GIUNI RUSSO
Giuseppina
Romeo (questo il suo vero nome all'anagrafe) era nata a Palermo il 10 settembre
1953. Penultima di nove figli, con un padre baritono, la madre e la nonna
soprani, debuttò nel 1967 al festival delle voci nuove di Castrocaro, che vinse
indsieme ad Elio Gandolfi cantando NEL SOLE di Albano e HURT BE TIME YOUR, ben
più nota nella versione di Fausto Leali (A CHI). Nel 1968 Giuni Russo partecipò
quindi di diritto al Festival di Sanremo, il primo presentato da Pippo Baudo, in
coppia con Sacha Distel, ma venne subito eliminata. Partecipò a varie
trasmissioni televisive come JUKEBOX, ma non ebbe molta fortuna. Dopo sette anni
di silenzio interrotti da un album jazz (LOVE IS A WOMAN) molto ricercato dai
collezionisti, nel 1981 Giuni incontra Franco Battiato e avviene la svolta: con
la sua collaborazione, mai interrotta, incide l'album intitolato ENERGIE. Ed è
Battiato a firmare UN'ESTATE AL MARE, la hit
del 1982 che le regala il successo.
Seguono: LIMONATA CHA CHA CHA, ALGHERO e ANDRENALINA, ma Giuni, poco incline ad
assecondare le pretese dei discografici, non vuole continuare sulla scia delle
canzonette. Preferisce dedicarsi alle aree e alle romanze liriche di Bellini,
Verdi e Donizetti, che rilegge nell'album LA CASA DI IDA RUBINSTEIN, del 1988, e
a collaborare con scrittori e poeti.
Gli anni ’90 si aprono con la raccolta Amala, che contiene due inediti (Amala
e Spiaggia dell’amore). Nel 1994 esce Se fossi più simpatica sarei
meno antipatica, album in cui propone alcune arie, nel 1997 esce il singolo
Gabbiano, cui segue, nel 1998, il suo primo live, Voce prigioniera,
di cui la prima parte è composta da arie da camera, e la seconda di composizioni
leggere di Battiato e Camisasca. Nel 2003 partecipa al Festival di Sanremo con
Morirò d’amore (le tue parole), cui segue l’album live
Signorina Romeo, live con quattro brani nuovi. Sul palco dell'Ariston Giuni
,
già provata dalla malattia, aveva affrontato tale esperienza con coraggio
ironizzando sul suo capo calvo: "non ero soddisfatta delle mia capigliatura, non
era nè carne nè pesce. Così ho levato via tutto, la carne e il pesce".
Nel 2004 aveva proposto la rilettura di alcuni
classici del repertorio paternopeo per una pellicola del 1926 del regista
Roberto Leone, padre di Sergio, un film ambientato a Napoli e tutto basato sui
ritratti di vita dell'epoca e con diciture tratte dalle più famose canzoni
parternopee. La pellicola era scomparsa perchè non era in sintonia con i dettami
del regime, riapparsa nel 2000 grazie a una parente di Leone emigrata che ne
aveva tenuta una copia, il film era stato restaurato ed era stato chiesto a
Giuni Russo di interpretarla. La cantante aveva interpretato TURNA A SURRIENTO,
MARECHIARO, SERENATELLA D'AMORE, e due straordinarie versione A CCHIU' BELLA,
una poesia scritta da Totò musicata dalla stessa Giuni Russo ed interpretata con
il fratello Natale. Giuni Russo fu inoltre interprete di altri 22 brani di
classici di Di Giacomo, E.A.Mario, Donizetti, Bovio, Di Capua. In tutto il
lavoro riecheggiava un sentimento di melanconia acuito dalla straordinaria voce
di Giuni modulata fra vari acuti e delicatissimi passaggi. Giuni Russo morì a
Milano la notte fra il 12 e il 13 settembre 2004 colpita da un male incurabile.
A noi piace ricordarla spensierata e sorridente mentre imita il verso dei
gabbiani nella parte conclusiva di UN'ESTATE AL MARE, riproposta anche nel 2001
al programma rievocativo degli anni '80 LA NOTTE VOLA condotto da
Lorella Cuccarini.
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ALGHERO