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MAURIZIO BONANNO

 

Maurizio Bonanno è nato a Vibo Valentia il 5 maggio 1960.

Quale è il suo primo ricordo televisivo?

Con la televisione, da telespettatore, ho sempre avuto, ed ancora oggi ho, un rapporto più distaccato: non mi sono mai lasciato attirare fino in fondo. Il ricordo che per primo mi viene in mente, forse è il più banale, ma racchiude in sé il senso di questo mio strano rapporto da telespettatore. Estate 1970, mondiali di calcio: ormai è notte, io e mio padre soli nel salone davanti al televisore a vedere la mitica Italia-Germania. Una noia mortale, da trattenere a stento il sonno; poi, di colpo, scocca la scintilla ed in pochi minuti, la noia ed il sonno lasciano il posto alle emozioni: non più stravaccati sulla poltrona, ma schizzati in piedi saltando, gridando, imprecando, urlando, soffrendo, gioiendo. Non più spettatore passivo, ma quasi interattivo nel vivere emozioni indescrivibili come se potessimo noi da casa dare forza e carica agonistica agli azzurri. Forse la televisione è proprio questo!

E il primo ricordo radiofonico?

Beh, con la radio è tutta un’altra storia. La radio è musica, è compagnia, è stare insieme cantando, ballando e… altro ancora! Il fascino della radio è intatto, come un tempo: ascolti ed immagini, crei un tuo mondo attraverso il suono, le voci. La radio è creatività ed emozioni. Il ricordo più bello ed ancora intatto nella mia mente è legato a Radio Montecarlo e ad una canzone in particolare: Bohemian Rhapsody. Lì l’ho ascoltata per la prima volta, l’ho scoperta ed amata e poi ho amato la musica dei Queen e Freddie Mercury. E una voce in particolare, quella di Federico l’Olandese Volante, straordinario disc-jockey: adrenalina pura. Un mito, un modello, da quel periodo di Radio Montecarlo fino ai tempi recenti di RTL. e quanta emozione quando l’ho conosciuto e, sia pure saltuariamente, frequentato (in estate, in Calabria) da collega, avendo lavorato anch’io nella stessa radio, Rtl 102,5.  Esperienza eccezionale!

Maurizio si laurea in sociologia all'Università di Urbino e consegue un dottorato di ricerca (PhD) in Communications con la Western Pacific University di Los Angeles, dove ottiene anche un Master in Letteratura.

"Quando nel 1976 irrompono la radio libere, sono ancora uno studente liceale che “da grande” immagina di fare tutto tranne il giornalista (addirittura, il medico!), ma sono già a quel tempo un irrequieto e forse pure ribelle. Oltre a fare lo studente liceale, mi dedico allo studio della musica (suono pianoforte e tastiere, faccio concerti di musica classica e con un gruppo di amici giro le feste di piazza a fare musica pop e rock), mi diletto pure a fare teatro. Insomma, appena a Vibo Valentia si apre la prima radio, è quasi inevitabile che io sia lì a trasmettere.   Quando aprirono le radio libere, Radio Calabria a Vibo Valentia (come Radio Brutium a Cosenza) fu talmente la prima da potersi scegliere il nome e la frequenza più comoda, 102 Mhz: era perfetta, perché le vecchie radio avevano la possibilità di spostare i canali in maniera grossolana e c’era Radio1 sul 96, Radio2 sul 98, Radio3 sui 100 e noi sui 102. ci ascoltavano da Salerno a Messina: le telefonate erano a ritmo continuo ed il programma delle “dediche” era come un incubo, un piacevole incubo, per tutte le chiamate che si ricevevano. I primi a partire con Radio Calabria furono i fratelli Grillo (Maurizio, Claudio e Ugo); subito dopo, visto il successo di questa “nuova idea”, si organizzò una società vera e propria con un gruppo di imprenditori. Personalmente ne ricordo due in particolare, perché ero il loro beniamino e mi coccolavano e mi spronavano: Andrea D’Amato e Filippo Stirparo. Con quest’ultimo sono rimasto legato avendolo poi seguito in altre avventure radiofoniche: Radio Vibo International, Radio Antenna Sud, che poi si trasformò in CBC, Calabrian Broadcasting Corporation, quando nel periodo 1980-1982, proprio da lui ottenemmo la possibilità di autogestirci concependo un modo diverso di fare radio.

Come è arrivato al mondo delle tv locali?

"Avendo iniziato con le radio, prima da dj, poi alla programmazione e quindi in redazione, il passaggio alle tv locali è stato quasi naturale. A Vibo Valentia, ormai ero diventato un piccolo divo radiofonico e quando un amico mi parlò del tentativo di fare una televisione, mi sono lasciato coinvolgere in un attimo. Sarà che le novità mi attirano, che le esperienze nuove mi incuriosiscono. Sarà che il linguaggio ed i modi di comunicare mi affascinano… Sin da bambino, poi, avevo calcato i palcoscenici locali cantando, presentando, suonando,conducendo serate, recitando. Davanti alla telecamera non ho mai avuto soggezione. E così è andata… ed ancora oggi sono qui, in televisione… Esordii nel 1977 a GLP Tele Sud Italia, che fu il primo esperimento di televisione a Vibo Valentia. Nacque sul finire del 1977 mettendo insieme un tecnico del settore, Mimmo Grillo, un imprenditore dallo sguardo lungimirante, Santo Lico, ed un musicista bravo anche come organizzatore, come manager, Pino Puzzello (ecco spiegato  l’acronimo GLP). L’esperienza durò poco più di un anno, ma aprì le porte alla televisione nel Vibonese. Come tutte le iniziative pionieristiche, si consumò presto facendo solo da battistrada. Io ero molto amico di Pino Puzzello, con il quale condividevamo l’interesse per la musica e le serate nelle feste di piazza. Mi coinvolse ed io mi lasciai coinvolgere molto volentieri. Dopo le belle esperienze radiofoniche, che comunque non lasciai per lungo tempo ancora, mi si aprì un nuovo mondo al quale sono ancora legato.

Dopo avere lavorato a Radio Calabria e a Radio Vibo International, Maurizio, dopo l'esperienza televisiva, è di nuovo Radio Calabria dove diventa un “piccolo divo” e mi trasformo in disc-jockey facendo serata anche nelle discoteche della zona (ovviamente, il massimo è in estate…!)

"Torno, però, in radio, dove nel 1980 con un gruppo di amici fidati proviamo a realizzare un radio con un nuovo modo di condurre e di selezionare la musica: ecco la CBC, Calabrian Broadcasting Corporation, dove lentamente mi allontano dal microfono per passare alla realizzazione dei programmi e quindi al lavoro redazionale. Rimane un ricordo splendido ed un esperimento che fa da modello a tante altre radio calabresi.

Dopo un periodo di pausa per gli studi universitari, Maurizio lavora per la carta stampata, quindi è a TeleSpazio Calabria (emittente regionale titolare di due reti televisive), per la quale ha condotto i Tg (a quel tempo, l’Auditel segnalava i Tg di TeleSpazio come i più seguiti in Calabria) ed altre trasmissioni di approfondimento giornalistico, e dove ha svolto il praticantato. Ha anche condotto per tre anni consecutivi la maratona televisiva per la stessa emittente in occasione del Telethon. Mantiene ancora oggi un saltuario rapporto di collaborazione per servizi di cronaca, politica, sport. A metà degli anni ''90 collabora con Crt Network. Il ritorno è in tv con l’emittente vibonese Rete Kalabria. Qui il vecchio dj si è già trasformato in giornalista ed inizia la mia carriera vera e propria. Di Rete Kalabria Maurizio è stato anche direttore responsabile nel 2004.

"Praticamente, non lascerò più la tv ma inizierò il mio lavoro di giornalista altrettanto irrequieto non trascurato alcun mezzo di informazione. Soprattutto, non abbandonerò la radio: per 11 anni (dal 1995 al 2006) corrispondente per la Calabria di RTL 102.5, ma anche altre radio.

Componente del direttivo regionale dell’Associazione nazionale Sociologi, è giornalista professionista dal 1997, iscritto all’Ordine dei giornalisti della Calabria (prima come pubblicista, dal 1988). Nell’estate 2010 è stato insignito del Premio “Giornalista dell’Anno”. Maurizio è inoltre stato Presidente del Lions Club di Vibo Valentia, Vice Presidente del Comitato Provinciale di Vibo Valentia della Società Dante Alighieri, responsabile Comunicazione della Delegazione provinciale di Vibo Valentia del FAI.  È componente del Collegio dei Probiviri di Confindustria Vibo Valentia, è stato consulente per l’immagine e la comunicazione dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Calabria.   Ha ricoperto la carica di Assessore (quale tecnico indipendente nominato direttamente dal sindaco) con delega alle Innovazioni Tecnologiche, ai Fondi Comunitari (Agenda 2000) ed alle Politiche Industriali del Comune di Vibo Valentia. È direttore editoriale della casa editrice “Il Cristallo”, componente il Comitato Comunicazione della Fondazione Federico II e ricopre l’incarico di Responsabile Immagine e Comunicazione della XIII Circoscrizione del Distretto Lions 108 Ya.

È stato redattore (1998-2002) del quotidiano regionale “Il Domani della Calabria”, con l’incarico prima di caposervizi della redazione di Vibo Valentia, quindi è passato a guidare la redazione centrale; è stato componente del Comitato di Redazione. Di nuovo corrispondente per lo stesso quotidiano nel periodo 2008-2010. 

Dalla sua istituzione e fino al dicembre ‘97 è stato capo ufficio stampa della Provincia di Vibo Valentia.  È stato direttore editoriale della Accademia Hipponiana, scuola superiore di musica riconosciuta con apposita legge dalla Regione Calabria. Ha fatto parte del Consiglio d’amministrazione. Ha diretto, fino al 2000, la omonima rivista di arte, musica e cultura edita dalla stessa Accademia; ha pure curato le numerose pubblicazioni e varie iniziative culturali realizzate;

È stato redattore e quindi caporedattore (1985-1992) dell’emittente televisiva Rete Kalabria, che opera nel territorio della provincia di Vibo Valentia. Ha collaborato con Radio Rai per la trasmissione “La notte dei misteri” e con il canale televisivo satellitare RAI International.  Docente di “Teoria e metodo dei mass-media” per l’Accademia di Belle Arti “Fidia”, legalmente riconosciuta (D. M. 15 giugno 1998) di Vibo Valentia;  opinionista per l’emittente radiofonica regionale Crt Network di Lamezia Terme; opinionista per l’emittente radiofonica Radio Onda Verde.

Suoi servizi giornalistici sono apparsi su diverse emittenti televisive a diffusione nazionale: ad esempio Rete Mia, INN Network (canale satellitare), Tgcom; collaborazioni con i Tg delle reti Mediaset; ha scritto articoli per quotidiani a tiratura nazionale, come “Il Sole 24 Ore” e “L’Indipendente”; articoli per “Calabria”, rivista del Consiglio regionale; “Calabria Letteraria”, la più autorevole rivista culturale della Calabria; “La Provincia di Vibo”, rivista dell’amministrazione provinciale;

Fondatore e editore, è stato direttore responsabile di “Pagine Vibonesi”, settimanale di informazione ed attualità con un inserto sportivo quindicinale “Cuore Rossoblù” legato alla formazione di calcio della Nuova Vibonese quando militava in serie D.  Responsabile, dal 1985 al 1988, dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea.  Nel 1987 ha fondato, e diretto sino al 1994, “Il Resto del Leoncino”, periodico di informazione del Distretto Leo (associazione giovanile del Lions International) 108 Y (che racchiudeva i soci iscritti nelle regioni meridionali di Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia). È stato Presidente del Leo Club di Vibo Valentia (1987-88); Presidente del Distretto Leo 108 Y (1988-89); Coordinatore Nazionale del Leo Clubs d’Italia.  È stato coordinatore dell’Area Calabria per la stampa distrettuale del Distretto Lions 108 YA (Campania, Basilicata e Calabria).  È stato docente di Sociologia della Comunicazione e Tecniche di Comunicazione nel Corso IFTS per l’Azione formativa in “Tecnico specialista dell’informazione e della gestione dei mezzi di comunicazione”.

 Poeta, scrittore, conferenziere, saggista, Maurizio ha pubblicato quattro raccolte di poesia: 

- Il castello di sabbia (1983) - Premio biennale a Venezia “Papiro 2000”, premio del Presidente della Repubblica di Malta;

- In riva all’acqua (1985) - Primo premio assoluto “Città di Spadola”, premio “Giacomo Leopardi”, premio “Città di Medina” dell’associazione nazionale dei poeti maltesi;

- La coda del gatto (1988) - Premio Minerva d’Argento;

- Il libro dei mesi (2002).

Fra le altre pubblicazioni ricordiamo un romanzo in stile epistolare: Francesca (1986) oggetto di studio, tra l’altro, nelle cattedre di Letteratura contemporanea delle Università di Salerno e di Genova;  la raccolta di racconti brevi Un minuto all’alba (1990);  il racconto breve 40 anni a la cocque – Quaderno di viaggio (2004); e i saggi Linguaggio Comunicazione Cultura (2001), Principi di tecnica giornalistica (2003), I gioielli del torrente Colomba (2005).

Maurizio Bonanni è Croce d’Oro al Merito Letterario, è stato insignito della Croce dei Cavalieri di Malta per meriti culturali, è Accademico a vita per meriti letterari dell’Accademia Valentiniana per le Arti di Terni e socio benemerito del “Centro studi per la ricerca e la documentazione sulla poesia italiana del ‘900 Carlo Capodieci” di Roma.  Ha vinto numerosi altri premi letterari. I suoi scritti sono presenti in numerose antologie, anche in lingua inglese ed in lingua spagnola.

Socio fondatore e componente del Consiglio direttivo (ha curato i rapporti con la stampa e le pubbliche relazioni) dell’Associazione “Amici del Teatro e della Musica” di Vibo Valentia, con cui ha organizzato per un decennio sia stagioni concertistiche che stagioni teatrali. Nel 1988 è socio fondatore della cooperativa giovanile “La coda del gatto”, società che ha operato in Calabria nel settore dei servizi alle imprese nell’ambito delle attività pubblicitarie e promozionale e delle attività editoriali, fino al 1995 ha pure ricoperto la carica di presidente del Consiglio d’amministrazione.

Ha insegnato ed insegna in istituti superiori statali e privati ed in corsi di formazione professionale legalmente riconosciuti quale esperto di linguaggio e comunicazione. Ha tenuto lezioni di giornalismo.  È stato sub-commissario del Consorzio per il Nucleo di Sviluppo industriale di Vibo Valentia. È stato componente del Comitato di Gestione del PIT (Piano Integrato Territoriale) Monte Poro (fondi U. E. 2000 – 2006) del territorio della Provincia di Vibo Valentia.

Attualmente collabora con le emittenti televisive regionali: Calabria TV, per la quale è stato per diversi anni il telecronista ufficiale delle partite di calcio della Vibonese, squadra che milita nel campionato di Seconda Divisione Lega Pro; e TEN – Teleuropa Network.

È direttore responsabile della rivista di cultura liberale “Liber@mente” edita dalla Fondazione Scoppa, direttore responsabile del giornale telematico corriereweb.net.

In tanti anni di radio e televisione avrà senz'altro mille aneddoti da raccontare, quale è stato il più curioso?

È difficile, davvero difficile selezionare un aneddoto da raccontare. Ci sono tanti fatti accaduti che non è semplice sceglierne uno. Forse… Era il tempo in cui lavoravo per Tele Spazio Calabria ed ero ormai considerato tra i giornalisti più apprezzati. A Vibo Valentia era previsto l’arrivo dell’allora presidente della Camera Luciano Violante, che avrebbe incontrato gli studenti: il solito servizio, la solita intervista, insomma… un lavoro già rodato. Intanto, sin dalle prime ore del giorno su tutte le agenzie rimbalzava la notizia di dichiarazioni di fuoco del leader leghista Bossi. Tele Spazio, a quel tempo, fungeva da corrispondenza per le reti Mediaset e da Milano arrivò la richiesta di raccogliere una risposta del presidente della Camera. Violante, all’arrivo all’aeroporto di Lamezia, subissato da cronisti di tv, agenzie, radio e giornali, si negò decisamente. A questo punto la “patata bollente” venne scaricata su di me (“devi farlo parlare, fatti dire qualunque cosa purché sia in risposta a Bossi!”). all’arrivo a Vibo Valentia, la scena si ripete e lui si nega ai cronisti dicendo che era qui per altro ed a queste dichiarazioni non voleva proprio pensarci. Intanto, le sollecitazioni continuavano. Mi armai di pazienza: mi seguii tutto il convegno, tutte le domande dei ragazzini e tutte le risposte del Presidente. Diligentemente rimasi dietro le quinte aspettando che tutto fosse finito per chiedergli un’intervista. Al suo ennesimo no replicai, con la faccia angelica del più imbranato degli apprendisti, che si trattava di poche domande per una piccola tv locale. Come impietosito, accettò ed iniziai con domande così banali, così puerili che il presidente si rilassò; alla fine, come ultima, giunse la domanda alla quale si era sempre negato: mi guardò sorpreso – io sempre col volto angelico – quindi, evidentemente ripensando al fatto che si trattava di una piccola emittente locale, mi diede la risposta: secca, precisa, ma era proprio quella che tutti avevano cercato inutilmente di avere! Ringraziai educatamente e mi precipitai velocemente (e vittorioso!) per riversare l’intervista… che fu l’apertura del TG5 delle ore 13! Che dire? Missione compiuta!

Cosa avevano le radio e le tv locali del passato che manca alle radio e alle tv di oggi? E cosa hanno radio e tv di oggi che mancava alle emittenti pionieristiche?

Innanzitutto, il clima che si respirava: un entusiasmo contagioso, una voglia di vivere intensamente quei momenti, forse anche la presunzione di diventare protagonisti di un mondo che cambiava davanti ai nostri occhi e questa volta ne eravamo dentro, protagonisti attivi. Si viveva tutto intensamente. E si viveva tutto lì dentro. Ad esempio, per me, che ero ancora un liceale carico di speranze e convinto di cambiare questo mondo, una trasmissione alla radio era qualcosa di più che mettere musica e commentarla. Era un modo per lanciare messaggi al mondo intero, sentirsi protagonista di emozioni che altri vivevano attraverso quel tuo programma. E si parlava, si discuteva, ci si confrontava, anche duramente, ma erano discussioni intense. A me capitava spesso che l’indomani in classe la professoressa di Lettere interveniva citando quello che io avevo fatto o detto in radio, perché lei, che la mattina in classe era la mia prof, il pomeriggio a casa era una mia ascoltatrice. Ecco, queste sono cose che potevano accadere solo allora, oggi non più. Sono fatti che noi, noi di quella generazione, abbiamo potuto compiere. E vivere in prima persona: un’esperienza unica e straordinaria; ingenua anche, illusoria certamente, considerato come vanno le cose oggi, però… è stato bello e ne è valsa la pena. Sono sensazioni che mi porto ancora e che mi danno la carica a proseguire in questo lavoro ancora oggi, malgrado tutto e malgrado non abbia più vent’anni. Io credo nella funzione dei mezzi di comunicazione. Credo nell’importanza di poter comunicare e veicolare le idee. Credo ancora nella forza di chi si indigna, di chi denuncia e di chi si prodiga per migliorare le cose. Penso che quella stagione pionieristica sia irripetibile per la forza dell’entusiasmo e delle speranze ed abbia aperto la strada all’oggi, dove, proprio per la straordinaria pluralità di voci, serve nell’informazione una professionalità ed una preparazione superiori. Il nostro ruolo è particolarmente delicato e si complica perché si evolve ogni giorno. I nuovi mezzi di comunicazione, che l’evoluzione continua della tecnologia offre, rappresentano una sfida: affascinante e complessa. Non so se saremo capaci di vincerla, so di certo che per sopravvivere dovremo saperla cavalcare, perché se saremo disarcionati non avremo più il tempo di recuperare.