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LORENZO PILAT

Bravissimo cantante, autore di canzoni evergreen, Lorenzo Pilat è apparso in televisione (oltre che come cantante), sugli schermi di Canale5 in alcune edizioni del Festivalbar, e al Maurizio Costanzo Show. E’ stato ospite di trasmissioni televisive come La vita in diretta, Alle due su Rai1, Tg2 Dossier, e dovunque si parli della melodia italiana nel mondo. Cantante popolarissimo fra gli italiani all’estero (la sua popolarità arriva addirittura in Australia), Lorenzo Pilat si è esibito anche sulle tv locali Tele4 e Rtb RadioteleBarbara, è tornato in  video grazie a Roberto Poletti, per lui scrive la canzone Piazza pulita, sigla dell’omonima trasmissione di Antenna 3 Lombardia.

 

 

Lorenzo Pilat nasce a Trieste il 24 giugno 1938, debutta nella città natale all’inizio degli anni ’60 esibendosi in alcuni spettacoli di varietà come cantante, si accompagna con la chitarra. Diplomatosi in elettronica Lorenzo si trasferisce a Milano, la “palestra della musica leggera”.   Nel 1963 vince il concorso per voci nuove promosso dal Clan Celentano ed incide il suo primo singolo Ciao ragazzi ciao, partecipa anche al Festivalbar del 1964. Porta quindi al successo il brano Non sono Frank Sinatra segnalandosi per la voce urlata, per l’ironia e la vis comica. Nel 1965 accompagna Celentano in una lunga tournèe nelle varie città italiana e alla tv svizzera, lancia poi la canzone Charlie Brown, nel 1966 con Ico Cerutti e Gino Santercole forma il trio del Clan presentando a Sanremo Il ragazzo della via Gluck.  Quindi incide Shenanoboah la valle dell’amore, colonna sonora del film omonimo. Canta anche Un po’ di vino, Amami un giorno soltanto, Angelino il camionista, Rosina, In tredici, Lei non può, Sono sicuro, D’accordo, Male e bene. Nel 1967 è di nuovo sulla cresta dell’onda con La legge del menga canzone lanciata al Cantagiro e censurata dalla Rai. Nel 1968 torna al Festival di Sanremo presentando in coppia con Nino Ferrer Il re d’Inghilterra. Il cantante inglese Tom Jones deve la sua popolarità anche a una canzone di Pilat: Love me tonight (Alla fine della strada, presentata al festival di Sanremo del 1969) che negli Usa è tutt’ora un best seller.

Con gli anni ’70 e ’80 si dedica all’attività di compositore per altri artisti firmandosi Pilat, scrive per Orietta Berti, Gigliola Cinquetti, Adriano Celentano, e brani composti con Daniele Pace e Mario Panzeri (il famoso trio Pace-Panzeri-Pilat). La sua canzone più famosa? Indubbiamente Fin che la barca va, portata al successo da Orietta Berti, una canzone che esprime bene la filosofia italiana.    Altri famosissimi brani scritti da Pilat sono Nessuno mi può giudicare cantata da Caterina Caselli e Gene Pitney, Alle porte del sole cantata da Gigliola Cinquetti (vincitrice di Canzonissima 1973 e portata al successo in America nella versione di Al Martino,The door of the sun), Non illuderti mai portata al successo da Orietta Berti, Quanto è bella lei cantata da Gianni Nazzaro (vincitrice di Un disco per l’estate edizione 1972).   Nel 1975 Pilade ritenta la via della canzone come interprete presentando a Sanremo Madonna dell’amore, ma senza successo. Con il nome di Lorenzo Pilat incide l’album Io, Trieste, dove riscopre le sue radici triestine, nel quale propone una serie di canzoni in dialetto: Mangiando il pess, Finanziere, La sagra della sardella). Poi apparentemente il silenzio, ma Pilat continua ad esibirsi dal vivo con la chitarra, quasi sempre da solo, sono i media ad oscurarlo. Eppure è popolarissimo fra gli italiani all’estero.


 

Durante un mio viaggio in Australia, ho incontrato degli italiani immigrati a Sidney negli anni ’70, che cosa ricordavano dell’Italia? Lui, Lorenzo Pilat… Cantante unico per la sua estensione di voce e per il suo modo carismatico con cui affronta il pubblico in ogni spettacolo, è un vincente in quanto oltre al tempismo nel proporre le canzoni offre un saggio di preparazione tecnica notevole nell’interpretare pezzi come Be bop alula, dove simula l’effetto eco, Mule skinner blues (Il blues del mandriano) dove per la moltitudine di suoni che escono dalla sua bocca sembra di sentire un’orchestra, Sixteen tons, dove da note bassissime passa improvvisamente a note altissime. Lo stesso vale anche per i brani The house of the rising sun e Unchained melody, dove tra voce e falsetto riesce a toccare ben 44 note del pianoforte!

Nel nuovo millennio Pilat riscopre le proprie radici popolari esplode con vivacità e grinta tenendo banco un’ora e mezza circa in concerti nei quali coinvolge il pubblico in canti collettivi e battute spiritose riuscendo a polarizzare su se stesso l’attenzione per tutta la durata degli spettacoli che completa cantando le sue canzoni più famose come Quanto è bella lei, Vino amaro, Alle porte del sole, insieme a qualche pezzo di Celentano e ad alcuni brani di folcklore triestino. Si, il folk, proprio nell'ambito di un programma di folcklore in onda su Telelombardia condotto da Roberto Poletti, Lorenzo Pilat torna in televisione Soltanto un personaggio “stravagante” irregolare come Roberto Poletti poteva restituirci il mitico Pilat… Allorquando Poletti passa da Telelombardia ad Antenna 3 Lombardia sceglie Pilat come autore della sigla Piazza pulita, titolo anche della nuova trasmissione del giovane conduttore.