalista; così vado a trovare, non conoscendolo, Enrico Gramigna, direttore di "QUI GIOVANI" e mi proposi come collaboratore critico musicale di "Qui Giovani" (Palazzi Editore), Gramigna mi affidò l'incarico immediatamente".
QUI GIOVANI era una rivista cult, vogliamo parlarne per i lettori che non erano ancora nati?
QUI GIOVANI era un settimanale della Palazzi Editore che pubblicava anche il settimanale "Tempo illustrato" (direttore Nicola Cattedra) e il mensile "Affari Economici" (responsabile Luigi Pillon). Collaborai saltuariamente anche per queste due ultime testate. A "Qui giovani" tenevo una rubrica dal titolo "Il disco della settimana" che aveva la particolarità - voluta dal direttore Gramigna - di essere estremamente tecnica, con particolare attenzione agli arrangiamenti, alla stesura della linea melodica e armonica del brano recensito, alla timbrica del cantante etc. Inoltre, inventai il "Processo a...", costituito da una corposa inchiesta su cantanti in... decadenza (tra gli altri anche Gianni Morandi) valutati da loro colleghi. Fu un successo.
Da QUI GIOVANI passi a SETTIMANA RADIO TV.
Esatto, era il settembre 1972 mi chiamò il redattore capo Daniele Jonio che mi presentò all'editore Ponzoni.
Un grande personaggio purtroppo dimenticato. Vogliamo ricordarlo?
Ponzoni era un tipico milanese "fatto da sé". Al giornale era sempre presente, soprattutto finché visse la moglie, a occuparsi soprattutto "del riempimento di tutti gli spazi" perché "la carta costa e va riempita di piombo....", diceva. Purtroppo, dopo la morte della moglie, allentò il controllo, dando eccessiva fiducia al direttore Ivano Davoli, con il giornale che perdeva copie in continuazione, fino alla cessione della testata a Peruzzo e successivo fallimento della casa editrice.
Nel 1972 un'altra svolta nella tua carriera, anch'essa casuale, l'incontro con la tv "pirata".
Un collaboratore di Settimana Tv - Enzo De Bernardis -
portò in redazione la notizia di una "tv pirata" che avrebbe cominciato a
operare via cavo. Mi occupai io della cosa, pubblicando il primo servizio su
Telebilella, cui seguì un ampio articolo del Corriere della Sera che fece,
ovviamente, esplodere il caso a livello nazionale. Della prima Telebiella
ricordo i due studi in un appartamento del centro di Biella (lo studio "grande"
ricavato dalla sala da pranzo soggiorno e lo studio Tg, piccolissimo, con
scrivania e telecamera e luci manovrate direttamente dal lettore del tg. Ricordo
i cavi che collegavano alcuni esercizi pubblici a poche decine di metri. E
ricordo, soprattutto, il tagli del cavo del trasmettitore, ad opera
dell'Escopost: taglio che, in realtà, era il primo atto di nascita della tv via
cavo, grazie, poi, alla sentenza della Corte Costituzionale che lo liberalizzò
nel 1974. Per Settimana Tv feci molte inchieste sulle prime tv
private. Tra cui TVL Antenna 42 il cui presidente era Paolo
Romani e in cui lavorava anche Marco Taradash. Romani mi propose di dirigerla e
io accettai, lasciando la carta stampata con un certo rischio, perché TVL
avrebbe trasmesso via etere. Cosa che avvenne e che, grazie alla sentenza della
corte Costituzionale del luglio '76 (riguardante anche TeleReggio di Reggio
Emilia e TeleIblea di Catania), diede il via al cosiddetto sistema misto che,
con il tempo, altro quattro anni si trasformò, a livello nazionale, nell'attuale
duopolio Rai-Mediaset.
Intanto eri diventato giornalista professionista.
Si ma non per Tvl 42 e o per le tv private, allora considerate "pirate", ma grazie alle collaborazioni antecedenti con la carta stampata ad AFFARI ECONOMICI, TEMPO ILLUSTRATO e QUI GIOVANI, ho fatto inoltre il corrispondente da Milano (anche per lo sport) e de IL TELEGRAFO di Livorno.
Nel 1975 Pirito diventa direttore responsabile dei programmi di TVL Antenna 42 Livorno, la prima tv privata via etere in Italia, nello stesso anno, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 1974 che liberalizza la tv via cavo, scrive il saggio LEGITTIMITA' DELLA TELEVISIONE PRIVATA IN ITALIA. L'esperienza di Tvl Antenna 42 dura due anni. "Mancanza totale di soldi, i primi stipendi furono pagati in buona parte con buoni benzina, fino a quando il benzinaio, che a sua volta pagava la pubblicità, non si stancò. Ricordo anche i pentoloni di pastasciutta cucinati dalla mamma di Paolo Romani nel loro appartamento dell'Ardenza, e la cronaca diretta del rally della costa Labronica effettuata per Radio Livorno Libera, altra testata del gruppo con radio rice-trasmittenti acquistate al mercato delle pulci".
Nel 1976 però c'è un'altra svolta: la visita degli emissari de IL SECOLO XIX nella sede di Tvl e l'offerta a Pirito di dirigere una televisione a Genova.
Esatto, Cesare Brivio Sforza, amministratore delegato della S.E.P. (nonchè nipote di Alessandro Perrone) aveva una tenuta a Pisa San Rossoree vedeva TVL, nel novembre 1976 mandò tre suoi dirigenti negli studi di Tvl. Nel febbraio 1977 venni invitato a Genova e mi proposero di fare Tvs Telesecolo . Prima di essere assunto fui "esaminato" a Roma da Perrone nella sua villa sull'Appia Antica. Mi congedò dicendomi: ricorda che per un giornalista la notizia entra dall'orecchio ed esce... dalla penna. Sempre. Mi assunsero e andammo in onda l'1 giugno 1977, la sera in cui le Brigate Rosse spararono a Vittorio Bruno, vicedirettore de IL SECOLO, e la sera prima dell'azzoppamento di Indro Montanelli a Milano. Da Tvl mi "portai dietro" un allora giovanissimo Leonardo Pasquinelli. Il tg ULTIMISSIMA (titolo che portai da TVL) ogni sera ospitava un personaggio illustre di vari settori, anche attori e cantanti, che veniva sollecitato a dire la sua su tutti gli argomenti. C'era un'interattività fra i giornalisti e l'ospite,io pretendevo che i giornalisti non leggessero, ma raccontassero la notizia come avrebbero fatto con un amico. Io, volutamente, non conoscevo anticipatamente i particolari: quindi li chiedevo in diretta ma senza fingere; la mia curiosità doveva corrispondere a quella del pubblico. Il risultato era che niente era paludato, potevano anche nascere battute o piccoli dibattiti improvvisati, c'era anche qualche leggerissima "cazziata" da parte ia se un collega non riusciva a restituire il clima reale della notizia. Ovviamente avevamo i servizi esterni, erano più agili, pronti e completi di quelli della Rai dato che per Tvs venivano realizzati da un giornalista e un solo tecnico di ripresa. Il buffo fu, per un paio d'anni, che le riprese in studio erano a colori mentre quelle esterne in bianco e nero: ma l'effetto realistico non era niente male.... E' Pirito a convincere l'allora sindaco di Genova Fulvio Cerofolini a realizzare il programma IL SINDACO E LA CITTA': "fu un successo e Cerofolini fu eletto primo cittadino per la terza volta consecutiva".
Quali emittenti concorrenti ricordi? Chi avresti voluto portare a Tvs?
TeleGenova e TeleCittà, tuttora operanti, come conduttore avrei voluto avere con me Vittorio Sirianni, oggi a Primo Canale.
Gli anni magici di Tvs sono quelli dal 1977 al 1982, cioè fino a quando vi è un drastico ridimensionamento dell'emittente. Nel settembre 1982 Pirito chiamato da Piero Ottone e di Mario Formenton assume la direzione del cosiddetto "Gruppo News" di Retequattro-Mondadori,
Già l'anno prima, la Mondadori - che aveva fatto nascere il consorzio TELEMOND - mi aveva contattato per esserne il direttore editoriale. Ma per motivi personali, all'ultimo momento dovetti rinunciare (ahimé) all'incarico. Nello stesso periodo, dopo avere svolto stages professionali per l'Abc di New York, passai alla carta stampata, e cioè a IL SECOLO XIX come caporedattore spettacoli e cultura.
Per 17 anni hai lavorato per la carta stampata quindi, ma la televisione non l'hai mai abbandonata.
Parallelamente all'attività di caporedattore cultura e spettacoli de IL SECOLO ha svolto diverse consulenze per la Rai come autore
Vogliamo ricordare le principali?
Sono stato l'ideatore del format QUI RAIUNO, BUONA GIORNATA da cui poi nascerà
UNOMATTINA, consulente per tutte le e
dizioni di MIXERCULTURA di Arnaldo Bagnasco
su RaiDue, di PUNTO A CAPO sempre di Arnaldo Bagnasco e sempre su RaiDue e di
tutte le edizioni TENERA E' LA NOTTE su RaiDue. Autore di STELLA NASCENTE
(due puntate dedicate al Cet di Mogol in prima serata su RaiDue), autore e
conduttore della rubrica SAPORE DI SOLE (14 puntate, UNOMATTINA ESTATE su Rai1),
e dello special SANREMO NON SOLO CANZONETTE all'interno di Mixer su Rai2.
Autore e conduttore dello special SANREMO IL GIORNO DOPO (Rai1), coautore di
ASPETTANDO GRILLO, MINA, CELENTANO, DE ANDRE'.. (18 puntate su RaiTre).
Dall'1 gennaio 1990 Nino Pirito diventa caporedattore centrale del quotidiano IL SECOLO, sempre negli anni '90 viene chiamato da Pippo Baudo come consulente di GIORNO DOPO GIORNO (Rai3) e di NOVECENTO (Rai3). Nel 1995 Pirito pubblica il libro VOLARE, IL ROMANZO DEL FESTIVAL
Dall'8 gennaio 2001 è responsabile dell'edizione sportiva de IL SECOLO XIX (mai uscita prima nella storia centenaria della testata), il 28 dicembre 2002 a IL SECOLO XIX.
Il 28 dicembre 2002 fui prepensionato (ex legge 416/1981) a causa dello stato di crisi de IL SECOLO XIX. Da qualche anno Pirito è capo ufficio stampa e delle Relazioni Esterne dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova. Continua a collaborare con la Rai come ideatore, autore e conduttore di COME SANREMO (7 puntate RaiSat Album, 2002), ideatore e autore di MENABO' NOTIZIE IN PAGINA (45 puntate RaiSat Album, 2002), Premio Speciale della Presidenza della Repubblica al Premio Giornalistico Saint Vincent 2003.
Dal 2003 al 31 luglio 2007 Pirito è opinionista per sport, spettacoli, cultura della tv regionale Primo Canale di Genova, Piero era presente negli studi di Primo Canale quando, la sera del 3 ottobre 2005, morì tragicamente Franco Scoglio:"vidi il professore sbiancare in volto, tentai di rianimarlo, ma purtroppo era già morto".
Pirito negli ultimi anni ha realizzato altre trasmissioni per la Rai: è opinionista off SANREMO OFF (cinque puntate su RaiSatExtra nel marzo 2004), Nino Pirito è stato anche ideatore e autore della seconda edizione di Menabò notizie in prima pagina in onda settimanalmente su Raisat Extra (programmma dedicato ai periodici), ideatore e curatore di Sanremo Question Time (cinque puntata in occasione del Festival di Sanremo 2005); consulente e coautore di Tenco a 40 anni dalla morte (cinque puntate, RaiUno, Festival Sanremo 2007).
Grazie Nino, per essere stato uno dei pionieri, per la lunga attività televisiva, un posto a pieno diritto nella storia della televisione italiana, e pertanto nel nostro sito, lo meriti a pieno diritto.