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La radio

di Eugenio Finardi

 

Quando son solo in casa e solo devo restare,

perché devo finire un lavoro, o perché ho il raffreddore,

c’è qualcosa di molto facile che io posso fare,

è accendere la radio e mettermi a sognare.

Amo la radio perché arriva dalla gente,

entra nelle case e ci parla direttamente,

e se una radio è libera,

ma libera veramente, mi piace ancor di più,

perché libera la mente.

Con la radio si può scrivere, leggere e cucinare,

non c’è da stare immobili,

seduti li a guardare,

forse è proprio questo che me la fa preferire,

è che con la radio non si smette di pensare.

Amo la radio perché libera la mente,

entra nelle case e ci parla direttamente,

e se una radio è libera,

ma libera veramente,

mi piace ancor di più perché libera la mente.

 

Note: La canzone venne scritta da Eugenio Finardi a metà degli anni ’70, e testimonia il clima di euforia e di libertà delle radio libere di allora. LA RADIO nacque proprio quando Eugenio Finardi trasmetteva da Radio Milano Centrale, antenata di Radio Popolare. Il brano nacque quasi per scherzo a richiesta degli ascoltatori di Radio Milano Centrale che chiesero a Finardi, che aveva una sua trasmissione, un jingle per l'emittente. Partendo da un ritornello accattivante composto con il violinista Lucio Fabbri, nasce una filastrocca quasi ludica, suonata però con impegno ed evidente divertimento.  “Uscii dalla radio e la canzone mi venne di getto”. Ben presto la canzone divenne l'inno delle nascenti radio libere che contribuirono al suo successo. Finardi propose tale canzone anche in diretta in radio, esiste una versione live, rarissima, cantata al concerto che Finardi tenne al Palalido nell’aprile 1977, il ritornello veniva così modificato: “e se una radio è libera, una radio deficiente, mi piace ancor di più perché libera la mente”. Io stesso ricordo Finardi, ospite in diverse radio locali milanesi, che un giorno, mentre interveniva in un programma radiofonico di un’emittente (se non ricordo male Radio Stramilano) abbassò il volume mentre andava in onda la canzone LA RADIO, ed iniziò a suonarla e cantarla dal vivo.  LA RADIO divenne l'inno delle radio libere che in quegli anni nascevano come i funghi, molte di queste emittenti (che presto chiusero i battenti) usarono il brano di Finardi come sigla di apertura delle trasmissioni e della stessa emittente.

LA RADIO è tratta dall'album DIESEL