
E' uscito per i tipi delle Edizioni Tracce il libro di Pino Frisoli LA TV PER SPORT, un libro dedicato allo sport nella televisione italiana. Il calcio - scrive l'autore nell'introduzione - ha sempre detenuto il primato sulle altre discipline anche nella programmazione televisiva; nel corso degli anni '50, '60 e '70 la televisione ha rapidamente ritagliato spazio al calcio, al ciclismo, agli sport olimpici e alla Formula1. Parlare di storia della televisione vuol dire, infatti, parlare anche di storia dello sport. Fra i molti pregi del libro di Frisoli vi sono quelli di presentare alcune chicche nonchè quello di smentire (con tanto di fonti, documentazioni e testimonianze probatorie di molti dei protagonisti) alcuni falsi storici, scritti fra l'altro da accreditate firme. Ecco alcuni esempi: Carlo Bacarelli si scrive con una C e non con due C (Baccarelli). LA DOMENICA SPORTIVA, la trasmissione più longeva della tv italiana, è nata l'11 ottobre 1953, e non il 3 gennaio 1954. Il titolo - scrive Frisoli - è scelto da Bacarelli che lo sceglie per differenziarlo dalla radiofonica DOMENICA SPORT, regista della puntata numero 1 è Giovanni Coccorese. Ma l'avvio dello sport in tv risale al periodo antecedente la seconda guerra mondiale: il 22 luglio 1939 vengono inaugurati dallo studio di via Asiago in Roma i programmi televisivi sperimentali dell'Eiar. La trasmissione iniziale comprende canzoni e numeri comico-musicali eseguiti da noti artisti, fra cui Macario, Aldo Fabrizi, Nunzio Filogamo, Odoardo Spadaro e Nanda Primavera. Lidia Pasqualini, ,attrice scelta per le sue qualità telegeniche, ha il compito di commentare gli annunci In pratica - scrive Frisoli - è la tv di Mussolini. Fra gli altri viene scritturato anche Nicolò Carosio, popolarissimo radiocronista sportivo che aveva raccontato agli italiani i trionfi della Nazionale di calcio ai Mondiali di calcio del 1934 e del 1938. Le trasmissioni sono visibili solo a Roma per pochi intimi, in pratica Mussolini e qualche gerarca. In pratica - scrive Frisoli - è la tv di Mussolini. Fra gli altri viene scritturato anche Nicolò Carosio, popolarissimo radiocronista sportivo che aveva raccontato agli italiani i trionfi della Nazionale di calcio ai Mondiali di calcio del 1934 e del 1938. Le trasmissioni sono visibili solo a Roma per pochi intimi, in pratica Mussolini e qualche gerarca. La guerra interrompe questi esperimenti, la tv in Italia riprende nel 1949 quando, in occasione della I Esposizione Internazionale della Televisione hanno inizio le trasmissioni sperimentali da Torino e da Milano. Frisoli ricorda (ben pochi l'hanno fatto prima) un'altra data: il 12 aprile 1952, quando, in occasione dell'inizio della Fiera Campionaria di Milano, viene realizzato negli studi di Corso Sempione il primo notiziario condotto da Carlo Bacarelli (non Baccarelli). Frisoli si è documentato la Cineteca, annate intere di periodici radiotelevisivi, gli archivi di alcune emittenti straniere, L'autore ricorda anche molti avvenimenti sportivi trasmessi in tv: il Gran Premio Italia di Formula 1 di domenica 11 settembre 1955 che inaugura il rinnovato autodromo di Monza, le Olimpiadi invernali di Cortina del 1956, le Olimpiadi di Roma del 1960, "le Olimpiadi della televisione". Il 20 maggio 1962 ha inizio il PROCESSO ALLA TAPPA di Sergio Zavoli: con questa trasmissione Zavoli inventa un nuovo modo di guardare lo sport, di raccontare le fatiche dei ciclisti carpendo (anche in moto o in auto, durante la corsa) le emozioni più nascoste degli atleti distrutti dalla fatica. Un'altra svolta si ha il 28 febbraio 1965 quando il nuovo regista de LA DOMENICA SPORTIVA Gianni Serra fa assumere alla trasmissione un aspetto spettacolare popolando gli iniziali schemi informativi: per la prima volta la trasmissione ha uno studio, un pubblico, e, soprattutto, un conduttore. Si tratta di Enzo Tortora che contende a Mike Bongiorno lo scettro di "primo presentatore" della tv italiana, reduce dai successi di TELEMATCH e di CAMPANILE SERA. Tortora trasforma quella che era una sobria rubrica di filmati rigorosamente dagli speaker in uno dei più grandi e gradevoli salotti televisivi italiani, precorrendo tempi e mode, una formula che continua ancora oggi. Un'altra tappa fondamentale è per Frisoli quella del 21 ottobre 1967: a Milano si gioca il derby di campionato Inter-Milan, arbitrato da D'Agostini. Al gol neazzurro di Benitez al 58° risponde Rivera al 78°. Il pallone scagliato dal fuoriclasse rossonero picchia sulla traversa, rimbalza a terra e viene calciato lontano. Il guardalinee è indeciso e guarda con insistenza l'arbitro, mentre il gioco prosegue. L'arbitro decide di convalidare, ma il dubbio resta. Più tardi nello studio Rai di Milano Heron Vitaletti, uno dei montatori de LA DOMENICA SPORTIVA, dice: "si potrebbe farlo vedere alla gente". E così nasce la moviola che diventa una consuetudine quando la conduzione del programma passa ad Alfredo Pigna che la vuole sempre e viene accontato. Vitaletti maneggia la pellicola, mentre Bruno Pizzul e Carlo Sassi si alternano nei commenti, ormai la domenica non può più fare a meno della moviola.
Frisoli ricorda un'altra data importante, domenica 27 settembre 1970, quella della partenza di NOVANTESIMO MINUTO, il programma ideato da Paolo Valenti, Maurizio Barendson e Remo Pascucci. Frisoli riporta un'intervista rilasciata da Barendson a TV SORRISI E CANZONI, allora diretto dal nostro Gigi Vesigna. Nel 1976 - ricorda ancora Frisoli - Barendson passa al Tg2 e Paolo Valenti resta l'unico conduttore di 90° MINUTO, le sedi regionali vengono messe gradualmente in condizione di andare in diretta, pratica fino ad allora permessa solo alle sedi di Roma, Milano, Torino e Napoli. Fanno così il loro ingresso i corrispondenti esterni: i giornalisti delle sedi regionali, ognuno addetto alla squadra della propria città o regione. In pratica nasce quello che sarà chiamato "il teatrino di 90° MINUTO" e che renderà famosi i tanti inviati: Tonino Carino da Ascoli, Gianni Vasino da Milano, Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Ferruccio Gard da Verona, Marcello Giannini da Firenze, Giorgio Bubba da Genova, Maurizio Calligaris da Udine, Franco Strippoli da Bari, Emanuele Giacoia da Catanzaro hanno contribuito con tanti altri giornalisti a rendere leggendaria questa trasmissione. Alcuni di loro, come Lamberto Sposini da Perugia, e Puccio Corona da Catania, hanno fatto carriera nei telegiornali.
Ampio spazio del libro è dedicato anche alle tv straniere: la Tsi e TeleCapodistria. La Tsi - sottolinea l'autore - trasmette a colori fin dal 1968 con il sistema Pal ed ha permesso in pratica la diffusione in Italia dei televisori a colori nonostante il ritardo della Rai. Chi aveva una tv a colori potè godersi i mondiali di calcio del 1970. OBIETTIVO SPORT (approfondimento degli avvenimenti domenicali) e CONTROCAMPO (magazine sportivo che naturalmente non ha nulla a che vedere con l'attuale programma di Italia1) sono segnalati come programmi cult. Ottima la conoscenza dei telecronisti della tv svizzera, Frisoli ricorda Ezio Guidi (conduttore, fra l'altro, di GIOCHI SENZA FRONTIERE), Libano Zanolari, Gianni Balzoni, Bruno Rezzonico, Giampaolo Foletti. Di TeleCapodistria Frisoli traccia la vera storia, una tv con molto sport che a volte sopperiva alle mancanze della Rai, come quando, alla vigilia del referendum sul divorzio si scelse di mandare in onda una tribuna politica e non un incontro di calcio, trasmesso dall'emittente jugoslava. La tv istriana, nella seconda metà degli anni '80 - ricorda Frisoli - stipula un accordo con la Fininvest per la diffusione del segnale e l'acquisizione pubblicitaria che fa di TeleCapodistria la prima tv tematica sportiva italiana, futuro nucleo di Telepiù2 .
La nascita delle tv private prima, e di quelle satellitari, poi, ha radicalmente cambiato la televisione, partendo quasi sempre da una modifica riguardante quel delicato equilibrio costituito dai diritti televisivi. Stanno per partire i mondiali di calcio in Germania quando il ministro delle Poste Giuseppe Togni ordina lo smantellamento degli impianti che permettono la ricezione della Svizzera e di Capodistria che trasmettono regolarmente a colori in vaste zone dell'Italia settentrionale e centrale. L'1 febbraio 1977 anche la Rai inizia ufficialmente le sue trasmissioni a colori. Per vedere a colori DOMENICA SPRINT e LA DOMENICA SPORTIVA fino al 27 del mese a causa di problemi tecnici per l'allestimento degli studi. Nelle seconda metà degli anni '70 la diffusione delle tv locali ha portato ad un aumento dei programmi di calcio parlato. Anche la Rai decide di adeguarsi. Così lunedì 15 settembre 1980 sulla neonata Rete Tre comincia una trasmissione dal titolo IL PROCESSO DEL LUNEDI', il programma inizia alle 22,30 annunciato con un generico TG3 SPORT, solo il 29 settembre in occasione della terza trasmissione, alla dicitura TG3 SPORT viene aggiunto IL PROCESSO DEL LUNEDI'. La trasmissione è stata ideata da Aldo Biscardi e Enrico Ameri, voce principale delle radiocronache Rai e conduttore della prima edizione insieme alla campionessa di nuoto Novella Calligaris. Biscardi nella prima edizione resta dietro le quinte, concepisce l'idea di un programma che ogni settimana metta a confronto esperti di calcio di opposti pareri su un particolare aspetto del campionato. La trasmissione è l'unica di successo della Rete 3 fino al 1987, quando Aldo Guglielmi cambierà il volto della rete, e deve i suoi ascolti anche al prevalere degli eccessi del calcio parlato e alle polemiche. L'idea del titolo viene da una frase di Gianni Rodari, autore della prefazione di una storia del giornalismo sportivo dello stesso Biscardi, del quale scrive: "parla di calcio come a un processo". Il tema della puntata è introdotto dalla scheda di Carlo Nesti a cui segue dibattito, spesso confuso e caotico, con più persone che parlano contemporaneamente e il giudizio finale della giuria presieduta da un noto personaggio della tv o dello spettacolo. Biscardi capisce che la sua trasmissione è destinata a crescere e dal 1982 passa alla conduzione, prima con Marino Bartoletti fino al 1984, poi in solitudine, affiancato dalla valletta di turno legando così in maniera indissolubile il suo nome al programma e diventando famosa per i suoi "sgub", versione biscardiana degli scoop. Dal 1993 Biscardi abbandona la Rai per Telepiù dove esporta la formula ma non il titolo, il cui marchio appartiene alla Rai, che ripropone il programma con Marino Bartoletti e Gene Gnocchi, Biscardi invece personalizza il titolo ne IL PROCESSO DI BISCARDI. Il programma nel 1996 passerà a TeleMontecarlo diventata La7.nel 2001, dal settembre 2006 il programma va in onda su 7Gold.
Un altro snodo fondamentale dell'inizio degli anni '80 e un'altra data importante nella storia dello sport in tv è quella del 30 settembre del 1980, quando la tv di Stato ha un nuovo concorrente, Canale5, che sotto il patronato di Silvio Berlusconi inaugura in Italia il sistema della tv commerciale finanziata non attraverso la riscossione di un canone, ma dagli introiti della pubblicità. La nuova emittente si segnala all'attenzione generale acquistando i diritti del Mundialito, torneo di calcio in programma da martedì 30 dicembre a sabato 10 gennaio 1981 in Uruguay. Il merito è soprattutto di un certo Adriano Galliani, appassionato di sport il quale vede la carta vincente nella televisione commerciale. Subito dopo il Mundialito Berlusconi compra i diritti di una serie di eventi sportivi degli Stati Uniti. Il successo di ascolti del Mundialito in Uruguay spinge Berlusconi a tentare quello che prima mai nessuno aveva osato fare: togliere alla Rai l'esclusiva sui diritti dei campionati di calcio di serie A. Il 12 aprile 1981, in occasione dell'assemblea della Lega Calcio a Milano il proprietario di Canale5 si presenta nell'albergo dove si tiene la riunione di Lega e rende pubblica la sua proposta: se la Lega non rinnovava il contratto in esclusiva con la Rai-Tv Berlusconi si impegnava a garantire come minimo la stessa somma offerta dalla Rai più il 50% degli introiti pubblicitari collegati alle trasmissioni calcistiche di Canale5. Alla fine la Rai riusciva a mantenere l'esclusiva ma ad un prezzo molto alto. Sulla base dell'esperienza del Mundialito in Uruguay Canale5 inventa un torneo denominato Coppa Superclubs 1981 al quale sono invitate le squadre vincitrici della Coppa Intercontinentale, si gioca da martedì 16 giugno a domenica 29 giugno 1981, tutte le partite sono ovviamente trasmesse da Canale5 in differita di una giornata per effetto di una legge che vieta la diretta su tutto il territorio nazionale. Gli unici a poter vedere gli incontri in diretta sono i telespettatori della Liguria su A&G Televsion di Genova e in prima serata anche i telespettatori piemontesi di Tele Torino possono avere l'identico privilegio. Le telecronache sono affidate a Giuseppe Albertini, come era accaduto per il Mundialito di Uruguay. Il torneo viene trasmesso in diretta via satellite in Brasile, Argentina, Paraguay, Venezuela, Ecuador, Colombia, Messico, Uruguay, Perù, Cile, Grecia, Olanda, Medio Oriente e Stati Uniti, mentre la diretta radiofonica è assicurata per la Lombardia dal gruppo multiradio con la voce di Nicolò Carosio. L'ultima partita in calendario è il derby Milan-Inter decisiva per la vittoria del torneo, mentre Beppe Viola apre la DOMENICA SPORTIVA con un incredibile annuncio: "una domenica senza calcio". Dopo quella del 1981 vengono organizzate altre due edizioni del Mundialito: nel 1983 (vittoria della Juventus) e nel 1987 (vittoria del Milan). Dopo il successo del Mundialito per club Canale5 riesce ad acquistare i diritti delle partite casalinghe delle squadre italiane impegnate nelle coppe europee della stagione 1981/82, bisogna aspettare il giovedì quando la partita viene trasmessa sul territorio nazionale attraverso le reti aderenti al circuito di Canale5. Frisoli ricorda i record degli ascolti del Mundial 1982 che consacra gli azzurri campioni del mondo e un'amichevole Jugoslavia-Italia giocata a Spalato alla vigilia degli Europei di Germania 1988: a causa di uno sciopero dei giornalisti l'incontro viene trasmesso dalla Rai senza commenti, mentre la differita di TeleCapodistria, controllata dalla Fininvest, ha una telecronaca di Sandro Piccinini.
Un'altra data fondamentale è quella dell'ottobre 1985 quando Sergio Ferrentino e da tre ragazzi: Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci, ovvero la Gialappa's Band, fanno il loro esordio su Radio Popolare con il programma BAR SPORT in onda la domenica alle 22,00, l'idea vincente è però quella del mondiale messicano del 1986 quando decidono di commentare le partite sull'emittente radiofonica. Il successo è tale che sono in tanti a guardare la tv abbassando il volume per ascoltare le loro demenziali radiocronache. Rimasti in tre dopo l'abbandono di Ferrentino, approdano in tv e nell'estate 1989 su Italia1 va in onda MAI DIRE BANZAI, una sorta di GIOCHI SENZA FRONTIERE in versione giapponese. Poco prima di Italia 90 ecco MAI DIRE MONDIALI, programma che segna l'avvio di diverse edizioni di MAI DIRE GOL. in cui il trio commenta gli errori e i goal mancati delle partite delle edizioni passate dei Mondiali. E' la prova generale di MAI DIRE GOL che parte il 18 novembre 1990 intorno alle 22,00 sempre su Italia1. In questa trasmissione i tre prendono di mira il campionato italiano e, con l'aiuto della redazione sportiva della Fininvest, collezionano tutti gli svarioni dei calciatori e quant'altro accade sui campi di calcio della domenica. Dall'1 settembre 1991 anche le reti Fininvest possono usufruire della diretta, concessa dalla legge Mammì approvata nell'agosto 1990. Il 20 ottobre 1990 a Milano viene costituita la società Telepiù srl, che segna la data di nascita in Italia della tv a pagamento. Il calcio è l'attività principale con la quale attirare abbonamenti. L'idea è quella di acquistare i diritti di trasmissione per trasmettere in diretta partite del campionato di serie A, per questo bisogna aspettare il 1993, quando scade il contratto fra la Rai e la Lega Calcio. Per il momento ci si accontenta del calcio internazionale, ma una ghiotta occasione per incrementare gli abbonati si presenta con i diritti di Scozia-Italia valida per le qualificazioni ai Mondiali Usa del 1994. Nel frattempo le reti di Silvio Berlusconi nel 1992 si erano aggiudicate dall'Uefa i diritti della Chanpions League. Nel 1993 l'intesa viene trovata sulla base di un anticipo e di un posticipo settimanale, con l'esclusione delle ultime sei giornate di campionato si avranno 32 partite di serie B il sabato alle 20,30 e ventotto partite di serie A la domenica alle 20,30. Non ci saranno repliche in chiaro sulla Rai, come si era ipotizzato in un primo momento. Manca ancora un tassello prima di arrivare alla tv a pagamento: è la pay per wiew. La novità arriva nel 1996 grazie al "progetto telecalcio" di Telepiù . Per avere questi diritti Telepiù offre il 50% dei ricavi alla Lega Calcio.
Frisoli non dimentica nemmeno di ricordare eventi più recenti come la nascita di Sky (agosto 2003 dalla fusione di Telepiù e Stream) e di Alice Home Tv, emittente della quale è telecronista. Il libro è un piccolo viaggio in 50 anni e più di sport in televisione, una storia che meritava di essere raccontata. Milanese, laureato in scienze politiche, Frisoli ha scandagliato diversi archivi (quello della Tsi, di TeleCapodistria) ha intervistato Marco Blaser, Mauro Regazzoni, Tullio Vianello, Marino Bartoletti, Enrica Speroni, Ketty Kovacic Poldrugovac, Carlo Bacarelli, Giorgio Martino, Enzo Palladini ed altri. L'unico difetto del libro è la mancanza di citazioni dei programmi sportivi delle tv locali, che comunque Frisoli dimostra di conoscere, tale mancanza è stata senz'altro originata da esigenze editoriali. Ci auguriamo di vedere presto alla stampe un libro dedicato anche ai telecronisti e allo sport delle tv locali delle quali ci occupiamo, nonchè di avere presto Frisoli fra i nostri collaboratori, nel'attesa invitiamo tutti alla lettura di LA TV PER LO SPORT, punto di partenza fondamentale. Del resto prima delle tv locali c'erano la Rai e le emittenti straniere ricevibili in Italia.
Il libro di Frisoli è reperibile presso la Libreria dello sport di Milano in via Carducci, dove è acquistabile anche online, dunque da tutta Italia, presso la Tramite in piazza Medaglie d'Oro, la libreria dello Iulm in via Carlo Bo, la libreria Hoepli e la libreria Porta Romana. Per chi volesse il libro da altre parti d'Italia e volesse comunicare con l'autore può scrivere a pinofrisoli@yahoo.it.