LELIO LUTTAZZI, L'UOMO DELLA HIT PARADE (E NON SOLO...)
![]()
Lelio Luttazzi nasce a Trieste il 12 aprile 1923,
figlio di una maestra elementare e di un
commerciante che volevano per lui un
figlio avvocato: studia giurisprudenza all'Università di Trieste, comincia a
suonare il pianoforte a orecchio e si divide fra il jazz (che suona in casa o
con amici) e la musica leggera, con la quale, insieme ad alcuni compagni di
università, si guadagna un pò di soldi suonando nei bar e negli stabilimenti
balneari. I genitori poi mandano Lelio a Torino per fare il praticantato senza
immaginare che il destino del figlio avrebbe preso un'altra strada: "Avevo
imparato a suonare il pianoforte dal parroco quando ero bambino, e così per
divertirmi continuavo a strimpellare con i compagni di studi. Erano gli anni
della seconda guerra mondiale e una sera, per guadagnare qualche lira, andavo a
suonare in teatro prima del concerto di Ernesto Bonino, un cantante allora molto
in voga. Bonino rimase molto colpito dalla mia esibizione tanto che alla fine
dello spettacolo mi chiese di comporgli una canzone". Lelio senza troppa
convinzione si mette al pianoforte: in testa aveva i motivetti americani, quelli
suonati a ritmo di swing, un genere musicale divertente e trascinante, parente
del jazz, molto in voga negli Stati Uniti, ma sconosciuto in Italia, che lui
ascoltava la sera alla radio. Una nota dopo l'altra ed ecco che finì per
comporre la sua prima canzone, IL GIOVANOTTO MATTO: "il testo
l'avevo scritto sul libro di diritto privato mentre studiavo legge e fui
bocciato, erano gli anni della guerra, vivevo a Trieste. Lo feci sentire ad
Ernesto Bonino che era arrivato a Trieste con uno spettacolo del Guf e lui la
prese". Nel giugno 1944, prima che gli alleati bombardino il porto e i
tedeschi comincino le rappresaglie, Trieste è una città tranquilla e piena di
locali dove si balla. In uno di questi suona Luttazzi: una sera gli si presenta
Ernesto Bonino, cantante allora già famoso: "ieri sera ti ho sentito cantare un
tuo pezzo, IL GIOVANOTTO MATTO. Mi piace, dammi lo spartito, e io te lo lancio".
Luttazzi gli da la musica della canzone e poi quasi dimentica l'episodio. Alla
fine della guerra mi arrivò una lettera gialla della Siae, con 350.000 lire, era allora una fortuna, per me,
povero studente, figlio di maestra, era come diventare ricco. E infatti con quei
soldi me ne andai a Milano." Un giorno arriva a Trieste il
trombettista americano Dizzy Gillespie, Luttazzi lo sente suonare e si innamora
del suo jazz sanguigno e pieno di swing, si chiude in casa per mesi e studia
musica, poi si mette a suonare per davvero. Si spos
a con una ragazza della sua
città, Magda Prendini (il matrimonio verrà poi annullato dalla Sacra Rota),
dalla quale ha nel 1949, una figlia, Donatella, diventata poi cantante. Negli
anni del dopoguerra nella Trieste ancora "territorio libero" e non ancora
italiana, Lelio trova nel jazz un modo per riaffermare la libertà della sua
generazione, e ben presto arriva a Roma dove milita in formazioni di successo
nel giro di musicisti come Piero Piccioni, Armando Trovaioli, Gianni Ferrio. Nel
frattempo continua a fare anche musica leggera, ed è l'incontro con Teddy Reno,
anche lui triestino,a portare Luttazzi nel mondo discografico. Reno si era fatto
finanziare dal padre una piccola casa discografica, e Luttazzi ne diventa il
direttore artistico. Per anni i due si dividono glorie ed anche quattrini, poi
la coppia si scioglie e Luttazzi ne forma un'altra in coppia con Gorni Kramer.
Diviso ancora fra la passione per il jazz ed i suoi derivati, che gli procurano
glorie ed onori nell'elite degli afecionados e nel giro dei cantanti e dei
musicisti, e la necessità di sconfinamenti della cosidetta musica leggera (fonte
di guadagni e di successo) col grosso pubblico. Luttazzi lavora a Radio Trieste
e scrive canzoni di
successo per altri interpreti (SOUVENIR D'ITALIE, VECCHIA AMERICA (Quartetto Cetra), MULETA MIA (Teddy Reno,
QUANDO UNA RAGAZZA A NEW ORLEANS (Jula De Palma), BUM AHI CHE COLPO DI LUNA, UNA ZEBRA A POIS (Mina) ed interpreta EL CAN DI TRIESTE, CANTO ANCHE SE SONO STONATO, LEGATA A UNO
SCOGLIO, SONO TANTO PIGRO. "Dicono che suono bene il pianoforte, invece le mie
dita sono rigide. Il motivo? Non faccio esercizi perchè sono troppo pigro
persino per alzarmi dal letto" dice con autoironia. In merito ai suoi successi
dichiarava: "Tutte canzoni - sosteneva lo stesso
Luttazzi
all'epoca del loro successo - che ho scritto in mezz'ora, con il solito
proposito di fare quattrini". Dopo avere fatto il direttore d'orchestra della
trasmissione radiofonica PUNTO INTERROGATIVO con Silvio Gigli,
Delia Scala, Teddy Reno e Alberto Bonucci,
conduce con Gorni Kramer in tv Musica in vacanza, quindi è l'autore del programma radiofonico PROGRAMMISSO presentato da Corrado, dove insieme ai direttori d'orchestra Fragna
e Trovaioli è protagonista dell'agone musicale fra canzone melodica e moderna. Luttazzi fa qualche incursioni nel mondo del cinema in
ruoli di carattere: SUA ALTEZZA HA DETTO DI NO (1954), IL MOTIVO IN MASCHERA di
Stefano Canzio (1955), e L'AVVENTURA di Michelangelo Antonioni (1960). Lelio
Luttazzi ha i numeri del grande istrione, sa suonare le swing ma è anche ironico
ed elegante, un vero gentiluomo. Nel 1960
debutta nel varietà televisivo con SENTIMENTALE e con QUESTO NOSTRO GRANDE
CINEMA. Nel 1961 Luttazzi si produce anche come vocalist: il suo primo
disco è CANTO (ANCHE SE SONO STONATO) che sulla facciata B propone SENZA CERINI.
Nel 1959 è fra gli autori di NATI PER LA MUSICA, programma radiofonico con Gorni
Kramer, Jula De Palma, Teddy Reno e il Quartetto Cetra. Nel 1963 alla vigilia del Festival di Sanremo al quale avrebbe dovuto
partecipare come direttore d'orchestra, resta vittima di un grave incidente
stradale che lo costringe a sospendere la sua attività per qualche tempo. Ma
appena torna al lavoro si riaprono per lui le porte della radio e della
televisione. Prima come musicista e in seguito come presentatore, ironico e
spiritoso padrone di casa di varie trasmissioni televisive riscuote una serie di
successi in programmi che vanno da IL PAROLIERE QUESTO SCONOSCIUTO (1962) a MUSICA
INSIEME (1963) con Renata Mauro (accanto alla quale è anche protagonista di numeri
Carosello) e IL SIGNORE DI MEZZA ETA' (sempre del 1963). Quindi è la volta di STRETTAMENTE MUSICALE show di Lelio Luttazzi che
con poche battute e moltissimi sketch, presenta cantanti vecchi e nuovi, ospite
d’onore di ogni puntata un attore del cinema che interpreta una canzone in
incognito, rivelandosi al pubblico solo dopo avere cantato”. Altri successi
televisivi di Luttazzi sono: SPECIALISSIMO, I MAGNIFICI TRE con Kramer e Ferrio
(1964), ma
soprattutto STUDIO UNO. STUDIO UNO è il programma più seguito della
stagione 1964/1965 e della stagione 1965/66). Se con IL PAROLIERE
QUESTO SCONOSCIUTO, al fianco di Lelio, Mike Bongiorno
e Isa Bellini si era affermata Raffaella Carrà, con
STUDIO UNO Lelio lavora al fianco di Don Lurio,
Mina, le gemelle Kessler, Milly e
Luciano Salce, e un cast
eccezionale di ospiti eccezionali: da Henry Belafonte e Perry Como,
Walter
Chiari, Zizi Jeanmarie, il mimo Cobelli e una debuttante Rita Pavone”. Il
varietà STUDIO UNO, il primo grande varietà del secondo canale Rai da poco nato,
è destinato a passare nella storia della televisione italiana è diretto da
Antonello Falqui, ha un linguaggio televisivo tutto nuovo frutto di
un’esperienza maturata dallo stesso Falqui durante un viaggio negli Stati Uniti
dove ha visto un nuovo modo di fare spettacolo e televisione. Studio Uno
è essenzialmente un varietà che riempirà i sabati sera degli italiani per cinque
anni, ma l’aspetto musicale è fondamentale. Basti pensare al Dadaumpa
inventato da Don Lurio per le gemelle Alice ed Hellen Kessler, al ruolo di Mina,
perfettamente a proprio agio nei panni della soubrette, fino a Rita Pavone,
Ornella Vanoni e il. Fra i protagonisti di Studio Uno ci
sono i volti più amati televisione di allora: Alberto Sordi, Vittorio De Sica,
Bice Valori, Franca Valeri, Sandra Milo, Walter
Chiari, Paolo Panelli, Luciano Salce, naturalmente il nostro Lelio Luttazzi,
Sandra Mondaini e
Raimondo
Vianello. Studio Uno è il programma più visto secondo la neonata
classifica stilata dal Servizio Opinioni della Rai (peraltro non attendibile
come l’odierna Auditel), alle sue spalle altri programmi ad alto contenuto di
musica: Canzonissima (terzo), e L’amico del giaguaro (secondo). Nei
programmi televisivi Lelio presenta, canta e balla: mitici sono rimasti i suoi
siparietti con le gemelle Alice ed Hellen Kessler, loro erano le brillanti
ballerine dell'epoca, ma lui, ballando accanto a loro, sapeva splendere e
attirare l'attenzione. Quindi Luttazzi era un vero e proprio showman. Poi anche
il cinema inizia ad accorgersi di lui e del suo talento di attore.
All'inizio i produttori gli offrono di comporre le colonne sonore di film come TOTO' LASCIA O RADDOPPIA di Camillo Mastrocinque,
TOTO' PEPPINO E LA MALAFEMMINA. Luttazzi si dedica anche alle colonne sonore cinematografiche
e a musiche per vari spettacoli di rivista (IL DIPLOMATICO di Carlo Dapporto)
compone le musiche per alcuni spettacoli scritti da Scarnicci e Tarabusi (fra
cui SOUVENIR D'ITALIE), per TUTTE DONNE MENO IO, oltre che per altri celebri
autori come Garinei e Giovannini (per i quali compose il brano VECCHIA AMERICA
interpretato dal Quartetto Cetra nella rivista GRAN BALDORIA del 1951). Luttazzi
scrive anche numerose colonne sonore per il cinema, sopratutto commediole.
Successivamente i produttori cinematografici comprendono che il suo volto
spigoloso poteva bucare lo schermo e gli offrono parti importanti: nel 1960 ha
un ruolo importante nel film di Michelangelo Antonioni L'AVVENTURA con Monica
Vitti. Quindi partecipa ad altri film come attore: GLI ATTENDENTI (1961), LA VENDETTA DELLA
SIGNORA (1964), MI VEDRAI TORNARE (1965), l'episodio GUGLIELMO IL DENTONE del
film I COMPLESSI con Alberto Sordi (1965), l'episodio LA MOGLIE BIONDA di
Luciano Salce di OGGI DOMANI E DOPODOMANI (1965) e L'OMBRELLONE di Dino Risi, IO
IO E GLI ALTRI di Alessandro Blasetti (1966). Lelio Luttazzi è un simpatico artigiano che ha rallegrato l'Italia con
deliziosi calemborug musicali, con le sue zebre a pois, le vecchie americane, le
ragazze a New Orleans, e qualche volta anche con dolci e sognanti melodie.
Il 6 gennaio 1967 nasce la Hit parade radiofonica condotta da Lelio Luttazzi, il primo titolo era Vetrina di Hit parade su testi di Sergio Valentini, nel giro di pochissimo tempo la classifica di Luttazzi del venerdì entra nell’immaginario collettivo. Per tutti gli operatori del settore musicale è un punto di passaggio obbligato. In onda ogni venerdì alle 13,00 sul secondo canale radiofonico, la HIT PARADE era suggerita dai giudizi di un campione di ascoltatori, ma il processo di selezione non era noto al grande pubblico che in generale credeva si trattasse di una classifica fondata sulle vendite e comprendente solo i primi 8 brani. Ancora un'intuizione geniale con l'invenzione di una trasmissione nuova, unica per l'Italia. E' l'epoca dei 45 giri con il lato A e il lato B, gli anni di Bobby Solo e Little Tony, di Orietta Berti e Lucio Battisti, quando per la prima volta Lelio grida alla radio per presentare la sigla: "Hiiit Paaarade". Quell'urlo entra nelle case degli italiani rimanendovi per anni, puntuale ogni venerdì all'ora di pranzo sul secondo programma radiofonico, con un rituale consueto e così insolito per quell'epoca: c'erano gli applausi finti in studio, i monologhi a ruota libera fra un brano e l'altro, la classifica di gradimento e di vendita, e quelle parole, la "canzone regina" prima in classifica, la "damigella d'onore" in seconda posizione e "la nuova entrata" che oggi suonano fuori moda ma che allora facevano balzare gli indici di ascolto. C'erano la musica italiana ma sempre anche tanto swing. Lelio Luttazzi diventa una leggenda: il suo programma piace i giovanissimi e ai loro genitori e unisce i radioascoltatori di ogni età in nome della musica come mai era accaduto prima. HIT PARADE nel 1972 raggiunse i 5.500.0000 ascoltatori, nel 1973 venne affiancato da SPECIALE VETRINA DI HIT PARADE che replicava i brani ai primi quattro posti della classifica. Ancora oggi, a quasi quarant’anni dal suo esordio, è ancora presente, anche se modificata ed adattata ai nuovi tempi, sia in versione video, che in cartaceo, e in internet. Ma rimane anche in radio come programma striscia, che fra repliche, annunci, singoli, cd, hit del passato, i cosidetti “dischi caldi” supera abbondantemente le dodici ore settimanali. Suscitò scandalo la dichiarazione di Luttazzi“fra una canzone e l’altra leggevo il giornale”.
La generazione nata negli anni '60 tanto è vero che Daniele
Luttazzi (vero nome Daniele Fabbri) ha scelto tale cognome in omaggio al grande Lelio. Nel 1968 un ritorno al cinema con LO SMEMORATO di
Luciano Salce, nel 1969, mentre continua a condurre con successo in radio HIT
PARADE, Lelio ritorna in tv con DOPPIA COPPIA, spettacolo per la regia di Eros Macchi con
Alighiero Noschese, Sylvie Vartan, Bice Valori e Lelio Luttazzi, per la prima
volta in questa trasmissione compare la satira politica, mitica resta la sigla
finale BUONASERA BUONASERA cantata da Luttazzi con Sylvie Vartan, Alighiero
Noschese e Bice Valori. Grande successo anche per gli altri brani di Luttazzi
interpretati con Sylvie Vartan durante DOPPIA COPPIA: IO NON AVREI MAI CREDUTO, FRANKESTEIN,
SONO TANTO PIGRO, CHI MAI SEI TU, LA MIA DONNA, ABBIAMO BISOGNO DI UN UOMO,
RITORNO A TRIESTE. Ancora un film, GRANDE SLALOM PER UNA RAPINA di Englund,
nel 1971, poi uno stop
. All'inizio degli anni '70 Luttazzi viene coinvolto in un'incredibile vicenda
giudiziaria: lo accusano insieme a Walter Chiari di detenzione e spaccio di
stupefacenti, i due popolari beniamini televisivi vengono arrestati, solo dopo
una lunga Odissea Lelio e Walter risulteranno completamente innocenti e saranno
scagionati da ogni accusa. Nel maggio 1970 Lelio aveva ricevuto una
telefonata da un suo amico, il celebre attore
Walter Chiari: "per favore chiama questo mio conocente, di che mi telefoni,
io non riesco a mettermi in contatto con lui". Luttazzi non capisce il vero
motivo, ma la richiesta era tipica di quello "svagato caciarone" di Walter. E
telefonò senza sapere, si mise a parlare con una spacciatore di droga, quella
telefonata dal contenuto innocuo era stata intercettata dalle Forze dell'Ordine
e considerata la prova di un reato. Qualche giorno dopo, il 22 maggio, a casa
del musicista si presenta la Guardia di Finanza: "lei è in arresto per spaccio
di droga" gli dissero. "Io non ne so nulla della cocaina, vi sbagliate,
sono una persona perbene", provò a difendersi. Il musicista venne portato in
carcere a Regina Coeli e sbattuto sulle prime pagine dei giornali come il
peggiore dei delinquenti. Venne arrestato anche
Walter Chiari che spiegò l'accaduto, ma solo qualche settimana dopo gli
inquirenti capirono che Luttazzi era completamente estraneo alla vicenda, che si
trattava di un clamoroso errore giudiziario. Dopo ventisette giorni di
detenzione venne scarcerato: "ogni mattina mi dicevo: oggi è il giorno buono,
oggi capiscono che non c'entro, oggi mi mettono fuori. Ma niente" scrisse nel
libro di memorie OPERAZIONE MONTESCRISTO, che in parte ispirò il film di Alberto
Sordi DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO. I ventisette giorni di carcere erano
stati un'eternità per Luttazzi, che non si riprese più da quell'esperienza:
"per me è come morire dentro - dichiarò anni dopo - tutto passa nella vita, ma a
me è rimasta questa spina nel cuore". Da allora Lelio si allontana dal mondo
dello spettacolo. La HIT PARADE si interrompe nel 1976, per tre anni non andrà più in onda,
riprenderà nel 1979, dopo tre anni di silenzio, con la conduzione affidata a Foxy John. Nel corso degli anni '80 e '90 alla conduzione della hit parade Paolo
Testa, Tiberio Timperi, Cinzia Dondi, Massimo Rinaldi, Daniela Debolini, Con il
nuovo millennio il programma assume la denominazione di HIT PARADE LIVE SHOW ed
è condotto da Piero Chiambretti e Pierluigi Diaco, ma la HIT PARADE rimane per
tutti quella di Luttazzi. Luttazzi torna a condurre la HIT PARADE
radiofonica su un circuito di emittenti private grazie al "nostro" Gigi Vesigna,
allora direttore di TV SORRISI E CANZONI, che pensa a Luttazzi quale conduttore
della classifica dei dischi più venduti stilata dal settimanale più letto dagli
italiani. Classifica che in tv era fatta dal "nostro"
Maurizio Seymandi il quale
pensa che il conduttore ideale per la radio è proprio Luttazzi, sarà proprio
Seymandi ad intervisare in anteprima Luttazzi che riparte con la HIT PARADE. Più famoso come presentatore che come musicista, anche se è stato un pianista
jazz di prim'ordine, un compositore dalla felice vena melodica e un brillante
arrangiatore, Lelio Luttazzi esce di scena all'inizio degli anni '80 senza fare
troppo clamore. Lontano dal mondo dello spettacolo riappare nel 1991/92 per
partecipare al varietà televisivo FESTA DI COMPLEANNO condotto da Gigliola
Cinquetti; nello spazio musicale affidatogli Lelio suona canzoni del suo
repertorio e del jazz americano degli anni '30; nel 1998 Luttazzi è uno dei
presentatori della trasmissione di Rai2 SCIROCCO. Poi di nuovo il silenzio
fino a quando, nel settembre 2006 viene rilanciato da Fiorello
nel suo programma VIVA RADIO DUE e lo fece rinascere fuori, ma soprattutto di
dentro: "Fiorello è delizioso,
- ha dichiarato Lelio - mi
tratta come fossi un padre artistico." Nel 2008 lo vuole Maurizio Costanzo
al Teatro Parioli per un'entusiasmante serata in suo onore.
Oggi Lelio Luttazzi vive a Trastevere con la moglie Rossana, dal suo salottino si vede Armstrong da tutte le parti: manifesti, dischi, "Armstrong io l'ho conosciuto a Milano, per me è stato tutto, tutto quello che ho fatto è armstrongiano". Negli ultimi anni il ritorno nella "sua" Trieste, una delle sue ultime apparizioni televisive è stata a Sanremo 2009 insieme alla cantante Arisa che viene da lui accompagnata alla vittoria. Ancora una vota il pubblico si alza in piedi per applaudirlo. Il 15 agosto 2009 Lelio tiene un memorabile concerto in piazza a Trieste. Lelio Luttazzi ci lascia l'8 luglio 2010, si spegne a Trieste. Il sindaco della città Roberto Dipiazza annuncia immediatamente che la città alabardata lo onora allestendo la camera ardente nella sala del consiglio comunale.
http://www.youtube.com/watch?v=DZq3BvamsjE
CON LUTTAZZI TORNA HIT PARADE TARGATA "SORRISI
da Tv Sorrisi e Canzoni n.18/1978
DESTINATA A CENTO RADIO PRIVATE, LA TRASMISSIONE NASCE DALLA NOSTRA SUPERCLASSIFICA DEI DISCHI PIU' VENDUTI E ANDRA' IN ONDA CONTEMPORANEAMENTE ALLE 13 DI OGNI VENERDI'. LELIO LUTTAZZI, IN GRANDISSIMA FORMA, E' GIA' PRONTO A SEGNALARE SULLE ONDE LIBERE LA NUOVA CANZONE REGINA.
La sua voce, lanciata all'inseguimento di un
disco che sta felicemente frequentando la HIT PARADE, corre fresca ed
entusiasta. La sua ironia serve bene lo stile un pò rococò dei commenti e delle
presentazioni che precedono e seguono l'ascolto della canzone di successo. Lelio
Luttazzi "cavalca" i dischi più venduti con la disinvoltura di un D'Inzeo. Per
questo da venerdì 28 aprile SORRISI gli ha riaperto la sua pista preferita: HIT
PARADE. La più gradita e popolare rubrica di musica leggera ritorna sulle onde
libere delle radio locali ad aggiornarci nella classifica di vendita dei dischi.
E' un pò d'ossigeno per l'industria discografica. E Luttazzi cosa dice di questo
rilancio, come reagisce a questa inziativa?
"Cambio casa, mi allontano ancora di più dalla città. Da anni vivevo a
Primaporta, sull'Aureliana, nella quiete, come si dice, della campagna. Intorno
a quella quiete si è formata una piccola criminalità di borgata. Fatto sta che
ci sono venuti a trovare i ladri e si sono portati via quel poco che avevamo.
Per evitare l'impianto di complicatissimi sistemi d'allarme e la rivoltella,
sempre pronta sul tavolo, proseguo sull'Aurelia sino ad un paesotto ad otto
chilometri dal mare e a 40 da Roma. La HIT PARADE di SORRISI sarà un'occasione
per una settimanale gita in città.
Qualche rimpianto per i tempi dorati del Luttazzi uomo spettacolo tv, per quel signore in smoking che ospitava nello STUDIO UNO una Mina di prima grandezza ed esprimeva cattiveria a Luciano Salce? Come ricordi quel "sarto" che ricuciva passato e presente in IERI E OGGI? E l'elegante, spiritoso compositore, il brillante direttore d'orchestra?
"Ho 55 anni e sono un pensionato dell'Enpas. Guardo i miei colleghi che hanno in mano la tv e mi sembrano dei matti. Rifiuto quel mondo con il quale ho chiuso nel '70. Ho paura, mi provoca nevrosi, sono un nevrotico represso. Anche volendo non potrei fare più televisione, non ricordo niente. Alla fine di una trasmissione dovrei essere portato via a braccia. HIT PARADE mi va benissimo".
Tornando alla televisione, almeno la guardi?
"Guardo tutto, è sempre accesa. E' sempre li davanti a me e forse non la vedo, ma c'è. Si soffre meno perdendosi in un'immagine senza partecipare. E così invecchio. Ma non pensare che sia sempre al chiuso, anzi il sole mi affascina e me lo metto addosso. Ecco, vorrei morire abbronzato".
Ma, intanto i ragazzi si strizzano la gola e si spellano le mani trascinati dalla voce gagliarda di Zio Lelio che modula HIIIIIT PARADE!