MAURIZIO AMICI
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Maurizio Amici nasce a Roma il 6 ottobre 1953: "l'anno in cui nasceva la televisione, auto ce ne erano poche e il mio papà mi riportò a casa su una vespa 150 Gran turismo, quelle con il faro sopra la ruota. Io non me lo ricordo, ma se me lo hanno detto deve essere vero."
Maurizio studente frequenta la facoltà di architettura
negli anni '60: "Sono un mancato architetto, nel senso che la mia avventura
universitaria si è fermata a Valle Giulia nei burrascosi anni post 68. Meglio
così, io e l'architettura non saremmo comunque andati d'accordo, ero
insofferente con la matematica, il disegno mi annoiava, insomma ci ho provato
per dovere di figlio, ma la passion per la musica e la beat generation hanno
avuto la meglio."
Il tuo primo ricordo da radioascoltatore.
Proprio la passione
per la musica e l'alta fedeltà mi hanno sempre spinto a investire gli stipendi
ottenuti con i lavori che facevo (il geometra, il venditore di auto usate etc)
in attrezzature HI Fi, sigla sconosciuta oggi, ma all'epoca sinonimo di
grandissima innovazione tecnologica. Insomma ero un "audiofilo", piatto Thorens,
ampli Marantz, casse JBL eccetera eccetera. Bisogna considerare che venivamo
dalle musicassette e poco prima dai "mangiadischi". L e radio erano abbastanza
oscure, le onde medie non permettevano ascolti di qualità, e sebbene come molti
miei coetanei andavo in solluchero per la musica di
Radio Monte Carlo e per Supersonic e
Bandiera Gialla, la radio dicevo, non era tra i miei media preferiti. Un giorno
mi proprosi ad un amico che aveva un centro musicale e Hi Fi come commesso
esperto e li sentii per la prima volta una radio in FM,
Teleromacavo. Rimasi folgorato.. Qualcuno aveva
"piratato" la modulazione di Frequenza e trasmetteva con una buona qualità (in
mono naturalmente). Dovevo assolutamente andare a vedere come funzionava, non
esisteva al mondo che qualcuno trasmettesse e che io non sapessi come si faceva.
Quale fu il primo episodio che diede vita alla libera emittenza a Roma?
La prima radio Romana
fu Radio Roma, poi
Roma 103 e subito
dopo Teleromacavo, tutte nello spazio di poco più
di un Mhz. Io mi buttai a pesce a Teleromacavo, come dicevo, dove Guglielmo
Arceri e suo Figlio Francesco mi permisero di entrare e subito dopo di
lavorarci, come fonico, lava dischi, e spolvera consolle.
Devo dire che vedendo i loro studi rimasi un po' deluso, avevo più attrezzature
io a casa di quante ne avessero loro per trasmettere. Così proprosi loro di
farmi fare un programma sulla musica west coast, avevo molti dischi, e mixer e
registratori, e microfoni. Cos' con un mio amico Giorgio Gobbo (oggi dirigente
RAI) iniziammo questa avventura, convinti che Roma non aspettasse altro che la
nostra trasmissione. Andò avanti così per un po' poi cominciai a fare programmi
in diretta a TRC e nel giro di un paio di mesi ero diventato un factotum a tempo
pieno ed oltre, dalla mattina alla notte (gratis naturalmente) però feci una
grande e bella esperienza. Costruivo una radio.
Un giorno alla porta di Teleromacavo suonarono i
frtaelli Fumi, mi dissero che erano costruttori di trasmettitori militari ad
Orvieto e che volevano vedere gli impianti di alta frequenza della radio perché
era loro intenzione cimentarsi nella costruzione di trasmettitori per l'FM. Noi
trasmettevamo con un residuato bellico riadattato, e loro dissero che avrebbero
fatto un trasmettitore a Transistor. Non ci ho pensato più di 10 secondi e
dissi loro "Il primo sarà per me", voi lo costruite ed io lo sperimenterò su
Roma. Naturalmente i due milioni e mezzo delle vecchie e mate lire io non li
avevo, ma chissenefrega, pensai, li troverò. Stretta di mano e nacque
Radio Hanna, li, dentro
Teleromacavo, né più né meno come il garzone di
un barbiere primo o poi apre il suo salone, io feci lo stesso. Il 15 marzo 1976
nel pomeriggio, accesi il trasmettitore con un fischio, saltai in macchina e
feci il giro di Roma per vedere se si sentiva, e si sentiva!
Quali i programmi e gli speaker di
Radio Hanna?
Più di quattro anni in onda, difficile dire quali programmi facemmo, passammo varie fasi come radio, cercando in assolto di eliminare le dediche eravamo una tallk radio, molte dirette, soprattutto notturne con notevole successo d'ascolto, pogrammi di cazzeggio e di ironia, e in finale poi l'applicazione di un modello americano la Top Forty, solo 40 dischi al giorno ma molto professionale. E comunque inchieste, giornali radio, teatro, e serate in pizzeria con gli ascoltatori. Qualche nome? Anna Pettinelli, Teo Bellia, Giggi Canali de Rossi, Paolo Frajese, Bruno Vilar e Paola Borboni, Maurizio Arena, Carlo Marcello e Peppino Corona. Tutti riascoltabili oggi sul sito che ho costruito per testimoniare l'avvento delle radio libere in Italia: www.broadcastitalia.it
Quali erano le radio concorrenti?
K55, Radio Eurosound, Onda Radio 101, Radio Antenna Musica ed un altro centinaio.
In tanti anni di radio avrai mille aneddotti da raccontare, quale è il più
curioso?
Oggi cinquantenne sarei portato a ricordare le ragazze che rimorchiavo con una voce suadente, ma se devo essere sincero direi i piatti di pasta che una ascoltatrice ci portava la notte, Era una mamma e si preoccupava che non mangiassimo. Beh la radio libera era anche questo, una grande famiglia allargata, vera e sincera. Ma forse la cosa che mi porto dentro con più soddisfazione è stata l'avventura di Giggi Canali. Un ragazzino tutto pepe allora. Quando Giovanni Paolo II salì al soglio pontificio, in occasione del saluto alla stampa, lui (che parlava inglese) si accodò con noncuranza ad una troupe della NBC e fingendosi uno di loro si inbucò nel salone dove avveniva il ricevimento. Dovete sapere che in quell'occasione il Papa non parla mai con nessuno, fa il suo discorso, benedice e basta. Ma Giggi, quando Karol stava uscendo gli chiese in inglese di potergli parlare. Il papa si fermò e gli chiese se era inglese o meno, lui confessò la sua italianità e si misero a parlare in Italiano. Giggi gli chiese una benedizione per gli ascoltatori che il Papa non negò. Neanche la Rai riuscì in una simile impresa quel giorno."
Alla fine del 1979
Maurizio cede Radio Hanna ed inizia a lavorare
come dialoghista di molte serie famose Love Boat, una
famiglia Americana, Batman, Cannon, Kajac e Beautiful (che ancora scrive oggi
dopo 20 anni) e poi in tv, la regia e documentaristica. Quindi il passaggio in
Rai, ecco alcuni fra i tanti programmi da lui realizzati: L’UOMO E LE SCIENZE INTEGRATE (1982), L’AGO DELLA
BILANCIA di Antonio Pandiscia (1989), AMBIENTE ITALIA (1993), MONEY LIVE (1995),
IL MONDO DI QUARCK di Piero Angela (1996-), VIAGGIO NEL COSMO di Piero Angela
(1996), CARA GIOVANNA (1997), LINEA BLU (1997-1999), CHECK UP (1999), UNO
MATTINA condotto da Luca Giurato (2000), SOGNI condotto da Raffaella Carrà
(2004), SPECIALE MODA con Katia Noventa (2003-2006), CHI L’HA VISTO? di Piero
Murgia condotto da Federica Sciarelli (2000-2006), OMBRE SUL GIALLO di Franca
Leusini (2005-2008), UNO MATTINA ESTATE (15 servizi dedicati al
mondo del cinema e dello spettacolo, 2007).
Maurizio, cosa avevano le radio pionieristiche che manca alle radio di oggi?
Il talento, la creatività, un etere inesplorato da
conquistare, un periodo storico pieno di fermento, la capacità di inventare, di
improvvisare, di cambiare
E cosa hanno le radio di oggi che manca invece a quelle del passato?
I soldi.
Maurizio Amici oggi ascolta la radio? Se si che cosa?
Radio Maria, Radio Radio Radio Rai solo radio in cui c'è qualcuno che parla, la musica mi annoia, le parole no. ma soprattutto Radio 24, è la radio che vorrei poter fare io confesso che ci sto provando. Con alcuni reduci di allora abbiamo aperto una stazione in onde medie, Il sogno di allora non è finito, anzi, è appena iniziato.
