MAURO SALUCCI (BARATTOLO)
Mauro Salucci nasce a Genova l'11 febbraio 1956, dopo avere ultimato il liceo consegue un master in comunicazione.
Come sei approdato al mondo delle radio?
"Nella maniera pių naturale: era il 1976, facevo il dj in discoteca, il Maddox
di Genova, ed esordii su a Radio Genova Sound,
conducevo un programma di intrattenimento dalla discoteca, come si usava allora.
Assunsi il nome d'arte di Barattolo perchč l'idea del nome e cognome era troppo
legata alla Rai, la consideravo vecchia, qualcuno mi suggerė il nome d'arte
Barattolo e cosė č stato. Fra i miei colleghi a Radio Genova Sound c'erano Umberto Basevi, Beppe
Nuti, Corrado Tedeschi, Roberto Cesaretti, Lorenza Bozano e Carletto Vitali.
Barattolo poi passa a
Tele Radio City, emittente per la quale conduce sia in radio che in
televisione: "in radio facevo un programma di dediche, in tv ricordo, sempre dal
Maddox, una hitparade televisiva in diretta condotta con
Marco Predolin.
Nel 1979 Barattolo passa a Radio Babboleo di Gianni Miscioscia: "sulla mio lavoro a Radio Babboleo bisognerebbe scrivere un libro, sono stato in quell'emittente diciotto anni, dal 1978 al 2006, seppur non consecutivi. Nel 1981 Mauro vince la selezione regionale di un concorso per voci nuove e passa a RadioUno per cui conduce un programma di musica varia.

BARATTOLO CON IL COLLEGA LENNY NEGLI ANNI '80 A RADIO BABBOLEO
Dal 1987 al 1988 Mauro lavora al circuito Sper: fra i miei colleghi vi erano Fabio Bonini, Kay Rush e Paolo Dini, conducevo ROCK CAFE. Alla fine degli anni '80 il rientro a Radio Babboleo che lasia nel 2007 quando inizia a collaborare con Radio Nostalgia come consulente musicale.
Barattolo ha anche lavorato come voce fuori campo in diverse produzioni locali.
Cosa fa oggi Barattolo?
"Mi sono preso un anno sabbatico nel
quale ho riordinato le idee ed ascoltato le altre radio, seguendone l'evoluzione
ma anche l'involuzione.Sono convinto che sia necessario tornare a "fare radio"
in modo professionale, e soprattutto vario. Tutti parlano nello stesso modo (ma
ci sono delle eccezioni, meno male), tutti passano la stessa musica, tutti
esasperano l'uso del Brand e soprattutto che in certe situazioni il
"flusso" non paghi pių. L'exploit di Virgin Radio
credo che debba insegnare qualcosa a tanti, soprattutto quelli che si stupiscono
del loro successo. Ho diversi contatti e progetti in piedi, vediamo cosa esce,
certo in questo momento la congiuntura economica e tutt'altro che favorevole, ma
come dice il mio carissimo amico Luca De Gennaro "la vecchia guardia č sempre la
migliore". In tutti questi anni di radio avrai senz'altro molti
aneddoti da raccontare, quale č il pių curioso?
"Credo la volta che conobbi Renzo Arbore a
Roma, avevo 25 anni, ero a Radio 1 ed ero talmente emozionato che riuscii a
malapena a salutare, era ed č un maestro della radiofonia italiana."
Cosa avevano le radio pionieristiche che manca alle radio di oggi?
"L'entusiasmo, nessuna concorrenza dalle tv, si suonavano i dischi che ognuno portava con sč..."
E cosa hanno invece le radio di oggi che non avevano le radio pionieristiche?
"L'organizzazione, gli organigramma, la tecnologia, la post produzione, il capitale (non tutte)"

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