NOVEMBRE 1974: ESCE IL
PRIMO NUMERO DI MILLECANALI
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di Giancarlo Danielli
Dal 31
agosto all 1 settembre 1974 si tenne a Pian Cavallo un “Convegno Nazionale delle
Emittenti TV Cavo”.Probabilmnete parteciparono solo addetti ai lavori tecnici e giuridici che
nominarono una Commissione di Studio. A
Milano era prevista una “mostra-convegno” in novembre ma fu spostata al ’75 per
motivi organizzativi.
Infatti presso il “Museo della Scienza e della Tecnica” dal 31 gennaio al 3
febbraio del ’75 vi fu la Mostra – Convegno della TV via cavo con la
partecipazione di una sessantina di aziende del settore delle telecomunicazioni.
All’interno dello stesso museo si svolse un dibattito aperto al pubblico. Io
lavoravo alla Telettra telecomunicazioni ed ero il responsabile del Settore
Installazione ed Assistenza Tecnica Impianti Digitali. Poichè
si lavorava gomito a gomito con gli ingegneri del “laboratorio ricerche”, venni
a sapere che si volevano progettare delle apparecchiature per TV via cavo che
all’epoca era l’unico tipo permesso, seppure con molte difficoltà e bavagli
politici,. Ho
sempre seguito dalla nascita della TV in B/N, lo sviluppo della TV in generale
ed a colori in particolare anche oltre l’aspetto tecnico-lavorativo. Mi
interessava molto anche l’evolversi del linguaggio audio-visivo. In
questa ottica, saputo della Mostra al Museo della Scienza dai colleghi
progettisti corsi
a visitarla per cogliere i progressi della televisione a tutto campo. In
quell’occasione fu fatto un esperimento di trasmissione via cavo, delle immagini
che provenivano dal Museo verso la stazione
della metropolitana di Cadorna. Questo
consentì di prendere contatto con un piccolo studio TV che poteva essere alla
portata quasi di ogni piccola o media azienda che volesse fare comunicazione o
formazione. Il
tutto sarebbe stato possible utilizzando un cavo coassiale all’interno della
propria struttura. Ancora
prima di questi fatti, forse anticipando i tempi, presso la mia società avevo
già fatto acquistare una delle prime telecamere con videoregistratore in B/N per
realizzare dei corsi professionali sul campo ai tecnici che installavano
apparati in Turchia. Il
numero 0 di MILLECANALI TV fu distribuito proprio in occasione della suddetta
Mostra e mi ricordo lo slogan, “millecanali mille lire”, che era il costo della
rivista all’epoca. In
copertina vi era il fumetto “in casa mia ricevo chi voglio” e su un televisore
la scritta “televisione libera”.
Mi colpì il coraggio ed anche un pò
la sfrontatezza per l’auspicato arrivo di un migliaio di canali quando all’epoca
se ne contavano una cinquantina, ma quanto profetiche si dimostrarono per il
futuro sviluppo della televisione cosiddetta libera!!!!.
La
rivista era molto tecnica all’inizio, quasi un trattato di ingegneria. Io
iniziai ad acquistarla da subito in quanto unica nel panorama italiano, con giornalisti che parlavano lo stesso linguaggio nostro, infatti si rivolgeva agli
addetti ai lavori, che nelle fasi pionieristiche sono coloro che conoscono le
potenzialità delle apparecchiature ed il relativo funzionamento. I
fratelli Lumière quando inventarono il cinema si improvvisarono : operatori,
sceneggiatori, registi, produttori, lo stesso avvenne per la TV “libera” che
nasceva .Vi fu
anche molta improvvisazione, in quanto mancavano scuole specializzate per
operatori,
montatori, registi ecc. . Si suppliva con tanta buona volontà ed abnegazione
mista a tanta passione da parte dei primi professionisti. Una
volta divulgato il mezzo, andava riempito di contenuti. Millecanali si
interessava molto degli aspetti tecnici e giuridici ma incomiciava a seguire lo
sviluppo di iniziative
editoriali che riguardavano la società in generale : telegiornali, varietà,
aggiornamento professionale, cultura. Ad
ogni modo, almeno in Italia, con
il “cavo” non si sarebbe potuti andare molto
lontano a causa della burocrazia che richiedeva autorizzazioni , permessi e chi
più ne ha più ne metta. I
politici d’altro canto non volevano sentir parlare di televisioni via etere,
anche in ambito locale, accampando il fatto che ci sarebbero state interferenze
con la RAI e che I possibili canali utlizzabili sarebbero stati pochi ed in ogni
caso l’ ”etere” doveva appartenere allo stato. Vi fu
chi, forse provocatoriamente, pensò alla trasmissione via videocassette
nell’ambito di ogni condominio.
Eravamo alle soglie delle politiche del ’76 e qualche candidato voleva far
campagna elettorale ben
intuendo le potenzialità del nuovo mezzo. L’idea
non doveva essere troppo spregiudicata se nell’ambito di Milano 2 alle soglie di
Milano, si pensò di collegare tutti i fabbricati via tv cavo, che essendo suolo
privato non necessitava di permessi comunali. Oggi
diremmo che si trattava di un supercondominio: fu fondata
Telemilano . L’attenzione di
Telemilano principalmente si riversava sui
problemi della scuola di ogni ordine e grado. Nasceva la “TV di servizio”.
Inoltre venivano realizzate trasmissioni di intrattenimento per la piccola
comunità. Era
l’inizio di quella grande avventura che con la sentenza della Corte
Costituzionale del ’76 dava
il via libera alle televisioni locali via etere. Queste
dovevano trasmettere perentoriamente in ambito locale.
L’interconnessione mediante Ponti Radio era vietata. Si ovviò utilizzando le
cassette registrate che venivano fisicamente inviate via “corriere espresso”
alle varie emittenti.
Nascevano televisioni come Tele Alto Milanese,
trm2, Videobergamo,
Telemonzabrianza,
Trr
40, Canale 51. Poi arrivò
Telemilano via etere che, come sappiamo, sarebbe
diventato Canale 5.
Millecanali ci teneva informati sulla nascita di nuovi canali e forniva le
schede tecniche sulle apparecchiature utilizzate, nonchè gli organigrammi
all’interno di ogni emittente. Uno
sport diffuso tra i colleghi era quello di verificare sul campo quali e quanti
canali ognuno riuscisse a ricevere. Io installai una antenna telecomandata dal
salotto che ruotava di 360°. Ogni sera esploravo il cielo alla ricerca di nuove
emittenti, come fa l’astronomo, forse più romanticamente, alla ricerca di nuovi
mondi. Fu in
questo ambito che l’ interesse per la Tv divenne totale e che mi avrebbe portato
dopo un periodo nel settore informatico ad essere prima operatore poi montatore
e regista di programmi nei settori più disparati: dalle televendite agli spot,
dai documentari alla comunicazione aziendale, con Millecanali e la sua bella
versione grafica attuale così diversa da quella un pò barricadiera degli esordi
a far da trait-d’union lungo un tratto di vita non insignificante.