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Luciano Tajoli

di Massimo Emanuelli



L’interprete del “canto all’italiana” nel 1986 fu protagonista di una serie special di Antenna Tre Lombardia, dai quali vennero tratti due album dal vivo: Canzoniere italiano e Cocktail all’italiana. E’ stata sempre Antenna 3 Lombardia a proporre Un venerdì all’italiana, spettacolo condotto da Tajoli con Renzo Villa.

Luciano Tajoli nacque a Milano il 17/4/1920, figlio di un modesto rilegatore di libri, aveva in casa più di un esempio canoro: lo zio cantava in parrocchia, la mamma aveva un buon orecchio e si univa volentieri ai cori degli amici. A soli sei anni si esibisce, su richiesta della maestra, per i compagni delle elementari, in Balocchi e profumi. Colpito dalla poliomelite, quando aveva da poco compiuto un anno, Tajoli ha fatto di questo handicap la scuola di educazione del proprio carattere. Sorretto da una volontà di ferro non accettò mai i postumi della malattia che gli tolsero la forza per reggersi a lungo in piedi. Lavora come apprendista in una sartoria, poi fa il ciabattino (mestiere che gli consente di lavorare seduto), poi passa a fare il garzone di un barbiere, mestiere che sceglie perché al lunedì la bottega resta chiusa, è il giorno della settimana ideale, infatti, per chiedere audizioni alle case musicali. Quindicenne gira con il suo primo complesso per le balere di Lombardia. Nel novembre 1939 vince al Teatro Odeon il concorso per voci nuove, Il quarto d’ora del dilettante, interpretando una melodia tipicamente italiana, Raggio di sole. Tajoli diventa conoscente negli studi della Galleria del Corso a Milano dei compositori più attivi e accreditati quali D’Anzi, Bixio e Mascheroni, con i quali ha occasione di imparare nuove canzoni e saperne un po’ di più sulla lettura di uno spartito musicale, ed inzia ad esibirsi nei locali. Una carriera durissima sia per la guerra che non lasciava molto spazio agli spettacoli, sia per i gestori di teatri e balere, che non erano abituati a cantanti che si esibivano seduti o appoggiati alla spalliera di una sedia. Quando Tajoli esordisce la scena è ancora dominata da Carlo Buti, Oscar Carboni, Odoardo Spadaro e Natalino Otto, nonché dai tenori Tito Schipa, Beniamino Gigli e Giuseppe Lugo, a questi Tajoli si rifarà e ne prenderà gradualmente il posto. Nel 1940 Tajoli con un complesso di orchestrali entra nel giro dei teatri leggeri, poi firma un contratto con la casa discografica Odeon. Nel 1941, mentre le truppe italiane combattono, Tajoli si afferma con Villa triste (De Torres-Simeoni-Ruccione), l’ex ciabattino è una giovane speranza nel mondo della canzone. Il 22 febbraio 1943 Tajoli si sposa con la signora Lina, il suo cachet serale da 10 lire è passato a 25 lire. Nel 1943 Radio Milano gli apre le porte, fino al 1950 si esibirà all’Eiar con l’orchestra di Carlo Zeme, fra i successi di quegli anni: E vanno, Lo stornello del marinaio. Durante il periodo bellico si esibisce in spettacoli come Tutto per lo sfollato e Cosa succede a Porta Romana? Negli anni ’50 Tajoli è il monarca della musica leggera, solo appena infastidito dal collega romano Claudio Villa. Fra i suoi primi successi ricordiamo: Quando la luna gioca a nasconderella, Lo stornello del marinaro, Madonna degli angeli, Lontananza, Luna algerina, Angeli neri, Sei stata tu, L’ultima serenata, Alba sul mare, Arrotino, Campane di Montenevoso, Terra straniera, Mon pays, Il valzer della strada, Voga e và, Fontana di Trevi, Brasilena, Canta se la vuoi cantare, Cuore napoletano, Era di maggio, Madonnina delle rose,Perfidia (tonight), Stornatella romana. Fra gli altri suoi successi: Emigrante, Bugiarda amata, Santa Lucia luntana, Tango delle capinere, Tango del mare, Spazzacamino. Negli anni ’50 Tajoli interpreterà anche molti film come interprete o semplicemente come “ospite-cantante”, fra i quali ricordiamo: La bisbetica domata di Fernando Maria Poggioli (1942), Canzoni per le strade di Mario Landi (1950), Trieste mia di Mario Costa (1951), Solo per te Lucia di L.De Felice (1952), Don Lorenzo di Carlo Ludovico Bragaglia (1952), I due sergenti di G.A.Chiesa (1953), Il romanzo della mia vita di Lionello De Felice (1953), una sorta di autobiografia riveduta e corretta, La pattuglia dell’Amba Alagi di Flavio Calzavara (1963), Napoli piange e ride di Flavio Calzavara (1954), Il cantante misterioso di Marino Girolami (1955), La porta dei sogni di A.D’Alessandro (1955), Il canto dell’emigrante di A.Forzano (1955), Cantando sotto le stelle di Marino Girolami, Occhi senza luce di Flavio Calzavara (1956), La voce che uccide di A.Colombo (1956), Ascoltami di Carlo Campogalliani (1957), Meraviglioso di S.Marcellini (1960), Urlo contro melodia nel Cantagiro 1963 di A.Gelmiti (1963). Tajoli porta le sue canzoni fra gli emigranti italiani di tutto il mondo da cui è accolto calorosamente: è in Canada (dove nel 1954 sfila per le strade in macchina come un Presidente), in Australia, in Sudamerica, e in Estremo Oriente (trionfale il suo tour giapponese, lingua nella quale incide anche un disco). Ancora nel 1961, in piena epoca beat, trionfa a Sanremo in coppia con l’urlatrice Betty Curtis con Al di là, un successo internazionale. Tramontata la sua stella si esibirà trionfalmente in tour all’estero, ma anche in Italia, riscuoterà grande successo nelle sue esibizioni. All’inizio degli anni ’70 Tajoli finge un addio, con il fratello apre a Merate, in provincia di Como, un’azienda metalmeccanica, sedeva alla scrivania, ma pensava al palcoscenico sul quale si lasciava trascinare ugualmente, di tanto in tanto. Il richiamo del teatro diventò prepotente e tornò al suo pubblico a tempo pieno. Nel 1984 raccoglie i suoi maggiori successi nell’album 45 anni con voi amici miei ed è protagonista di un acclamatissimo show, circondato dagli amici di ieri e di oggi. Nel 1986 Antenna Tre, emittente privata lombarda, gli dedica una serie di special da cui vengono tratti due album registrati dal vivo nel corso dei programmi: Canzoniere italiano e Cocktail all’italiana. E’ sempre Antenna 3 Lombardia a proporre Un venerdì all’italiana, spettacolo condotto da Tajoli con Renzo Villa.
Luciano Tajoli morì a Milano il 3 agosto 1996.

SANDRO TALAMAZZINI, IL NONNO DI TELECOLORE

Età: sconosciuta
Professione: Scrittore - Regista - Educatore.
Passioni: Realizzazione di filmati televisivi (archivio di circa 1000 ore di documentari-reportages)
Cremonese, Paladino della cultura e civiltà contadina, Sandro Talamazzini è autore di servizi molto originali, con immagini suggestive e protagonisti affascinanti. Non guida l'automobile, si muove con i mezzi pubblici e naviga il Po alla ricerca di ricordi, tradizioni e folklore. E' un nonno molto sensibile.
E' affettuosamente il "nostro piccolo, grande uomo", ma è anche il volto televisivo più amato di Telecolor.
Se volete leggerlo vi consigliamo "La banda del Pirla", un capolavoro della vita cremonese degli anni '50. In video lo trovate in onda settimanalmente con una rassegna fantasiosa e fantastica di argomenti. Tutti i giovedì. Le rubriche da lui condotte su Telecolore, emittente di Cremona, sono La perla di Sandro e Occhio magico.


I RITRATTI TELEVISIVI DI MASSIMO EMANUELLI
MARCO TARADASH

Marco Tadarash, con Paolo Romani, fu l’anima della mitica TeleLivorno, una delle prime emittenti private italiane.

Marco Taradash nasce a Livorno il 18 maggio 1950, durante gli anni del liceo è segretario provinciale di Livorno del movimento giovanile liberale, intraprende quindi l’attività di giornalista. Nel 1974 è fra i fondatori, con Paolo Romani, di Tele Livorno, mitica emittente privata la cui origine risale al settembre 1974. Nel 1976 si iscrive al Partito Radicale, dopo la chiusura di Tele Livorno, alla fine degli anni ’70 si trasferisce a Roma, aderisce al Partito Radicale, conduce la rassegna stampa di Radio Radicale. Scende poi “direttamente in campo” nel 1989, viene eletto eurodeputato nelle fila radicali. Si impegna sul fronte dell’antiproibizionismo, e con questa lista viene eletto consigliere del Comune di Milano nel maggio 1990, resterà a Palazzo Marino, pochi mesi poiché si dimetterà nel luglio 1990 per optare per la carica di consigliere regionale (era infatti stato eletto anche al Pirellone sempre nelle lista degli Antiproibizionisti). Deputato nella X, XI e XII legislatura.
Alle elezioni del 1994 viene eletto deputato per Forza Italia, durante il primo governo Berlusconi, Taradash è presidente della Commissione Parlamentare di vigilanza sulla Rai tv, membro della commissione giustizia e della commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo. Dopo la mancata rielezione torna a condurre la domenica mattina su Radio Radicale la rassegna stampa, quindi conduce Iceberg su TeleLombardia, ultimamente ha proposto un nuovo programma su Rete4.


MARIO TESSUTO

Il popolare cantante degli anni ‘70 nel 1987 condusse con la moglie lo spettacolo Cabaret per l’emittente Top 43 di Pavia.

Mario Tessuto (nome d’arte di Mario Buongiovanni, Pignataro, Caserta, 7/9/1944): milanese di origine paternopea, amico di Ricky Gianco viene da lui inserito nel Clan Celentano, nel 1966 prende parte al Cantagiro con Teen-agers concerto, partecipa successivamente a Bandiera Gialla dove presenta Love me please love me, cover di un brano di Polnareff, presentata anche al Cantagiro. Il suo grande successo viene con Un Disco per l’Estate 1969 con Lisa dagli occhi blu, un best seller che conquista la cima delle classifiche. Nel 1970 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Orietta Berti con Tipitipiti, in seguito propone altri brani, ma senza avere più il successo di Lisa dagli occhi blu. Due curiosità: è Mario Tessuto a girare in super 8 il viaggio a cavallo di Mogol e Lucio Battisti da Milano a Roma, oggi Tessuto si esibisce a Besate, in provincia di Milano, un ristorante, denominato Lisa dagli Occhi blu, ubicato in un palazzo del ‘700.