HOMENEWSTVRADIOMUSICChi siamo

Liliana Feldmann

LA SIGNORA DELLE 13

di Massimo Emanuelli


Ritratto intervista pubblicato nell'ottobre 2003 sula pagina milanese del quotidiano nazionale l'Opinione delle Libertà (L'Opinione delle Domenica) nell'ambito della rubrica Ritratti milanesi curata da Massimo Emanuelli aggiornata nel dicembre 2013.


Liliana Feldmann ha condotto per Teleradio Monza Brianza, storica emittente brianzola visibile anche in Milano città, Per voi Liliana Feldmann, Liliana è stata poi mattatrice ad Antenna 3 Lombardia e nella prima TeleMilano58, poi Canale 5.

Nata a Milano il 29 dicembre 1929 Liliana Feldman, figlia dei noti attori dialettali Pina Granata e Dante Feldman, molto amati dai milanesi, famosi per essere gli interpreti di Meneghino e Cecca. “Mio padre era milanese, mio madre era nata a Ferrara, ma era venuta a Milano da bambina. La mia prima casa milanese – ricorda la Feldman – era in Corso di Porta Romana al numero civico 60, ancora oggi quando ci passo provo nostalgia.” A soli due anni, il 21 aprile 1931 al Teatro Principe, sede del teatro dialettale milanese, diretto da Paolo Bonecchi, esordisce nella commedia On Pension de famiglia. Occorreva in scena una bambina che doveva dire qualche battuta in dialetto, papà Dante propose allora al capocomico di far lavorare la figlia Liliana, che così esordì sul palcoscenico. Così il critico teatrale Renato Simoni la presentava sul Corriere della sera, nell’ambito della rubrica Attori in vetrina: “la bimba è un frugolo biondo e vezzoso da mangiare coi baffi, la minuscola Feldman ha mandato gli spettatori in visibilio”. L’avventura artistica di Liliana viene subito interrotta: la polizia si intromise e minacciò i coniugi Feldman di “incriminazione per lo sfruttamento di una minorenne”. Liliana non sale più sul palco, anche se respira l’aria del teatro seguendo i genitori negli spettacoli. Frequentai le scuole elementari in Via Quadronno, poi cambiai appartamento, sempre in corso di Porta Romana al numero civico 60, da un monolocale passammo ad un bilocale”. Liliana torna sul palcoscenico tre anni dopo, scritturata dalla compagnia Durot per apparizioni in operette si esibisce al Teatro Carcano di Milano; all’età di nove anni partecipa ad un festival per ragazzi che si tiene al Teatro Cristallo di Milano, vince il primo premio in qualità di cantante con la canzone Fiori d’arancio e fuori concorso La gagarella del Biffi Scala, facendo l’imitazione della cantante che aveva lanciato la canzone stessa: Lidia Nosotti, la canzone è stata poi interpretata da Maria Pia Arcangeli.  Sta per arrivare la guerra. Liliana studia quindi a Como e consegue un diploma che gli serve per dirigere una tipografia che il padre aveva acquistato nella popolarissima via Niccolini. Nel 1940 nuovo trasloco, sempre nella stessa via e allo stesso numero civico: dal secondo al primo piano: “era una conquista sociale poiché avevamo il bagno in casa, privilegio per pochi. Per scaldarci tenevamo aperto il forno, non c’era il riscaldamento in casa, all’inizio degli anni ’40 mi asfissiai, e finii in coma. Venni ricoverata all’ospedale Niguarda, fortunatamente mi ripresi. Qualche giorno dopo andai a Lecco per uno spettacolo, trovai gli striscioni con il mio nome listato a lutto.” Durante la guerra Liliana partecipa a spettacoli di arte varia in compagnia dei genitori e con essi si produce in spettacoli gratuiti tenuti all’ospedale di Baggio per i feriti. Nel corso della tragica notte del 13 agosto 1943 le bombe cadono su Milano e distruggono la tipolitografia appartenuta al nonno che i genitori avevano finito di pagare a maggio, il magazzino teatrale (dove erano custoditi costumi, scene e materiali vari) sito in Corso di Porta Romana, la casa dove la famiglia Feldamann abita è gravemente danneggiata. Liliana si mette a lavorare per sostenere la famiglia: "mi rimboccai le maniche, imparai a stirare le calze di nylon, lavorai nella stireria di mia zia, la mattina alla 7 aprivo la tipografia, poi nel pomeriggio andavo in stireria a Rho, ci andavo con un tram che partiva da Corso Sempione, ho lavorato molto, non solo in teatro..." Mentre lavora Liliana intanto culla i suoi sogni nel cassetto, la vita sedentaria non fa per lei che sogna il mondo dello spettacolo. L’occasione le venne offerta da un concorso radiofonico per attori e cantanti indetto dall’Eiar nel 1943, Liliana si presenta all’insaputa di genitori stessi, accompagnata da una zia in quanto minorenne, e vince. Liliana viene scritturata e destinata ad una trasmissione per ragazzi che va in onda il pomeriggio, in essa Liliana canta canzoncine e filastrocche, e recita favole e raccontini sceneggiati, canta con le orchestre dei maestri Nino Godini e Gorni Kramer unitamente ai genitori che nel frattempo erano stati anch'essi assunti dall'Eiar. Tutte le mattine alle sei Liliana si esibisce in un programma, Le musiche del buongiorno, mandato in onda dalla radio tedesca instauratasi nel frattempo in via Rovani. Liliana inizia a lavorare con Evelina Sironi, sua grande amica di tre anni più grande di lei, che aveva già lavorato con i suoi genitori, nascerà un sodalizio artistico e di amicizia che soltanto la prematura scomparsa di Evelina, avvenuta nell’agosto 1983, troncherà. Liliana Feldman ed Evelina Sironi ogni domenica conducono L’ora del contadino, attraverso la quale si comunicano notizie sull’agricoltura, dirige l’orchestra diretta dal maestro Nino Godini, Liliana si diletta anche nel canto. Liliana canta anche con Zeme e Gorni Kramer, unitamente ai genitori tutte le mattine alle sei nel programma Le musiche del buongiorno messo in onda dalla radio tedesca che si era instaurata in Via Rovani. Il maestro Angelini la ingaggia per la radio di Torino e le fa incidere, su parere di Giovanni D’Anzi, il suo primo disco per la Cetra, La Gagarella del Biffi Scala, nasce così una delle più famose soubrette italiane.

“La sede della Rai milanese – ricorda la Feldman – era allora situata in via Gozzadini, qui si facevano le commedie. Nel corso della guerra venne trasferita in una scuola di Morivione, nei pressi di Via Ripamonti. Qui non c’erano rifiuti, quando scattava l’allarme io ed Evelina Sironi scappavamo in strada e ci rifugiavamo nei pressi di un fosso.... All'Eiar cantai diretta dal Maestro Cinico Angelini, ho cantato con tutti i Maestri che sono passati da Milano con le loro orchestre: Bruno Zeme, Gorni Kramer, Pippo Barzizza, Giorgio Consolini..."

Liliana non trova che i tempi attuali siano difficili come quelli della seconda guerra mondiale?

"La situazione politica oggi è più confusa di quella di allora...".

Terminata la guerra i dispiaceri per la famiglia Feldman proseguono: una commissione di epurazione radiofonica della nascente Rai licenzia Liliana Feldmann, con l’accusa di essere “collaborazionista criminal nazifascista”, affermazione a dir poco assurda in quanto non aveva mai partecipato a trasmissioni politiche. “Un anno prima – ricorda la Feldmann - mio padre si era rifiutato di fare una trasmissione di propaganda fascista sulla famiglia Rossi, una famiglia che discuteva sul fascismo. Mio padre era un socialista, aveva conosciuto il Mussolini socialista proprio a Milano, una sera si trovò invischiato in alcuni tafferugli, finì a cazzotti, da allora non ne volle sapere più nulla della politica” Anche il Maestro Zeme – ricorda la Feldmann – venne licenziato dall’Eiar con l’accusa di essere stato fascista. Chi non venne licenziato furono i veri fascisti, diventati democristiani o comunisti, con il passaggio dall’Eiar alla Rai vi fu soltanto un cambio di nomi e di sedie. Costretto ad emigrare con i genitori nella Svizzera Italiana. si esibisce in una commedia dialettale, canta in diversi night-club, al Kursaal di Lugano viene interpellata da un regista di Radio Monteceneri che le offre una collaborazione continuativa con la radio svizzera, proposta che accetta. Comincia così la seconda parte della sua carriera radiofonica, che prosegue come cantante con l’orchestra diretta dai Maestri Paggi e Pelli, e contemporaneamente come attrice, diretta da vari registi, fra cui Romano Calò, un grande attore che era stato in compagnia con Ruggero Ruggeri. “Entravo nello studio di registrazione la mattina alle otto ed uscivo la sera alle 11,30, io cantavo con due orchestre del Maestro Paggi e del Maestro Pelli. Calò era un regista severissimo, che mi correggeva con modi assai bruschi, mettendomi spesso in difficoltà, fu un tirocinio assai duro, che però mi formò in modo positivo e producente per tutta la mia carriera. A Calò devo il mio perfezionamento."
Rimasta in Svizzera fino al 1947 la Feldman è poi chiamata da Ugo Tognazzi con il padre a far parte della sua compagnia di rivista, composta anche da Lauretta Masiero e da Flora Lillo. Liliana è protagonista della rivista Paradiso per tutti di Dino Gelich con Ugo Tognazzi, Dante Feldmann, Alba Regina, Salvo Libassi, Enzo Petito, Elvy Lissiak, Flora Lillo, regia di Alfredo Bracchi, prima al Teatro Mediolanum di Milano. Il lavoro con Tognazzi è il primo passo per il rientro alla radio italiana. Prosegue nel frattempo la carriera discografica con le case Odeon, Carisch, Parlophone, incidendo una cinquantina di dischi. Nel 1949 inaugura il Teatro Dal Verme, ricostruito dopo i bombardamenti che l’avevano distrutto, con lo spettacolo Sotto i ponti del Naviglio, della compagnia facevano parte Pina Renzi, Fausto Tommei, Giacomo Rondinella e Tino Scotti. Nel 1948 Liliana viene assunta dalla Rai. come prima attrice e cantante della "Compagnia di riviste di radio Milano". Rimane alla R.A.I. per circa trent'anni, creando personaggi che sono rimasti, tutt'ora, nella memoria del pubblico radiofonico, sia in lingua che in dialetto milanese.
Nel 1949 dagli studi di Radio Milano Liliana è ospite e conduttrice di diverse trasmissioni di successo: Il motivo senza maschera, Ciciarem on cicinin (in dialetto milanese), Il Gavettino (trasmissione per le Forze Armate), Povero diavolo (con Carlo Campanini) e Fermo posta (rubrica locale in dialetto milanese). In Ciciarem on cicinin Liliana dialoga anche con l’allora sindaco di Milano Virginio Ferrari e lo sprona via radio a piazzare luci nelle strade di Milano buie. Liliana lavora anche con Ruggero Ruggeri "ricordo che la sede della Rai era allora al numero civico 29, dove oggi c'è l'intendenza di finanza, io ed altri attori recitavamo da un tavolo con microfono, mentre Ruggero da un altro tavolo."  Sempre dal 1949 a Radio Milano si crea una sezione dialettale, che la domenica pomeriggio manda in onda, a cura del giornale radio, su emissione regionale, un programma che parla dei fatti cittadini, canzonando le malefatte e le inadempienze del Comune, così che ridendo e scherzando riesce a raddrizzare alcune cose che non andavano. Altre trasmissioni di successo di Liliana sono: Tira, mola e meseda, varietà domenicale per Milano e la Lombardia di Italo Terzoli Attilio Carosso e Carlo Silva con Elena Borgo, Evelina Sironi, Fausto Tommei, Carlo Cazzaniga, Gianni Bortolotto e Nino Bianchi, orchestra di Mario Consiglio regia di Enzo Convalli in onda alle ore 14,10, Il motivo senza maschera, varietà a giochi con  Mike Bongiorno, orchestra di Angelo Brigada.  "Mike ha debuttato alla radio italiana proprio nella trasmissione che conducevo, era venuto per presentare i quiz, la trasmissione era sponsorizzata dalla Oreal... Anche Dario Fo esordì con me in radio, una sera era a Luino per fare uno spettacolo me lo presentò il direttore del teatro di Luino mi disse che c'era un giovane che voleva fare un'ospitata in radio, un paio di settimane dopo Dario era negli studi di corso Sempione ospite mio e di Febo Conti, canto la canzone Memi, di un cantante americano truccato da negro..."     La rubrica radiofonica Ciciarem on cicinin verrà portata in teatro da Liliana con Evelina Sironi, Roberto Brivio, il Maestro Mazzocchi, i Cachi d’Aspa in teatro al Filodrammatici con la regia di Carlo Silva. Lo spettacolo andrà in scena con il titolo Ciciarem on cicinin con la Giovana. Sempre per la regia di Carlo Silva, Liliana, Roberto e Augusto mettono in scena al Teatro Gerolamo Panaton de Pasqua e La colomba de Natal.  Liliana fa parte della Compagnia di Rivista Radio Milano, allora le commedie radiofoniche andavano in onda in diretta, il suo successo è tale che il giornalista Orio Vergani ogni settimana le dedica una poesia. In radio la Feldman lavora anche con il maestro Consiglio, Giustino Durano, Franco Parenti, Fausto Tommei, Walter Marcheselli, Ugo Tognazzi, Mario De Angeli e Tumminelli. Nel 1951 è di nuovo in radio in Scacco matto varietà musicale del sabato di Ciabattini, Frattini e Spiller con Fausto Tommei, Checco Rissone, Evelina Sironi, Elena Borgo, Febo Conti, orchestra diretta da Gino Conte. Con Febo Conti Liliana realizza tantissime trasmissioni radiofoniche, non solo commedie e varietà, ma anche interviste, e proprio in radio conosce Giorgio Gaber e Mina: "Giorgio arrivò in studio, era forse una delle sue prime esibizioni in radio, mi fu subito simpatico, dinoccolato, spiritoso, cantò Non arrossire una canzone romantica, poi iniziammo a parlare, mi accorsi subito che era un uomo molto intelligente. Con lui mi esibii poi, sempre ai suoi esordi, in alcuni spettacoli per beneficienza negli ospedali, in occasione di una di queste esibizioni ebbi modo di conoscere un altro esordiente, amico di  Gaber, che imitava Jerry Lewis, si chiamava Adriano Celentano."

Negli anni ’50 è primattrice della Compagnia Stabile di Rivista della Rai. Rimarrà in Rai fissa per circa vent’anni come prima attrice, presentatrice di programmi, crea personaggi rimasti nella memoria del pubblico radiofonico, fra i tanti ricordiamo L’Adalgisa con Franco Parenti, che le avvale l’assegnazione del premio La maschera d’argento come prima soubrette radiofonica;
In teatro lavora con i giovani Dario Fo e Gino Bramieri, recita con Ruggeri e Benassi nella Compagnia del Teatro Leggero di Milano. Liliana recita al Teatro Principe e, durante l’estate, al Parco Scarlatti, un teatro all’aperto situato nell’attuale Corso Buenos Aires, ove poi sorgerà il cinema-teatro Puccini.
Nel 1951 la troviamo fra i maggiori interpreti della rivista Sette giorni a Milano n.2, unitamente a Fausto Tommei, Franco Parenti e le sorelle Nava al Teatro Odeon, nel 1952 è l’interprete principale della commedia Siamo tutti milanesi di Arnaldo Fraccaroli con Nino Besozzi, in scena al Teatro Olimpia; nel 1953 viene premiata come prima soubrette radiofonica con la "Maschera d'argento".  Per le case discografiche Cetra ed Odeon incide molti album di canzoni meneghine, poesie dialettali, brani di operette. Alla radio è famosa nel programma Febo, Liliana e grancassa e L’allegra vedova con Febo Conti, per sei mesi porta avanti una trasmissione in diretta con gli ascoltatori dialogando con loro, alternando l’ascolto di dischi richiesti a battute sulle notizie di attualità. La Feldmann è stata la prima persona che ha dato del tu all’interlocutore, e salutando alla fine della trasmissione con un “ciao, ciao” quanto mai azzardato e confidenziale per quei tempi, ha creato una moda che poi troverà molti proseliti. Liliana conduce quindi La signora delle tredici con Enzo TortoraFebo Liliana e grancassa andò avanti diversi anni, negli studi di corso Sempione c'era anche il pubblico che si divertiva, sia in teatro che in radio, mitica la sigla, E con questa zinfonia, con il popolarissimo refrain: "Militari borghesi e ragazze, noi cantiamo per le pubbliche piazze, e cantando ogni cosa ci passa, siamo Febo, Liliana e grancassa."

Giovanni Barella le affida il corposo testo poetico La mama di gatt, sempre in radio è protagonista della commedia di Sette giorni a Milano. Per tutti gli anni ’50 e ’60 Liliana lavora in radio e per la nascente televisione. La tv la sceglie per le prime commedie, per spettacoli vari e per gli sceneggiati. La prima apparizione in tv è Grand’Hotel, una rivista musicale per la regia di Daniele D’Anza; “la prima commedia che ho fatto per la Rai è stata con Ruggero Ruggeri, la sede milanese della Rai non era ancora al numero 29 di corso Sempione, ma al numero 27, dove oggi c’è la finanza, all’ultimo piano c’era un piccolo studio dove Ruggeri registrava con un microfono sul tavolo. Aveva uno sguardo severissimo”. Purtroppo funzionari incompetenti hanno distrutto e gettato i nastri delle commedie di Ruggero Ruggeri, e sette mie commedie musicali nelle quali avevo come partner Carlo Dapporto, Ugo Tognazzi, Domenico Modugno, Renato Rascel, Alberto Lionello, Billi e Riva e Arnoldo Foà. Renato Rascel scrive per Liliana la canzone Dove andranno a finire i palloncini.

Nel 1954 Liliana esordisce in televisione in La decima ora, una delle prime trasmissioni della neonata televisione italiana, quindi porta sul piccolo schermo per la regia di Giulio Sacerdote Febo Liliana e grancassa, le prime riviste, le prime commedie (ne registra oltre una ventina). Fra gli sceneggiati televisivi da lei interpretati ricordiamo: Le cinque giornate di Milano, Marcovaldo, e Marco Visconti, sempre per la televisione va ricordato Ciribiribin con Ugo Tognazzi. La Feldman è stata l’ottima doppiatrice di Geraldine Page, Rosalenn Linehan e Jeanne Moreau. Per il cinema ha interpretato Daniele Cortis, per la regia di Mario Soldati con Vittorio Gassmann  e Ho sognato il paradiso per la regia di Giorgio Pastina, sempre con Vittorio Gassmann.
Ancora radio al fianco di Esperia Sperani, Leda Celani, Evelina Sironi, Fausto Tommei ed Eleonora Borgo. Fra gli altri spettacoli teatrali interpretati dalla Feldmann nel corso della sua carriera Sotto il ponte del Naviglio di Alfredo Bracchi, Siamo tutti milanesi di Armando Fraccaroli, Dannate Vacanze di Gualtiero Tibiletti con Gino Bramieri. Negli anni ’60 Liliana si trasferisce da Porta Romana in via Caracciolo, zona piazza Firenze, vicino alla sede della Rai, successivamente abiterà in Corso Sempione 12, a due passi dalla sede milanese della Rai, e ancora oggi abita in zona Sempione.
Liliana Feldman conclude la sua carriera in Rai all’inizio degli anni ’70, vi ritornerà a volte come star di riguardo, con più di 8500 trasmissioni radiofoniche che l’hanno vista protagonista di riviste, commedie musicali, e classici del teatro di prosa. Sono invece circa 100 le trasmissioni televisive, fra cui una ventina di commedie, compreso un ciclo di gialli scritti e messi in onda nel pomeriggio per i ragazzi, la prima trasmissione in diretta della domenica pomeriggio, che aveva per titolo Tutti in pista, e diversi sceneggiati. Una delle ultime apparizioni in Rai è il 2 giugno 1972 nell'adattamento televisivo della commedia di Luigi Pirandello La signora Morlì uno e due con Roberto Chevalier, Gianni Riso, Ignazio Colnaghi, Mario Maranzana, Giulio Bosetti, Silvano Tranquilli, Itala Martini, per la regia di Ottavio Spadaro. Con Evelina Sironi interpreta Milanesissimevolmente un brano scritto da Evelina su musica di Mozart. Sempre nel 1972 Liliana è in scena al Teatro Filodrammatici con Cicciarem on cicinin con la Giovana insieme a Evelina Sironi, Roberto Brivio e Augusto Mazzotti, nel 1973 è la volta di El panaton de Pasqua e la colomba de Natal, insieme a Roberto Brivio e Augusto Mazzotti, con la regia di Carlo Silva. Nel 1975 crea e produce un teatro galleggiante nella darsena di Porta Ticinese, trasformando con l'aiuto registico di Enzo Convalli un barcone (che un tempo veniva utilizzato per il trasporto della sabbia) in un vero e proprio piccolo teatro che ogni sera, avvalendosi della partecipazione di Evelina Sironi, Roberto Brivio, Augusto Mazzotti e il Maestro Sergio Gamberini, propone uno spettacolo di cabaret.   Nel 1976 è in scena al Teatro San Calimero in "L'è tutt'ona fera" con Evelina Sironi, Gianni Ferri e il M° Sergio Gamberini.
A metà degli anni ’70, mentre prosegue con la sua attività in teatro, Liliana sceglie di lavorare per l’emittente radiofonica privata Radio City, con Carlo Silva e il mitico Zio Dany; conduce infatti un gioco a premi per i milanesi, la sigla è Milan la gent scritta da Antonio Clerici, un famoso oculista che si dilettava a scrivere in milanese commedie e riviste musicali. Fra i concorrenti anche un giovanissimo Massimo Emanuelli che per la prima volta entra in uno studio radiofonico come ospite, di li a qualche mese condurrà i primi programmi, ciò fino al 1980. Le radio private locali poi scompaiono, per far spazio ai network. Rientrerò in radio a metà a metà degli anni ’90 e, il caso vorrà che inizierò a condurre un programma sulla scuola, appena entrato in studio per l’inizio della prima puntata, veniva trasmessa una canzone di Liliana Feldmann. Nel 1975 Liliana fonda, assieme ad altri attori, la cooperativa A.D.C. (Attori Doppiatori Cinematografici) di Milano, fa inoltre parte dell’ADAP (Associazione Doppiatori Attori Pubblicitari).
Sempre a metà degli anni ’70 Evelina Sironi, Liliana Feldmann, e Maria Pia Arcangeli si esibiscono nella sede della Famiglia Meneghina. Nel 1977 Liliana crea e produce un teatro galleggiante in Darsena di Porta Ticinese, trasformando con l’aiuto del regista Enzo Convalli un barcone che a un tempo serviva per il trasporto lungo il Naviglio in un vero e proprio piccolo teatro, con una platea composta da tavolini, poltroncine e una piccola pedana sulla quale ogni sera propone uno spettacolo di cabaret, con la partecipazione di Evelina Sironi, Roberto Brivio, Augusto Mazzocchi, e il fisarmonicista Sergio Gamberini. L’idea colpisce il sindaco Tognoli che si rende conto del successo nei confronti del pubblico milanese e non, e chiama Liliana per proporle di creare uno spettacolo che dia il via a quelle che sono state denominate Vacanze a Milano. Liliana accetta e allestisce sulla pedana del Teatro Burri al Parco, una scenografia fatta esclusivamente di due vecchi carretti per la vendita della frutta e verdura, uno spettacolo dal titolo Milanesissimamente vostri. Il successo è grande: migliaia di persone accorrono ogni sera per vedere questo spettacolo di carattere meneghino interpretato da Liliana Feldman (che ne cura la regia), Evelina Sironi, Roberto Brivio, Augusto Mazzocchi, Gianni Ferri, e il Maestro Sergio Gamberini. La compagnia prosegue le rappresentazioni al Teatro Lirico proponendo Milanesissimamente vostri anche d’autunno. Il binomio Feldmann-Sironi prosegue con un recital presentato al San Babila L’e tuta una fera, al pianoforte Nini Comolli. Il 1977 è anche l’anno di Antenna 3 Lombardia, storica emittente tv privata, la Feldman, con l’inseparabile Sironi, è mattatrice di alcuni dei migliori programmi della miglior stagione dell’emittente. Suo regista è Davide Rampello, uomo ecclettico, attuale Presidente della Fondazione Triennale, docente universitario di Teoria e Tecnica della Ripresa Televisiva all’Università di Padova, l’Università di Galileo Galilei. Fra i programmi cult Il piramidone, che Liliana conduce con Evelina Sironi, “fu Tortora a convincermi a condurre, inizialmente doveva essere lui il conduttore, ma quando lo chiamò la Rai per fare Portobello fu proprio Enzo a suggerirmi”. All’inizio degli anni ’80 anche Liliana torna in Rai, appare in tv nel programma Blitz condotto da Gianni Minà.
Negli anni ’70 e negli anni ’80 si esibisce al festival dei Navigli e nell’ambito di Vacanze a Milano, iniziative organizzate dal Comune. 1981: TeleMilano58, emittente televisiva comprata sette anni prima da Silvio Berlusconi si trasforma in Canale5, Liliana passa alla Fininvest, il caso volle – ricorda la Feldman – che anche il mio primo programma tv per Canale5 si intitolasse Grand’Hotel, come quello con il quale avevo esordito nel 1954 in Rai, anche se erano due cose diverse. Liliana ritrova come regista Davide Rampello, per un paio d’anni lavora per Berlusconi, poi lascia. Due furono le cause di questo abbandono – ricorda la Feldmann – innanzitutto la prematura scomparsa di Evelina Sironi, avvenuta nell’agosto 1983, e poi gli impegni famigliari. La signora Feldmann ha infatti due figlie, deve fare anche la mamma, le registrazioni erano fino alle 2 del mattino, ero già molto impegnata con il teatro, dovetti quindi per ragioni personali rifiutare le interessantissime offerte di Silvio Berlusconi.

Liliana Feldmann ha tenuto recital personali in tutta Europa. E’ quasi impossibile enumerare i registi che l’hanno diretta: Romano Calò, Enzo Ferrieri, Mario Soldati, Sandro Bolchi, Anton Giulio Maiano, Nanni Loy, Giuliano Montaldo, Vito Molinari, Vittorio Barino, Scarnicci e Tarabusi, Davide Rampello. Altrettanto dicasi degli attori con i quali ha lavorato: Ruggero Ruggeri, Renzo Ricci, Sergio Tofano, Nino Besozzi, Tino Buazzelli, Tino Carraro, Arnaldo Foà, Vittorio Gassmann, Renzo Montagnani, Franco Parenti, Gianrico Tedeschi, Walter Marcheselli, Fausto Tommei, Dario Fo, Febo Conti, Ernesto Calindri, ecc. ecc. Nelle commedie musicali radiofoniche scritte appositamente per lei ha avuto come partner: Carlo Dapporto, Ugo Tognazzi, Billi e Riva, Domenico Modugno, Nino Taranto, Renato Rascel, Gino Bramieri, Alberto Lionello ecc. Ha cantato con le maggior orchestre di musica leggera dirette dai maestri: Kramer, Ferrio, Consiglio, Barzizza, Angelini. Ha al suo attivo cinque lp di canzoni milanesi, svariate audiocassette, l’ultima, in ordine di data, dal titolo Diario milanese comprende vecchie e nuove canzoni, di cui due scritte personalmente, ha interpretato anche soap (una delle più note è stata Don Luca su Canale5), ha prestato la sua voce per i cartoni animati e la pubblicità ed ha interpretato anche telenovelas.
All’inizio degli anni ’90 viene assegnato a Liliana Feldmann il Premio Rita Govi come “messaggera della milanesità”, che le è consegnato al Circolo della Stampa di Milano dalle mani di Ernesto Calindri, proprio con lui, a Genova, fa il suo ritorno sulle scene, dando inizio ad una collaborazione durata dieci anni. Dalla fine degli anni ’80 e fino al 1999, anno della scomparsa del grande Calindri, Liliana è al fianco del grande attore toscano milanesizzato. La compagnia Feldmann-Calindri porta in tournèe per tutta Italia: Sul lago dorato, L’ora del cocktail, Indovina chi viene a cena, La grande paura, Mercadette (l’affarista), I burosauri, Il borghese gentiluomo di Moliere, Pensaci Giacomino di Pirandello, Gigi di Colette, Circolo di S.Maugham, e Indovina chi viene a cena.
Chiacchiero con Liliana, accompagnata dalle sue due figlie, che mi comunicano di non avere seguito la strada artistica come i nonni e la madre, al bar della libreria Mondadori di Viale Marghera. Rievochiamo assieme grandi figure della storia del teatro italiano del ‘900, della storia di Milano e dell’Italia, Liliana ha conosciuto tutti i sindaci della città, e li ricorda con affetto. E’ impossibile, dato lo spazio limitato di un articolo, elencare le curiosità, gli aneddoti e la grandezza dei personaggi che ha conosciuto e con i quali ha lavorato. Liliana è commossa allorquando si nomina suo padre Dante, deceduto a Milano il 27 dicembre 1962, Evelina Sironi, morta nell’agosto 1983, è quasi commossa nel constatare come io, seppur lontano da loro anagraficamente, abbia fatto ricerche, e, nel caso di Evelina Sironi, abbia anche incrociato il personaggio. Alla mia affermazione che personaggi come Dante Feldman, Evelina Sironi, e Nino Besozzi, altro grande dimenticato, debbano essere maggiormente ricordati, Liliana pare commuoversi nuovamente. La Feldman mi parla di un altro grande della storia d’Italia e di Milano: Enzo Tortora, “compresi subito che le accuse al povero Enzo erano assurde”, la Feldmann concorda con la mia affermazione, la vicenda Tortora fu la preistoria della costruzione del “mostro mediatico” innocente, che poi scoppierà all’inizio degli anni ’90 e che prosegue ancora oggi. Così come il suo licenziamento nel 1943 ha analogie con alcuni provvedimenti punitivi dei quali sono stato vittima al principio degli anni ’90 e, in parte ne sono vittima tutt’oggi, a causa del non rinnegamento di alcune vere amicizie. I veri colpevoli sono i trasformisti, coloro che accusano e che passano da uno schieramento all’altro, Liliana da vera artista è al di fuori e al di sopra delle parti, gli opportunisti, i voltagabbana, gli incompetenti, sono coloro che fanno le epurazioni.
Da vent’anni Liliana Feldman è madrina del premio di poesia indetto dai Lions Milano Duomo, dal 1999 è diventata madrina della Tazzinetta Benefica, ente fondato nel 1983 per assistere anziani, poveri, persone sofferenti e sole.
Fra i prntemi più prestigiosi le viene assegnato dall’Accademia di Firenze, l’11 giugno 1994 il Premio Internazionale Le Muse nel simbolo della musa Melpomene. Nel dicembre 1996 le viene assegnato dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro l’insegna di “Grande Ufficiale dell’Ordine” al merito della Repubblica Italiana consegnatole da Romano Prodi.
Nel corso del nuovo millennio per il ciclo di incontri dedicati ai ricordi e agli aneddoti della vecchia Milano ha proposto il suo Amarcord meneghino, il 18 dicembre 2001 viene premiata dalla Provincia di Milano: “grande interprete del teatro dialettale Meneghino ha promosso per la sua Milano originali iniziative teatrali, ottenendo un enorme successo di pubblico. Con Ernesto Calindri da vita ad una compagnia teatrale che riscuote calorosi successi nei maggiori teatri italiani. Nel 1975 fonda a Milano la cooperativa Attori Doppiatori Cinematografici. Alla radio, come in teatro, in televisione e nel cinema e nell’inconfondibiltà della sua voce che trova perfetta espressione la versatilità di questa artista”. Firmato il Presidente della Provincia di Milano, Onorevole Ombretta Colli.  Nel febbraio 2002 Liliana ha evocato le Mille Miglia di oggi e di ieri nel recital Milla Domilla Milan, tra musica e poesie, canzonette e letteratura, una carrellata sul ‘900 milanese, accompagnata dal pianoforte di Roberto Negri. Liliana Feldman ha anche partecipato alla mostra fotografica I percorsi della memoria, che ha proposto in 60 riproduzioni l’immagine della città d’anteguerra al Teatro della Memoria di via Cucchiari. Il 4 dicembre 2002 al Circolo della Stampa. Salone d’onore Bracco, le è stato conferito il premio Carlo Porta, a suggello di una prestigiosa carriera che l’ha vista protagonista su più fronti: teatro, canzoni milanesi, rubriche radiofoniche, cinema e televisione. Il 7 dicembre 2004 preso il Teatro Dal Verme di Milano il Sindaco di Milano Gabriele Albertini conferisce a Liliana l'Ambrogino d'Oro con la seguente motivazione: "figlia di due noti attori dialettali molto amati dai milanesi per essere stati gli interpreti storici di Meneghino e Cecca e per avere ripristinato il Carnevale Ambrosiano dopo la fine della guerra. Lilinaa Feldmann esordì a teatro a soli due anni, rivelandosi alla critica come una bambina capace di mandare in visibilio gli spettatori. Da allora la sua avventura artistica di attrice teatrale e cinematografica, soubrette, cantante e doppiatrice ha raccolto sei decenni di successi. Voce inconfondibile dalla radio, ha tenuto a battesimo la televisione milanese."  Nel 2008, dopo alcuni mesi di insistenti richieste da parte di Federico Bellone e Saverio Marconi, di prendere parte ad una riduzione scritta da Marconi stesso tratta dal film L'ultima notte prima degli esami ribadendo che sarà solo per la piazza di  Milano. Cede alla lusinga di verificare a sè stessa, quella che secondo lei definisce la sua ultima apparizione in teatro. Così recita in due spettacoli nello stesso giorno, sabato 24 maggio e, senza rendesi conto, ritrova l'entusiasmo e la forza di tornare a recitare, cantare e ballicchiare contornata da cinquanta ragazzi preparatissimi e con molto rispetto per la professione, provenienti dalla scuola del musical condotta da Marconi. Tutto talmente bene che al termine dell'ultimo spettacolo, dopo varie uscite per gli applausi finali, Marconi la prende in braccio in scena prende in braccio per ringraziarla di avere partecipato. Per lei "è stato un ritorno alla vita!".  Liliana ultimamente ha scritto due canzoni, la prima per il Premio D'Anzi, Gratta ti che gratta anca mi musicata ed interpretata da Walter Di Gemma e la seconda per il concorso di canzoni per bambini l'Ambrogino d'Oro, Mamma è matematica, musica sempre di Walter Di Gemma che si classifica al terzo posto aggiudicandosi anche il premio della critica per il testo.

Liliana Feldman si è cimentata in tutti i generi, nel corso della sua carriera ha avuto parecchi riconoscimenti (circa una sessantina di premi) fra i quali: la Maschera d’Argento, il Premio Madonnina, un Leone d’Oro dal Comune di Venezia, il Cuore d’Artista (per la sua innumerevole partecipazione a spettacoli di beneficenza e tanti tenuti direttamente negli ospedali), la targa Una vita dedicata all’arte, il microfono d’argento, tre Ambrogini d’argento, e due Ambrogini d’oro dal Comune di Milano, la targa Per una vita dedicata all’arte della sezione culturale del Comune di Milano.

Nel 2010 esce il cofanetto Liliana Feldmann Milla Domilla, due cd per raccontarvi la mia vita e i miei ricordi, nuovo atto d'amore che Liliana ha voluto tributare alla sua Milano, con un libriccino biografico con fotografie e notizie sulla vita di Liliana, e due cd, il primo con canzoni milanesi ed una in italiano, Questa è Milano, ed il secondo nel quale Liliana recita alcune poesie di Carlo Porta, Luigi Cazzetta, Emilio De Marchio, Attilio Carosso, Giovanni Barella e Luigi Cazzetta. "Il mio rapporto professionale con la poesia è iniziato a scuola. Poichè ero sempre distratta e riuscivo solo a concentrarmi sulla lettura delle poesie, la maestra mi spediva in tutte le classi a leggerle, i miei voti erano piuttosto scarsi ma, dal momento che in qualcosa mi rendevo utile, pensarono di alzarmi la media con questo escamotage. Certo sono passati alcuni anni dalle elementari. la prima volta che mi soo cimentata professionalemnte è stata alla Rai nella trasmissione Ventiquattresima ora. Per quel programma Orio Vergani scriveva delle lunghe poesie che il regista Daniele D'Anza assegnò a me per tutti gli anni che durò la trasmissione. L'altra circostanza più impegnativa mi è toccata al Teatro Gerolamo nello spettacolo dedicato a Carlo Porta. Per la commemorazione della sua morte il regista Carletto Colombo mi chiese di recitare la poesia La nomina del cappellan. Accettai con il timore di leggerla, ma il timore crebbe quando mi disse che non dovevo leggerla ma recitarla a memoria! Da allora il Porta rimase nel mio repertorio dei poeti milanesi."

Il 6 ottobre 2010 il Piccolo Teatro Paolo Grassi di Milano ha dedicato una serata d'onore a Liliana per festeggiare i suoi 80 anni di carriera. La vita di Liliana è stata tutta tra commedie, cinema, televisione, microfoni della radio e pubblicità. Liliana ha al suo attivo oltre 8500 trasmissioni radiofoniche, circa 100 trasmissioni televisive, migliaia di spettacoli teatrali, un numero infinito di canzoni da lei interpretate e per lei scritte. Il suo ultimo lavoro è il cofanetto Milla domilla, un libriccino fotografico biografico e due cd, il primo con le canzoni di Giovanni D'Anzi, il secondo una lettura di poesie di Giovanni Barrella, Emilio De Marchi, Carlo Porta, Luigi Cazzetta, Attilio Carosso.

Cosa ha fatto in questi ultimi tre anni Liliana?

"Ho dovuto rinunciare ad alcuni spettacoli nonostante diverse ed allettanti offerte che mi sono state fatte, ragioni anagrafiche mi impediscono non tanto di salire in scena, quando un attore sale in scena di trasforma e inoltre avrei dovuto fare una parte importante, ma non stare in scena dall'inizio alla fine dello spettacolo, bensì il dovermi continuamente spostare visto che gli spettacoli erano itineranti per tutta Italia"

Cosa fa oggi Liliana Feldmann?


"La signora Liliana Feldmann è ora che si riposi, compirò 84 anni e lavoro da una vita, una vita ricca di grandi soddisfazioni artistiche, i milanesi non si sono scordati di me e, a quanto vedo, neanche i giornalisti: oggi ho ricevuto con immenso piacere due telefonate: quella di Enrico Vaime e la sua, Massimo, sono molto contenta per questa intervista, caro Emanuelli, la ringrazio per essersi ricordato di me"

Il 29 dicembre 2013 Liliana Feldmann compie 84 ani di età e 82 di carriera, Liliana viene intervistata da Massimo Emanuelli per il programma STILE ITALIANO LA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA RACCONTATA DAI SUOI PROTAGONISTI, un regalo di compleanno per una dei protagonisti non solo della canzone, ma anche del teatro, della radio, della televisione e dello spettacolo italiano.