MARCO MENGONI E IL FATTORE X
di Gigi Vesigna
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X Factor l’ha portato sin qui e ora Marco Mengoni si è reso conto di quanto possa essere un tritatutto partecipare al Festival. Ci sono le prove, i giornalisti, le radio. È un assedio continuo anche perché il Festival del gossip lo perseguita con accanimento. Lui non se ne rende conto ma molti addetti ai lavori sono convinti che la Rai, per pareggiare il conto della vittoria di Marco Carta l’anno scorso, meriti di far bella figura e, magari, salire sul podio.
Quel sospetto è molesto e getta su Sanremo la solita ombra di inciucio, ma Mengoni vive queste giornate frenetiche con calma e continua ad apparire quello che abbiamo conosciuto quando, guidato dal suo mentore Morgan (che avrebbe dovuto esser suo avversario al Festival ma è stato eliminato per le sue inopportune dichiarazioni sulla droga), era difficilmente classificabile: gran voce, una ecletticità estrema, capacità di trasformarsi, anche fisicamente, quasi fosse Fregoli.
Marco Mengoni è nato a Ronciglione (Viterbo) il giorno di Natale del 1988 e ama descriversi così: «Alla tenera altezza di 70 centimetri comincio ad ascoltare musica, e approfondisco una microcultura musicale, scopro il karaoke e comincio a "esibirmi" da solo, di nascosto. Un giorno però i miei genitori tornarono a casa prima del previsto e mi sentirono. "Caro mio", disse mamma, che tra l’altro ogni tanto si dilettava a far apparizioni in un piano bar, "tu hai delle doti che non puoi mortificare e quindi devi studiare". Da quel momento ho capito che la musica non era così semplice come pensavo: tecniche di respirazione, scale, vocalizzi di qualsiasi genere per raffinare la voce».
E la grande avventura comincia. Oggi Marco divide un appartamento a Roma con alcuni amici, mentre i suoi sono rimasti a Ronciglione. Ormai è "dentro" la musica, ma si iscrive lo stesso all’università, facoltà di Lingue, e già parla correttamente lo spagnolo, lavora saltuariamente in un bar, ma ora è tempo che scelga e capisca chi e come essere. Se Sanremo in qualche modo lo premierà, allora potremo pronunciare la fatidica frase "è nata una stella". Il "fattore X", be’ quello ce l’ha già.